{"id":16663,"date":"2000-04-16T00:00:00","date_gmt":"2000-04-16T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/ingresso-in-diocesi.html"},"modified":"2013-05-16T23:59:23","modified_gmt":"2013-05-16T21:59:23","slug":"ingresso-in-diocesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ingresso-in-diocesi.html","title":{"rendered":"Ingresso in Diocesi"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Miei cari confratelli vescovi, <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">carissimi diocesani di Terni, Narni e Amelia,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">care sorelle e fratelli della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio venuti cos\u00ec numerosi, <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">voi di Trastevere e di Boville e voi amici tutti, <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">grazie per la vostra partecipazione a questa santa liturgia di inizio del mio ministero episcopale. La vostra presenza mi conforta e la vostra preghiera mi \u00e8 di sostegno. Un grazie particolare va a Mons.Gualdrini e a Mons.Quadri che mi hanno preceduto in questo ministero. Essi sono accanto a me per ricordare a tutti che il Signore \u00e8 il vero pastore delle anime nostre, e noi, nella successione dell\u2019amore, siamo amministratori di qualcosa che non \u00e8 nostro ma che il Signore Ges\u00f9 si \u00e8 acquistato a caro prezzo. Un saluto particolare rivolgo alle autorit\u00e0 che hanno voluto essere presenti, al Sindaco di Terni che a nome di tutti mi ha rivolto parole di benvenuto in questa citt\u00e0. Anch\u2019io sono finalmente a Terni. E vi giungo all\u2019inizio della Settimana Santa.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, con questa celebrazione liturgica iniziano i giorni santi nei quali viviamo il mistero centrale della nostra fede: la Passione, Morte e Risurrezione del Signore. E\u2019 la settimana da cui scaturisce tutta la nostra salvezza. E\u2019 la prima di questo nuovo secolo e noi siamo chiamati a celebrarla in modo del tutto particolare. Ho scelto di iniziare il mio servizio episcopale da questa santa settimana, come per ripartire da essa, come per porla a fondamento dell\u2019intera vita della Diocesi per il nuovo secolo. Questi giorni sono come la fonte da cui tutto promana; non viverli o dimenticarli vuol dire inaridirsi. Terni, che significa \u201ccitt\u00e0 posta tra due fiumi\u201d, gi\u00e0 nel suo stesso nome sa bene che se i fiumi non restano legati alla sorgente si inaridiscono. In tal caso, tutti rimarremmo non solo senza acqua ma anche senza nome. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">In questi giorni noi ci avviciniamo alle sorgenti della vita; vedremo con i nostri occhi la \u201cpassione\u201d di Ges\u00f9 per gli uomini, una \u201cpassione\u201d che lo porter\u00e0 a soffrire l\u2019agonia, la cattura, la flagellazione per giungere sino alla morte in croce. Siano i nostri occhi e soprattutto il nostro cuore fissi sul volto di quell\u2019uomo che accetta anche la morte pur di non abbandonarci al destino triste del male. Iniziamo con questa celebrazione a guardare e ad accompagnare Ges\u00f9 mentre entra in Gerusalemme. Non \u00e8 un potente e un forte che entra, ma un uomo mite ed umile che vuol bene agli altri sino a dare per loro la sua stessa vita. E la gente sembra intuirlo: si mette a stendere i mantelli lungo la strada e ad agitare in segno di festa rami di ulivo. Tutti gridano: \u201cOsanna. Benedetto colui che viene nel nome del Signore\u201d. S\u00ec, finalmente l\u2019attesa era finita, e il Salvatore entrava in Gerusalemme. Care sorelle e fratelli, il Signore \u00e8 entrato oggi anche qui, a Terni. Il suo volto \u00e8 dolce e assieme fermo, \u00e8 compassionevole e assieme esigente. No, non somiglia ai potenti di questo mondo: egli viene per servire, non per essere servito; viene non per cercare il suo bene ma quello della gente, soprattutto dei pi\u00f9 deboli. E il suo trionfo non \u00e8 quello del mondo, ma quello dell\u2019amore. Passano sei giorni, infatti, e il suo volto sar\u00e0 quello di un crocifisso, di un vinto. E\u2019 il paradosso della domenica delle Palme che ci fa vivere assieme il trionfo e la passione di Ges\u00f9. Una cosa unisce i due eventi: Ges\u00f9 non fugge, resta tra gli uomini, anche a costo di prendere la croce sulla quale viene crocifisso. Ma quella morte non \u00e8 una sconfitta, \u00e8 in realt\u00e0 una vittoria: la vittoria dell\u2019amore per il Signore e per gli altri che sconfigge definitivamente l\u2019amore per se stessi. Era la logica conclusione di una vita spesa per il Signore. Davvero solo Dio poteva vivere e morire in quel modo, ossia dimenticando se stesso per donarsi totalmente agli altri. E se ne accorge un militare pagano. L\u2019evangelista Marco scrive: \u201cIl centurione, vistolo spirare in quel modo, disse: Veramente quest\u2019uomo era il Figlio di Dio!\u201d(Mc 15, 39). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e fratelli, i rami di ulivo, che tanto bene rappresentano la terra umbra, sono oggi nelle nostre mani. Anche noi, come i bambini e le folle di Gerusalemme, li abbiamo agitati accogliendo il Signore in mezzo a noi. Questi rami esprimono festa e tenerezza; da essi viene prodotto l\u2019olio della dolcezza e della guarigione, quello che il buon samaritano vers\u00f2 sulle ferite dell\u2019uomo mezzo morto. Anche il pastorale consegnatomi nel giorno dell\u2019ordinazione \u00e8 di ulivo e significante l\u2019ulivo; con tutti voi vorrei cantare assieme al salmista: \u201cIo sto come ulivo verdeggiante nella casa di Dio, e mi abbandono alla sua fedelt\u00e0\u201d (Ps 52, 10). Questa terra, ricca di ulivi, fin dall\u2019inizio del primo millennio \u00e8 stata benedetta dalla predicazione evangelica, e tanti suoi figli si sono inteneriti nell\u2019ascolto del Vangelo. Essi, divenuti come rami verdi di ulivo, hanno segnato la storia di tante generazioni di questa diocesi: dai primi santi, i vescovi Valentino e Giovenale, e la giovane Firmina, sino agli ultimi, i servi di Dio, Giunio Tinarelli e il vescovo Vincenzo Lojali. All\u2019inizio di questo terzo millennio tutti siamo chiamati a metterci nuovamente alla sequela del Vangelo, per addolcire il nostro cuore e intenerire la nostra vita. &nbsp;Tante volte il legno del nostro cuore si indurisce, presi come siamo dall\u2019amore per noi stessi, e con questo legno duro si rende spesso amara e pesante la vita degli altri giungendo anche a crocifiggerli. E\u2019 la storia della Passione del Signore che continua in tante parti del mondo, l\u00e0 dove la guerra, la fame, la violenza e l\u2019ingiustizia continuano a mietere vittime innocenti. Ma continua anche qui, tra noi, quando ci lasciamo sorprendere dalla nostra durezza, dalla nostra insensibilit\u00e0, dal nostro egocentrismo, dal nostro peccato, che ci rendono complici del male. Noi oggi vogliamo aprire il cuore al Vangelo, vogliamo che torni ad essere verde quel legno secco che tutti noi siamo. Il Vangelo \u00e8 parola viva e operante. Il Vangelo guarisce salva, brucia il male e alimenta il bene, distrugge l\u2019egoismo e fa crescere l\u2019amore, rende verdi anche i cuori pi\u00f9 induriti. Riprendiamo perci\u00f2 ad ascoltare, a vivere e a credere al Vangelo. Il resto, tutto il resto ci sar\u00e0 dato. L\u2019ho gi\u00e0 detto e non cesser\u00f2 di ripeterlo, la comunicazione del Vangelo si propone per la nostra Diocesi come la via prioritaria da percorrere per gli anni futuri. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">L\u2019apostolo Paolo si rivolse cos\u00ec agli anziani di Efeso: \u201cVi affido a Dio e alla Parola della sua grazia\u201d (At 20,32). All\u2019inizio di questi giorni vorrei affidare la nostra Diocesi, i presbiteri, primi collaboratori del vescovo, i diaconi, i religiosi e le religiose, ciascuno di voi e l\u2019intera nostra terra, a Dio e alla Parola della sua &nbsp;grazia. S\u00ec, affidiamoci tutti al Vangelo. Non \u00e8 un semplice augurio, \u00e8 piuttosto un impegno; l\u2019impegno ad irrigare il nostro cuore ogni giorno con il Vangelo, perch\u00e9 sia ammorbidita la nostra durezza e possiamo portare frutti di misericordia, di amore, di giustizia e di pace. S\u00ec, leggere il Vangelo ogni giorno \u00e8 l\u2019impegno che propongo a tutti i credenti per iniziare questo nuovo tempo avendo in noi \u201cil pensiero di Cristo\u201d (1 Cr 2,16). Ed \u00e8 anche un suggerimento che rispettosamente rivolgo a chi si sente estraneo al mistero che celebriamo, ma che ricerca con cuore sincero la via dell\u2019amore. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Al termine di questa celebrazione porteremo a casa il ramo di ulivo dopo aver cantato assieme: \u201cBenedetto colui che viene nel nome del Signore\u201d. Quel ramo d\u2019ulivo \u00e8 la memoria di questo giorno santo, il giorno dell\u2019ingresso di Ges\u00f9 a Gerusalemme. Resti nelle nostre case. Quel ramo \u00e8 un segno della tenerezza e della pace che nasce dalla presenza del Signore che oggi \u00e8 venuto in mezzo a noi. Ma esso ci ricorda anche il bisogno che Ges\u00f9 ha della nostra compagnia, della nostra amicizia, del nostro affetto. Nell\u2019orto del Getsemani, mentre Ges\u00f9, preso dall\u2019angoscia della morte, fu abbandonato dai suoi, solo quei rami di ulivo si sono come piegati nella tenerezza e hanno fatto compagnia ad un uomo che sudava sangue per i nostri peccati. Quanto sono amare quelle parole rivolte a Pietro: \u201cSimone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un\u2019ora sola?\u201d(Mc 14,37). Sorelle e fratelli, il ramo di ulivo sia segno del nostro impegno a stare accanto al Signore in questi giorni. E\u2019 un modo bello per consolare un uomo che va a morire per tutti. E\u2019 un modo bello perch\u00e9 questo tempo nuovo ci veda operosi per rendere questa nostra terra pi\u00f9 santa, pi\u00f9 umana, pi\u00f9 solidale. Apriamo il cuore al Vangelo e Terni si aprir\u00e0 all\u2019amore. Apriamo il cuore al Vangelo e Narni, Amelia, Alviano, Attigliano, Calvi, Giove, Guardea, Lugnano, Otricoli, Penna, Sangemini, Stroncone, Configni e Vacone, tutti si apriranno all\u2019amore.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Miei cari confratelli vescovi, carissimi diocesani di Terni, Narni e Amelia, care sorelle e fratelli della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio venuti cos\u00ec numerosi, voi di Trastevere e di Boville e voi amici tutti, grazie per la vostra partecipazione a questa santa liturgia di inizio del mio ministero episcopale. 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