{"id":16621,"date":"2005-05-18T00:00:00","date_gmt":"2005-05-18T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/funerale-di-edoardo.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"funerale-di-edoardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/funerale-di-edoardo.html","title":{"rendered":"Funerale di Edoardo"},"content":{"rendered":"<p><P>Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P>ci siamo raccolti in tanti in questa nostra cattedrale per dare l&#8217;ultimo saluto a Edoardo. Siamo tutti molto tristi; e anche questa nostra cattedrale lo \u00e8. Edoardo stava qui proprio qualche settimana fa, assieme alle centinaia di suoi compagni che dovevano fare la cresima. Lui stava seduto per terra, davanti l&#8217;altare, sotto i gradini. Dove si trova ora. Ricordo che lo chiamai accanto a me per leggere un piccolo passaggio del Vangelo di Emmaus: il Vangelo di Ges\u00f9 che si fa compagno di strada di due discepoli che si erano rattristati per la sua morte. L&#8217;avevo notato, stava a sentire attento e lo chiamai. Dopo qualche diniego si \u00e8 alzato ed \u00e8 venuto accanto a me. Era felice, e con lui tutti noi. Oggi siamo tutti tristi. Anche la cattedrale \u00e8 triste. <BR><BR>Ancora una volta per\u00f2 gli ha aperto le porte per accoglierlo, per dirgli il suo amore e per accompagnarlo sino all&#8217;ultimo traguardo, quello che la vita gli ha negato. La morte, che \u00e8 sempre brutta e sempre cattiva, ce lo ha portato via. Essa \u00e8 un nemico davvero terribile. E a ragione tutti vorremmo allontanarla da noi. Anche Ges\u00f9 lo chiese al Padre; e aveva esattamente venti anni in pi\u00f9 di Edoardo. <BR><BR>Questa volta, per\u00f2, la morte \u00e8 stata davvero vigliacca. Senza alcun preavviso si \u00e8 insinuata veloce come un serpente velenoso, pi\u00f9 veloce della corsa, e ci ha strappato di mano questo fiore giunto quasi al traguardo. S\u00ec, la morte lo ha strappato dalle vostre mani, di voi cari genitori e sorelle. So quanto lo amavate. Del resto Edoardo si faceva amare: era sempre felice; lo era a tal punto che lo pensavate persino ingenuo; ma lui era sereno nel cuore, era desideroso di vivere, di giocare, di stare con gli amici. E tu, caro Alberto, avevi persino lasciato il lavoro per stargli accanto. Mi raccontavi ieri di averne parlato con lui. E Edoardo, senza esitazione alcuna, aveva acconsentito: ti voleva vicino, ti voleva bene. E voleva bene anche a te, cara Donatella, che lo hai curato e fatto crescere con affetto materno. Ma la morte improvvisa e cattiva ve lo ha strappato dalle mani, come pure da quelle di tutti i suoi compagni, quelli della scuola e della parrocchia. E ha scritto bene uno di voi, cari ragazzi, su un biglietto: &#8220;non riesco a farmene una ragione&#8221;. \u00c8 vero, nessuno di noi se ne riesce a fare una ragione. E tutti vorremmo come cancellare quello che \u00e8 accaduto dalla lavagna nera della morte, purtroppo non \u00e8 possibile. Eppure noi non lo vogliamo dimenticare, non vorremmo neppure lasciarlo andare. Per questo siamo venuti in tanti questa mattina. Pur sapendo che nessuna morte \u00e8 giusta, sentiamo che questa lo \u00e8 ancor meno. E vorremmo dirlo al Signore, vorremmo gridarglielo. Non ci \u00e8 stato possibile rivolgere a Ges\u00f9 nemmeno la preghiera che gli fece quel capo della sinagoga per la sua figlia: &#8220;Signore, la mia figliola \u00e8 agli estremi; vieni a imporgli le mani perch\u00e9 sia guarita e viva&#8221;. Edoardo stava bene, ed era felice. Ma ora siamo qui. La morte ce lo ha tolto.<BR><BR>Il Vangelo non ci lascia per\u00f2 senza risposta. E viene a dirci che Ges\u00f9 \u00e8 stato ancor pi\u00f9 veloce della morte. S\u00ec, Ges\u00f9 ha corso pi\u00f9 svelto della morte, ha preso Edoardo tra le sue braccia e lo ha salvato dal potere malvagio della morte. Ges\u00f9 sa bene cos&#8217;\u00e8 la morte e quanto sia violenta. Anche lui ne ha avuto paura; e ne \u00e8 stato colpito. Aveva trentatre anni, venti pi\u00f9 di Edoardo. Sembrava che avesse sconfitto anche lui. In verit\u00e0 Ges\u00f9 ha affrontato la morte e l&#8217;ha vinta. Ed ora viene in soccorso di tutti coloro che ne sono colpiti. E li salva sottraendoli dal buio della disperazione. S\u00ec, Ges\u00f9 \u00e8 corso verso Edoardo e, mentre la morte pensava di cantare vittoria, \u00e8 stata sconfitta ancora una volta. Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci narra una di queste vittorie di Ges\u00f9 sulla morte. Non tutti allora lo compresero. Infatti, mentre Ges\u00f9 andava verso la casa di quella ragazza alcuni servi raggiungono il gruppo e dicono al padre della ragazza: &#8220;Tua figlia \u00e8 morta. Perch\u00e9 disturbi ancora il maestro?&#8221;. Ma Ges\u00f9 rivoltosi al capo della sinagoga gli dice: &#8220;Non temere, continua solo ad aver fede!&#8221; Pochi credevano a quelle parole e si misero anche deridere Ges\u00f9. Capita anche oggi che tanti non badano alle parole di Ges\u00f9 e si rassegnano alla tristezza della vita, lasciando che il male continui a vincere indisturbato. Ma Ges\u00f9, che amava quel padre che si era rivolto a lui con la fiducia che poteva vincere la malattia, gli disse: &#8220;La ragazza non \u00e8 morta, ma dorme&#8221;. Com&#8217;\u00e8 possibile? A noi appare la durezza implacabile della morte. Ma Ges\u00f9 ci dice che Edoardo dorme. Ed in effetti c&#8217;\u00e8 un dialogo segreto tra Ges\u00f9 e il suo piccolo amico Edoardo; un dialogo che a noi non \u00e8 dato n\u00e9 di sentire n\u00e9 di comprendere. Ma Ges\u00f9 gli \u00e8 accanto con amore e con tenerezza. E lo abbraccia stringendoselo al petto. Potremmo dire che quella cresima che avrebbe dovuto ricevere fra qualche mese la riceve ora dall&#8217;abbraccio di Ges\u00f9. E questa nostra celebrazione descrive quasi alla lettera quel che sta ora accadendo a Edoardo. Apriamo bene gli occhi del cuore. E lo vedremo. E ne saremo consolati. Scrive il Vangelo che Ges\u00f9, giunto alla casa di Giairo, fece tacere tutti coloro che strepitavano e piangevano, chiam\u00f2 il padre e la madre della fanciulla ed entr\u00f2 dove stava la bambina. Presale quindi la mano le disse: &#8220;Alzati!&#8221; E la bambina si alz\u00f2. S\u00ec, oggi Ges\u00f9 prende per mano Edoardo e lo alza: non \u00e8 pi\u00f9 prigioniero della morte. Edoardo si alza e corre veloce verso il traguardo, verso il cielo, e giunge per primo alla porta del Paradiso. <BR><BR>Lo so. A voi, cari genitori, il cuore \u00e8 spezzato e a tutti noi \u00e8 intristito. Ma guardiamo in alto e vedremo Edoardo; lo vedremo felice forse ancor pi\u00f9 di prima; lo vedremo che vi guarda, che ci guarda, con quel suo sorriso di sempre. Non \u00e8 pi\u00f9 piccolo; ormai Edoardo \u00e8 grande, grande non nell&#8217;et\u00e0, ma nella gioia e nella felicit\u00e0. E chiede a tutti di ricordarlo cos\u00ec. Chiede a tutti di amarci, di non farci del male, anzi di volerci bene, di non dimenticarci gli uni gli altri. E questa Santa Messa, che pure \u00e8 segnata dalle lacrime, \u00e8 anche piena di consolazione e di canto. \u00c8 il riflesso della gioia che c&#8217;\u00e8 nel cielo all&#8217;arrivo di Edoardo. Gli va incontro il piccolo Iqbal, bambino del Pakistan, ucciso per ribellarsi allo sfruttamento, e gli altri bambini che la morte ha pensato di aver stroncato, ma che Ges\u00f9 ha salvato. Tutti ora gli vanno incontro per fargli festa. \u00c8 la Messa che si fa nel cielo, a cui noi anche ci uniamo. Cari amici, Edoardo dal cielo guarda voi genitori, voi due sorelle e guarda anche noi perch\u00e9 impariamo da lui ad essere felici e a volerci bene.<BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, ci siamo raccolti in tanti in questa nostra cattedrale per dare l&#8217;ultimo saluto a Edoardo. Siamo tutti molto tristi; e anche questa nostra cattedrale lo \u00e8. Edoardo stava qui proprio qualche settimana fa, assieme alle centinaia di suoi compagni che dovevano fare la cresima. Lui stava seduto per terra, davanti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-16621","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-omelie"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5mkxU-4k5","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16621","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16621"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16621\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16621"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16621"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16621"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}