{"id":16661,"date":"2006-06-24T00:00:00","date_gmt":"2006-06-24T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/ordinazione-sacerdotale-di-riccardo-beltrami-e-pio-scipioni.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"ordinazione-sacerdotale-di-riccardo-beltrami-e-pio-scipioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ordinazione-sacerdotale-di-riccardo-beltrami-e-pio-scipioni.html","title":{"rendered":"Ordinazione sacerdotale di Riccardo Beltrami e Pio Scipioni"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">\u00e8 davvero piena di festa questa sera la nostra cattedrale. Il Signore ancora una volta ha rivolto il suo sguardo su questa chiesa per scegliere alcuni tra i suoi figli per l\u2019Ordine sacro. Attraverso di loro Ges\u00f9, buon pastore, continua ad essere presente tra noi. Carissimi Josif, Pio e Riccardo ricordatevi sempre che il sacramento dell\u2019Ordine, copme del resto ogni sacramento, \u00e8 un dono di Dio, un dono per voi, ma soprattutto per la Chiesa e per il mondo. Molte cose si potrebbero dire al riguardo, ma una vorrei sottolinearne partendo dal Vangelo: ossia l\u2019indispensabilit\u00e0 dei sacerdoti per il mondo. Le nostre citt\u00e0, senza i preti, resterebbero in balia di quella \u201cgran tempesta di vento\u201d che \u201cgettava le onde nella barca\u201d. Questa immagine coglie, come in sintesi, la vita della nostra societ\u00e0. L\u2019egoismo, come un\u2019onda potente, travolge tutti, singoli e famiglie; e rovescia come fuscelli i piccoli e gli anziani, i poveri e i deboli. E mentre il Signore sembra dormire la gente muore; muore di fame nei paesi poveri e di violenza nei paesi in guerra, muore di annegamento nel Mediterraneo in quei profughi che non riescono a giungere all\u2019altra sponda, muore di solitudine e di abbandono nei paesi ricchi. E in questo mare in tempesta \u00e8 rara anche quella preghiera uscita dalla bocca impaurita degli apostoli: \u201cMaestro, non&nbsp; t\u2019importa che moriamo?\u201d In questo mare in tempesta ci sono anche la barca della comunit\u00e0 ecclesiale. E da essa &nbsp;si alza una voce forte e autorevole, quella di Ges\u00f9, che sgrida il vento e lo fa tacere. E venne una \u201cgrande bonaccia\u201d che scosse persino la poca fede dei discepoli: \u201cChi \u00e8 dunque costui al quale anche il vento e il mare obbediscono?\u201d <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle e cari fratelli tutti, lasciatemi paragonare il sacerdozio a questa voce che si alza nel mare tempestoso di questo tempo per mettere a tacere le onde del male e permettere quindi, non solo alla barca della Chiesa, ma a tutte le altre barche che le stavano accanto \u2013 come ricorda l\u2019evangelista &#8211; di raggiungere l\u2019altra riva. S\u00ec, il sacerdote \u00e8 la voce che si leva per placare il vento delle forze del male e portare la bonaccia tra gli uomini. Carissimi Pio, Riccardo, voi con il sacerdozio, e tu caro Josif con il diaconato, venite consacrati perch\u00e9 abbiate la forza di alzarvi e di comunicare il Vangelo dell\u2019amore. E\u2019 questa la parola che scaccia gli spiriti del male e placa le della violenza. E gli uomini e le donne di questo mondo, assieme alla comunit\u00e0 dei discepoli, possono \u201cpassare all\u2019altra riva\u201d. S\u00ec, tutti noi, e i ministri della Chiesa in particolare, riceviamo il compito di aiutare la gente a passare all\u2019altra riva, a quella di Ges\u00f9. S\u00ec dobbiamo spingere la gente a passare dalla riva dell\u2019egocentrismo a quella dell\u2019amore, dalla riva della violenza a quella della pace, dalla riva dell\u2019indifferenza a quella della misericordia. L\u2019impegno per questo passaggio, che \u00e8 una vera e propria Pasqua, rende ragione della consacrazione all\u2019Ordine sacro. Non venite ordinati per voi stessi, per realizzare voi stessi o i vostri sogni, per fare quel che vi piace. Siete ordinati per portare gli uomini e le donne di questo mondo al Signore Ges\u00f9. Ecco perch\u00e9 con l\u2019Ordine sacro non vi appartenete pi\u00f9. Dobbiamo essere come Ges\u00f9; avere i suoi sentimenti, la sua passione, la sua voce, la sua forza, la sua audacia. So che \u00e8 impossibile. E per questo la Chiesa vi chiede di stendervi per terra: siamo davvero poca cosa di fronte alla grandezza del ministero. Ci sarebbe da impazzire. E il Signore, carissimi Josif, Pio e Riccardo, conosce bene la vostra debolezza, e tuttavia vi riempie della sua grazia perch\u00e9 possiate essere testimoni del suo amore. Per questo la santa liturgia vi avvolge, vi interroga, vi unge, vi consacra, vi veste con i nuovi abiti dell\u2019amore, vi conduce all\u2019altare, vi dona la forza per poter essere appunto come Ges\u00f9. Ed \u00e8 in questo senso che si richiede una eroicit\u00e0. A dire il vero \u00e8 richiesta per ogni cristiano, ancor pi\u00f9 per il sacerdote. Ma \u00e8 proprio tale straordinariet\u00e0 che rende la vita del prete paradossale, davvero evangelica. Ed \u00e8 affascinante oltre che indispensabile per il mondo. E come vorrei che i giovani presenti lo comprendessero! E come vorrei comunicare il fascino della vita sacerdotale che vivo, pur con tutte le mie miserie e i miei peccati! E\u2019 bello essere preti. Ma solo se non si cede alla banalit\u00e0, solo se non si giocherella copn le onde traditrici dell\u2019egocentrismo che indeboliscono noi e la Chiesa. Non si pu\u00f2 essere preti in maniera banale, burocratica, egocentrica. Abbiamo tutti bisogno di una passione che ci fa svegliare e guardare pi\u00f9 agli altri che noi stessi, che ci fa spendere la vita pi\u00f9 per gli altri che per noi, che ci fa preoccupare pi\u00f9 dei piccoli e dei poveri che delle nostre fissazioni. Questa passione evangelica rende il prete indispensabile al mondo, perch\u00e9 non sia travolto da quel terribile tsunami che \u00e8 l\u2019onda gigantesca dell\u2019egoismo che inesorabilmente tutto travolge, compresi se stessi. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Caro Josif, con il diaconato, divieni simile a Ges\u00f9 servo. Sei quindi consacrato per servire il Signore, la sua Chiesa e i poveri. Nessuno \u00e8 ordinato diacono per servire se stesso, ma per essere servo degli altri. Ges\u00f9, primo diacono, diceva di s\u00e9: \u201cnon sono venuto per essere servito ma per servire e dare la vita in riscatto per molti\u201d(Mc 10,45). E\u2019 in questo orizzonte che si comprende anche la scelta del celibato. Vivere il celibato infatti significa mostrare un\u2019apertura da uomo libero, una giovinezza di disponibilit\u00e0 agli altri. Questa condizione di uomo libero \u00e8 forse la cosa pi\u00f9 difficile da accettare nel mondo di oggi. E\u2019 difficile accettare di essere un uomo che, con gli anni che passano, resta per\u00f2 come un giovane, senza stabilit\u00e0, senza famiglia, senza una compagna, senza quelle reti normali che gli uomini e le donne si costruiscono per la loro vita. S\u00ec, la vita del celibe \u00e8 del tutto paradossale. E lo \u00e8 soprattutto oggi per questo nostro mondo fissato con il sesso, inteso per di pi\u00f9 come verifica della giovinezza, come prova dell\u2019esistenza, come rifugio delle frustrazioni e dell\u2019assenza di amore che si sente attorno a s\u00e9. La nostra vita di celibi, cari confratelli, \u00e8 paradossale per un mondo che mette al centro il denaro, le macchine, la carriera. Non c\u2019\u00e8 bisogno di dimostrarlo. La vita del prete celibe, e quindi povero e obbediente, che non \u00e8 gettato nel consumo delle cose, che non \u00e8 schiavo della propria autosufficienza, \u00e8 una vita davvero paradossale, perch\u00e9 va in un senso totalmente diverso da quello del mondo. La nostra vita da celibi non parla di autosufficienza ma del bisogno di vivere per gli altri e con gli altri. E questo \u00e8 ci\u00f2 di cui il mondo ha un incredibile bisogno.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">E voi, carissimi Pio e Riccardo, nell\u2019essere consacrati sacerdoti venite come immersi nell\u2019amore di Cristo per esserne testimoni tra gli uomini testimoni. Senza l\u2019Amore di Cristo il sacerdote \u00e8 incomprensibile. Benedetto XVI, con l\u2019enciclica Deus caritas est, tocca il cuore di Dio e la ragione ultima del nostro sacerdozio. Con questo Amore tutto in noi diventa chiaro. Mi sono rimaste scolpite nel cuore queste parole che il cardinale Suhard, arcivescovo nella Parigi degli anni Quaranta del secolo scorso, scriveva ai suoi sacerdoti: \u201cAltri nella societ\u00e0 moderna hanno scelto la gloria, il danaro, il piacere, altri consacrano e consumano la loro vita per la scienza, per il comando, per le conquiste. Il prete ha lasciato tutto, si \u00e8 distaccato da tutti e tutto ha dato; egli rinuncia a ogni bene, rinuncia a se stesso. Una sola cosa rivendica per s\u00e9, e non ceder\u00e0 a nessun costo; un solo bene vuole con una forza ostinata: nella citt\u00e0 umana egli ha scelto l\u2019Amore\u2026 lo desidera per i suoi fratelli che son divenuti il suo unico bene\u201d. Carissimi Pio e Riccardo questa \u00e8 la sostanza del ministero presbiterale: l\u2019Amore. L\u2019amore \u00e8 il cuore della Liturgia che siete chiamati a celebrare e a vivere con la comunit\u00e0; l\u2019amore \u00e8 la ragione della vostra preghiera per la Chiesa e per coloro che saranno affidati alle vostre cure pastorali; l\u2019amore \u00e8 la ragione di quella comunione speciale che vi lega al presbiterio con il vescovo; l\u2019amore \u00e8 la ragione della vostra felicit\u00e0. S\u00ec, la vostra felicit\u00e0 \u00e8 conformarvi a Cristo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">E permettete che in questo santo giorno vi consegni l\u2019immagine di un prete che ha vissuto il ministero sacerdotale come dono per gli altri: don Andrea Santoro. E\u2019 il primo martire del Seminario Romano, dove voi avete vissuto questi ultimi anni della vostra formazione. Avete pregato nella stessa cappella, avete sostato davanti alla stessa immagine della Madonna della Fiducia, avete percorso gli stessi corridoi, abitato le stesse stanze. Come sapete \u00e8 stato mio compagno e anch\u2019io ho posto le l\u00ec le mie radici sacerdotali. Per me \u00e8 divenuto un maestro. E lo sia anche per voi, carissimi Pio e Riccardo, anzi per noi tutti, cari confratelli nel sacerdozio. Don Andrea ci ha mostrato come amare, come vivere il nostro sacerdozio, come testimoniare la ricchezza di quell\u2019amore che lo ha spinto fino ai confini della terra. E\u2019 bello essere preti come don Andrea e, soprattutto, c\u2019\u00e8 bisogno di preti come lui perch\u00e9 solo cos\u00ec possiamo servire il Vangelo e placare le onde micidiali dell\u2019egocentrismo e dell\u2019orgoglio. Don Andrea ci ha mostrato l\u2019indispensabilit\u00e0 di quell\u2019eccesso di amore che solo pu\u00f2 far passare il mondo all\u2019altra riva, quella dell\u2019amore. Solo un amore cos\u00ec rende ragione del Vangelo e della stessa nostra vita di sacerdoti. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; \u00e8 davvero piena di festa questa sera la nostra cattedrale. Il Signore ancora una volta ha rivolto il suo sguardo su questa chiesa per scegliere alcuni tra i suoi figli per l\u2019Ordine sacro. Attraverso di loro Ges\u00f9, buon pastore, continua ad essere presente tra noi. 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