{"id":16631,"date":"2005-01-11T00:00:00","date_gmt":"2005-01-11T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/celebrazione-conclusiva-dellincontro-del-rinnovamento-nello-spirito.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"celebrazione-conclusiva-dellincontro-del-rinnovamento-nello-spirito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/celebrazione-conclusiva-dellincontro-del-rinnovamento-nello-spirito.html","title":{"rendered":"Celebrazione conclusiva dell&#8217;incontro del Rinnovamento nello Spirito"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">questa santa liturgia della solennit\u00e0 di Tutti i Santi, che in certo modo chiude questi vostri giorni di convegno, accoglie tutto il lavoro, le riflessioni, i progetti, le speranze nell\u2019icona evangelica delle beatitudini che ci \u00e8 stata annunciata. Scrive il Vangelo di Matteo che \u201cGes\u00f9, vedendo le folle, sal\u00ec sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i discepoli\u201d(Mt 5,1). S\u00ec, care sorelle e cari fratelli, questi giorni vi hanno visti sulla montagna raccolti attorno al Maestro: vi siete, ci siamo, avvicinati a Ges\u00f9 come quel giorno fecero i discepoli e avete aperto il cuore alla sua parola e alla sua visione. Questa scena evangelica tante volte si \u00e8 ripetuta. Come non pensare al monte Tabor ove Pietro, al termine di quel che aveva visto e udito, esclam\u00f2: \u201c\u00c8 bello per noi stare qui\u201d? Voi potreste ripetere alla lettera queste parole di Pietro, dopo aver visto e udito quanto il Signore vi ha comunicato e vi fatto gustare. Del resto stare vicini a Ges\u00f9 \u00e8 il primum dei discepoli, come nota il Vangelo di Marco quando narra la scelta dei dodici: \u201cNe costitu\u00ec Dodici, perch\u00e9 stessero con lui\u201d(Mc 3,14). \u00c8 certamente uno stare fisico accanto al Maestro. Ma \u00e8 soprattutto uno stare accanto a lui in maniera spirituale, ossia per essere trasformati nella mente e nel cuore dall\u2019azione dello Spirito sino a poter dire con l\u2019apostolo Paolo: \u201cNon sono pi\u00f9 io che vivo, ma \u00e8 Cristo che vive in me\u201d(Gal 2,20). \u00c8 questo l\u2019esito dell\u2019esperienza del monte. Lo stesso apostolo scrive ai Romani che \u201cquelli che (il Padre) egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati per essere conformi all\u2019immagine del Figlio suo perch\u00e9 egli sia il primogenito tra molti fratelli\u201d(Rm 8, 29). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">\u00c8 questo il senso dell\u2019icona evangelica delle beatitudini. Matteo continua narrando che Ges\u00f9 \u201cprendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo\u201d. E inizia a porre sulla bocca di Ges\u00f9 la lista delle beatitudini. I Padri della Chiesa, particolarmente sant\u2019Ambrogio, vedono in esse non un elenco qualsiasi ma un ordinato percorso per aiutare i discepoli a divenire immagine di Cristo. \u00c8 Ges\u00f9 stesso infatti l\u2019uomo delle beatitudini, \u00e8 il suo volto che in quelle parole viene descritto. \u00c8 Ges\u00f9 il povero di spirito che \u00e8 venuto a inaugurare il regno dell\u2019amore e della pace. \u00c8 lui che piange, afflitto, su Gerusalemme che andr\u00e0 in rovina perch\u00e9 non ascolta i profeti. \u00c8 lui il mite e umile di cuore che \u00e8 venuto per consolare gli affaticati e gli oppressi. \u00c8 lui che ha fame e sete di giustizia perch\u00e9 nessuno si perda nelle spire della morte e del male. \u00c8 lui il misericordioso, il compassionevole che si \u00e8 fatto vicino all\u2019uomo mezzo morto e lo ha caricato sulle sue spalle come il buon pastore. \u00c8 lui il puro di cuore che ha fatto bene ogni cosa. \u00c8 lui l\u2019operatore di pace che ha abbattuto il muro di separazione che divideva gli uomini. \u00c8 lui il perseguitato perch\u00e9 ha fatto dell\u2019amore senza limiti la legge suprema. Ed \u00e8 lui che \u00e8 stato insultato sulla croce perch\u00e9 non voleva salvare se stesso, come tutti cerchiamo di fare, ma voleva gli altri, come solo lui sa fare. Ges\u00f9 voleva imprimere nel volto dei discepoli il suo stesso volto, un volto ricco di amore, ricco di sapienza, ricco di umanit\u00e0.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Questa icona, care sorelle e cari fratelli, continua nella storia ogni volta che i discepoli si avvicinano al Maestro sul monte. Ma il monte delle beatitudini non stacca Ges\u00f9 e i discepoli dalla folla. La salita sul monte non \u00e8 una scena di distacco. L\u2019evangelista Matteo non a caso nota che Ges\u00f9 \u201cvedendo le folle\u201d sal\u00ec sul monte come per vederle tutte, come per cogliere lo sguardo di ciascuno. Erano quelle folle di cui lui aveva compassione perch\u00e9 erano come pecore senza pastore. Care sorelle e cari fratelli, se il Signore ci ha portati su questo monte \u00e8 perch\u00e9 i nostri occhi vedano le folle con lo stesso sguardo di Ges\u00f9, perch\u00e9 i nostri cuori le amino come le amava Ges\u00f9, perch\u00e9 le nostre parole possano giungere al loro cuore come quelle di Ges\u00f9. Le folle del Vangelo, infatti, non sono diverse dalle folle di oggi, da quelle che noi vediamo nelle nostre citt\u00e0 e nei nostri paesi, in Italia, in Svizzera, in Germania, e anche dalle folle che non vediamo, soprattutto quelle che popolano il grande Sud povero del mondo. \u00c8 un immenso popolo di poveri e di gente stanca e smarrita: sono gli anziani lasciati soli, sono i bambini sfruttai, sono i malati abbandonati, sono quei popoli che vengono falcidiati dall\u2019Aids, dalle guerre, dalla fame. Chi si prende cura di loro? Chi spende le proprie energie e il proprio tempo per venire il loro soccorso? <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Ges\u00f9 continua a radunare i suoi discepoli perch\u00e9 la sua compassione possa raggiungere le folle stanche e sfinite di questo mondo. In un mondo in cui \u00e8 facile ripiegarsi su se stessi e sui propri problemi, in un mondo in l\u2019interesse per s\u00e9 travolge i singoli e le nazioni, \u00e8 facile che anche i credenti si lascino sorprendere dalla tentazione di rinchiudersi nei proprio piccolo mondo, nella preoccupazione per i problemi interni, nella rassegnazione di fronte alla potenza del male che opprime la vita di tanti. Care sorelle e cari fratelli, il Signore, in questo crinale della storia umana, \u00e8 salito ancora una volta sul monte, ha radunato attorno a s\u00e9 i discepoli e li ha inviati come testimoni del suo amore e della sua compassione. C\u2019\u00e8 stata e deve continuare la nuova effusione dello Spirito che ha invaso la Chiesa. \u00c8 questo il senso storico della nascita di un cos\u00ec gran numero di movimenti che fanno rivivere nella Chiesa, come tante volte ci ha detto Giovanni Paolo II, una nuova Pentecoste. Il Signore ha raccolto sul suo monte santo un grande popolo carismatico, ricco e vario, perch\u00e9 ancora una volta il fuoco della compassione incendiasse il mondo. Ges\u00f9 lo aveva detto: \u201cSono venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse gi\u00e0 acceso!\u201d(Lc 12, 49). E ha voluto accenderlo ancora perch\u00e9 il dono della sua compassione possa raggiungere le folle sbandate di questo nostro mondo di cui nessuno si prende cura. E lo Spirito \u00e8 stato effuso con abbondanza e con una variet\u00e0 che prima non conoscevamo. E voi siete testimoni del miracolo di questa effusione straordinaria. E ringraziamo lo Santo Spirito di Dio perch\u00e9 continua a infondere nei cuori di tanti la molteplicit\u00e0 dei suoi doni. Stare sul monte vicino a Ges\u00f9 vuol dire lasciarsi incendiare il cuore dalla compassione di Dio. Nel Vangelo apocrifo di Tommaso Ges\u00f9 dice: \u201cChi \u00e8 vicino a me, \u00e8 vicino al fuoco; chi \u00e8 lontano da me, \u00e8 lontano dal regno\u201d. Se siamo qui, siamo vicini al fuoco. Ne siamo anzi circondati sino ad essere come costretti a divenire uomini e donne delle beatitudini. S\u00ec, a voi del Rinnovamento \u00e8 affidato il compito di manifestare al mondo la bellezza e la gioia di stare accanto a Ges\u00f9 per essere da lui inviati a rendere il mondo pi\u00f9 misericordioso, pi\u00f9 pacifico, pi\u00f9 solidale. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">E la Chiesa con la festa di oggi vuole farci gustare la ricchezza e la bellezza del grande popolo delle beatitudini. Non sono i santi noti, ma l\u2019innumerevole degli uomini e delle donne che si sono accostati con fiducia alla misericordia di Dio. Scrive Giovanni: \u201capparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti all\u2019agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani\u201d. Nessuno, a qualunque popolo, cultura e fede appartenga \u00e8 escluso dalla partecipazione a questa vita piena di comunione. E lo Spirito effuso da Dio sul mondo ha varcato ogni limite e ogni confine. Nulla e nessuno gli \u00e8 estraneo. E noi siamo partecipi di questa moltitudine di \u201cfigli di Dio\u201d: \u00e8 la famiglia dei santi, una famiglia grande, ben pi\u00f9 ampia di quel che noi pensiamo. E vi partecipano coloro che hanno accolto la chiamata di Dio, che hanno ascoltato il Vangelo e lo hanno seguito, e molti sino all\u2019effusione del sangue. Penso alla folla innumerevole dei martiri del Novecento, la cui stragrande maggioranza sono senza nome, e si tratta di milioni di credenti, vescovi e preti, monaci e religiosi, cattolici e non cattolici, giovani e meno giovani, uomini e donne, contadini e intellettuali. Oggi li vediamo tutti raccolti attorno al Signore: \u201cBeati voi quando vi perseguiteranno!\u201d E assieme a loro vediamo i deboli, i malati, i bisognosi, i poveri, perch\u00e9 \u2013 sta scritto &#8211; \u201cdi essi \u00e8 il Regno dei cieli\u201d. S\u00ec, nella famiglia dei santi sono accolti anche i disperati della terra, i numerosi Lazzaro, disprezzati da gli uomini ma amati da Dio e accolti nel suo seno. E tra i santi vediamo tutti i credenti, i figli del popolo d\u2019Israele, i figli di Abramo, i figli delle grandi religioni mondiali che con cuore sincero hanno innalzato la loro preghiera a Dio spinti dallo Spirito che non cessa di operare in ogni cuore. E ci sono anche gli uomini di buona volont\u00e0, i giusti, coloro che hanno dato da mangiare e da bere agli affamati e agli assetati, coloro che si sono commossi sui deboli e sui malati, sui carcerati e sui soli, coloro che hanno dato la vita per la giustizia e la pace.&nbsp; <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle e cari fratelli questa memoria ci fa comprendere ancor pi\u00f9 la grazia che il Signore ci ha dato: \u201cVedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!.. Carissimi, noi fin d\u2019ora siamo figli di Dio, ma ci\u00f2 che saremo non \u00e8 stato ancora rivelato\u201d. La santit\u00e0 \u00e8 di far parte gi\u00e0 da ora della \u201cfamilia Dei\u201d, \u00e8 essere \u201cseparati\u201d da un destino di solitudine e di angoscia, \u201cseparati\u201d dalla vita triste di questo mondo per essere discepoli delle Beatitudini, della gioia evangelica. La concezione della felicit\u00e0 evangelica, che appare rovesciata rispetto a quella della cultura dominante, \u00e8 una indicazione decisiva per noi tutti. E\u2019 vero che la cultura consumistica ed egocentrica spingono a chiederci: com\u2019\u00e8 possibile essere felici, contenti, quando si \u00e8 poveri, afflitti, miti, misericordiosi? Eppure, se guardiamo con attenzione le cause di amarezza della vita di questo nostro mondo le scorgiamo appunto nella insaziabilit\u00e0, nella ricerca spasmodica della ricchezza, nell\u2019arroganza, nella prevaricazione, nell\u2019odio, nell\u2019indifferenza, nell\u2019amore ossessivo di se stessi e delle proprie cose. La lontananza dalla via delle Beatitudini rende il mondo violento e pieno di tragedie; recuperare la distanza che ci separa dalle beatitudini, svuotare il mondo di violenza, di egoismo, di indifferenza, \u00e8 un servizio necessario. Il Signore ce lo affida. La santit\u00e0 non \u00e8 allora una via straordinaria, riservata a persone speciali, ma il cammino quotidiano di uomini e di donne che decidono di ascoltare il Vangelo e di lasciarsi guidare dalla forza dello Spirito che fa nuove tutte le cose, il cuore, la Chiesa e il mondo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; questa santa liturgia della solennit\u00e0 di Tutti i Santi, che in certo modo chiude questi vostri giorni di convegno, accoglie tutto il lavoro, le riflessioni, i progetti, le speranze nell\u2019icona evangelica delle beatitudini che ci \u00e8 stata annunciata. 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