{"id":16633,"date":"2005-11-24T00:00:00","date_gmt":"2005-11-24T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/santa-firmina-2005.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"santa-firmina-2005","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/santa-firmina-2005.html","title":{"rendered":"Santa Firmina 2005"},"content":{"rendered":"<p><P><BR>Era il 24 novembre del 304 quando la giovane Firmina fu martirizzata dal Prefetto romano di Amelia, Magenzio. Dopo numerosi tormenti, appesa con i capelli alla colonna (la tradizione vuole che sia quella posta all&#8217;ingresso del Duomo), mentre veniva torturata con le fiamme, Firmina mor\u00ec pregando il Signore per s\u00e9 e per i suoi persecutori. Molti vedendola morire in quel modo si convertirono al Vangelo. Nessuno l&#8217;aiutava, ma il Signore non l&#8217;abbandon\u00f2, come abbiamo ascoltato dal libro dei Proverbi: Mi assalivano ovunque ma nessuno mi aiutava\u2026allora mi ricordai delle tue misericordie Signore&#8221;. Sono passati 17 secoli da allora e anche noi ci riuniamo attorno a lei perch\u00e9 \u00e8 un esempio di come amare il Signore, anche in mezzo ai sacrifici, ai problemi, alle difficolt\u00e0 della vita. <BR><BR>Santa Firmina \u00e8 un esempio bello. Noi, spesso cos\u00ec tiepidi verso il Signore dobbiamo ricordarci di lei. A noi basta poco per dimenticarci di Ges\u00f9; lei, invece, neppure le fiamme riuscirono ad allontanarla da Lui! Noi facilmente ci allontaniamo da Ges\u00f9: senza problemi tralasciamo la preghiera; una piccola difficolt\u00e0 ci fa saltare la Messa; siamo tutti preoccupati solo per le nostre cose; facciamo poca carit\u00e0; siamo pronti a dire maldicenze e a offendere. Santa Firmina, anche in mezzo ai tormenti, non ha smesso di pregare e di voler bene. Guardiamola, perci\u00f2, questa nostra santa patrona. Fissiamo lo sguardo su di lei. La sua testimonianza di amore \u00e8 preziosissima in questo tempo in cui l&#8217;amore \u00e8 raro. \u00c8 difficile amare Ges\u00f9 e quindi \u00e8 difficile amare gli altri. Guardiamo Santa Firmina e imitiamola. Facciamo certo molto bene a gloriarcene. Ma a che serve se non riscopriamo l&#8217;amore che lei aveva per Ges\u00f9? In questo tempo, rattristato dalla violenza, abbiamo bisogno di ritrovare l&#8217;amore. E Firmina ci aiuta. Lasciamoci toccare il cuore dal Vangelo come lei fece. Pensate che Olimpiade vide come amava Ges\u00f9, anche in mezzo alle sofferenze, e ne fu colpito. Si convert\u00ec all&#8217;amore e divenne persino martire. E tanti altri, vedendo il suo coraggio e il suo amore, si avvicinarono a Ges\u00f9. <BR>Firmina era una giovane romana, forse figlia del Prefetto di Roma. Lasci\u00f2 la citt\u00e0 per ritirarsi qui ad Amelia. Con una nave part\u00ec da Ostia per dirigersi verso Civitavecchia. Durante la traversata si lev\u00f2 una terribile tempesta che stava per travolgere la nave. Firmina preg\u00f2 il Signore e la tempesta cess\u00f2. Firmina, giunta a Civitavecchia, si diresse ad Amelia, ove si ritir\u00f2 nella sua villa. Si scaten\u00f2 presto la persecuzione di Diocleziano contro i cristiani. Il prefetto della citt\u00e0, Olimpiade, la fece catturare; ma, appena la vide, se ne invagh\u00ec e cerc\u00f2 di sedurla. Firmina non solo resistette, arriv\u00f2 persino a convertirlo. Vedete? Una giovane ha fatto cambiare vita ad un altro giovane! E&#8217; questa la via del Vangelo: ciascuno deve parlare ad un altro del Vangelo, ciascuno deve aiutare l&#8217;altro a scoprire Ges\u00f9. E Olimpiade fu a tal punto convinto che sub\u00ec il martirio prima della stessa Firmina. Il nuovo prefetto di Amelia, Magenzio, voleva far tornare indietro Olimpiade, ma non ci riusc\u00ec. E lo fece uccidere. Firmina, quando gli fu detto che anche lei avrebbe fatto quella stessa fine, se non avesse abiurato, rispose che Olimpiade aveva obbedito al Vangelo: egli, prefetto della citt\u00e0, aveva in verit\u00e0 trovato il vero tesoro, aveva venduto tutto per acquistarlo. E il tesoro era il Vangelo. <BR><BR>Care sorelle e cari fratelli, anche noi abbiamo ricevuto questo tesoro. Ma forse lo consideriamo poco. Guardiamo Firmina e Olimpiade. Essi sono davanti a noi per esortarci ancora una volta a riscoprire il Vangelo. Quel piccolo libro fu la loro forza. Il Vangelo, infatti, rende gli uomini non solo buoni ma anche forti, forti nell&#8217;amore e nella misericordia. S\u00ec, chi ascolta il Vangelo \u00e8 capace di amare davvero. E l&#8217;amore \u00e8 pi\u00f9 forte della morte. \u00c8 questo il senso della frase evangelica che dice &#8220;chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita la conserver\u00e0 per la vita eterna&#8221;. Sembrano parole incomprensibili, ma se le consideriamo bene ci accorgiamo che sono invece molto umane. Il Vangelo dicendo amare la propria vita intende dire che pensa solo a s\u00e9, chi si preoccupa solo per s\u00e9 alla fine si perde, non \u00e8 felice affatto. Mentre la felicit\u00e0 \u00e8 spendere la propria vita per amare, per voler bene, per aiutare, per rendere felici gli altri. Firmina e Olimpiade, scegliendo il Vangelo hanno dato la loro vita per aiutare gli altri. Pensate continuano ad aiutare anche noi. E quanta gente hanno aiutato in questi 17 secoli! <BR><BR>Quando, alla fine del IX secolo, il vescovo di Amelia, Pasquale, ritrov\u00f2 i loro corpi e li port\u00f2 nella citt\u00e0 di Amelia per accoglierli nella cattedrale, al loro ingresso si raccolse una grande folla. Si racconta: &#8220;Quando i corpi di Firmina e Olimpiade furono vicini alla citt\u00e0, una grande folla formata da uomini, donne, bambini, persone sane e inferme con fiori e palme and\u00f2 incontro al sacro corteo, lodando, benedicendo e glorificando il Signore che aveva concesso una grazia tanto grande alla citt\u00e0 di Amelia&#8221;. E continua il racconto: &#8220;Persone possedute dal demonio si calmarono; i lebbrosi guarirono; i ciechi videro; i muti parlarono; i paralitici camminarono. Tutti i malati, i deboli e gli sfiduciati che erano venuti in Amelia ritornarono nelle loro abitazioni guariti ed esauditi. Una gioia immensa era negli animi di tutti&#8221;. Care sorelle e cari fratelli, quel che accadde in quel lontano giorno attorno ai corpi di Firmina e Olimpiade pu\u00f2 continuare anche oggi se imitiamo il loro amore per Ges\u00f9 e per tutti. <BR>Abbiamo terminato di celebrare il centenario della loro morte. Vorrei che nell&#8217;anno che viene continuassero i frutti dell&#8217;amore. Vi consegner\u00f2 gli Atti degli Apostoli perch\u00e9 ci accompagnino nei giorni che verranno. Vorrei che in questo anno crescesse in noi l&#8217;amore per Ges\u00f9 presente nell&#8217;Eucarestia, nella Sua Parola e nei pi\u00f9 poveri. Se parteciperemo alla Messa della Domenica, se ogni girono ci ricordiamo di leggere un piccolo brano degli Atti, se allarghiamo il nostro cuore ai poveri, ai malati e a chiunque ha bisogno di un aiuto e di una parola di conforto, sentiremo tutti un &#8220;gioia immensa&#8221; come la sentirono quei nostri padri che si avvicinarono a Firmina e Olimpiade. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il 24 novembre del 304 quando la giovane Firmina fu martirizzata dal Prefetto romano di Amelia, Magenzio. Dopo numerosi tormenti, appesa con i capelli alla colonna (la tradizione vuole che sia quella posta all&#8217;ingresso del Duomo), mentre veniva torturata con le fiamme, Firmina mor\u00ec pregando il Signore per s\u00e9 e per i suoi persecutori. 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