{"id":16619,"date":"2005-05-03T00:00:00","date_gmt":"2005-05-03T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/san-giovenale-2005.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"san-giovenale-2005","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/san-giovenale-2005.html","title":{"rendered":"San Giovenale 2005"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\"><BR>Signor Sindaco, gentili autorit\u00e0, cari sacerdoti e diaconi, care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">\u00e8 sempre un momento importante per questa nostra citt\u00e0 la festa di San Giovenale. \u00c8 senza dubbio una occasione di grazia. La memoria del nostro santo patrono Giovenale infatti ci fa ritrovare assieme tutti, la citt\u00e0 e il contado, i rappresentanti delle \u201carti\u201d e le parrocchie, per momenti che sono assieme di festa, di preghiera e di riflessione. Anche chi abitualmente non frequenta la chiesa \u00e8 spinto a venire qui alla tomba di San Giovenale, quasi in un segreto e timido pellegrinaggio. Tutti, in effetti, sentiamo che il patrono non \u00e8 relegato nel passato,&nbsp; che non \u00e8 semplicemente un oggetto da museo. No, chi pi\u00f9 chi meno, tutti sentiamo che la sua testimonianza \u00e8 viva, che ancora oggi \u00e8 una fonte che zampilla e che pu\u00f2 dissetare. E noi, come spinti da un felice istinto, torniamo qui ogni anno per attingere da San Giovenale le ragioni per vivere e la forza per costruire un futuro nuovo per la nostra citt\u00e0. In questi anni, e lo dico anche personalmente, la memoria di San Giovenale ci ha aiutato a guardare con maggiore attenzione ai problemi, alle difficolt\u00e0 e alle speranze di questa nostra citt\u00e0; e ci ha anche sostenuto perch\u00e9 con maggiore generosit\u00e0 e con pi\u00f9 audacia potessimo impegnarci a costruire un futuro pi\u00f9 sereno per tutti. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">La festa di questo anno \u00e8 stata preceduta da due eventi particolarmente significativi per la Chiesa: la morte di Giovanni Paolo II e l\u2019elezione del nuovo Papa, Benedetto XVI. Tutti siamo stati testimoni del miracolo di fede, del tutto inaspettato, accaduto nei giorni della morte di Giovanni Paolo II. Come non ricordare l\u2019interminabile fila di fedeli che si sono dati appuntamento a Roma per un ultimo saluto a Giovanni Paolo II? E quale stupore ha suscitato la Messa funebre in Piazza San Pietro! In quella piazza si realizzava il \u201csogno di Woitjla\u201d: vedere i popoli del mondo riuniti assieme in pace. Attorno a quel Papa buono, nulla-tenente, come lui stesso ha scritto nel testamento, si erano radunati i cristiani di tutte le Chiesa, i rappresentanti di tutte le grandi religioni del mondo, 200 capi di Stato e milioni di persone di tutti i ceti e di tutte le condizioni. Ripeto, era il sogno di Giovanni Paolo II: ossia che tutti gli uomini e le donne, di qualsiasi fede e cultura, potessero riunirsi insieme. \u00c8 stato possibile quel giorno che anche popoli nemici si dessero la mano. S\u00ec, in quel giorno \u00e8 stato possibile stare assieme senza fare la guerra, senza odiarsi. E tutto ci\u00f2 \u00e8 potuto accadere per la figura di Giovanni Paolo II: la sua passione per la pace e il suo amore hanno portato i loro frutti. Questo anelito all\u2019unit\u00e0 e alla pace \u00e8 l\u2019eredit\u00e0 che ha lasciato a tutti. Anche a noi.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">E poi, pochi giorni dopo questa perdita che a tutti \u00e8 sembrata incolmabile, il Signore ci ha donato un nuovo Papa, Benedetto XVI, a cui ho inviato un saluto a nome dell\u2019intera Chiesa diocesana. S\u00ec, davvero \u00e8 \u201cBenedetto colui che viene nel nome del Signore\u201d. E noi, assieme a tanti nel mondo, ci siamo stretti attorno a lui, e abbiamo accolto con gioia tutta particolare il nome con cui si \u00e8 presentato: \u00e8 un nome che affonda le sue radici proprio qui, nella nostra terra umbra, con San Benedetto da Norcia, e che richiama l\u2019altro Papa, Benedetto XV, il Papa dello slancio missionario della Chiesa all\u2019inizio del Novecento, e il Papa della pace. Fu lui che cerc\u00f2 in ogni modo di evitare che scoppiasse la prima guerra mondiale, definendola \u201cl\u2019inutile strage\u201d. E si trattava della prima guerra tra paesi cristiani; ognuno chiedeva a Dio di benedire le sue truppe che avrebbero dovuto uccidere altri suoi figli, altri loro fratelli. Davvero \u00e8 Benedetto questo Papa. \u00c8 una benedizione per la Chiesa, per i credenti, per l\u2019Europa e per i popoli.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">La fonte da cui Giovanni Paolo II ha attinto la sua forza sino a renderlo padre di milioni e milioni di persone, la fonte da cui Papa Benedetto trae la sua ispirazione per il ministero di vescovo di Roma e di pastore della Chiesa universale \u00e8 la stessa da cui ha attinto San Giovenale: il Vangelo dell\u2019amore. Lo abbiamo ascoltato anche noi oggi: \u201cNessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la vita per i propri amici\u201d. Queste parole descrivono l\u2019amore di Ges\u00f9. Egli infatti \u00e8 venuto sulla terra per dare la vita per gli amici e per gli uomini di ogni tempo, anche per noi. E l\u2019amore di Ges\u00f9 \u00e8 un amore nuovo, un amore diverso da quello che normalmente si trova tra noi. S\u00ec, care sorelle e cari fratelli, l\u2019amore di Ges\u00f9 non si trova nel mondo. Infatti, non \u00e8 normale amare gli altri, non \u00e8 spontaneo dare la propria vita per gli altri. \u00c8 invece normale, normalissimo, amare se stessi, amare le proprie cose, la propria famiglia, i propri parenti. Ma non \u00e8 di questo amore che ha bisogno Narni, non \u00e8 di questo amore che abbiamo bisogno noi. E tutti siamo testimoni che se non c\u2019\u00e8 l\u2019amore come quello di Ges\u00f9 anche l\u2019amore naturale si affievolisce sino a scomparire. Ecco perch\u00e9 emergono odii e violenza anche nelle case, anche tra familiari. Figuriamoci tra estranei! Abbiamo bisogno dell\u2019amore di Ges\u00f9, che \u00e8 diventato anche di San Giovenale, di Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Conosciamo tutti quanto la vita sia difficile. Nelle nostre case e attorno a noi vediamo crescere i problemi e le difficolt\u00e0, da quelli problemi economici a quelli occupazionali, da quelli familiari a quelli pi\u00f9 generali. Per fare un solo esempio: come non essere impensieriti per la difficile situazione in cui versano alcune fabbriche del narnese? Come non essere preoccupati per il disagio giovanile e per le difficolt\u00e0 che molti giovani hanno a trovare lavoro? Anche Benedetto XVI, nel suo primo intervento dalla finestra del Palazzo Apostolico ha richiamato l\u2019attenzione al problema del lavoro particolarmente per i giovani. E noi a Narni \u2013 in verit\u00e0 in tutta l\u2019area &#8211; abbiamo gravi problemi in questo senso. E assieme alla questione occupazionale vi \u00e8 quella relativa alla fatica delle aziende per la produzione e per sostenere la concorrenza. Si aggiungono poi le questioni relative allo sviluppo e alla urgenza di trovare nuove vie di lavoro. E non possiamo attendere troppo. C\u2019\u00e8 bisogno di una nuova creativit\u00e0, di una nuova fantasia, di un nuovo coraggio. Sarebbe drammatico se continuassimo a ragionare in maniera vecchia, accentuando gli interessi di parte. Sarebbe un danno gravissimo. Ci salviamo solo se sappiamo riunirci in un comune sentire. C\u2019\u00e8 bisogno pertanto che tutte le parti interessate si incontrino al fine di trovare soluzioni possibili. Potremmo continuare a parlare a lungo su questi temi che peraltro si intersecano con la difficile situazione dell\u2019intero nostro paese. Ma sento l\u2019urgenza di esortare a percorrere un cammino comune per immaginare un futuro nuovo per Narni ove ciascuno offre il suo contributo per la crescita di tutti. Ne sono certo: in questo modo riusciremo a costruire un futuro pi\u00f9 sereno per questa nostra citt\u00e0. <\/P>Ma questo \u00e8 possibile, care sorelle e cari fratelli, se accogliamo quel messaggio di amore che nasce dal Vangelo e che San Giovenale ci ricorda: \u201cAmatevi gli uni gli altri\u201d. S\u00ec, abbiamo bisogno dell\u2019amore vero, di quell\u2019amore che sa aprire i cuori e le menti di ciascuno di noi verso gli altri, abbiamo bisogno di quell\u2019amore che fa cadere i muri che separano gli uni dagli altri. \u00c8 questa la vocazione che il Signore ci ha affidato. Se la seguiremo comprenderemo anche &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; quest\u2019altra parola evangelica: \u201cVi ho costituiti perch\u00e9 portiate frutto e il vostro frutto rimanga\u201d. S\u00ec, il Signore sa bene che dall\u2019amore tra noi nascono frutti che restano per noi e per gli altri. Non siamo venuti al mondo perch\u00e9 ciascuno pensi solo a se stesso, ma perch\u00e9 ci edifichiamo assieme gli uni gli altri come una grande famiglia. \u00c8 questa la nostra vocazione. E l\u2019apostolo Paolo lo ricorda ai cristiani di Efeso: \u201ccomportatevi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto\u201d. La nostra vocazione \u00e8 l\u2019amore. L\u2019ho gi\u00e0 detto: non \u00e8 facile amare. Ma il Signore \u00e8 venuto per aiutarci ad amare. Accogliamo il suo amore! \u201cNon abbiate paura! Aprite le porte a Cristo!\u201d diceva Giovanni Paolo II. S\u00ec, \u201cAprite le porte a Cristo e Narni risorger\u00e0\u201d. Come aprire porte? \u00c8 semplice: siate fedeli alla Messa domenicale, non abbandonatela. Ho visto con piacere che qualcosa sta cambiando: vedo persone che frequentano di pi\u00f9 la Messa e questo fa bene a loro, ai ragazzi e all\u2019intera popolazione. Pi\u00f9 gente va a Messa e pi\u00f9 Narni migliora. Leggete inoltre il Vangelo che vi ho consegnato e ritroverete la forza e l\u2019ambizione per costruire un futuro nuovo per voi e per i pi\u00f9 giovani. Siate generosi con i deboli e i poveri e vedrete risorgere la vita. Ieri sera mi sono commosso qui in cattedrale mentre decidevamo di aiutare i 600 carcerati di un carcere lontano, quello di Chimoio in Mozambico, per far avere loro il pranzo della domenica e per far funzionare l\u2019infermeria. Voi direte: \u201cMa \u00e8 una piccola cosa!\u201d. No, non \u00e8 una piccola cosa. Non ha forse detto Ges\u00f9: \u201cAvevo fame e mi hai dato da mangiare\u201d? \u00c8 cos\u00ec che Narni risorge. E sta risorgendo. Coraggio care sorelle e cari fratelli, il futuro \u00e8 gi\u00e0 nelle nostre mani, lo stiamo costruendo. Lasciamoci guidare dall\u2019amore del Signore e Narni risplender\u00e0 di luce. Amen. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Signor Sindaco, gentili autorit\u00e0, cari sacerdoti e diaconi, care sorelle e cari fratelli, &nbsp; \u00e8 sempre un momento importante per questa nostra citt\u00e0 la festa di San Giovenale. \u00c8 senza dubbio una occasione di grazia. 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