{"id":16648,"date":"2006-04-09T00:00:00","date_gmt":"2006-04-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/pasqua-2006-domenica-delle-palme.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"pasqua-2006-domenica-delle-palme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/pasqua-2006-domenica-delle-palme.html","title":{"rendered":"Pasqua 2006 &#8211; Domenica delle palme"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle e cari fratelli, <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">questa santa celebrazione, che ci fa entrare nella settimana santa, si \u00e8 aperta con la memoria dell\u2019ingresso di Ges\u00f9 in Gerusalemme. Il viaggio che Ges\u00f9 aveva iniziato dalla Galilea stava per concludersi. Giunto a Betfage di Betania, presso il monte degli Ulivi, Ges\u00f9 sale su un asinello ed entra in Gerusalemme come mai aveva fatto prima. Il Messia, che fino a quel momento si era tenuto come nascosto, rivela la sua missione di vero e nuovo pastore d\u2019Israele, anche se questo &#8211; e Ges\u00f9 lo sa bene &#8211; lo condurr\u00e0 alla morte. Infatti le minacce di morte si erano fatte sempre pi\u00f9 chiare e pi\u00f9 frequenti. Ma Ges\u00f9 non poteva rinunciare ad annunciare il Vangelo dell\u2019amore. La gente \u00e8 contenta e gli fa festa: tutti si mettono a stendere i mantelli lungo la strada e ad agitare fronde prese dai campi cantando: \u201cOsanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore\u201d. \u00c8 il canto di gioia che abbiamo espresso anche noi all\u2019inizio di questa celebrazione. Ci siamo uniti ai fanciulli degli ebrei che hanno accolto con gioia il Signore. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Ed oggi in tanti luoghi della terra, dove si annuncia questo Vangelo, si fa festa. Si fa festa perch\u00e9 Ges\u00f9 entra nella vita della gente, entra nelle nostre citt\u00e0. E vi entra come il solo che pu\u00f2 liberare gli uomini dalla violenza e dalla schiavit\u00f9 dell\u2019amore per se stessi; entra come il solo che pu\u00f2 renderci operatori di una vita pi\u00f9 umana e solidale. E non entra con il volto di un potente o di un forte, ma come un uomo mite ed umile di cuore. Lo diceva fin dalla Galilea: \u201cImparate da me che sono mite ed umile di cuore\u201d. In effetti, c\u2019\u00e8 tanta violenza e tanta arroganza vicino e lontano da noi. Ed anche dentro il cuore di ciascuno di noi. Ma chi ha il cuore duro non riesce a fare festa al Signore. Chi lo acclama, infatti? I bambini, i deboli, i poveri, coloro che hanno bisogno di aiuto. Sono questi che da sempre si accalcano attorno a lui. Non sono certo i farisei, ossia quelli pieni di s\u00e9, sicuri delle loro tradizioni. Costoro anzi si indispettiscono di tanta festa. E, pensate, giungono a chiedere a Ges\u00f9 di far tacere i bambini festanti. Ma Ges\u00f9: \u201cse questi tacessero, griderebbero le pietre\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">L\u2019ostilit\u00e0 al Vangelo, care sorelle cari fratelli, nasce da cuori pieni di orgoglio e di invidia, da cuori che pensano solo al proprio interesse. Costoro non possono non opporsi al Signore. Passano infatti pochi giorni da questo ingresso trionfale e Ges\u00f9 viene condannato con il consenso della maggioranza. Ges\u00f9 diviene il crocifisso, il vinto. E\u2019 il paradosso di questa domenica delle Palme che ci fa vivere assieme il trionfo e la passione di Ges\u00f9. La liturgia, infatti, dopo il Vangelo dell\u2019ingresso in Gerusalemme ci annuncia subito dopo il Vangelo della Passione, quasi a sottolineare la brevit\u00e0 dello spazio che separa l\u2019Osanna dal Crucifige. Il volto buono e misericordioso diviene subito un volto crocifisso. Certo, l\u2019ingresso in Gerusalemme \u00e8 l\u2019ingresso di un re, ma l\u2019unica corona che gli viene posta sul capo \u00e8 quella di spine, lo scettro \u00e8 una canna e la divisa \u00e8 un manto scarlatto da burla. E quei rami di ulivo che oggi sono il segno della festa, fra qualche giorno, nell\u2019orto degli Ulivi, lo vedranno sudare sangue per l\u2019angoscia della morte. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Ma Ges\u00f9 non fugge, non rifiuta la croce. Anzi la prende su di s\u00e9 e con essa giunge sul Golgota, ove viene crocifisso. In quella croce ci sono tutte le croci di questo mondo: Ges\u00f9 se le carica tutte sulle spalle perch\u00e9 noi ne siamo alleggeriti. Oggi entra acclamato. Venerd\u00ec lo vediamo crocifisso come un malfattore. Su quella croce sembra che tutto sia finito per lui: non pu\u00f2 pi\u00f9 n\u00e9 parlare n\u00e9 guarire. Quella morte sembrava una sconfitta. Da sotto la croce, prendendosi beffe di lui gli gridavano: \u201cHa salvato gli altri non pu\u00f2 salvare se stesso!\u201d In verit\u00e0 su quella croce la morte \u00e8 stata sconfitta e ha vinto l\u2019amore. \u00c8 stata la vittoria dell\u2019amore, la vittoria di una vita spesa solo per il Signore, solo per il Vangelo, solo per i discepoli, solo per i poveri. Ges\u00f9 non \u00e8 vissuto per pensare a se stesso, come in genere facciamo noi, ma per aiutare tutti noi. Per questo Dio lo ha risuscitato. Scrive l\u2019apostolo Paolo: \u201cPer questo Dio lo ha esaltato e gli ha dato un nome che \u00e8 al di sopra di ogni nome\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle cari fratelli, noi siamo qui per accogliere almeno una goccia di questo amore di Ges\u00f9. E se lo accogliamo continueremo ad amare come lui amava. Assieme a lui sapremo raccoglierci sotto le tante croci del mondo di oggi, quelle nei nostri paesi ricchi e quelle, innumerevoli, nei paesi pi\u00f9 poveri. S\u00ec, continueremo ad amare i poveri, a stare accanto ai vinti, a curare i malati, a consolare i sofferenti, ad accompagnare gli anziani, a stare accanto a chiunque soffre. Con questi gesti di amore, che possono anche sembrarci piccoli,&nbsp; aiuteremo il Signore a liberare il mondo da quelle pietre pesanti che schiacciano la vita di tanti in ogni parte del mondo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle e cari fratelli, questa santa liturgia, ci porta accanto a Ges\u00f9 che va verso la sua morte e la sua risurrezione. In questa settimana, e soprattutto gioved\u00ec venerd\u00ec e sabato santo, questa cattedrale diviene la nostra Gerusalemme. Continuiamo a raccoglierci assieme. Non lasciamo solo il Signore. Non lasciamoci prendere solo dai nostri pensieri abituali, dalle nostre preoccupazioni, dalle nostre abitudini di sempre. Questa \u00e8 una settimana particolare: \u00e8 la settimana santa. Sono giorni in cui leggere il Vangelo, in cui tornare qui. Se accompagneremo Ges\u00f9, ci accorgeremo di pi\u00f9 del suo amore, e impareremo ad amare come lui amava. Il ramo di ulivo che porteremo nelle nostre case sia per noi un segno di questo amore. Se ci lasciamo toccare almeno un poco da questo amore, sentiremo la forza e la dolcezza della sua compagnia. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; questa santa celebrazione, che ci fa entrare nella settimana santa, si \u00e8 aperta con la memoria dell\u2019ingresso di Ges\u00f9 in Gerusalemme. Il viaggio che Ges\u00f9 aveva iniziato dalla Galilea stava per concludersi. 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