{"id":16664,"date":"2006-12-17T00:00:00","date_gmt":"2006-12-17T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-di-natale-alle-acciaierie.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"messa-di-natale-alle-acciaierie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-di-natale-alle-acciaierie.html","title":{"rendered":"Messa di Natale alle acciaierie"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\"><BR>\u201cRallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi\u201d. Con queste parole dell\u2019apostolo si apre la liturgia di questa terza domenica di Avvento, chiamata la domenica \u201cgaudente\u201d, la domenica della gioia. Anche il profeta Sofonia esorta Gerusalemme a rallegrarsi: \u201cGioisci, figlia di Sion, esulta Israele e rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme!\u201d. Il motivo della gioia \u00e8 chiaro: \u201crallegrati perch\u00e9 il Signore \u00e8 vicino\u201d, scrive Paolo (e lo scrive mentre sta in carcere a Roma, forse con la prospettiva della morte: ma l\u2019apostolo esorta alla speranza). E Sofonia, da parte sua, continua: \u201cRallegrati Gersualemme, il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico\u2026 Il Signore tuo Dio \u00e8 in mezzo a te\u2026 ti rinnover\u00e0 con il suo amore\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Gerusalemme stava per essere librata, l\u2019assedio a cui era stata costretta si allentava, il nemico stava allontanandosi e la citt\u00e0 poteva tornare a vivere: il Signore l\u2019aveva salvata. Potremmo dirlo in qualche modo anche noi. Ci paiono davvero lontani gli anni scorsi e siamo lieti di poter guardare con maggiore serenit\u00e0 il nostro futuro anche qui in fabbrica. Certo non mancano in questa nostra terra motivi per essere tristi. Possono essere motivi personali, familiari, ma anche tante drammatiche situazioni vicine o lontane da noi. Penso alla tragedia abbattutasi vicino a noi sua alcune famiglie nelle settimane scorse per l\u2019esplosione dell\u2019oleificio del Clitunno: quattro famiglie, di cui tre di Terni, sono state segnate drammaticamente dalla morte. Vogliamo che queste famiglie, ci sentano vicini e sappiano che, seppure il vuoto creatosi a casa \u00e8 incolmabile, noi stiamo e continueremo a stare accanto a loro, mentre diciamo ancora e con forza che il lavoro non deve essere mai pi\u00f9 forte di morte ma solo di vita. E non possiamo non ricordare anche il nostro concittadino Roberto, lavoratore anche lui, rapito in Nigeria. Questa messa vogliamo offrirla al Signore per i quattro operai morti perch\u00e9 vivano nella pace e per Roberto perch\u00e9 torni presto a casa e sia riabbracciato dalla moglie e dai famigliari. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Ci sono poi anche le tante tragedie del mondo che vediamo alla televisione o leggiamo sui giornali. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Ma, pur con queste notizie tristi, questa messa ci invita alla gioia, per non dimenticare le tragedia e neppure per la spensieratezza di qualche giorno. No, noi siamo chiamati a gioire perch\u00e9 \u00e8 Natale, perch\u00e9 il Signore scende sulla terra per stare con noi, per aiutarci a vivere meglio, per salvare il mondo dalle tragedie. S\u00ec, non siamo pi\u00f9 soli. E\u2019 questo il motivo della nostra gioia del Natale. Dice il poeta: \u201cIl Signore tuo Dio in mezzo a te&nbsp; \u00e8 un salvatore potente\u201d. E l\u2019apostolo Paolo esorta: \u201cNon angustiatevi per nulla, ma in ogni necessit\u00e0 e esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti\u201d e vi confesso che mentre ringrazio il Signore per quanto \u00e8 avvenuto qui ala ThyssenKrupp, sto pregando Dio perch\u00e9 si risolva positivamente la vertenza per uno stabilimento del polo chimico a Narni, che in questi giorni dovrebbe risolversi, spero positivamente. Preghiamo insieme anche per i nostri amici operai di Narni perch\u00e9 possano guardare con serenit\u00e0 al loro futuro.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Questa messa \u00e8 un invito a preparare il nostro cuore, anche quello delle nostre famiglie, per accogliere il Signore. S\u00ec, vogliamo che anche la fabbrica si apre ad accogliere Ges\u00f9. Cari amici, un cuore che accoglie il Signore riesce a rendere umana la vita ovunque sia. E\u2019 facile infatti che ciascuno di noi, a casa, in fabbrica, a scuola, si lasci prendere solo da s\u00e9 e dai propri problemi, dimenticando quelli degli altri. Da soli non si vive e tanto meno si fa festa. E questa celebrazione ne \u00e8 un esempio. Chi di noi oggi non \u00e8 toccato almeno un poco dalla felicit\u00e0? E\u2019 questo il Natale: tutti, piccoli e grandi attorno ad un bambino. L\u2019evangelista Luca scrive che \u201cil popolo era in attesa\u201d. S\u00ec, attendevano qualcuno che li liberasse dall\u2019oppressione, non solo da quella dell\u2019impero romano, ma dalle tante altre che comunque schiacciavano la vita e la rendevano dura e triste. Soprattutto i deboli e ipoveri attendevano guarigione, conforto, comprensione, sostegno. Per questo molti lasciavano le loro citt\u00e0 e i loro villaggi per recarsi nel deserto e incontrare quell\u2019austero predicatore che era Giovanni Battista. Giovanni \u00e8 colui che per primo attende un mondo nuovo, e per questo parla a tutti coloro che come lui aspettano il Signore. Alcuni pensavano fosse lui il Messia, e si mettevano in fila per farsi battezzare. Lui rispondeva confessando tutta la sua piccolezza. \u201cIo vi battezzo con acqua, ma viene uno che \u00e8 pi\u00f9 forte di me, al quale io non sono degno di sciogliere neppure i legacci dei sandali: egli vi battezzer\u00e0 in Spirito Santo e fuoco\u201d. Giovanni non \u00e8 rinchiuso in s\u00e9 stesso. Egli sa che non \u00e8 lui la salvezza di s\u00e9 stesso. Egli l\u2019attende da fuori. Quanto abbiamo da imparare! Giovanni \u00e8 un uomo umile, ma non pauroso: \u00e8 ben cosciente dei suoi limiti, ma non si tira indietro, non si chiude nel silenzio, non si ritrae in una pigra, avara e superba umilt\u00e0. La sua umilt\u00e0 lo spinge ad uscire da s\u00e9 stesso e dalle sue abitudini per attendere uno che \u00e8 pi\u00f9 forte di lui. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Ma chi \u00e8 Giovanni, oggi in mezzo a noi? E\u2019 il Vangelo. In questi giorni apriamo il Vangelo, leggiamolo assieme. Sentiremo il cuore aprirsi per accogliere il Signore che nasce nel cuore. E ce ne accorgeremo perch\u00e9 sentiremo sentimenti migliori spuntare dal terreno del cuore. LA gente che era accorsa da lui chiedeva: \u201cChe cosa dobbiamo fare?\u201d. La risposta \u00e8 semplice: \u201cChi ha due tuniche, ne di una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto\u201d. La carit\u00e0 \u00e8 la prima risposta.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cRallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi\u201d. 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