{"id":16623,"date":"2005-08-18T00:00:00","date_gmt":"2005-08-18T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-a-colonia.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"messa-a-colonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-a-colonia.html","title":{"rendered":"Messa a Colonia"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">il Vangelo che abbiamo ascoltato ci porta nella&nbsp; sinagoga di Cafarnao ove Ges\u00f9 sta tenendo il suo noto discorso dopo la moltiplicazione dei pani. L\u2019evangelista Giovanni all\u2019inizio del capitolo narra che la gente, dopo aver assistito alla moltiplicazione dei pani, voleva fare re Ges\u00f9. Ma egli era fuggito, prima sul monte e poi a Cafarnao. Non vedendolo pi\u00f9 in mezzo a loro, tutti si misero a cercarlo: salirono sulle barche e si diressero all\u2019altra sponda. Erano stati sfamati e non volevano perdere il contatto con quel profeta. Ed in effetti lo ritrovano \u201cal di l\u00e0 del mare\u201d. Appena lo videro, un po\u2019 risentiti, gli dissero: \u201cMaestro, quando sei venuto qui?\u201d. Ges\u00f9 sapeva bene che lo cercavano per interesse, ma non si scandalizz\u00f2 per questo; del resto, era venuto per salvarli, non per cercare il loro consenso, tanto meno la loro adulazione. Infatti Egli non seguiva le folle, non correva dietro i loro desideri, le loro mode, le loro richieste, come a volte noi rischiamo di fare pensando cos\u00ec di rendere pi\u00f9 appetibile il Vangelo. Ges\u00f9 restava il maestro che guida, che ammaestra e, se necessario, che rimprovera. Per questo non smise di parlare, di esortare e correggere. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Con chiarezza perci\u00f2 si rivolse alla folla e rispose alla loro domanda dicendo: \u201cVoi mi cercate non perch\u00e9 avete visto dei segni, ma perch\u00e9 avete mangiato pane sino a saziarvi\u201d. In effetti, erano andati alla ricerca di Ges\u00f9 perch\u00e9 si erano saziati del pane da lui miracolosamente moltiplicato. Potremmo dire che il problema di quella folla era la saziet\u00e0, il benessere, la tranquillit\u00e0. E avendo finalmente trovato uno che poteva saziarli non volevano perderlo, anche se bisognava traversare il mare. Corsero verso di lui perch\u00e9 poteva sfamarli. Erano interessati al suo potere pi\u00f9 che al suo cuore. In tutta questa storia mancava insomma l\u2019affetto, mancava l\u2019amore per quel Maestro. Ebbene, questa cecit\u00e0 affettiva andava rimossa, questa mancanza di amore era come una malattia grave e andava guarita. Era appunto quel che Ges\u00f9 si apprestava a fare. Disse loro: \u201cDatevi da fare non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura per la vita eterna\u201d. Ges\u00f9 li esortava a superare l\u2019angusto orizzonte della saziet\u00e0, il pressante desiderio di soddisfare se stessi. Il mondo va male proprio per questo, proprio perch\u00e9 ciascuno \u00e8 preoccupato del proprio benessere. Ges\u00f9 invece voleva che andassero oltre la soddisfazione immediata dei propri bisogni. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">C\u2019\u00e8 un ordine di vita pi\u00f9 alto, una dimensione dell\u2019esistenza che va oltre le preoccupazioni del mangiare, del vestire, del fare carriera, dell\u2019essere tranquilli a qualsiasi prezzo. Tutte queste cose non ci sfamano, anzi lasciano dentro di noi una inquietudine, una spinta a cercare nuovi bisogni e nuove soddisfazioni, in una corsa senza fine. Ed infatti rischiamo di essere perennemente insoddisfatti, infelici. Ma non \u00e8 questo quel che Ges\u00f9 vuole. Egli vuole mostrarci un cibo che non si consuma, che resta e che non si deteriora. E per ottenerlo \u2013 dice Ges\u00f9 &#8211; bisogna industriarsi in ogni modo. Ges\u00f9 sembra fare loro questo ragionamento: \u201cSe avete preso le barche e siete venuti al di qua del mare per trovare il pane del corpo, quanto pi\u00f9 dovete adoperarvi per trovare il cibo del cuore che non perisce?\u201d. In verit\u00e0, quegli ascoltatori, erano talmente preoccupati per soddisfare se stessi che non capirono quel che Ges\u00f9 diceva loro e pensarono che chiedesse l\u2019osservanza di altri precetti. E gli dicono: \u201cCosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?\u201d. Purtroppo erano duri a comprendere, come spesso accade anche a noi. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">In verit\u00e0, Ges\u00f9 esige una sola opera: credere il lui. In un\u2019altra parte del Vangelo dice: \u201cQuesta \u00e8 l\u2019opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato\u201d. Non si tratta n\u00e9 di un precetto n\u00e9 di un\u2019ulteriore azione da compiere ma solo di lasciarsi travolgere dall\u2019amore di Ges\u00f9, di lasciarsi coinvolgere dal Vangelo. Insomma, di innamorarsi. Ma innamorarsi di Ges\u00f9 non \u00e8 n\u00e9 spontaneo n\u00e9 naturale. Innamorarsi di Ges\u00f9 &#8211; questa \u00e8 la fede &#8211; \u00e8 un vero e proprio \u201clavoro\u201d. Lo sa bene chi si innamora. L\u2019innamoramento richiede passione, decisione, continuit\u00e0, applicazione, creativit\u00e0, fatica, scelte, abbandono. S\u00ec, la fede \u00e8 una passione che travolge, \u00e8 un\u2019energia di amore che trasforma noi e chi ci sta attorno. La gente che stava ascoltando, comincia a capire che Ges\u00f9 parlava di qualcosa che esigeva il coinvolgimento personale. E ha paura, perch\u00e9 non si fida. Ed ecco che chiede una prova: \u201cMa tu che segno fai, perch\u00e9 noi possiamo vedere e credere in te?\u201d Non gli era bastato il miracolo del giorno prima. Quando si tratta del coinvolgimento personale chiediamo garanzie su garanzie. Ma queste, possibili sul piano dei contratti commerciali, non lo sono su quello dell&#8217;amore. L&#8217;amore, e con esso la fede, \u00e8 sempre un rischio, sebbene i \u201csegni\u201d compiuti da Ges\u00f9 siano numerosi e incredibili. Noi siamo talora cos\u00ec presi dalla saziet\u00e0 o comunque siamo a tal punto egocentrici da non riuscire a vedere oltre se stessi, e quindi non lasciare le sponde della propria tranquilla sicurezza per affidarsi al Signore che sempre porta in mare aperto. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ges\u00f9 comunque non manca di darci il pane per irrobustirci nel cammino dell\u2019amore. Lo spiega dicendo che il vero pane viene dal cielo, anzi il vero pane \u00e8 \u201ccolui che discende dal cielo e d\u00e0 la vita al mondo\u201d. La folla che ha capito solo a met\u00e0, ribatte: \u201cDacci sempre di questo pane!\u201d E\u2019 una richiesta spontanea e, a prima vista, anche bella. Magari fosse la domanda di ciascuno di noi! Ma essa deve partire dal cuore, pi\u00f9 che dallo stomaco. E Ges\u00f9, come avviene nei momenti decisivi, risponde con chiarezza: \u201cIo&nbsp; sono il pane della vita. Chi viene a me non avr\u00e0 pi\u00f9 fame\u201d. Si capisce ora il senso pieno della manna nel deserto e il senso stesso di quel pane moltiplicato per i cinquemila. C\u2019\u00e8 un pane &#8211; ed \u00e8 Ges\u00f9 stesso &#8211; messo a disposizione di tutti; viene da Dio, ma non \u00e8 lontano da noi, tutti lo possiamo gratuitamente ricevere. Per noi, uomini e donne del ricco mondo dell\u2019Occidente, non c\u2019\u00e8 spazio per \u201cmormorare\u201d contro Mos\u00e9, come fecero gli ebrei nel deserto, e neppure siamo nella condizione di quei cinquemila rimasti senza pane perch\u00e9 presi dall\u2019ascolto di Ges\u00f9. Forse dobbiamo s\u00ec \u201cmormorare\u201d, ma contro noi stessi, contro i nostri ritardi e le nostre lentezze perch\u00e9, pur avendo lo stomaco pieno e il \u201cpane della vita\u201d a portata di mano, non sappiamo accoglierlo e gustarlo. Care sorelle e cari fratelli, avviciniamoci al \u201cpane della vita\u201d e, come dice l\u2019apostolo Paolo, \u201crinnoveremo il nostro spirito e rivestiremo l\u2019uomo nuovo\u201d.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; il Vangelo che abbiamo ascoltato ci porta nella&nbsp; sinagoga di Cafarnao ove Ges\u00f9 sta tenendo il suo noto discorso dopo la moltiplicazione dei pani. 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