{"id":16638,"date":"2006-02-14T00:00:00","date_gmt":"2006-02-14T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/san-valentino-2006.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"san-valentino-2006","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/san-valentino-2006.html","title":{"rendered":"San Valentino 2006"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoTitle style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt; TEXT-INDENT: 35.45pt\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Caro mons. Gualdrini, gentili autorit\u00e0, cari sacerdoti, care sorelle e fratelli, <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">ancora una volta ci ritroviamo assieme nella festa di San Valentino. Siamo venuti in tanti su questo colle per stringerci ancor pi\u00f9 attorno al patrono della nostra citt\u00e0. Sono passati pi\u00f9 di diciassette secoli dalla sua morte, avvenuta proprio il 14 febbraio, eppure continuiamo a sentirlo come il pastore buono che ha guidato e curato questa citt\u00e0 con un amore grande e generoso. Valentino l\u2019amore l\u2019aveva appreso dal Vangelo e ha reso presente e vivo Ges\u00f9 in questa nostra citt\u00e0. Ges\u00f9 infatti \u00e8 il vero buon pastore che dona la sua vita per le pecore e non un mercenario che quando vede il pericolo o la fatica fugge dal suo gregge. Valentino ha imitato Ges\u00f9 e non si \u00e8 lasciato cogliere dalla paura o dall\u2019egoismo di salvare se stesso. Egli, come tanti altri cristiani in passato e ancora oggi, ha dato la vita per amore. S\u00ec, sono tanti gli uomini e le donne che, sedotti dall\u2019amore di Ges\u00f9, hanno vissuto pensando pi\u00f9 agli altri che a loro stessi. \u00c8 per questo che quest\u2019anno consegneremo il \u201cPremio San Valentino\u201d alla memoria di Giovanni Paolo II il quale, non solo ha amato in maniera forte ed efficace questa nostra citt\u00e0 e le sue acciaierie, ma ha mostrato al mondo intero come si ama. \u00c8 trascorso quasi un anno dalla sua morte e resta un esempio e un riferimento ancora vivo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">E non posso non ricordare un altro cristiano che ha dato la vita per il Vangelo e per rendere questo nostro mondo meno disumano. Mi riferisco a don Andrea Santoro, mio compagno di classe sin dalle scuole medie. Il suo martirio, la sua testimonianza di amore sino alla effusione del sangue, resta per me un esempio di come seguire il Vangelo, di come vivere l\u2019amore, di come spendere la mia via. Abbiamo bisogno di testimoni come questi, come lo fu Francesco d\u2019Assisi, come lo \u00e8 stato Mons. Romeo e come lo sono tanti preti e laici che spendono la loro vita per amore. Abbiamo bisogno di questi testimoni perch\u00e9 l\u2019amore, care sorelle e cari fratelli, non \u00e8 scontato; soprattutto l\u2019amore come quello di Ges\u00f9. L\u2019amore cristiano non nasce per carattere o per abitudine, si riceve dall\u2019alto, si domanda in ginocchio e per viverlo richiede impegno, lotta, sacrificio, esercizio, fedelt\u00e0, creativit\u00e0, forza. Mi ha colpito una frase che don Andrea ha scritto poco tempo fa mentre attorno a lui cresceva un clima di violenza che voleva attizzare anche i cristiani: \u201cNoi siamo uomini della croce, non della spada\u201d. S\u00ec, noi cristiani siamo uomini dell\u2019amore non della spada, appunto come Valentino. Ieri sera anche Benigni ci ricordava che nulla resiste all\u2019amore. L\u2019amore \u00e8 pi\u00f9 forte anche della morte. Un caro amico, che \u00e8 di fede laica, mi ripete sempre che la fede religiosa ha una marcia in pi\u00f9, quella appunto dell\u2019amore che travolge. In questi giorni dobbiamo ricordarci che l\u2019amore cristiano ha un eroismo in pi\u00f9. Diceva bene quel grande cristiano che era Albert Schweitzer, un artista e biblista protestante che lasci\u00f2 la sua terra per andare in un lebbrosario in Africa: \u201cDobbiamo ridiventare capaci di sentire ancora in noi ci\u00f2 che vi \u00e8 di eroico in Ges\u00f9\u2026 Solo allora il nostro cristianesimo e la nostra concezione del mondo ritroveranno l\u2019eroico e ne saranno vivificati\u201d. L\u2019amore cristiano \u00e8 una eredit\u00e0 che il Signore ci dona e ce la dona anche attraverso l\u2019esempio di San Valentino. Credo che dovremmo rivendicarla di pi\u00f9 questa tradizione, non certo sulla via del folklore o di un gretto localismo, ma sul piano di un messaggio alto e forte. Un antico testo cristiano fa dire ai discepoli da Ges\u00f9: \u201cIo vi do un\u2019eredit\u00e0 che il mondo non ha, l\u2019amore\u201d. S\u00ec, care sorelle, l\u2019amore \u00e8 una eredit\u00e0 che riceviamo e che dobbiamo offrire al mondo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Questo \u00e8 il senso profondo del nostro essere oggi attorno a San Valentino: cogliere l\u2019amore che lui stesso ha vissuto e seminarlo nel mondo. L\u2019intera citt\u00e0 di Terni sente il fascino di questo amore, anche chi tra noi non ha il dono della fede. Facciamo bene tutti ad essere orgogliosi che San Valentino sia conosciuto nel mondo intero: molti neppure sanno chi sia, altri ne hanno forse svilito la memoria e altri ancora neppure vi pensano. Non importa. Quel che conta \u00e8 che attraverso di lui si parli di amore. A noi la responsabilit\u00e0 perch\u00e9 questa memoria di amore sia vissuta e manifestata. Sono stato lieto quando la Conferenza Episcopale Italiana mi ha chiesto se eravamo disposti a fare di Terni una tappa di riflessione sull\u2019amore in vista del Convegno nazionale della Chiesa italiana che si terr\u00e0 a Verona nel prossimo ottobre. Quest\u2019anno tutte le diocesi italiane partecipano al mese valentiniano. E siamo rimasti sorpresi domenica scorsa quando il cardinale Lopez Trullo, al termine della celebrazione per la festa della&nbsp; maternit\u00e0, ci ha detto che vuole proporla a tutte le diocesi del mondo. \u00c8 senza dubbio una festa straordinaria quella che stiamo vivendo. E lo \u00e8 anche perch\u00e9 comprendiamo meglio quanto il mondo abbia bisogno di amore. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">La straordinariet\u00e0 di questo mese valentiniano \u00e8 data anche dall\u2019enciclica di Benedetto XVI sull\u2019amore proprio alla vigilia di questa festa. Molti, pensando a Papa Ratzinger, pensavano che la sua prima enciclica avrebbe difeso dottrine e condannato errori. No, il Papa ha parlato di amore, come faceva san Valentino. E ha detto che Dio stesso \u00e8 amore, dando cos\u00ec il fondamento teologico alla festa di San Valentino. E il Papa ha parlato di amore perch\u00e9 il mondo ne ha bisogno. Ne abbiamo bisogno noi, il nostro paese lacerato da un clima di asfissia, ne ha bisogno il mondo che non riesce a sollevarsi dai conflitti. Papa Benedetto ha gridato al mondo che \u201cDio \u00e8 amore\u201d, che \u00e8 la fonte dell\u2019amore, anche dell\u2019eros. Anzi, l\u2019eros \u00e8 dentro il mistero stesso di Dio. E quando l\u2019eros non \u00e8 pi\u00f9 dono ma ripiegamento su se stessi Dio lo salva con il suo Spirito, l\u2019agape, perch\u00e9 l\u2019uomo si riapra agli altri. S\u00ec, agli uomini travolti dalla violenza e dalle guerre, dall\u2019abbandono e dall\u2019ingiustizia, agli uomini ripiegati su se stessi e sui propri interessi personali, Papa Benedetto ha voluto presentare un Dio dal volto umano, un Padre buono innamorato degli uomini. S\u00ec, Dio si \u00e8 innamorato di noi, e non perch\u00e9 siamo buoni e giusti, ma perch\u00e9 bisognosi di aiuto, di conforto, di sostegno, di perdono. Chi di noi non sente il bisogno di essere amato? Chi di noi non ha bisogno di essere sostenuto? S\u00ec, cari amici, oggi guardiamoci dentro, nel profondo del cuore, e riconosceremo quanto abbiamo bisogno di essere amati. E se ci guardiamo attorno scopriamo che l\u2019amore \u00e8 davvero raro, ed raro soprattutto per i pi\u00f9 poveri e i pi\u00f9 deboli: penso agli anziani, ai piccoli, ai soli, agli stranieri, ai carcerati. Anche Terni ha bisogno di amore. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Noi cristiani, da questo colle, riceviamo il compito di dare a Terni e al mondo l\u2019amore. \u00c8 dall\u2019amore che deve ripartire la vita delle nostre comunit\u00e0 cristiane, delle nostre parrocchie. Tutto nella vita della nostra Diocesi deve scaturire dall\u2019amore. E noi cristiani non abbiamo altro interesse che amare e rendere la vita di questa citt\u00e0 pi\u00f9 bella per tutti. \u00c8 questo lo spirito che ci deve animare cari sacerdoti e che deve sostenere le parrocchie e i tanti movimenti e associazioni. Noi cristiani non possiamo essere chiusi all\u2019interno delle parrocchie, noi esistiamo per rendere pi\u00f9 umana questa nostra citt\u00e0. Il Vangelo ci rende esperti di umanit\u00e0, ci rende amanti dell\u2019uomo e della donna. Noi cristiani di Terni non dobbiamo avere altro vanto che quello di amare tutti, senza porre frontiera alcuna, a partire dai pi\u00f9 deboli. Troppo spesso rischiamo di vivere il nostro cristianesimo senza che la forza dell\u2019amore trasformi le nostre giornate e cambi la vita nostra e di chi ci sta intorno. L\u2019amore deve diventare il lievito delle nostre giornate, deve diventare una corrente che traversa i sentieri profondi di questa citt\u00e0. E vorrei che chi non si ritiene cristiano possa sentire il fascino di questa corrente di amore evangelico. E ci scopriremo vicini su quella via dell\u2019amore che tutti coinvolge e che ci permette di costruire assieme un futuro nuovo per noi e per la citt\u00e0. San Valentino continua a radunarci perch\u00e9 ha seminato nel profondo del cuore di Terni l\u2019amore. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt\">\u00c8 dall\u2019amore che potr\u00e0 nascere un nuovo futuro anche per Terni. In questo momento storico ancor prima che di programmi e di proposte, abbiamo bisogno di una energia spirituale nuova, di un amore pi\u00f9 robusto per il bene comune di tutti. S\u00ec, l\u2019amore \u00e8 una energia inarrestabile capace di ridare nuova vita alla nostra citt\u00e0. Molte sono le riflessioni da fare. Oggi mi permetto di offrire alla nostra comune riflessione solo un piccolo, modesto, contributo perch\u00e9 si avveri una rinascita nostra e della citt\u00e0. Terni \u00e8 stata in passato un esempio di crescita sia nella demografia che nell\u2019economia. \u00c8 vero per\u00f2 che da una trentina di anni combatte contro lo spettro del declino. Ma, non \u00e8 la fine delle potenzialit\u00e0 della citt\u00e0. E\u2019 anzi il tempo di continuare con maggiore convinzione e determinazione l\u2019impegno, gi\u00e0 iniziato, di far crescere la citt\u00e0 verso un nuovo futuro. Si rende forse necessaria una modernit\u00e0 pi\u00f9 flessibile, che non si affida pi\u00f9 al grande numero e alla grande organizzazione, o non soltanto ad essi, e che punta invece sulla qualit\u00e0, sulla creativit\u00e0, sulla conoscenza, sull\u2019apertura, su un modo diverso di vivere e di essere responsabili della citt\u00e0. Una modernit\u00e0 nelle quale contano sempre di pi\u00f9 i comportamenti delle persone, le loro caratteristiche, le loro capacit\u00e0 personali. \u00c8 questo, mi pare, l\u2019alveo nel quale si sta sviluppando il piano universitario e la neonata Fondazione per le Cellule Staminali e altre iniziative intraprese. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ma \u00e8 urgente che Terni \u2013 \u00e8 cos\u00ec comunque per ogni citt\u00e0 moderna \u2013 affronti il futuro formandosi e riformandosi continuamente, giorno per giorno, vivendo attivamente non solo le sfide dell\u2019economia internazionale, ma anche quelle della cultura, dell\u2019informazione e delle nuove forme della modernit\u00e0. Terni insomma deve continuare a cambiare; non pu\u00f2 fermarsi ripiegandosi su se stessa. Ma dobbiamo ricordarci che la citt\u00e0 non cambia se non cambiano gli uomini e le donne che la vivono. Siamo noi, tutti noi a fare la citt\u00e0 giorno dopo giorno. S\u00ec, cari amici, dobbiamo intervenire sui nostri comportamenti che innervano la vita quotidiana di questa nostra citt\u00e0 e cambiarli. Se non alziamo i nostri occhi, se non abbiamo qualche visione audace Terni rester\u00e0 a guardare in basso a contemplare i propri piccoli e vari orizzonti. Lo sguardo verso gli interessi comuni deve prevalere con decisione sugli interessi egoistici. Il futuro, lo sviluppo di questa nostra citt\u00e0, ma anche della nostra regione, non pu\u00f2 essere solo di una parte: o \u00e8 di tutti o non sar\u00e0. Si richiede una nuova attitudine e nuovi comportamenti che rispettino le regole della convivenza, della solidariet\u00e0 e della sana competizione. Solo cos\u00ec si potranno erodere gli spazi al particolarismo, al localismo e alla protezione solo di cerchie sociali ristrette. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Questo nuovo slancio interiore richiede una maggiore fiducia tra noi, una maggiore stima tra le diverse componenti della citt\u00e0. La fiducia \u00e8 uno dei presupposti per rapporti sociali costruttivi, per relazioni economiche stabili, per ridurre gli effetti delle condotte puramente utilitaristiche degli individui, dei gruppi, delle imprese, delle associazioni, della stessa comunit\u00e0 cristiana. La fiducia consente di investire sul futuro, trasforma il tempo da rischio in opportunit\u00e0, riduce il peso del controllo sociale e del continuo negoziato. La fiducia, alla cui base sta non solo un atteggiamento individuale ma anche un\u2019esperienza socialmente condivisa di apertura e di libert\u00e0, riduce l\u2019incertezza, sgretola gli effetti paralizzanti del rischio, spinge a coniugare rischio, creativit\u00e0 ed innovazione. Certo, la diffidenza pu\u00f2 avere egualmente corso nella vita della nostra comunit\u00e0 locale e pu\u00f2, a suo modo, ridurre l\u2019incertezza ed il rischio. Ma lo fa ad un prezzo molto alto: al prezzo di paralizzare la vitalit\u00e0 delle persone e dei gruppi sociali. La diffidenza conta sulla protezione e sulle garanzie per bilanciare i costi che impone alla vita sociale; la fiducia conta invece sulle risorse della persona e sulla speranza. E la speranza insegna a cercare e ad amare la traccia dei doni che Dio ha fatto ad ogni uomo e ad ogni donna di questa comunit\u00e0, la fiducia costruisce nella concretezza della vita quotidiana relazioni sociali aperte e dinamiche. Lo scorso anno, proprio nell\u2019omelia per San Valentino dicevo: \u201c\u00e8 facile rassegnarci e ritirarci nel nostro piccolo mondo [\u2026] La rassegnazione gela la speranza di una vita nuova, di un mondo pi\u00f9 giusto e pi\u00f9 felice. E continuiamo a vivere senza sognare pi\u00f9 una vita piena, giusta e bella per tutti&#8221; (La Bibbia ridona il cuore, p.12). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Abbiamo bisogno di una nuova creativit\u00e0. Ma non mancano fattori che possono soffocarla. Per questo dobbiamo temere gli interessi chiusi e corporativi; la mancanza di opportunit\u00e0 per tutti, indipendentemente dalla condizione sociale di origine o dalla cerchia sociale di appartenenza; la mancanza di scambio e di apertura dei gruppi professionali, delle diverse realt\u00e0 economiche, delle istituzioni culturali. S\u00ec, occorre \u201coltrepassare\u201d gli steccati delle cerchie sociali per sperimentare, sul piano dei rapporti sociali e su quello della produzione delle idee, il senso di una citt\u00e0 aperta e pluralista. La creativit\u00e0 \u00e8 anche attraversamento dei confini dei saperi; \u00e8 sgretolamento di quelle idee che non ammettono discussione; \u00e8 isolamento di tutto ci\u00f2 che non ammette dibattito o lo impedisce, lo teme, lo soffoca. La citt\u00e0 ha bisogno di far crescere, perdonatemi il paradosso, uomini e donne in certo modo \u201cindisciplinati\u201d o ancor meglio \u201cinnamorati\u201d per un futuro migliore per tutti. \u00c8 urgente crescere nell\u2019amore per il bene comune di tutti e trasformeremo anche l\u2019invidia in emulazione. Sappiamo bene per esperienza quanto l\u2019invidia impedisca la crescita: le nuove realizzazioni vengono viste come minaccia e non come risorsa, come attentato ad un\u2019ambigua tranquillit\u00e0 costruita attraverso la cura di interessi particolari. Una comunit\u00e0 che coltiva l\u2019invidia \u00e8 una comunit\u00e0 insicura, che non rischia, che conta non sulle proprie forze ma sulla protezione di qualcuno. E\u2019 perci\u00f2 una comunit\u00e0 debole. Assecondare l\u2019invidia vuol dire preferire una falsa uguaglianza ad matura e feconda competizione per un lavoro comune nella solidariet\u00e0. La competizione non crea divisione, mette invece in circolazione capacit\u00e0 di creare e di innovare. Se l\u2019invidia e la diffidenza alimentano il declino, la competizione e l\u2019apertura innalzano lo sguardo, allargano i cuori, mettono la citt\u00e0 in dialogo con il mondo che la circonda. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt -2.85pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Cari amici, tutti siamo chiamati oggi dal nostro patrono a riscoprire l\u2019amore come la forza di cambiamento per noi e per la nostra citt\u00e0. S\u00ec, dobbiamo far crescere l\u2019amore a Terni. Ma c\u2019\u00e8 un punto da cui partire, lo accenno appena perch\u00e9 avremo modo di parlarne in futuro. L\u2019amore vero parte da quello verso i pi\u00f9 deboli. Personalmente vorrei iniziare oggi stesso a porre una attenzione nuova agli anziani pi\u00f9 soli. Di qui vorrei che partisse un invito: ogni cristiano di Terni abbia un anziano per amico, quelli che sono nei cronicari, quelli che sono soli nelle case. Da questo amore costruiamo un futuro migliore per chi ha speso la sua vita per la nostra citt\u00e0. L\u2019amore che il Signore ci dona e che San Valentino ci mostra, \u00e8 la grande eredit\u00e0 che fa rinascere la nostra citt\u00e0. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro mons. Gualdrini, gentili autorit\u00e0, cari sacerdoti, care sorelle e fratelli, &nbsp; ancora una volta ci ritroviamo assieme nella festa di San Valentino. Siamo venuti in tanti su questo colle per stringerci ancor pi\u00f9 attorno al patrono della nostra citt\u00e0. 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