{"id":16616,"date":"2005-04-03T00:00:00","date_gmt":"2005-04-03T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-per-giovanni-paolo-ii.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"messa-per-giovanni-paolo-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-per-giovanni-paolo-ii.html","title":{"rendered":"Messa per Giovanni Paolo II"},"content":{"rendered":"<p><P><BR>Care sorelle e cari fratelli,<BR>ieri sera mentre stavamo radunati in preghiera con i giovani nella chiesa di San Francesco abbiamo ricevuto la notizia della morte di Giovanni Polo Il e abbiamo letto il brano evangelico della morte di Ges\u00f9. <\/P><br \/>\n<P>Come in quel venerd\u00ec santo anche ieri sera era buio. La morte, questa morte, ci ha gettati ancora una volta dentro il mistero della forza del male che si abbatte su tutti. I nostri cuori si sono rattristati profondamente per la perdita di un amico buono, di una guida sicura, di un riferimento saldo per noi e per tanti nel mondo. La Chiesa ha perso il Papa che l&#8217;ha fatta entrare nel terzo millennio, il mondo ha perso una guida spirituale alta e forte fino all&#8217;ultimo, anche Terni ha perso il papa che l&#8217;ha visitata e che ha amato e difeso le acciaierie, e perdo anch&#8217;io il papa del mio episcopato proprio nel giorno anniversario della mia ordinazione (a lui personalmente debbo il dono di essere vescovo qui a Terni). <\/P><br \/>\n<P>Tante volte abbiamo parlato di Terni; e ogni volta mi chiedeva della diocesi e sempre il discorso si spostava sulle acciaierie e ricordava con piacere e anche con un po&#8217; di orgoglio l&#8217;incontro con gli operai al consiglio di fabbrica. S\u00ec, possiamo dire che \u00e8 stato il papa del mondo ma anche il papa di Terni. E chi di noi non ricorda con gratitudine l&#8217;intervento dello<BR>scorso anno nel giorno di San Valentino da Piazza San Pietro in difesa delle acciaierie?<BR>Abbiamo ascoltato in questa celebrazione il brano evangelico di Giovanni in cui Ges\u00f9 pone a Pietro le tre domande sull&#8217;amore. In queste domande c&#8217;\u00e8 la ragione che&nbsp; ha guidato nel suo pontificato, c&#8217;\u00e8 il perch\u00e9 del Suo amore per la Chiesa, per il mondo e anche per Terni.<\/P><br \/>\n<P>S\u00ec, quella triplice richiesta di amore che Ges\u00f9 fece a Pietro, l&#8217;ha rivolta in questi 26 anni a Giovanni Paolo Il: &#8220;Giovanni Paolo Il, mi vuoi bene pi\u00f9 di costoro?&#8221; Per tre volte, ossia sempre, Pietro si \u00e8 sentita rivolgere questa domanda. Giovanni Paolo II ne ha sentito la bellezza e il peso. Se era stato chiamato al ministero papale era perch\u00e9 doveva rispondere all&#8217;amore, anzitutto all&#8217;amore per Ges\u00f9 e quindi all&#8217;amore per tutti. L&#8217;amore per Ges\u00f9 ha davvero consumato Giovanni Paolo II. <\/P><br \/>\n<P>In questi giorni sono passate davanti a noi le immagini del suo lungo pontificato, dei suoi incontri, della sua infaticabile azione. Ma tutto deriva dal suo rapporto con Ges\u00f9. \u00c8 un rapporto ovviamente poco documentabile. Eppure \u00e8 la ragione di tutti i gesti del papa. \u00c8 incomprensibile Wojtyla senza questa intenso, forte, esclusivo, rapporto con Ges\u00f9. <\/P><br \/>\n<P>Ricordavo gi\u00e0 ieri sera con i presenti nella chiesa di san Francesco come il papa si prepar\u00f2 all&#8217;incontro storico con Gorbaciov. Quel giorno &#8211; abbiamo visto in questi giorni pi\u00f9 volte scorrere le immagini &#8211; il papa con il volto sereno e con un passo spedito va incontro al Presidente dell&#8217;Unione Sovietica. Ebbene, dalle quattro del mattino stava nella sua cappella a pregare e a invocare il Signore perch\u00e9 quell&#8217;incontro fosse fruttuoso. <BR>E che lo sia stato ne ho avuto pi\u00f9 volte conferma dallo stesso Gorbaciov, il quale ieri diceva che senza Giovanni Paolo Il non sarebbe caduto il muro di Berlino. <\/P><br \/>\n<P>E un&#8217;altra volta, prima di un incontro particolarmente importante per evitare una nuova guerra, i segretari che lo cercavano perch\u00e9 chiamato al telefono dal presidente del pi\u00f9 potente stato del mondo, non riuscivano a trovarlo, e finalmente lo trovarono nella sua camera da letto prostrato con il volto a terra e la mani allargate come in croce.<\/P><br \/>\n<P>Care sorelle e cari fratelli, \u00e8 qui il segreto di questi anni di pontificato: il segreto di un amore che non conosce limiti. Il papa ha cercato di amare tutti, nessuno escluso; di rispondere a tutte le richieste di amore, espresse e non espresse. In tutte sentiva quella stessa richiesta di Cristo a Pietro: &#8220;Mi ami pi\u00f9 di costoro?&#8221;. In ogni persona, in ogni popolo, in ogni citt\u00e0 e in ogni continente, Giovanni Paolo II ha sentito questa richiesta di amore. E ha cercato di rispondere a tutti. <\/P><br \/>\n<P>Lo ricordo quando, talora anche criticato, diceva che era suo compito<BR>primario visitare i cattolici in ogni parte del mondo per confermarli nella fede, perch\u00e9 senza la fede il mondo diventa ancor pi\u00f9 disumano. E lui ne aveva avuta esperienza diretta sotto i due grandi totalitarismi del secolo scorso. Questa domanda di amore infatti se l&#8217;\u00e8 sentita bruciare dentro all&#8217;inizio del pontificato dai paesi dell&#8217;Est ancora sotto il giogo comunista; se l&#8217;\u00e8 sentita porre dai milioni e milioni di poveri e di deboli che ha sempre cercato, amato e difeso ovunque andasse; se l&#8217;\u00e8 sentita porre dai popoli oppressi dalla violenza e dalla guerra e non ha mai mancato di esporre le ragioni dei deboli ai potenti della terra; se l&#8217;\u00e8 sentita porre dagli uomini e dalle donne delle altre religioni e ha continuato senza mai recedere a incontrarli e a esortarli al dialogo e al rispetto reciproco. <\/P><br \/>\n<P>E come non ricordare qui, in Umbria, il legame che Giovanni Paolo Il ha voluto stringere con Assisi, trasformando questa citt\u00e0 in santuario di preghiera e in cattedra per la pace e il dialogo tra i popoli? Giovanni<BR>Paolo Il ha come dato ad Assisi una nuova vocazione universale. \u00c8 una eredit\u00e0 che noi umbri dobbiamo ancora scoprire in tutta la sua ricchezza.<BR><BR>In questo amore, pieno e tenero, appassionato e forte, c&#8217;\u00e8 il segreto di tutto il pontificato di Giovanni Paolo Il. Egli ha introdotto nel nuovo millennio una Chiesa che sa amare tutti e particolarmente i pi\u00f9 deboli. Ha sentito in questa prospettiva la risposta di Ges\u00f9 a Pietro: &#8220;Pasci le mie pecorelle&#8221;. E non si \u00e8 fermato di fronte alla difficolt\u00e0 e agli ostacoli, alle incomprensioni e alla solitudine in cui non poche volte \u00e8 stato lasciato. Ma l&#8217;amore era pi\u00f9 forte, e Giovanni Paolo Il ha obbedito all&#8217;amore anche quando la logica umana magari suggeriva prudenza, ha usato il linguaggio dell&#8217;amore anche quando altri suggerivano linguaggi diversi. E ha voluto raccogliere i giovani attorno a questa utopia, l&#8217;utopia della felicit\u00e0 che non spinge mai ad andare contro gli altri ma a fare l&#8217;impossibile per essere con gli altri, anche a costo della propria vita. E il papa la sua vita l&#8217;ha davvero data. <\/P><br \/>\n<P>Ricordo che una volta, dopo l&#8217;attentato del 13 maggio, mi trovavo con lui e al telegiornale veniva ridata la notizia con alcuni commenti relativi alla necessit\u00e0 di usare misure protettive, e il papa comment\u00f2 criticando questo atteggiamento: &#8220;il pastore sta sempre con le sue pecore anche a costo di dare la vita&#8221;. E non ha mai smesso di stare con il suo popolo. Fino alla fine.<\/P><br \/>\n<P>Certo, questi ultimi lunghi mesi sono stati per lui dolorosi, non solo nel corpo, forse soprattutto per il suo spirito. E il papa ha ricordato le parole che disse a Pietro in quel giorno sulle rive del lago di Tiberiade: &#8220;In verit\u00e0 ti dico, quando eri pi\u00f9 giovane ti cingevi la veste da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le mani e un altro ti cinger\u00e0 la veste e ti porter\u00e0 dove tu non vuoi&#8221;. Nota l&#8217;evangelista: &#8220;questo gli disse per indicare di quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: &#8220;Seguimi!&#8221;. Queste parole, in certo modo, descrivono anche gli ultimi anni della vita di Giovanni Paolo Il, ormai indebolito nel corpo e trasportato senza che egli potesse pi\u00f9 muoversi. E tutti possiamo immaginare quale fosse istintivamente il suo stato d&#8217;animo. Ma anche in questo tempo ha glorificato Dio: nella sua debolezza non ha cessato di amare e di attrarre al Signore piccoli e grandi, giovani e anziani. E la sua morte ha trasformato il mondo in una grande preghiera corale. E alla fine,<BR>ancora una volta, \u00e8 risuonata alle sue orecchie e soprattutto al suo cuore quella parola che aveva sentito da giovane: &#8220;Seguimi!&#8221;. E Wojtyla ha lasciato tutto, anche il mondo che ha tanto amato, per seguire il Signore che ama sopra ogni cosa. <\/P><br \/>\n<P>Noi oggi ci stringiamo attorno a lui in preghiera per accompagnarlo verso il paradiso. Ricordate, care sorelle e cari fratelli, quel grido forte e chiaro del suo primo giorno di pontificato: &#8220;Non abbiate paura, aprite le porte a Cristo!&#8221;. Quel grido l&#8217;ha ripetuto per tutti gli anni del suo pontificato in ogni parte del mondo, e lo ha detto ad ogni cuore: &#8220;Non aver paura, apri le porte a Cristo!&#8221; Questo grido continuiamo a portarlo nel nostro cuore: \u00e8 l&#8217;eredit\u00e0 che Giovanni Paolo Il lascia a ciascuno di noi e al mondo intero. E la nostra preghiera si rivolge al Signore Ges\u00f9 per dirgli: &#8220;Signore Ges\u00f9, apri oggi le porte del tuo regno a questo servo buono e fedele che ha dato tutta la sua vita perch\u00e9 tu fossi conosciuto e amato&#8221;.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli,ieri sera mentre stavamo radunati in preghiera con i giovani nella chiesa di San Francesco abbiamo ricevuto la notizia della morte di Giovanni Polo Il e abbiamo letto il brano evangelico della morte di Ges\u00f9. Come in quel venerd\u00ec santo anche ieri sera era buio. 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