{"id":16650,"date":"2006-04-12T00:00:00","date_gmt":"2006-04-12T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/pasqua-2006-messa-crismale.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"pasqua-2006-messa-crismale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/pasqua-2006-messa-crismale.html","title":{"rendered":"Pasqua 2006 &#8211; Messa crismale"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Carissimi, sacerdoti, diaconi e fedeli tutti,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">\u00e8 una gioia tutta particolare quella che sentiamo questa sera nel raccoglierci assieme per la celebrazione crismale. Questo anno, la coincidenza delle elezioni dei consigli pastorali parrocchiali e del Consiglio pastorale diocesano, ci permette di accogliere in questa celebrazione anche i nuovi eletti dandole cos\u00ec un valore diocesano ancor pi\u00f9 chiaro. Vorrei perci\u00f2 che cogliessimo la grazia di questo singolare momento di comunione. Non mi fermo a commentare il senso della consacrazione degli Olii santi che avviene, come sapete, in tutte le cattedrali del mondo. Desidero solo sottolineare la comunione che da questa celebrazione promana. \u00c8 forse l\u2019unica celebrazione liturgia che in maniera cos\u00ec evidente manifesta l\u2019unit\u00e0 della nostra Chiesa in rapporto anche alla vita sacramentale: dalla cattedrale infatti, come unica fonte, sgorgano gli Olii santi che giungeranno sino alle nostre parrocchie. In un certo senso \u00e8 ancor pi\u00f9 evidente che nelle celebrazioni della liturgiche eucaristiche. Questo sottolinea l\u2019unit\u00e0 della Chiesa diocesana. Ecco perch\u00e9 le parole di Isaia vanno intese come se fossero indirizzate all\u2019intera comunit\u00e0 cristiana. \u00c8 la Chiesa diocesana che viene \u201cconsacrata con l\u2019unzione\u201d. \u00c8 lei che viene mandata \u201cad annunziare ai poveri il lieto messaggio, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libert\u00e0 agli schiavi, la scarcerazione ai prigionieri, e a promulgare l\u2019anno di misericordia del Signore\u201d. S\u00ec, care sorelle e cari fratelli, noi siamo l\u2019unico Corpo di Cristo che riceve la missione evangelica, ossia il potere di amare e di guarire, di liberare dai peccati e di cambiare il cuore della gente. Questa sera non esiste l\u2019io personale di ciascuno di noi e neppure quello delle nostre singole parrocchie, ma solo l\u2019unico Corpo di Cristo che \u00e8 la Chiesa diocesana. Se potessimo leggere in profondit\u00e0 il mistero che stiamo celebrando vedremmo che la Chiesa non \u00e8 la somma di individui e neppure la giustapposizione delle parrocchie. Il Corpo di Cristo o, se volete, l\u2019alter Christus \u00e8 questa Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. E ciascuno di noi, come pure ciascuna parrocchia, \u00e8 alter Christus solo nella misura in cui vive questa comunione ecclesiale. \u00c8 cos\u00ec che il Signore scardina in radice l\u2019individualismo che avvelena la vita di questo nostro mondo e non di rado anche la nostra vita, sia quella personale che comune. Noi siamo salvati dalla comunione con Ges\u00f9 e tra noi. Il Maestro non cessa di raccomandarci l\u2019amore. E dobbiamo dire grazie a Benedetto XVI che ha voluto dedicare la sua prima enciclica proprio all\u2019amore. \u00c8 la sostanza della nostra comunione e della nostra missione.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">E permettete che mi rivolga a voi anzitutto carissimi sacerdoti. \u00c8 una bella tradizione che in questa celebrazione rinnoviate le promesse sacerdotali davanti al vescovo e alla comunit\u00e0 diocesana. Sono particolarmente lieto di vedervi tutti riuniti attorno a questo altare da cui nasce il nostro sacerdozio. E con gioia grande vi annuncio l\u2019ordinazione presbiterale di don Pio e don Riccardo, qui in cattedrale, il 24 giugno prossimo. \u00c8 bello essere raccolti tutti assieme. Vedo la gioia nei vostri volti e sono davvero felice. E se questo accade in maniera totale solo in questa occasione, \u00e8 per\u00f2 una scena cos\u00ec bella che vorrei si imprimesse nei nostri occhi e nel nostro cuore. E come sentire rivolte anche per noi le parole di Ges\u00f9 nella preghiera sacerdotale dell\u2019ultima cena? Ancora oggi Ges\u00f9 prega: \u201cPadre santo, custodisci nel tuo nome quelli che mi hai dato, perch\u00e9 siano una cosa sola, come noi. Quand\u2019ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi\u2026 Ma ora vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perch\u00e9 abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia\u2026Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno\u201d. Cari sacerdoti, il Signore Ges\u00f9 prega per tutti noi, per ciascuno di noi. E anch\u2019io vorrei nominarvi personalmente, uno per uno, per presentarvi al Signore e per dirvi l\u2019affetto mio personale. C\u2019\u00e8 una fraternit\u00e0 sacramentale che ci lega. S\u00ec, al di l\u00e0 delle nostre storie, delle nostre provenienze, al di l\u00e0 dei nostri caratteri, quel che ci unisce \u00e8 l\u2019unico sacerdozio di Cristo. E attraverso tale sacramento siamo in comunione anche tra noi. C\u2019\u00e8 una comunione effettiva, quella sacramentale, che deve per\u00f2 diventare anche affettiva. Certo non c\u2019\u00e8 un passaggio scontato. Ma pi\u00f9 cresce la comunione con il Signore pi\u00f9 appare anche quella tra noi. E se \u00e8 scarsa la comunione tra noi, anche quella con Ges\u00f9 \u00e8 attenuata. C\u2019\u00e8 una circolarit\u00e0 tra il mio legame con Cristo e quello con voi. Cari sacerdoti, abbiamo bisogno di vivere, anzi di gustare, la fraternit\u00e0 sacerdotale. Ne hanno bisogno i sacerdoti anziani: 4 tra noi hanno pi\u00f9 di 80 anni e 4 pi\u00f9 di 90; questa sera ringraziamo il Signore per il loro impagabile ministero. Ma vi diciamo grazie anche noi, carissimi; e grazie perch\u00e9 continuate a lavorare con dedizione in questa vigna. Anche i pi\u00f9 giovani tra noi hanno bisogno di essere amati da noi pi\u00f9 avanti negli anni, noi che come a loro fratelli pi\u00f9 grandi portiamo il peso maggiore della vita pastorale della nostra Chiesa. Quale esempio di vita siamo per loro? Prego il Signore per voi perch\u00e9 vi riempia del suo amore e della sua grazia e possiate gioire della vita sacerdotale. Nei vostri, nei nostri volti, di sacerdoti pi\u00f9 adulti dovrebbe apparire sempre pi\u00f9 la bellezza di essere preti per il Signore e per la Chiesa. E permettetemi di ricordare coloro che sono lontani non certo dal cuore: don Maurizio, don Sergio e don Leopoldo che sono a Natmbue e don Stefano che sta in Nunziatura nelle Filippine. Il Signore li sostenga e conceda loro frutti abbondanti per il lavoro pastorale. E sono certo che don Nemesio e don Ubaldo ci guardano dal cielo e pregano per noi. Cari sacerdoti, essere preti \u00e8 certamente bello per noi, ma soprattutto \u00e8 indispensabile perch\u00e9 questo nostro mondo sia pi\u00f9 umano e possa sin da ora gustare un futuro migliore. Anche per la nostra vita e per la nostra opera pastorale si dovrebbe poter dire: \u201cOggi, si \u00e8 adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi\u201d. Un esempio sento il dovere di porre davanti ai nostri occhi, quello di don Andrea Santoro, un parroco romano che ha scelto di essere fidei donum in Turchia. Era lui stesso il dono di amore in quella terra. Anche noi, cari sacerdoti, dovremmo essere il donum fidei nelle nostre parrocchie. La testimonianza di don Andrea ci indica come essere preti oggi, come testimoniare l\u2019amore e la misericordia del Signore tra gli uomini.&nbsp;&nbsp; <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Anche voi cari diaconi siete oggi raccolti attorno all\u2019altare perch\u00e9 vi conformiate sempre pi\u00f9 a Cristo, primo diacono. Vorrei dire che ricordate all\u2019intera comunit\u00e0 diocesana, a noi preti e a tutti i fedeli laici, quel momento dell\u2019ultima cena quando Ges\u00f9 si tolse le sue vesti e prese un asciugatoio. S\u00ec, tutti dobbiamo svestirci delle nostre pretese, delle nostre rivendicazioni, dell\u2019attaccamento ai nostri ruoli, per vestirci tutti dell\u2019unico grembiule di Cristo che \u00e8 la diaconia, il servizio ai fratelli a partire dai pi\u00f9 poveri. E voi, care sorelle e cari fratelli dei consigli pastorali Diocesano e parrocchiali. Ho voluto che foste presenti in questa celebrazione non solo per essere accanto ai vostri sacerdoti e ai diaconi, ma anche per comprendere tutti assieme che il primum per la Chiesa diocesana \u00e8 la comunione che tutti ci conforma a Cristo e che ci rende anzitutto suoi discepoli. Voi ricordata a tutti noi preti, che posiamo lasciarci prendere dalla tentazione del ruolo e del protagonismo, che quel che conta \u00e8 anzitutto essere discepoli di Ges\u00f9, imitare il suo amore e la sua compassione. E nello stesso tempo mostrare che \u00e8 all\u2019intera Chiesa diocesana che viene conferito il mandato di comunicare il Vangelo a tutti sino ai confini della terra. Ed \u00e8 proprio tale discepolato che ci rende responsabili tutti, sebbene in maniera diversa, della famiglia di Dio di cui facciamo parte. S\u00ec, c\u2019\u00e8 un ministero sacerdotale che \u00e8 affidato anche a voi che siete stati eletti nei Consigli pastorali. Attraverso il sacramento del battesimo e della confermazione, attraverso la santa unzione, voi partecipate alla responsabilit\u00e0 pastorale verso i fratelli e le sorelle della comunit\u00e0 parrocchiale. Anche per voi si debbono applicare le parole evangeliche che Ges\u00f9 ha pronunciato a Nazareth. Certo, non in maniera staccata dalla famiglia pi\u00f9 grande che \u00e8 la Chiesa diocesana, ma non in misura ridotta. Care sorelle e cari fratelli, lo Spirito di questa Famiglia \u00e8 uno solo e ha una potenza talmente grande che non pu\u00f2 essere monopolizzata da nessuno, sino a poter dire che tutti lo hanno tutto. L\u2019indispensabile ordine richiesto dall\u2019essere un unico corpo con molte membra, non comporta meno afflusso di sangue nelle diverse parti del corpo. In ogni parte circola l\u2019intero sangue, l\u2019intero Spirito. Ed \u00e8 a Lui che tutti dobbiamo obbedire, a partire dal vescovo; da Lui tutti dobbiamo lasciarci guidare e con la Sua forza dobbiamo combattere ogni solitudine e divisione e far crescere l\u2019amore e la comunione. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi, sacerdoti, diaconi e fedeli tutti, &nbsp; \u00e8 una gioia tutta particolare quella che sentiamo questa sera nel raccoglierci assieme per la celebrazione crismale. 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