{"id":16678,"date":"2000-04-22T00:00:00","date_gmt":"2000-04-22T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/pasqua-2000.html"},"modified":"2013-05-16T23:59:22","modified_gmt":"2013-05-16T21:59:22","slug":"pasqua-2000","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/pasqua-2000.html","title":{"rendered":"Pasqua 2000"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo iniziato questa santa celebrazione alle porte della chiesa, quasi a voler imitare le donne di cui parla il Vangelo di Marco. Esse di buon mattino, quand\u2019era ancora buio, andarono verso il sepolcro di Ges\u00f9. L\u2019affetto che le legava a quel maestro le spinse ad andare presso quella tomba. Era ormai passato un intero giorno da quando lo avevano sepolto, e volevano compiere un ultimo gesto di tenerezza e di affetto. Il loro cuore era profondamente triste e il loro animo ormai rassegnato; una pietra pesante, pesante come la morte, stava l\u00ec, con la sua freddezza e la sua mole, a separarle per sempre da quel maestro, da quell\u2019amico che le aveva capite e le aveva salvate da una vita senza senso.<br \/>\nNessuna di loro lo aveva tradito e abbandonato come avevano invece fatto i discepoli, ma anch\u2019esse erano convinte che ormai non c\u2019era pi\u00f9 nulla da fare. La splendida avventura con Ges\u00f9 era definitivamente chiusa. E cosa poteva significare la tristezza di quel gruppetto di uomini e donne rimasti pi\u00f9 o meno fedeli, di fronte al sollievo che la morte di Ges\u00f9 aveva portato alla grande maggioranza degli abitanti di Gerusalemme? Tutto era finito. Per quelle donne restava solo un problema: come togliere la pietra pesante che chiudeva il sepolcro.<br \/>\nNon sapevano che Ges\u00f9, come era vissuto da vivo cos\u00ec si comportava anche da morto: \u201cIl Figlio dell\u2019uomo non ha dove posare il capo\u201d (Mt 8, 20). Potremmo dire che neppure da morto pens\u00f2 a se stesso. La tradizione della Chiesa vuole che nel giorno del Sabato Santo Ges\u00f9 sia sceso agli inferi. Si! E\u2019 sceso a chiamare e a liberare tutti coloro che lo avevano preceduto in questo mondo, da Adamo sino al Battista, per condurli tutti assieme a lui nel suo regno. Anche a loro disse: \u201cOggi, sarete con me in paradiso\u201d. Ma Ges\u00f9 continua a scendere anche negli inferni di questo mondo, nei luoghi dimenticati, l\u00e0 dove la vita \u00e8 come sotto terra, l\u00e0 dove gli uomini e le donne sono schiacciati dal male, dall\u2019ingiustizia, dalla guerra, dall\u2019oblio, dalla dimenticanza, dalla crudelt\u00e0, dalla morte violenta, ingiusta.<br \/>\nQueste donne &#8211; una assoluta minoranza, allora come oggi &#8211; ci stanno davanti questa sera e ci conducono accanto al sepolcro di Cristo e ai sepolcri dei tanti \u201cpoveri cristi\u201d di oggi, sui quali il male continua ad accanirsi. E\u2019 la loro compassione &#8211; non la presunta giustizia o la cosiddetta saggezza degli uomini &#8211; che ci fa guardare con occhi nuovi gli oppressi di questo mondo; sono esse a farci spendere tempo e denaro (non ci dice il Vangelo che andarono a comprare gli aromi?) per alleviare le ferite dei deboli, dei poveri, dei dimenticati; sono esse a farci uscire da noi stessi, persino dai nostri dolori, per incamminarci verso chiunque ha bisogno di aiuto.<br \/>\nLa risurrezione parte di qui, da una tomba, dalle tante tombe degli uomini, dai tanti luoghi di dolore e di afflizione. Se non sentiamo la preoccupazione &#8211; la stessa di quelle donne &#8211; di recarci verso questi luoghi di dolore; se non entriamo dentro le ferite che il male procura agli uomini, non potremo comprendere cos\u2019\u00e8 la resurrezione, e neppure capire l\u2019annuncio di questa notte. Quelle donne, come accade per noi, vedono due angeli apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. A loro, impaurite, essi dicono: \u201cPerch\u00e9 cercate tra i morti colui che \u00e8 vivo? Non \u00e8 qui, \u00e8 risuscitato\u201d. E\u2019 un annuncio breve, semplice, ma sconvolge letteralmente la terra (nei Vangeli si parla di un terremoto).&nbsp; E\u2019 l\u2019annuncio di cui ha bisogno il mondo e il secolo appena iniziato. Questa notte, per la prima volta nel nuovo millennio, risuona l\u2019annuncio della Pasqua. S\u00ec, care sorelle e fratelli, anche a Terni viene e dato l\u2019annuncio della risurrezione. Questo nuovo tempo che abbiamo davanti, il 2000, tanto atteso dai popoli, ode finalmente una parola di speranza: la vita ha vinto la morte, il bene ha vinto il male, la luce ha sconfitto le tenebre. La storia di Ges\u00f9 non \u00e8 finita con la sua morte, come avviene in ogni storia umana. E la morte in croce, avvenuta non con un attentato ma con un preciso itinerario legale, voleva allontanare definitivamente anche il solo ricordo di Ges\u00f9. Ma quelle donne videro che la sua tomba era spalancata. Il Signore Iddio aveva sollevato dalla morte il suo Figlio sottraendo il suo corpo alla corruzione. Questa \u00e8 la Pasqua! E\u2019 il passaggio di Ges\u00f9 dal buio della morte alla luce della vita. Un passaggio difficile ove Ges\u00f9 e il \u201cmale\u201d si sono affrontati in un estremo duello: ha vinto l\u2019amore di Dio. Da questa notte il bene pu\u00f2 vincere il male. Il progetto violento del principe del male che negli uomini ha trovato spesso solerti alleati \u00e8 stato sconfitto; l\u2019amore ha vinto l\u2019odio, il bene ha sconfitto il male, la compassione ha superato la cattiveria, la tenerezza l\u2019ingiustizia, la disponibilit\u00e0 l\u2019orgoglio, l\u2019amicizia l\u2019insensibilit\u00e0.<br \/>\nIn un mondo in cui la compassione \u00e8 sempre pi\u00f9 rara e l\u2019affermazione violenta dell\u2019io diviene legge inesorabile, l\u2019annuncio della Pasqua \u00e8 davvero un annuncio benedetto.&nbsp; E benedetti sono quelli che lo accolgono e con fretta lo spargono, come seme buono, nelle vie del mondo. Quelle donne non si fermarono al sepolcro; andarono subito ad annunziare agli Undici e agli altri quello che avevano visto e udito. Il Vangelo di Pasqua mette fretta, fa correre, fa cambiare il passo, fa superare barriere, fa vincere ogni paura. Questo nostro povero mondo, violento e violentato, ha urgente bisogno di compassione, di amore, di solidariet\u00e0, di risurrezione; ha bisogno che quel piccolo gruppo di donne riprenda a correre in fretta per annunciare a tutti che il crocifisso \u00e8 risorto, che l\u2019amore sconfigge ogni male, anche la morte. Questa nostra terra ha bisogno che quelle tre donne, le nostre tre cattedrali, che tutti noi, con fretta, ascoltiamo il Vangelo e lo comunichiamo con le parole e con l\u2019esempio a tutti. Questa fretta \u00e8 l\u2019augurio che la Chiesa fa alla nostra citt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo iniziato questa santa celebrazione alle porte della chiesa, quasi a voler imitare le donne di cui parla il Vangelo di Marco. Esse di buon mattino, quand\u2019era ancora buio, andarono verso il sepolcro di Ges\u00f9. L\u2019affetto che le legava a quel maestro le spinse ad andare presso quella tomba. 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