{"id":16629,"date":"2005-11-02T00:00:00","date_gmt":"2005-11-02T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/commemorazione-dei-defunti-2.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"commemorazione-dei-defunti-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/commemorazione-dei-defunti-2.html","title":{"rendered":"Commemorazione dei defunti"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle e cari fratelli,<BR><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">\u00e8 una significativa tradizione ritrovarsi assieme qui, nel cimitero della nostra citt\u00e0, per ricordare tutti i defunti. Oggi li vediamo tutti nel cielo. Questa celebrazione infatti ci apre uno spiraglio sulla vita dei nostri morti. Quante volte ci capita di chiederci dove sono i nostri cari, dove sono gli amici che ci hanno lasciato. Vogliamo saperlo perch\u00e9 il distacco ci pesa; perch\u00e9 la separazione \u00e8 dolorosa. Ed \u00e8 difficile rassegnarsi alla loro perdita. E abbiamo ragione. Come accettare la separazione da chi abbiamo amato? Come rassegnarsi a non vedere pi\u00f9, a non toccare pi\u00f9, a non parlare pi\u00f9 con chi ci \u00e8 stato caro, amico, confidente e di sostegno? Nessuno di noi vuole che il legame con loro termini. E&#8217; questa una delle ragioni che ci porta qui al cimitero, una tradizione che a Terni \u00e8 fortunatamente molto radicata. \u00c8 bene che sia cos\u00ec!<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Facciamo bene perci\u00f2 a venire, a conservare questa tenera tradizione. C&#8217;\u00e8 in essa questa verit\u00e0 profonda.<BR style=\"mso-special-character: line-break\"><BR style=\"mso-special-character: line-break\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">L&#8217;apostolo Paolo ci invita a guardare il nostro futuro, quello che Dio ha riservato ai suoi figli: &#8220;Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli&#8230; E se siamo figli siamo anche eredi&#8221;, scrive ai romani. E aggiunge: &#8220;lo ritengo che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovr\u00e0 essere rivelata in noi&#8221;. Oggi, questa santa liturgia, schiude ai nostri occhi uno spiraglio di questa &#8220;gloria futura&#8221;. Per noi che siamo qui, questa gloria dovr\u00e0 venire; per i nostri cari morti \u00e8 svelata. Essi abitano su quel monte alto ove il Signore ha preparato un banchetto per tutti i popoli. Il velo &#8220;che copre la faccia&#8221; e che non ci fa vedere il futuro, per loro \u00e8 stato definitivamente strappato; i loro occhi contemplano il volto di Dio, nessuno di loro versa pi\u00f9 lacrime di tristezza; e semmai ci sono lacrime nel cielo, sono lacrime di una dolce e tenera commozione senza fine. Oggi la Parola di Dio ci aiuta a vedere dove sono i nostri cari e dove noi andremo.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><BR>C&#8217;\u00e8 una separazione tra loro e noi, ma anche una unione salda. Non \u00e8 visibile agli occhi del corpo, ma non per questo \u00e8 meno reale. Anzi, \u00e8 ancor pi\u00f9 profonda perche fondata sul mistero dell &#8216; amore di Dio che tutti raccoglie e tutti sostiene. L&#8217; amore che viviamo tra noi, che stringiamo con i nostri cari, l&#8217;amore che ci lega a chi vogliamo bene, l\u2019amore che comunque si instaura tra le persone, non andr\u00e0 perduto. Vorrei dire che \u00e8 il modo per costruire il nostro futuro. L&#8217; amore \u00e8 la sostanza della vita perch\u00e9 tutto passa, anche la fede e la speranza. Solo l&#8217;amore resta.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><BR>E&#8217; quanto il Signore Ges\u00f9 ci dice nel brano evangelico che abbiamo ascoltato.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">S\u00ec, l&#8217;unica cosa che conta nella vita \u00e8 l&#8217;amore; l&#8217;unica cosa che resta di tutto quel che abbiamo detto e fatto, pensato e programmato, \u00e8 l&#8217; amore. E l&#8217; amore \u00e8 sempre grande, anche quando si manifesta in gesti piccoli come dare un bicchiere d&#8217;acqua a chi ha sete, un pezzo di pane a chi ha fame, una visita a chi \u00e8 solo, una parola di conforto a chi \u00e8 malato o carcerato, una mano a chi non ce la fa. L\u2019amore \u00e8 davvero grande perch\u00e9 scende dentro e si radica nella vita. \u00c8 forte perch\u00e9 \u00e8 sempre una scintilla di Dio che salva la terra. Beati noi se seguiremo le parole Vangelo che abbiamo ascoltato. Ci sentiremo dire al termine dei nostri giorni: &#8220;Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredit\u00e0 il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo&#8221;, e la nostra gioia sar\u00e0 piena. Questa pagina evangelica ci dice che la morte non riesce ad annullare i vincoli di amore, non distrugge i legami, non annulla i gesti di affetto, di aiuto, di bont\u00e0 che ci siamo scambiati lungo la vita. Tutto questo \u00e8 salvato. Se dovessimo chiederci cosa ci portiamo dopo la morte, la risposta \u00e8 semplice, non le propriet\u00e0, non i soldi, non la carriera; solo l&#8217;amore, solo i gesti di amore che abbiamo fatto lungo il corso della nostra vita. S\u00ec, care sorelle e fratelli, l&#8217;unica cosa che si salva dalla morte \u00e8 l\u2019amore; solo i gesti di amore resteranno per sempre. Ecco perch\u00e9 se vogliamo costruire davvero una citt\u00e0 e una vita che siano belle per tutti dobbiamo amare.<BR style=\"mso-special-character: line-break\"><BR style=\"mso-special-character: line-break\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Queste parole ce le sentiamo oggi dire di qui, dal nostro cimitero, che \u00e8 come la sponda da cui partiamo per raggiungere l&#8217;altra riva. Di qui sono partiti tutti i nostri cari. Questo luogo \u00e8 come il segno di quel legame che non termina con la morte. S\u00ec, il cimitero ci ricorda che l\u2019amore \u00e8 pi\u00f9 forte della morte. \u00c8 un luogo santo e facciamo bene a curarlo. Per questo ho voluto che un sacerdote, oltre ad un diacono, si prendesse cura specificamente di questo chiesa perch\u00e9 la nostra preghiera \u00e8 il modo per vivere pi\u00f9 intensamente il nostro rapporto con i defunti. S\u00ec, sia questa piccola chiesa un luogo di amore, di preghiera, di consolazione, di conforto. E ho chiesto a padre Mario di prendersi cura anche della piccola cappellina dell&#8217;obitorio dell&#8217;Ospedale di santa Maria perch\u00e9 il momento drammatico della morte sia almeno un poco consolato dai segni dell\u2019amore e della preghiera.<BR><\/P>Care sorelle e cari fratelli, da questo luogo sappiamo che la nostra citt\u00e0 non finisce qui. Essa, di qui continua in Paradiso. E noi la edifichiamo con i gesti di amore e di misericordia, con quel bicchiere d&#8217; acqua, con quel pezzo di pane, con quella visita, con quella parola buona, con quella mano tesa, con quel sorriso. Ai nostri occhi questi gesti sembrano possono sembrare insignificanti, ma agli occhi di Dio sono eterni. S\u00ec, l&#8217; amore \u00e8 sempre pi\u00f9 forte della morte. Amiamoci gli uni gli altri e il Paradiso inizia gi\u00e0 da questa terra. <BR><BR><A href=\"http:\/\/www.diocesi.terni.it\/vescovo\/interventi\/arch.php?cat_id=1&#038;subcat_id=4&#038;id_dett=68\">DIES IRAE<\/A><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, \u00e8 una significativa tradizione ritrovarsi assieme qui, nel cimitero della nostra citt\u00e0, per ricordare tutti i defunti. Oggi li vediamo tutti nel cielo. Questa celebrazione infatti ci apre uno spiraglio sulla vita dei nostri morti. 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