{"id":16666,"date":"2006-12-25T00:00:00","date_gmt":"2006-12-25T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/notte-di-natale-2006.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"notte-di-natale-2006","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/notte-di-natale-2006.html","title":{"rendered":"Notte di Natale 2006"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">questa santa liturgia \u00e8 segnata in maniera tutta particolare dalla gioia. La cattedrale risplende di luce e la liturgia \u00e8 come vestita a festa con gli abiti della solennit\u00e0 per la nascita di Ges\u00f9. Questo giorno \u00e8 cos\u00ec importante da aver diviso la storia in due: in prima e dopo di Cristo. Cosa vuol dire? Che finalmente da quel giorno l\u2019amore di Dio \u00e8 sceso definitivamente sulla terra; da quel giorno nessun uomo, nessuna donna, \u00e8 pi\u00f9 solo, nessuno \u00e8 pi\u00f9 abbandonato al destino cieco del male e della morte. Ecco perch\u00e9 il Natale torna e noi continuiamo ad accoglierlo. Ne abbiamo bisogno. Questo Natale del 2006 trova ancora un mondo buio. E\u2019 il buio che avvolge il Medio Oriente, la Terra santa, ove ad una guerra si rischia che se ne aggiungano altre. E\u2019 il buio dei paesi straziati dalla fame e dalla malattia, dall\u2019Aids. E\u2019 il buio di quei paesi che non riescono a uscire dalla violenza. Ma \u00e8 anche il buio del disastro al Clitunno ove quattro persone, di cui tre di Terni, sono state strappate alla vita dallo scoppio di un oleificio. Noi continuiamo a pregare per loro e diciamo ancora una volta alle famiglie che siamo loro vicini che non&nbsp; li dimentichiamo, mentre ricordiamo l\u2019impegno a operare in ogni modo per aiutare a non morire, tanto meno sul posto di lavoro. Ed \u00e8 buio anche in quel lembo di foresta della Nigeria ove sono stati rapiti quattro operai tra cui Roberto, di Borgorivo. C\u2019\u00e8 stata oggi la buona notizia della telefonata ad un giornale italiano che ci conferma che sono in vita. Certo, speravamo di riabbracciare Roberto in questi giorni. Non smettiamo tuttavia di pregare e di sperare. Noi siamo amici dell\u2019Africa, la casa di Roberto \u00e8 come un pezzo d\u2019Africa a Terni. Noi amiamo gli africani e desideriamo che vivano con piena dignit\u00e0; per questo non debbono compiere quei crimini che spesso abbiamo visto in Occidente. Preghiamo il Signore perch\u00e9 tocchi il cuore dei rapitori e rilascino i rapiti ai loro cari. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Potremmo continuare a descrivere il buio di questo nostro mondo che coinvolge anche noi. Ciascuno di noi a forza di pensare solo a se stesso si sta costruendo un muro che lo difenda dagli altri, che lo allontani dagli altri, che lo separi dagli altri. La stessa libert\u00e0 che tanto reclamizziamo rischia di divenire solo una pretesa per se stessi e per il proprio benessere a qualsiasi costo. E l\u2019amore ha perso il suo vero senso di legame stabile con gli altri, di legame che fa dimenticare se stessi per aiutare gli altri. Avanza sempre pi\u00f9 una cultura dell\u2019amore per s\u00e9 che accantona quella dell\u2019amore per gli altri. Ma se l\u2019amore si rinchiude non solo perde il suo senso, ma diviene egocentrismo violento ed anche crudele. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Abbiamo bisogno del Natale, ossia di un amore che privilegia gli altri prima di se stessi. A Natale accade esattamente questo. L\u2019apostolo Giovanni, quasi a commentare il mistero del Natale, scrive: \u201cDio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito perch\u00e9 chiunque crede in lui abbia la vita eterna\u201d. S\u00ec, Dio ama a tal punto gli uomini che chiede al Figlio di lasciare il cielo per venire ad abitare sulla terra in mezzo agli uomini per salvarli. Chiunque lo accoglie nel cuore, non importa in quale condizione egli si trovi, \u00e8 salvato. E per non spaventare o incutere timore si presenta come un bambino. L\u2019angelo, ai pastori, disse proprio questo: \u201cNon temete, vi annuncio una grande gioia, che sar\u00e0 di tutto il popolo; oggi vi \u00e8 nato nella citt\u00e0 di Davide un salvatore, che \u00e8 il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia\u201d. S\u00ec, il Natale \u00e8 quel bambino. Egli ama a tal punto gli uomini che accetta anche di nascere in una stalla. Aveva bussato a qualche porta, ma tutte gli sono state sbattute in faccia. Ma non se ne \u00e8 andato in cielo, stizzito e arrabbiato, come certamente avremmo fatto noi. No, Ges\u00f9 si \u00e8 fermato l\u00e0 dove ha trovato un po\u2019 di spazio: in una stalla. Ecco, il mistero di amore del Natale. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle e cari fratelli, ditemi se non abbiamo bisogno di un amore come questo! Ma noi lo abbiamo intuito ed ecco perch\u00e9 siamo venuti in tanti questa notte in cattedrale. C\u2019\u00e8 in effetti come un santo istinto nel venire qui, come una voce interiore che ci ha spinti ad uscire di casa e ad entrare in questa santa liturgia di Natale. Allarghiamo questo istinto ancora nascosto e poco espresso, allarghiamo cio\u00e8 il nostro cuore e facciamo spazio a questo bambino. Le nostre menti, i nostri cuori sono tanto spesso occupati solo dai nostri affari o dai nostri affanni, non abbiamo tempo per pensare agli altri, talora neppure per pensare alla moglie, ai figli, agli amici, a coloro che hanno bisogno, e tanto meno pensiamo a Ges\u00f9. Dobbiamo correggere questo nostro modo di fare: dobbiamo fare spazio al Signore a partire dalla Messa della domenica e dall\u2019ascolto del Vangelo. E\u2019 nella partecipazione alla Messa della Domenica e nell\u2019ascolto del Vangelo che apprendiamo ad amare, a voler bene anche agli altri. Al termine di questa celebrazione vorrei iniziare la consegna delle Lettere Cattoliche, che comprendono le tre lettere di Giovanni, le due di Pietro, quella di Giacomo e di Giuda. E\u2019 il dono che questa chiesa vi offre. Gi\u00e0 dal titolo potete comprenderne il senso: \u201cAmatevi gli uni gli altri\u201d. In queste poche parole \u00e8 racchiuso il senso dell\u2019intero Vangelo, del mistero stesso del Natale. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">S\u00ec, l\u2019amore \u00e8 il senso del Natale. E amare vuol dire fare spazio agli altri. Per questo domani, in questa basilica faremo il pranzo per i poveri. E\u2019 un segno, come lo era quel bambino avvolto in fasce. S\u00ec, domani faremo spazio ai poveri e li metteremo al centro di questa cattedrale, un centro non solo spaziale, ma di senso. I poveri, i deboli, i bisognosi hanno tutti diritto ad essere amati e accolti: nessuno, in qualsiasi situazione si trovi, nessuno \u00e8 estraneo all\u2019amore di Dio e quindi alla Chiesa. E i pi\u00f9 poveri sono il sacramento di Cristo. C\u2019\u00e8 una continuit\u00e0 tra questo altare e la tavola preparata avanti. I primi cristiani usavano la stessa parola greca, agape, per indicare l\u2019Eucarestia e la mensa conviviale. Questo Natale ci allarghi il cuore, ce lo renda pi\u00f9 tenero, pi\u00f9 dolce, pi\u00f9 attento agli altri. E il mondo vedr\u00e0 pi\u00f9 luce e pi\u00f9 gioia.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; questa santa liturgia \u00e8 segnata in maniera tutta particolare dalla gioia. La cattedrale risplende di luce e la liturgia \u00e8 come vestita a festa con gli abiti della solennit\u00e0 per la nascita di Ges\u00f9. 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