{"id":16679,"date":"2001-01-07T00:00:00","date_gmt":"2001-01-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/chiusura-del-giubileo.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:35","slug":"chiusura-del-giubileo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/chiusura-del-giubileo.html","title":{"rendered":"Chiusura del Giubileo"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">con questa santa liturgia si chiude il Giubileo della nostra diocesi. Per tre anni ci siamo preparati. E la presenza in mezzo a noi di Mons.Gualdrini sta a testimoniare la preziosit\u00e0 del cammino percorso. Lo ringrazio per quanto ha fatto perch\u00e9 questa chiesa potesse celebrare con pienezza il Giubileo. Su suo invito le realt\u00e0 ecclesiali, coralmente, si sono fatte pellegrine verso la santit\u00e0 e con un cuore aperto a tutti, particolarmente ai lontani. Nel documento che sintetizza gli anni di preparazione: \u201cIl Giubileo dei lontani e della santit\u00e0\u201d, egli esortava ad aprirsi al dono della santit\u00e0 e a rendere tutti consapevoli di questa vocazione. Una Chiesa pellegrina, cos\u00ec io ho incontrato questa diocesi al mio ingresso. E ringrazio ancora il Signore per avermi fatto dono di questa chiesa. S\u00ec, posso dire che per me il Giubileo ha significato questo dono. E davvero posso cantare con il salmista: \u201cPer me la sorte \u00e8 caduta in una terra buona\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ho trovato una Chiesa che si era fatta pellegrina e abbiamo continuato il nostro cammino entrando nel terzo millennio. Ci eravamo fatti pellegrini nei luoghi santi anche dell\u2019Umbria; come non ricordare il pellegrinaggio fatto ad Assisi con gli anziani? Ma ci siamo incamminati anche verso questa nostra cattedrale. Siete venuti qui dai quattro angoli della citt\u00e0 all\u2019apertura della porta santa, ed oggi ci troviamo ancora, e pi\u00f9 volte, durante il 2000, ci siamo raccolti per le diverse assemblee diocesane in questa cattedrale. Essa diviene sempre pi\u00f9 il cuore della nostra diocesi. Il restauro della facciata e l\u2019impegno a lasciare un segno anche nella sua porta centrale, la \u201cporta santa\u201d, stanno a significare il desiderio che la diocesi si faccia sempre pi\u00f9 trasparente al Vangelo. E poi siamo andati a Roma, per rafforzare la nostra comunione con il Papa e per poter rinsaldare le radici della nostra fede. Come non ricordare il grande incontro di tutta la diocesi con il Papa quel 18 ottobre quando piazza San Pietro era piena della nostra gioia? Ed io stesso mi son fatto pellegrino negli ospedali e nelle carceri per portare a tutti l\u2019annuncio dell\u2019amore del Signore. Vorrei poter raccogliere tutti gli eventi che nell\u2019anno passato hanno segnato la vita della nostra diocesi e delle nostre parrocchie, penso al giubileo dei giovani con le splendide giornate a Ternie poi a Roma, e a tutti gli altri eventi del volontariato, del mondo del lavoro, del mondo dello sport, dei bambini, dei catechisti e delle diverse realt\u00e0 ecclesiali, e altri ancora. Essi sono tutti segnati nel cuore di Dio e sono seme fecondo per la nostra vita.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">L\u2019anno giubilare non \u00e8 stata una parentesi felice. Per noi \u00e8 stato un anno di immersione nel mistero di Dio. E\u2019 stato perci\u00f2 un anno di grazia. Un grande dono prima che un\u2019opera nostra. Vorrei immaginare l\u2019anno trascorso come un evento battesimale. S\u00ec, per la nostra Chiesa il Giubileo \u00e8 simile a quanto accadde a Ges\u00f9 nel giorno del suo battesimo. Per lui fu un evento straordinario che gli sconvolse la vita. Da quel giorno Ges\u00f9 non fece pi\u00f9 le stesse cose di prima, potremmo dire, non fu pi\u00f9 lo stesso. Scrive Luca: \u201cIl cielo si apr\u00ec e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto\u201d. Noi possiamo affermare che il Giubileo ha aperto il cielo su di noi ed ha fatto scendere sulla nostra vita la forza dello Spirito Santo. Non abbiamo forse partecipato ad eventi santi? Non abbiamo anche noi vissuto momenti straordinari? Non abbiamo avuto anche grandi sogni e grandi visioni sia per la vita della nostra diocesi che per la vita delle nostre citt\u00e0? Il cielo non \u00e8 chiuso davanti a noi. Anzi, si \u00e8 aperto con larghezza. E noi possiamo camminare alla luce del Vangelo, come questo pomeriggio abbiamo fatto dalla chiesa di San Francesco al Duomo. Certo, non dobbiamo restare, come al solito, con gli occhi fissi solo su noi stessi e sulle nostre abitudini, anche religiose. C\u2019\u00e8 una stella davanti ai nostri occhi: il Vangelo. Permettetemi, anzi, di aggiungere che il Vangelo di Luca che ci \u00e8 stato consegnato possiamo paragonarlo allo Spirito Santo disceso in forma corporea su Ges\u00f9: come la colomba si \u00e8 posata sul capo di Ges\u00f9, cos\u00ec il Vangelo \u00e8 stato deposto nelle nostre mani. Siano esse come il nido ove quella parola cresce e si sviluppa. E sono certo che se ascoltiamo con cuore attento il Vangelo, anche noi sentiremo sulla nostra carissima diocesi le parole evangeliche: \u201cTu sei il mio figlio prediletto: in te mi sono compiaciuto\u201d. Questa diocesi \u00e8 anch\u2019essa figlia prediletta di Dio. Su di essa \u00e8 rivolto il suo sguardo tenero di Padre. Beati noi, se come Ges\u00f9, sapremo ascoltare quella voce e commuoverci per la sua indicibile tenerezza!<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Dopo il Battesimo per Ges\u00f9 inizi\u00f2 una nuova vita. Non faceva pi\u00f9 le stesse cose di prima. Lasci\u00f2 Nazareth, lasci\u00f2 la sua casa, la sua terra e inizi\u00f2 la vita pubblica. Inizi\u00f2 a parlare apertamente del Vangelo, ad avere compassione per le folle, per i deboli, per i poveri, e prese a curare ogni malattia e infermit\u00e0. Cos\u00ec deve essere anche per noi, per ciascuno di noi personalmente, per le nostre singole parrocchie e per l\u2019intera diocesi. Dobbiamo comprendere pertanto cosa vuol dire non vivere pi\u00f9 per noi stessi; cosa significano le sue parole: \u201cnon sono venuto per essere servito ma per servire\u201d. Cosa vuol dire per noi, allora, lasciare Nazareth e iniziare una vita pubblica? Certamente vuol dire non restare bloccati sulle cose che sempre abbiamo fatto. Ma vuol dire soprattutto aprirsi al Vangelo. Vuol dire essere pi\u00f9 generosi, meno egoisti, anche nelle proprie tradizioni religiose. Intraprendere la vita pubblica significa che nessun credente pu\u00f2 fermarsi all\u2019amore per se stesso; che nessuna parrocchia pu\u00f2 contentarsi della sua vita interna; che la nostra diocesi deve vivere non per s\u00e9 ma per tutte le nostre citt\u00e0 e i nostri paesi. Per tutti noi vuol dire avere un cuore grande come il cuore di Dio, un amore che non consoce limiti. Ma ci diremo di tempo in tempo le tappe del nostro pellegrinaggio nel tempo che viene. Questa sera, al termine della liturgia, verr\u00e0 letta una mia lettera sui prossimi tre impegni diocesani, su tre priorit\u00e0: il Vangelo, la domenica e i poveri. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Il Papa ha esortato tutti i cristiani ad entrare nel nuovo millennio con pi\u00f9 coraggio evangelico e con pi\u00f9 amore. Il Signore ci dona un compito grande. E\u2019 quello che diede al profeta Isaia, come abbiamo ascoltato: \u201cConsolate, consolate il mio popolo. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che \u00e8 finita la sua schiavit\u00f9\u201d: S\u00ec, care sorelle e cari fratelli, parliamo al cuore di Terni, al cuore di Narni, al cuore di Amelia, al cuore di tutti i nostri paesi, e gridiamo loro che \u00e8 finito il tempo della tristezza. Un nuovo tempo si apre davanti a noi, \u00e8 il tempo in cui, come ricorda Paolo, \u201c\u00e8 apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini\u201d. Sia ringraziato il Signore perch\u00e9 ha guardato l\u2019umilt\u00e0 di noi suoi servi, e tuttavia ci rende partecipi del suo grande sogno di amore e di pace. Amen.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; con questa santa liturgia si chiude il Giubileo della nostra diocesi. Per tre anni ci siamo preparati. E la presenza in mezzo a noi di Mons.Gualdrini sta a testimoniare la preziosit\u00e0 del cammino percorso. Lo ringrazio per quanto ha fatto perch\u00e9 questa chiesa potesse celebrare con pienezza il Giubileo. 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