{"id":16676,"date":"2000-04-19T00:00:00","date_gmt":"2000-04-19T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/giovedi-santo-2000.html"},"modified":"2013-05-16T23:59:23","modified_gmt":"2013-05-16T21:59:23","slug":"giovedi-santo-2000","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/giovedi-santo-2000.html","title":{"rendered":"Gioved\u00ec santo &#8211; 2000"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u201cHo desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi\u201d, dice Ges\u00f9 ai suoi discepoli all\u2019inizio della sua ultima cena prima di morire. In verit\u00e0, per Ges\u00f9, \u00e8 un desiderio di sempre; e anche quella sera vuole stare con i suoi; quelli di ieri e quelli di oggi, noi compresi. E\u2019 il suo ultimo giorno di vita, la sua ultima sera, l\u2019ultima volta che sta con i suoi discepoli: se li era scelti, li aveva curati, amati, difesi. Ges\u00f9 ha appena 33 anni; sta nel pieno della vita. Eppure, tra meno di 24 ore giacer\u00e0 nel sepolcro. Per noi \u00e8 la prima Pasqua del 2000, anzi del Millennio e Ges\u00f9 desidera ardentemente di passarla con noi. E noi? Desideriamo stargli vicino, almeno un poco? Sappiamo offrirgli quel poco di compagnia e di affetto di cui \u00e8 ancora capace il nostro cuore? Se guardiamo in faccia la realt\u00e0, c\u2019\u00e8 da dire che \u00e8 stato sempre lui a fare di tutto per starci vicino, per legarci al Vangelo. Quante volte &#8211; come canta un antico inno &#8211; \u201cquaerens me, sedisti lassus?\u201d (\u201cQuante volte Signore ti sei seduto stanco, per la fatica di rincorrermi?\u201d). Questa sera, l\u2019ultima della sua vita, Ges\u00f9 continua, in un supremo slancio di amore, a legarsi definitivamente ai discepoli.<br \/>\nAbbiamo ascoltato dalle Sante Scritture che si mise a tavola con i Dodici, prese il pane e lo distribu\u00ec loro dicendo: \u201cQuesto \u00e8 il mio corpo spezzato per voi\u201d. La stessa cosa fece con il calice del vino: \u201cQuesto \u00e8 il mio sangue, sparso per voi\u201d. Sono le stesse parole che ripeteremo tra poco sull\u2019altare, e sar\u00e0 lo stesso Signore ad invitare ciascuno di noi a nutrirsi del pane e del vino consacrati. Potremmo dire che Ges\u00f9 ha \u201cinventato\u201d l\u2019impossibile&nbsp; (del resto l\u2019amore vero non sa creare cose impossibili?) per restarci accanto, per continuare ad essere vicino ai discepoli di ogni tempo. Non solo vicino, addirittura dentro i discepoli: diviene cibo per noi, carne della nostra carne. Quel pane e quel vino sono il nutrimento disceso dal cielo per noi, uomini e donne pellegrini per le vie di questo mondo. Quel pane e quel vino sono medicina e sostegno per la nostra povera vita: curano le malattie, ci liberano dai peccati, ci sollevano dall\u2019angoscia e dalla tristezza. Non solo. Ci rendono pi\u00f9 simili a Ges\u00f9, ci aiutano a vivere come lui viveva, a desiderare le cose che lui desiderava, a sperare le cose che lui sperava. Quel pane e quel vino fanno sorgere in noi sentimenti di bont\u00e0, di servizio, di affetto, di tenerezza, di amore, di perdono. Appunto, i sentimenti di Ges\u00f9.<br \/>\nLa scena evangelica della lavanda dei piedi che questa sera ci \u00e8 stata annunciata, continua a mostrare che cosa significa per Ges\u00f9 essere pane spezzato e vino versato per noi e per tutti. A cena inoltrata, Ges\u00f9 si alza da tavola, depone le vesti e si cinge i fianchi con un asciugatoio, poi prende un bacile con dell\u2019acqua, si dirige verso uno dei dodici, si inginocchia davanti a lui e lava loro i piedi. E fa cos\u00ec con ogni discepolo, anche con Giuda che stava per tradirlo; Ges\u00f9 lo sa bene, ma si inginocchia ugualmente e gli lava i piedi. Pietro, forse \u00e8 l\u2019ultimo, appena vede giungere Ges\u00f9 accanto a lui, subito reagisce: \u201cSignore, tu lavi i piedi a me?\u201d. Povero Pietro, non ha ancora capito nulla! Non ha compreso che a Ges\u00f9 non interessa quella dignit\u00e0 che il mondo desidera e spasmodicamente cerca. Ges\u00f9, ancora una volta, glielo spiega: \u201cChi \u00e8 pi\u00f9 grande, chi sta a tavola o chi serve? Non \u00e8 forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come uno che serve\u201d (Lc 22, 27).<br \/>\nGes\u00f9 ama i suoi discepoli e ognuno di noi con un amore sconfinato, nel senso letterale del termine, davvero senza fine. La dignit\u00e0 per Ges\u00f9 non \u00e8 nel restare in piedi, diritto, davanti ai suoi; la sua dignit\u00e0 \u00e8 nell\u2019amare i discepoli sino alla fine, nell\u2019inginocchiarsi sino ai loro piedi. E\u2019 la sua ultima grande lezione da vivo: \u201cSapete ci\u00f2 che vi ho fatto? &#8211; dice alla fine della lavanda &#8211; Voi mi chiamate Maestro e Signore, e dite bene, perch\u00e9 lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato l\u2019esempio perch\u00e9 come ho fatto io, facciate anche voi\u201d (Gv 13, 12-15). Il mondo educa a stare in piedi ed esorta tutti a restarci. E se manca lo spazio, giustifica le spinte che cacciano fuori chi ci ostacola o ci \u00e8 di impedimento. Il Vangelo del Gioved\u00ec Santo esorta i discepoli a chinarsi e lavarsi i piedi gli uni gli altri. E\u2019 un comando nuovo. Non lo troviamo tra gli uomini. Non nasce dalle nostre tradizioni, tutte ben solidamente contrarie. Tale comando viene da Dio; ed \u00e8 un grande dono che questa sera riceviamo. Ges\u00f9 l\u2019ha applicato per primo. Beati noi se lo comprendiamo!<br \/>\nNella santa Liturgia di questa sera la lavanda dei piedi \u00e8 solo un segno, una indicazione della via da seguire: lavarci i piedi gli uni gli altri, a partire dai piccoli, i bambini che faranno quest\u2019anno la prima comunione, eppoi dagli anziani, dagli stranieri. Il Gioved\u00ec Santo ci insegna da dove iniziare a vivere e come vivere: la vita vera non \u00e8 stare in piedi, diritti, fermi nel proprio orgoglio; la vita secondo il Vangelo \u00e8 piegarsi verso i fratelli e le sorelle, iniziando dai pi\u00f9 deboli. E\u2019 una via che viene dal cielo, eppure \u00e8 la via pi\u00f9 umana che possiamo desiderare. Tutti, infatti, abbiamo bisogno di amicizia, di affetto, di comprensione, di accoglienza, di aiuto. Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che si chini verso di noi, come anche noi di chinarci verso i fratelli e le sorelle. Il Gioved\u00ec Santo, \u00e8 davvero un giorno umano: il giorno dell\u2019amore di Ges\u00f9 che scende in basso, sino ai piedi dei suoi amici. E tutti sono suoi amici, anche chi lo sta per tradire. Da parte di Ges\u00f9 nessuno \u00e8 nemico, tutto per lui \u00e8 amore. Lavare i piedi non \u00e8 un bel gesto, \u00e8 un modo di vivere.<br \/>\nTerminata la cena, Ges\u00f9 si incammina verso l\u2019orto degli ulivi. Da questo momento non solo si inginocchia sino ai piedi dei discepoli, scende ancora pi\u00f9 in basso, se \u00e8 possibile, per dimostrare il suo amore. Nell\u2019orto degli ulivi si inginocchia ancora, anzi si stende a terra e suda sangue, per il dolore e l\u2019angoscia. Lasciamoci coinvolgere almeno un poco da quest\u2019uomo che ci ama di un amore mai visto sulla terra. E mentre ci fermiamo davanti al sepolcro, diciamogli il nostro affetto e la nostra amicizia. Quanto sono amare quelle parole che disse ai tre che stavano con lui nell\u2019orto: \u201cCos\u00ec non siete stati capaci di vegliare un\u2019ora sola con me? (Mt 26, 40). Oggi, pi\u00f9 che noi, \u00e8 il Signore ad aver bisogno di compagnia e&nbsp; di affetto. Ascoltiamo la sua implorazione: \u201cL\u2019anima mia \u00e8 triste sino alla morte; restate qui e vegliate con me\u201d (Mt 26, 38). Chiniamoci su di lui e non facciamogli mancare la consolazione della nostra vicinanza.<br \/>\nSignore, in quest\u2019ora, non ti daremo il bacio di Giuda, ma come poveri peccatori ci chiniamo ai tuoi piedi e, imitando la Maddalena, continuiamo a baciarli con affetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u201cHo desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi\u201d, dice Ges\u00f9 ai suoi discepoli all\u2019inizio della sua ultima cena prima di morire. In verit\u00e0, per Ges\u00f9, \u00e8 un desiderio di sempre; e anche quella sera vuole stare con i suoi; quelli di ieri e quelli di oggi, noi compresi. 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