{"id":16667,"date":"2006-12-25T00:00:00","date_gmt":"2006-12-25T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-di-natale-a-narni.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"messa-di-natale-a-narni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-di-natale-a-narni.html","title":{"rendered":"Messa di Natale a Narni"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">il Natale torna in mezzo a noi, e torna \u2013 come diceva un antico poeta cristiano della odierna Turchia \u2013 come un giorno amico degli uomini. Ed \u00e8 bene che torni perch\u00e9 abbiamo bisogno di giorni che siano amici degli uomini, amici della vita, amici di chi sta male, amici dei ragazzi e dei giovani, amici degli gli anziani. S\u00ec abbiamo bisogno di giorni pi\u00f9 sereni, che siano di vera rinascita della vita. Abbiamo bisogno del giorno del Natale perch\u00e9 il buio dei nostri giorni sia illuminato da quella luce che rischiar\u00f2 la notte dei pastori. Non sempre i giorni passati ci sono stati amici. Penso a quel giorno maledetto in cui \u00e8 saltato l\u2019oleificio del Clitunno che ha spezzato la vita anche ad un nostro amico di Ponte San Lorenzo. Vorrei ricordarlo in questa Santa Messa di Natale. Dal cielo egli ci guarda, e vede in particolare la sua famiglia che ancora lo piange nel dolore del distacco. Vogliamo essere vicini a questa famiglia e dirgli il nostro affetto in questo giorno. E non dimentichiamo l\u2019impegno preso nel giorno del suo funerale per adoperarci perch\u00e9 nessuno pi\u00f9 muoia sul lavoro. Sono giorni difficili anche per lo stabilimento chimico di Nera Montoro. Oggi vogliamo rivolgere a Dio una particolare preghiera perch\u00e9 possiamo superare questo momento difficile e guardare con maggiore serenit\u00e0 il futuro. Ma quanti altri giorni sono stati e sono ancora bui nella vita di tanti qui a Narni e nel mondo? Ecco perch\u00e9 abbiamo bisogno che il Natale torni. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">E\u2019 venuto l\u2019angelo e ancora una volta ci ha annunciato che Dio ha mandato il suo Figlio sulla terra. S\u00ec, il Signore, che vegli su di noi, si \u00e8 commosso nel vedere la debolezza nella quale viviamo e non ha esitato a chiedere al suo Figlio di lasciare il Paradiso per venire sulla terra. E\u2019 questo il senso profondo del Natale: Dio che si commuove di amore per noi al punto di preferire una stalla al Paradiso. Fermiamoci un momento a considerare questo evento. Aveva ragione l\u2019antico canto dell\u2019Adeste fideles!, ossia \u201cFermatevi genti!\u201d, guardate questo mistero. Dio che per amore dell\u2019uomo, pur di starci vicino, lascia il cielo e viene in una stalla. Intendiamoci, egli h bussato alle porte degli abitanti di Betlemme, ma tutti gliel\u2019hanno sbattuta in faccia. E lui non sene \u00e8 tornato nel cielo, come avremmo fatto noi. No, si \u00e8 messo a cercare uno spazio e ha trovato solo una stalla e l\u00ec \u00e8 nato. Vorrei dire che il mistero non \u00e8 tanto che Dio si fa uomo, ed \u00e8 assolutamente inimmaginabile, ma quel che \u00e8 ancor pi\u00f9 straordinario, quel che \u00e8 davvero misterioso \u00e8 che considerare la grandezza di questo amore. Dio si \u00e8 fatto mendicante di amore per toccarci il cuore. E sa bene che se non lo accogliamo i nostri giorni saranno amari e tristi, come sono tristi in tante parti del mondo. S\u00ec, care sorelle e cari fratelli, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 il male e la tristezza in tante case? Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la guerra in tante terre? Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una solitudine amara in tanti cuori? Perch\u00e9 abbiamo chiuso la porta del cuore all\u2019amore che \u00e8 venuto a cercarci. E se nei cuori non c\u2019\u00e8 l\u2019amore, c\u2019\u00e8 la violenza e la cattiveria. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Ma ecco Natale. E noi, di fronte all\u2019annuncio che ci viene fatto di un Dio che si fa bambino, ci diciamo l\u2019un l\u2019altro: \u201cAndiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere\u201d. S\u00ec, andiamo sino a Betlemme! E siamo venuti questa mattina qui. Andiamo fino a Betlemme! e abbiamo fatto nelle nostre case il presepe. Andiamo fino a Betlemme! e veniamo ogni domenica alla messa , perch\u00e9 ogni domenica \u00e8 Natale, ogni altare \u00e8 la mangiatoia. Non dimentichiamolo. Infatti, sull\u2019altare, oggi, come ogni domenica, vediamo la stessa cosa che videro i pastori: essi videro un bambino avvolto in fasce, noi vediamo quello stesso bambino avvolto nel pane e nel vino. E come i pastori anche noi ci inchiniamo e veneriamo il nostro Salvatore. E i nostri giorni saranno benedetti. Imitiamo i pastori nel venire in questa con cattedrale, che ogni domenica diviene per noi come la nostra Betlemme, e sentiremo anche noi la gioia che provarono loro. C\u2019\u00e8 una gioia del Natale. Noi la intuiamo, per questo siamo venuti, e per questo la notte di Natale in tanti riempiono le chiese. E\u2019 la gioia che sentite anche questa mattina. Non dimentichiamola, anzi allarghiamola. Cos\u2019\u00e8 questa gioia? E\u2019 il sentimento profondo che non siamo pi\u00f9 abbandonati, che c\u2019\u00e8 qualcuno, il Signore, che ci ama a tal punto da lasciare il cielo e venirci accanto. E\u2019 la libert\u00e0 di non essere pi\u00f9 schiavi di noi stessi, di non pensare che se sbagliamo \u00e8 finita. No, l\u2019amore di Dio \u00e8 molto pi\u00f9 grande del nostro peccato, molto pi\u00f9 forte delle nostre debolezze. S\u00ec, la gioia del Natale \u00e8 sapere di essere amati, e per sempre. E se per caso ti perdi, il Signore lascia le 99 pecore per correre dietro a te. Lo compresero bene quei pastori. Per questo se ne partirono da quella stalla pieni di gioia. Sapevano di aver trovato in quel Bambino l\u2019amore, l\u2019amore di un Dio che non ha esitato a scendere tra gli uomini e che per facilitare l\u2019incontro non ha scelto di essere un uomo potente ma un bambino. Chi ha paura di un bambino? Ecco Dio si \u00e8 fatto piccolo perch\u00e9 noi divenissimo grandi nell\u2019amore. Cari amici come non dirci: \u201cAndiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere\u201d?<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Oggi vorrei iniziare anche in questa concattedrale a distribuire le Lettere Cattoliche, il piccolo volume della Bibbia che ogni anno consegno a tutti voi. Le Lettere Cattoliche sono quel gruppo di Lettere del Nuovo Testamento che sono state scritte da san Pietro, da san Giovanni, da San Giuda e da san Giacomo. Con il titolo vorrei riassumerne il messaggio: Amatevi gli uni gli altri. Care sorelle e cari fratelli, il Natale \u00e8 tutto qui, accogliere nel cuore l\u2019amore di Dio e cercare di viverlo ogni giorno. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle cari fratelli, &nbsp; il Natale torna in mezzo a noi, e torna \u2013 come diceva un antico poeta cristiano della odierna Turchia \u2013 come un giorno amico degli uomini. 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