{"id":16660,"date":"2006-06-16T00:00:00","date_gmt":"2006-06-16T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/processione-del-corpus-domini.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"processione-del-corpus-domini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/processione-del-corpus-domini.html","title":{"rendered":"Processione del Corpus Domini"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">la festa del Corpus Domini fu istituita nella seconda met\u00e0 del secolo XIII anche a seguito del miracolo di Bolsena, la cittadina sul lago non distante di qui. Si racconta di quel sacerdote tedesco che dubitava della presenza reale di Ges\u00f9 nell&#8217;Eucarestia. In effetti, in quell&#8217;epoca si era diffuso un clima di diffidenza sul mistero eucaristico alimentato da varie eresie. <BR><BR>Ebbene, mentre questo sacerdote celebrava la Santa Messa, al momento dello spezzare il pane consacrato, vide che dall&#8217;ostia usciva del sangue che si spandeva sul corporale. Possiamo immaginare lo stupore di questo sacerdote di fronte a quel che stava accadendo! In effetti, fu un prodigio che impression\u00f2 tutti moltissimo, lo stesso Papa ne rimase toccato e fu spinto anche da questo evento miracoloso a istituire una festa particolare, il Corpus Domini, per onorare la presenza reale di Ges\u00f9 nell&#8217;Eucarestia. Il corporale sul quale si sparse il sangue&nbsp;\u00e8 venerato, come voi sapete, nella vicina cattedrale di Orvieto, meta ancora oggi di molti pellegrini. Se questo miracolo&nbsp;\u00e8 uno dei motivi storici per la festa, le sue vere radici per\u00f2 affondano nell&#8217;ultima cena che anche questa sera il Vangelo ci ha annunciato. <BR><BR>Non&nbsp;\u00e8 solo la narrazione di una santa cena,&nbsp;\u00e8 Vangelo, ossia una buona notizia di cui tutti abbiamo bisogno. Per questo facciamo bene a riascoltarla, soprattutto oggi. <BR><BR>Del resto tutte le generazioni cristiane l&#8217;hanno vissuta e trasmessa alla successiva, a partire dall&#8217;apostolo Paolo il quale, scrivendo ai Corinzi, dice: io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi trasmetto, e ripete la narrazione della santa cena celebrata dal Signore prima della sua passione. <BR><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Possiamo immaginare Ges\u00f9 in quella vigilia della sua passione. Sapeva che stava per morire e che avrebbe quindi lasciato soli i suoi discepoli nel mondo. E sapeva bene quanto fossero deboli, poveri, inesperti; eppure scelse proprio loro per continuare la sua opera di salvezza del mondo. S\u00ec, quel gruppo di discepoli radunati attorno a quella tavola avrebbero dovuto rappresentarlo nei tempi successivi alla sua morte e risurrezione; dovevano essere il Corpo di Cristo che continuava la sua presenza sulla terra. <BR><BR>Com&#8217;era possibile questo? Come, quel piccolo gruppo di discepoli, poteva essere Cristo stesso nel mondo? Ed ecco l&#8217;incredibile mistero di quella sera. Il Signore Ges\u00f9 prese il pane e disse: &#8220;Prendete, questo&nbsp;\u00e8 il mio corpo&#8221;; poi prese il calice del vino e disse: &#8220;Questo&nbsp;\u00e8 il mio sangue versato per molti&#8221;. In quel pane e in quel vino Ges\u00f9 stesso si faceva realmente presente. Perch\u00e9 questo mistero? Ges\u00f9 lo disse perch\u00e9 chiunque mangiasse quel pane e bevesse quel vino diventasse Cristo stesso. Ges\u00f9 non consacr\u00f2 il pane e il vino perch\u00e9 restassero da parte, perch\u00e9 fossero messi per sempre in un tabernacolo. Non&nbsp;\u00e8 per questo che Ges\u00f9 celebr\u00f2 l&#8217;ultima cena. <BR><BR>Ges\u00f9 istitu\u00ec l&#8217;Eucarestia perch\u00e9 doveva esser cibo che nutriva, perch\u00e9 chiunque ne mangiasse venisse trasformato in maniera cos\u00ec profonda da divenire il corpo di Ges\u00f9. <BR><BR>Ebbene, quel gruppo di discepoli, dopo essersi nutrito del pane e del vino consacrati divennero il Corpo di Ges\u00f9, il Corpus Domini. Iniziava la Chiesa. E si potrebbe dire che proprio per questo Ges\u00f9 stesso si inchin\u00f2 sino a lavare i loro piedi, uno per uno. Il Maestro si chinava di fronte al mistero del suo stesso corpo che era quella piccola comunit\u00e0 di discepoli. Care sorelle e cari fratelli, l&#8217;Eucarestia, ossia il pane e il vino che vengono mangiati, fanno la Chiesa; l&#8217;Eucarestia infatti trasforma le singole persone in un corpo unico, quello di Cristo. Non sono tanto le nostre attivit\u00e0 che fanno la parrocchia o che costruiscono la comunit\u00e0 cristiana:&nbsp; la Messa con la comunione che la edificano. <BR><BR>Questa convinzione, che spesso purtroppo noi dimentichiamo, faceva chiamare Corpo di Cristo sia il pane e il vino consacrati che la comunit\u00e0 cristiana raccolta attorno all&#8217;altare. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\"><BR>Capite, care sorelle e cari fratelli, perch\u00e9 insistiamo tanto sulla Messa della domenica? La Messa, l&#8217;Eucarestia, \u00e8 Ges\u00f9, e se noi ci nutriamo di essa diventiamo noi stessi Ges\u00f9. Il legame tra l&#8217;Eucarestia e la Comunit\u00e0 cristiana&nbsp;\u00e8 indissolubile; se non c&#8217;\u00e8 l&#8217;una non c&#8217;\u00e8 l&#8217;altra. Se non partecipiamo alla Messa, se non ci nutriamo del Corpo e del sangue di Cristo rimaniamo soli e quindi tristi, indifesi e deboli. Se invece ci raccogliamo attorno all&#8217;altare e ci nutriamo del Signore, veniamo liberati dalla solitudine e dal peccato per essere trasformati in unico corpo, quello di Cristo. Ecco perch\u00e9 gli antichi Padri, che avevano una grande coscienza di questo mistero, &nbsp;parlavano del sacramento dell&#8217;altare e del sacramento del fratello per sottolineare che \u00e8 come un unico sacramento. Essi volevano dire che tra il pane dell&#8217;altare e la comunit\u00e0 che si raduna attorno ad esso non c&#8217;\u00e8 separazione: \u00e8 l&#8217;unico &#8220;corpo di Cristo&#8221;. Questo&nbsp;\u00e8 il mistero insondabile che dovrebbe toccarci il cuore e farci tutti commuovere! E noi ogni domenica riviviamo questo mistero: veniamo trasformati nel Corpo di Ges\u00f9, nel Corpus Domini. Oggi vogliamo vivere questo mistero in maniera particolare, come a volerne prendere maggiore coscienza. Spesso, infatti, non ci rendiamo conto di quel che accade la domenica. Non dico nulla, ovviamente, sull&#8217;assenza alla Messa. E&#8217; talmente grave che avrei bisogno di molto pi\u00f9 tempo per parlarne. Ma vorrei anche solo accennare alla disattenzione che ci prende a Messa. <BR>E&#8217; ovviamente lodevole parteciparvi. Ma non di rado la distrazione della vita ci accompagna anche quando entriamo a Messa. Ed ecco allora che le nostre Messe domenicali sono un poi tirate via, senza quella cura che il Corpo di Cristo richiede. Quanti esempi potremmo fare! Ma non&nbsp;\u00e8 questo il momento per esaminare come sono le nostre messe domenicali. <BR><BR>Ma una cosa vorrei sottolineare. L&#8217;indispoensabilit\u00e0 della Messa per essere felici, per essere forti, per poter vivere una vita degna. Noi viviamo in un mondo in cui&nbsp;\u00e8 difficile essere vicini gli uni agli altri; ci capita spesso infatti che pur essendo vicini di fatto, spesso stiamo lontani mille miglia. Ebbene in un mondo come questo l&#8217;Eucarestia ci spinge, ci educa, ci aiuta ad avvicinarci, ad essere presenti realmente gli uni accanto agli altri, come Ges\u00f9 lo \u00e8. Egli&nbsp;\u00e8 talmente presente da farsi cibo per noi. E chiunque si nutre di Ges\u00f9 diviene capace di stare accanto agli altri, di aiutare gli altri, di sostenere gli altri. <BR><BR>L&#8217;Eucarestia ci unisce tutti e ci fa diventare il Corpo di Cristo tra gli uomini nella nostra citt\u00e0. Ed ecco perch\u00e9 questa sera faremo la processione per le vie della citt\u00e0. Vorremmo essere un cuor solo e un&#8217;anima sola con Ges\u00f9 per dire a Terni e al mondo che il Signore&nbsp;\u00e8 venuto per amare tutti, per salvare dalla tristezza e dal male la nostra vita. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Secondo intervento al passaggio della Processione davanti al Comune<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">abbiamo ascoltato l&#8217;ultima parte del brano evangelico dei due discepoli di Emmaus. Anche noi ci siamo messi in cammino e abbiamo attraversato le vie di questa citt\u00e0. Ci fermiamo ora in questa piazza, accanto al Comune, come a voler entrare nel profondo della vita di questa citt\u00e0. Noi non abbiamo ricette da proporre, non abbiamo piani da presentare. Noi questa sera dobbiamo e possiamo anzitutto pregare. S\u00ec, sale sulle nostre labbra la stessa preghiera di quei due viandanti che si erano sentiti scaldare il cuore nel petto come noi ce lo siamo sentiti scaldare nella celebrazione eucaristica che abbiamo appena terminato. Avendo davanti ai nostri occhi Terni, Narni, Amelia e tutti gli altri paesi della diocesi diciamo al Signore Ges\u00f9 che&nbsp;\u00e8 presente in mezzo a noi: &#8220;Resta con noi Signore, perch\u00e9 si fa sera&#8221;. S\u00ec, resta con noi Signore, resta con i pi\u00f9 piccoli perch\u00e9 non crescano alla scuola della violenza ma a quella del Vangelo e siano cos\u00ec protetti da te; resta o Signore con i ragazzi delle nostre scuole perch\u00e9 la loro adolescenza non sia scandalizzata dalla cattiveria che vedono attorno a loro e siano liberati da ogni male; resta tra i giovani che spesso vedono con preoccupazione il loro futuro e che rischiano di essere lasciati a loro stessi senza un orientamento per la vita, perch\u00e9 possano trovare compagnia e aiuto e sappiano costruire fin da ora un futuro nuovo per loro e per tutti; resta nelle nostre famiglie, e sii vicino alle mamme e ai pap\u00e0 la cui vita spesso&nbsp;\u00e8 difficile e pesante, prepara nelle nostre case come facesti a Emmaus la mensa ove spezzare il pane dell&#8217;amore e del sostegno reciproco e sia la famiglia il luogo ove sperimentare l&#8217;amore tra i figli e i genitori, tra il marito e la moglie, tra i figli e i nonni; resta o Signore con i nostri anziani perch\u00e9 non siano lasciati soli nell&#8217;ultimo tratto della loro vita; resta tra coloro che sono venuti da altre terre, lasciando le loro case e i loro familiari, perch\u00e9 non si sentano estranei e soli, ma siano accolti con amore da tutti; resta, o Signore, in questa citt\u00e0 con coloro che hanno problemi nel lavoro e nell&#8217;impiego perch\u00e9 possano guardare il loro futuro con maggiore serenit\u00e0; resta con i nostri malati perch\u00e9 la loro sofferenza sia sollevata dalla nostra cura e possano vedere presto la guarigione. <BR><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, durante la celebrazione abbiamo parlato del rapporto tra l&#8217;Eucarestia e la comunit\u00e0 cristiana, sottolineando il legame che c&#8217;\u00e8 tra le due realt\u00e0 sino a farne un solo Corpo di Cristo, un solo Corpus Domini. Vorrei ora aggiungere una brevissima riflessione che riguarda il rapporto tra questo Corpus Domini, che siamo noi e l&#8217;Eucarestia, e la citt\u00e0, le nostre citt\u00e0. S\u00ec, noi cristiani abbiamo un compito verso le nostre citt\u00e0: il compito di far crescere l&#8217;amore. Se non ci fosse l&#8217;Eucarestia, se non ci fosse l&#8217;amore dei cristiani quanta tristezza in pi\u00f9 ci sarebbe nel mondo e nelle nostre citt\u00e0. E se c&#8217;\u00e8 solitudine, se c&#8217;\u00e8 violenza, se c&#8217;\u00e8 tristezza, se c&#8217;\u00e8 disperazione, se ci sono anziani abbandonati, ma se ci sono giovani disperati e tristi, se ci sono le guerre&nbsp;\u00e8 perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 poca Eucaristia,&nbsp;\u00e8 perch\u00e9 i cristiani sono poco sale e poca luce. <BR><BR>L&#8217;Eucarestia ci&nbsp;\u00e8 data per aprire gli occhi e il cuore al mondo e per darci la forza di trasformarlo a immagine stessa di Ges\u00f9. Tutto il creato deve diventare Corpo di Cristo, come quel pane e quel vino che vengono trasformati. E&#8217; un impegno grave e affascinate. Ma non dobbiamo spaventarci. L&#8217;Eucarestia&nbsp;\u00e8 la nostra forza interiore. Essa&nbsp; &#8211; &nbsp;diceva papa Benedetto XVI &#8211;&nbsp;\u00e8 come l&#8217;atomo nucleare: se lo lasciamo esplodere procurer\u00e0 una infinita catena di esplosioni di amore che trasformer\u00e0 il mondo intero. E&#8217; questa la nostra missione, il nostro compito. E per esprimere con una piccolo segno questa esplosione di amore che parte dall&#8217;Eucarestia, vorrei che domenica prossimo ci ricordassimo del terremoto avvenuto in Indonesia a Jojagarta, una citt\u00e0 ove lo scorso anno sono stato per predicare gli esercizi spirituali ad un gruppo di vescovi e di sacerdoti. <BR><BR>Ho sentito qualcuno di loro e gli assicurato il nostro aiuto per una Chiesa e una scuola da riparare. Le offerte di domenica prossimo possiamo raccoglierle per questa intenzione. E&#8217; un gesto che mostra la forza dell&#8217;amore che non solo supera le distanze ma che restaura anche le cose distrutte. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; la festa del Corpus Domini fu istituita nella seconda met\u00e0 del secolo XIII anche a seguito del miracolo di Bolsena, la cittadina sul lago non distante di qui. Si racconta di quel sacerdote tedesco che dubitava della presenza reale di Ges\u00f9 nell&#8217;Eucarestia. 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