{"id":16673,"date":"2004-12-25T00:00:00","date_gmt":"2004-12-25T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-di-natale-a-narni-2004.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"messa-di-natale-a-narni-2004","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-di-natale-a-narni-2004.html","title":{"rendered":"Messa di Natale a Narni 2004"},"content":{"rendered":"<p>Omelia per la messa dell\u2019aurora<br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, l\u2019angelo del Natale \u00e8 tornato ad annunciare la nascita di Ges\u00f9. Questa notte in questa con cattedrale l\u2019angelo ha ripetuto all\u2019intera citt\u00e0 di Narni: \u201cVi annuncio una grande gioia che sar\u00e0 di tutto il popolo: oggi vi \u00e8 nato nella citt\u00e0 da Davide il salvatore, che \u00e8 Cristo Signore!\u201d C\u2019\u00e8 bisogno che l\u2019angelo torni perch\u00e9 il Natale non sia una memoria vuota, un momento di intimit\u00e0 risucchiato poi dalla grigia banalit\u00e0 della vita di ogni giorno. Il Natale torna perch\u00e9 tutti possiamo rinascere nel cuore. Un antico mistico diceva: \u201cNascesse Cristo a Betlemme, mille volte, ma non nel tuo cuore, saresti perduto in eterno\u201d. Ma come rinascere? Il Vangelo che abbiamo ascoltato dice che \u201cappena gli angeli si furono allontanati, i pastori si dicevano fra loro: \u201cAndiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere\u201d. E l\u2019evangelista aggiunge: \u201cPartirono senza indugio\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ecco come iniziare, ed ecco da dove partire per rinascere, per essere uomini e donne nuovi. Bisogna ripartire da quella grotta, da quel bambino. I pastori infatti si recarono in quella stalla e l\u00ec trovarono \u201cMaria e Giuseppe e il Bambino che giaceva in una mangiatoia\u201d. Il Natale \u00e8 tutto qui. Raccoglierci attorno a quel Bambino che sta in una mangiatoia perch\u00e9 non c\u2019era posto per lui nell\u2019albergo. E\u2019 un mistero d\u2019amore inimmaginabile. Noi facciamo bene ad allestire il presepe e a commuoverci di fronte ad esso. Ma questa bella tradizione non deve farci dimenticare la dura realt\u00e0 ch\u2019essa esprime, ossia una citt\u00e0, Betlemme, che non ha accolto Ges\u00f9 che nasceva. \u201cNon c\u2019era posto per loro\u201d, scrive Luca amaramente. E quante volte anche oggi dobbiamo scrivere questa stessa frase! \u201cNon c\u2019\u00e8 posto per gli stranieri, per i poveri, per i soli, per i malati, per i deboli, per chi non conta, per chi \u00e8 lontano\u2026!\u201d Il presepe visto dalla parte degli uomini ha i tratti della durezza e dell\u2019inaccoglienza. L\u2019antico canto del \u201cTu scendi dalle stelle\u201d, che quest\u2019anno compie 250 anni, ce lo dice chiaramente: Ges\u00f9 \u00e8 venuto al freddo e al gelo, ma non tanto quello atmosferico, quanto quello dei cuori, e ha dovuto contentarsi del caldo del bue e dell\u2019asinelllo,secondo un\u2019antica tradizione popolare. Visto per\u00f2 dalla parte di Dio, il presepe, \u00e8 un gesto di amore incredibile, fuori di ogni misura. Il Signore Ges\u00f9 lascia il cielo del Paradiso e scende sulla terra. E nonostante gli uomini non lo accolgano, pur di starci accanto, accetta di nascere in una stalla. Di fronte ad un amore cos\u00ec grande, come non commuoversi?<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: \u00e8 incredibile che Dio venga sulla terra&nbsp;e accetti anche una stalla; ma quel che ci lascia ancor pi\u00f9 sconvolti \u00e8 che si presenti come un bambino, che tra tutte le creature \u00e8 il pi\u00f9 debole. Chi mai avrebbe solo potuto pensarlo? Eppure il Natale \u00e8 tutto qui: un Dio che \u00e8 un fragile bambino. \u201cTroverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia\u201d, dice l\u2019angelo ai pastori. Essi andarono e si strinsero attorno a quel bambino. Quei pastori, ritenuti tra la gente pi\u00f9 disprezzata del tempo, furono i primi ad accorrere in pellegrinaggio attorno a quel bambino. Non dir\u00e0 Ges\u00f9: \u201ci primi saranno gli ultimi e gli ultimi primi\u201d? Quella piccola famiglia nella grotta, circondata dai pastori, \u00e8 l\u2019immagine di cos\u2019\u00e8 la comunit\u00e0 cristiana, la Chiesa. Questa con-cattedrale di Narni \u00e8 oggi anch\u2019essa una nuova Betlemme. Come in quella grotta di duemila anni fa, anche oggi \u00e8 il Bambino che sta al centro, non noi stessi come di solito facciamo e imponiamo a chi ci sta intorno. Oggi \u00e8 il bambino che sta davanti ai nostri occhi. E noi, come quei pastori, ci stringiamo attorno a lui per apprendere da lui come amare, come voler bene, come vivere. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Fecero cos\u00ec quei pastori, i quali dopo aver visto il bambino \u201cse ne tornarono glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto\u201d. Dobbiamo imitare quei pastori, i quali senza dubbio parlarono agli abitanti di Betlemme di quell\u2019evento straordinario. Narni ha bisogno che voi diventiate come quei pastori; Narni ha bisogno di uomini e di donne che sappiano voler bene, che non siano pi\u00f9 ripiegati solo su se stessi e sui propri problemi, ma che sappiano toccare i cuori di coloro che non sanno aprire le porte del proprio cuore agli altri. Questo Natale pu\u00f2 e deve essere un nuovo inizio per Narni; pu\u00f2 e deve significare un sussulto di amore perch\u00e9 la via sia pi\u00f9 felice per tutti. Sento che il tempo \u00e8 venuto perch\u00e9 a Narni scorra un po\u2019 pi\u00f9 d\u2019amore, perch\u00e9 si guardi oltre le mura, perch\u00e9 i cuori sappiano battere sui ritmi del Vangelo. Vi \u00e8 stato consegnato il Vangelo di Giovanni, le cui prime parole esprimono il mistero stesso del Natale: \u201cIl Verbo si \u00e8 fatto carne\u201d. Bisogna ripartire a leggere il Vangelo, giorno dopo giorno, perch\u00e9 diventi carne, ossia amore concreto, qui a Narni. \u00c8 questo il senso vero del Natale. Se aprite il cuore e accogliete il piccolo libro del Vangelo e cercate di metterlo in pratica ogni giorno sentirete la gioia di quegli antichi pastori e vedrete Narni risplendere come un luogo di pace e di felicit\u00e0.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Omelia per la messa dell\u2019aurora &nbsp; Care sorelle e cari fratelli, l\u2019angelo del Natale \u00e8 tornato ad annunciare la nascita di Ges\u00f9. 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