{"id":16634,"date":"2005-12-24T00:00:00","date_gmt":"2005-12-24T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/notte-di-natale-2005.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"notte-di-natale-2005","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/notte-di-natale-2005.html","title":{"rendered":"Notte di Natale 2005"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\"><BR>Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">questa notte siamo venuti in tanti. E abbiamo fatto bene. Il Natale, anche se rischia di essere soffocato nel suo senso pi\u00f9 vero, ci pone nel cuore come un istinto, quello di venire anche di notte in cattedrale per ascoltare una parola che esprime amore, bont\u00e0, misericordia.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">E in effetti l&#8217;angelo ci ha detto: &#8220;Non temete! Non abbiate paura!&#8221; Ma come non temere?<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">come non aver paura di fronte alla forza del male che continua a mietere vittime? Ci sono ancora guerre: ben 36 sono in atto; c&#8217;\u00e8 la minaccia del terrorismo; numerose e terribili ingiustizie; ci sono poi i problemi di casa, quelli legati al lavoro, alla difficolt\u00e0 ad arrivare alla fine del mese, alle liti in famiglia e fuori&#8230; E comunque la vita \u00e8 diventata pi\u00f9 dura per tutti.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">L&#8217;angelo del Natale per\u00f2 torna a dirci di non aver paura, e ne aggiunge subito il motivo: &#8220;Vi annuncio una grande gioia che sar\u00e0 di tutto il popolo. Oggi \u00e8 nato nella citt\u00e0 di Davide un salvatore che \u00e8 Cristo Signore. Questo \u00e8 per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce che giace su una mangiatoia&#8221;.<BR><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, il Vangelo del Natale \u00e8 tutto qui: un Bambino \u00e8 il nostro salvatore, \u00e8 Dio stesso che ha scelto di farsi bambino per stare in mezzo a noi. E chi pu\u00f2 aver paura di un bambino? E debole e piange come piangono tutti i bambini; eppure \u00e8 il creatore<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">del cielo e della terra; \u00e8 colui che libera il mondo dal male; \u00e8 colui che dona agli uomini la felicit\u00e0 e la pace. Quel Bambino \u00e8 &#8220;una grande gioia, che sar\u00e0 di tutto il popolo&#8221;, dice l&#8217;angelo.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Il Natale infatti non \u00e8 solo per noi, non \u00e8 solo per qualcuno. Non \u00e8 neppure solo per i cristiani.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Il Natale \u00e8 per tutti, \u00e8 per il mondo intero. Ges\u00f9 infatti nasce per amare tutti a partire dai pi\u00f9 deboli. Ecco perch\u00e9 a Natale intuiamo che c&#8217;\u00e8 una gioia che traversa i cuori. Tutti dobbiamo gioire: buoni e cattivi, sani e malati, piccoli e grandi, giusti e peccatori. Tutti, tutti dobbiamo essere felici perch\u00e9 Ges\u00f9 \u00e8 venuto per amarci, per proteggerci, per non lasciarci mai pi\u00f9 soli.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\"><BR>Egli non ci abbandoner\u00e0 pi\u00f9. Quante volte ci sentiamo abbandonati! Quante volte siamo lasciati soli, anche in mezzo a tanta gente! E quanto \u00e8 rara l&#8217;esperienza della felicit\u00e0, della gioia! Magari proviamo qualche soddisfazione, qualche piacere; ma la felicit\u00e0, e la gioia? \u00c8<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">diff\u00eccile trovare un cuore pieno di gioia. La dura realt\u00e0 della vita quotidiana ci ha come disabituati alla gioia. Ma il Natale che torna, e il suo angelo ci dice: &#8220;Vi annuncio una grande gioia!&#8221; E il motivo \u00e8 la vicinanza di Ges\u00f9 a ciascuno di noi. E&#8217; facile per\u00f2 non accorgersi di lui. Del resto non \u00e8 che un bambino. Che cosa pu\u00f2 fare?<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Cosa pu\u00f2 cambiare? Gli abitanti di Betlemme non ci badarono anche perch\u00e9 erano presi dai loro problemi, dalle loro preoccupazioni, dai loro interessi. E nessuno fece lo sforzo di accogliere quel giovane e quella donna incinta di nove mesi che bussavano alle porte. E Ges\u00f9 dovette nascere in una stalla. Quanta tristezza in quella frase di Luca: &#8220;Non c&#8217;era posto per lui nell&#8217;albergo&#8221;! E quante volte, ancora oggi, si deve ripetere per milioni di persone: &#8220;non c&#8217;\u00e8 posto per loro!&#8221; E non parlo solo dei profughi e degli immigrati, penso anche a noi che tanto difficilmente ci accogliamo l&#8217;un l&#8217;altro. Spesso le nostre vite scorrono parallele, senza accorgerci gli uni degli altri, senza mai accoglierci vicendevolmente. Ges\u00f9 non si \u00e8 comportato come noi. Egli non \u00e8 restato nel suo paradiso; \u00e8 sceso sulla terra per starci accanto. E nonostante gli abbiamo chiuso la porta in faccia si \u00e8 fermato in una stalla. Perch\u00e9? Perch\u00e9 ci ama. E ci ama a tal punto da non poter fare a meno di noi; sebbene siamo noi a non poter fare a meno di lui. L&#8217;amore di Ges\u00f9 per gli uomini \u00e8 davvero inconcepibile. La percezione di questo impossibile mistero \u00e8 la ragione segreta che ci ha spinti a venire qui: un amore cos\u00ec non si \u00e8 mai visto sulla terra, non era mai accaduto, nessuno aveva mai neppure immaginato con la fantasia che Dio si facesse bambino per starci accanto. Questo \u00e8 il mistero del Natale: un Dio fattosi bambino. E noi siamo venuti ad incontrarlo. Non restiamo indifferenti, lasciamo che il Vangelo ci illumini.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">San Francesco sent\u00ec la stessa urgenza. Nel 1223, a poche miglia di qui, a Greccio, mentre stava perdendo sempre pi\u00f9 la vista, disse al suo amico Giovanni Velita disse: &#8220;Quest&#8217;anno voglio vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si \u00e8 trovato Ges\u00f9 nel nascere&#8221;. Non voleva realizzare una sacra rappresentazione, come in genere si pensa. No, Francesco voleva &#8220;vedere&#8221; con gli occhi del corpo l&#8217;amore di Dio che pur di starci accanto accett\u00f2 di nascere nel freddo di questo mondo. Era il freddo dell&#8217;egoismo e della fame, il freddo delle ingiustizie e delle guerre. \u00c8 il freddo che sentono questa notte i tanti che non hanno casa, che non hanno nessuno che li ami. Ges\u00f9 \u00e8 venuto per ridare agli uomini, soprattutto a chi \u00e8 solo, il calore dell&#8217;amore. Ebbene, il Natale, questo mistero di vicinanza di Dio si realizza ogni volta che si celebra la Messa. Ogni Messa \u00e8 Natale. San Francesco lo diceva spesso ai suoi frati: &#8220;Vedete, ogni giorno il Figlio di Dio si umilia, come quando dalla sede regale scese nel grembo della<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">vergine, ogni giorno viene a noi in umile apparenza; ogni giorno discende dal seno del Padre sopra l&#8217;altare nelle mani del sacerdote. E come ai santi Apostoli apparve in vera carne, cos\u00ec ora si mostra a noi nel pane consacrato&#8221;. E quella notte, a Greccio non si fece una sacra<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">rappresentazione, come quelle che facciamo anche noi; fu la celebrazione della Messa su una mangiatoia, nel freddo e nella povert\u00e0 di una stalla. Questo fece san Francesco. E, al momento del Vangelo, Francesco cant\u00f2 il vangelo del Natale, come gli angeli lo cantarono nella notte ai pastori. Fu questo il presepe di Greccio; la celebrazione di una Messa su una mangiatoia. Il Natale si realizza ogni domenica. Questa cattedrale \u00e8 come quella grotta \u00e8 l&#8217;altare come quella mangiatoia dove viene adagiato Ges\u00f9 sotto le specie del pane e del vino.<BR><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle cari fratelli, ogni domenica il Verbo si fa carne e viene ad abitare in mezzo a noi, anzi dentro di noi quando lo accogliamo nell&#8217;Eucarestia. Non dimentichiamo questo mistero che ogni domenica ci viene donato. E&#8217; facile essere distratti. \u00c8 facile che accada a noi quel che successe anche a Betlemme, e si dica con tristezza anche per noi: &#8220;non c&#8217;\u00e8 posto per lui&#8221; nel nostro cuore. Pensiamo, invece, allo stupore di Maria mentre guardava il bambino, e alla cura che aveva quando lo prendeva tra le mani! Non dobbiamo avere anche noi lo stupore guardando il pane santo e il calice della salvezza? E non dobbiamo avere Io stesso cuore nell&#8217;accogliere il Vangelo? Vorrei che in questo anno sorgesse tra noi l&#8217;amore per la Bibbia e per l&#8217;Eucarestia. Apriamo la Bibbia e leggiamola ogni giorno: \u00e8 la via per conoscere e per amare Ges\u00f9. Veniamo a Messa la domenica: gusteremo la stessa gioia che sentirono i pastori e saremo rafforzati nel cuore.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Questa notte abbiamo ascoltato la prima pagina del Vangelo. Apriamolo ogni giorno e cresceremo anche noi come cresceva Ges\u00f9, in sapienza, et\u00e0 e grazia. Questo vuol dire rinascere: avere un cuore nuovo, un cuore che sa amare, un cuore che sa mettere gli altri anche davanti a s\u00e9, un cuore che sa fare spazio anche agli altri, soprattutto ai pi\u00f9 poveri. Cari amici, da quella grotta part\u00ec una nuova vita, un nuovo mondo, un nuovo tempo. Non era la grande Roma al centro del mondo in quella notte, e neppure la grande Atene con tutta la sua salienza. Quella notte il centro del mondo era quel bambino attorniato da un piccolo gruppo di persone. Di l\u00ec nasceva il tempo dell&#8217;amore, del perdono, della misericordia. Da quel bambino e non da Cesare Augusto si iniziarono a contare gli anni, il tempo nuovo dell&#8217;amore.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">E i primi ad accorrere furono pochi poveri pastori. Ma il Natale vero \u00e8 solo cos\u00ec: un gruppo di poveri pastori &#8211; e anche noi possiamo somigliare a loro &#8211; che si stringono attorno a quel Bambino.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Noi vorremmo in certo modo rivivere questa scena evangelica, qui in cattedrale. Ma non con una rappresentazione, bella, e che commuove anche. Noi vogliamo offrire un momento di festa a chi domani sarebbe solo. Vedete qui davanti preparata una tavola per il pranzo.<BR><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Domani l&#8217;intera cattedrale, dopo la messa di mezzogiorno, sar\u00e0 allestita con tanti tavoli come questo per accogliere pi\u00f9 di 200 poveri. Voi sapete che per loro \u00e8 aperta tutti giorni la mensa, ma domani il pranzo \u00e8 qui, in duomo. Sar\u00e0 una grande festa. Potremmo dire che \u00e8 il presepe preparato da Ges\u00f9; un presepe alla rovescia: se, quando viene il Signore, noi gli diamo una stalla, il Signore, quando arrivano i poveri apre le porte della cattedrale e prepara per loro un banchetto. E&#8217; un piccolo segno per aiutarci a comprendere quanto \u00e8 grande l&#8217;amore del Signore. Care sorelle e cari fratelli, felici noi che siamo venuti qui questa notte e beati quelli che verranno domani per il pranzo. <BR><BR>Il Natale in questo modo \u00e8 vero e pieno di gioia. E auguro a me e a voi la stessa felicit\u00e0 che domani gusteranno i poveri che saranno accolti in questa cattedrale.<BR><BR><A href=\"http:\/\/www.diocesi.terni.it\/cgi-bin\/hpto\/download\/nottenatale005.jpg\">UN MOMENTO DELLA CELEBRAZIONE<\/A><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; questa notte siamo venuti in tanti. E abbiamo fatto bene. Il Natale, anche se rischia di essere soffocato nel suo senso pi\u00f9 vero, ci pone nel cuore come un istinto, quello di venire anche di notte in cattedrale per ascoltare una parola che esprime amore, bont\u00e0, misericordia. 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