{"id":16608,"date":"2005-02-14T00:00:00","date_gmt":"2005-02-14T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/san-valentino-2005-2.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"san-valentino-2005-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/san-valentino-2005-2.html","title":{"rendered":"San Valentino 2005"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Caro mons. Gualdrini, gentili autorit\u00e0, cari sacerdoti, care sorelle e fratelli, <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">\u00e8 sempre un\u2019occasione di grazia ritrovarci assieme nel giorno della festa del nostro patrono, San Valentino. Il martirologio romano, brevemente, nota: \u201c14 febbraio: a Roma, sulla via Flaminia, presso ponte Milvio, \u00e8 martirizzato san Valentino interamnense\u201d. Valentino, vescovo di Terni, realizzava alla lettera quel che abbiamo ascoltato dal Vangelo: \u201cNessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la vita per i propri amici\u201d. E Valentino ha dato la sua vita per Ges\u00f9 e per i fratelli e le sorelle di Terni e delle altre citt\u00e0 dove andava. S\u00ec, amava gli altri pi\u00f9 di se stesso; come aveva fatto Ges\u00f9 e i suoi martiri. Ricordo mons. Oscar Romero, l\u2019arcivescovo di San Salvador, che venticinque anni fa fu ucciso sull\u2019altare perch\u00e9 difendeva i poveri e assieme a lui ricordiamo Vittorio Bachelet, presidente dell\u2019Azione Cattolica Italiana, ucciso anche lui venticinque ani fa nell\u2019Universit\u00e0 di Roma dalle brigate rosse. Sono due esempi contemporanei di come si vive la fede, o meglio, di come si vive da uomini che amano Dio e gli altri pi\u00f9 di loro stessi. \u00c8 per questo che i martiri, fin dai primi secoli, sono stati considerati i pi\u00f9 vicini a Ges\u00f9. Ed \u00e8 per questo che loro tomba si edificavano le chiese e le citt\u00e0: da uomini e donne che amano in questo modo si edifica la vita. Sono passati 17 secoli, e ancora una volta ci ritroviamo attorno a questo figlio di Terni che, per il suo amore, ne \u00e8 diventato anche padre. A lui oggi affidiamo oggi la nostra citt\u00e0, il suo presente e il suo futuro, le sue angosce e le sue speranze. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">L\u2019amore senza confini \u00e8 stata la ragione della vita di Valentino ed anche della sua morte. Lo ricordiamo per questo, sino a chiamare Terni \u201ccitt\u00e0 dell\u2019amore\u201d. Oggi torniamo qui, sul suo colle, per riprendere forza e incamminarci con maggiore decisione sulla via dell\u2019amore. \u00c8 stato bello ieri accogliere centinaia di fidanzati che venivano a chiedere protezione e aiuto sul loro amore. Mentre la societ\u00e0 sembra fare del tutto per distruggere i legami di amore, guardando la fedelt\u00e0 persino con irrisione, San Valentino continua a dirci che l\u2019amore \u00e8 fedelt\u00e0 anche a costo del sacrificio. L\u2019amore vero \u00e8 tremendamente serio. E se il mondo, anche all\u2019inizio di questo nuovo millennio, \u00e8 gravemente malato, lo \u00e8 per la mancanza di amore. S\u00ec, purtroppo l\u2019amore sembra diminuire sempre pi\u00f9, mentre cresce a dismisura l\u2019egoismo, che sta alla radice di tutti i mali. Valentino, che si \u00e8 lasciato guidare dall\u2019amore di Dio, ha invece salvato tanti dalla tristezza e dalla malattia. La fama del suo amore giunse anche a Roma, dove fu chiamato dal prefetto perch\u00e9 guarisse il figlio malato. Valentino guar\u00ec il giovane e port\u00f2 al cristianesimo il prefetto e l\u2019intera sua famiglia. Il senato romano, spaventato, decret\u00f2 la morte del vescovo Valentino. Pensavano \u2013 e a ragione &#8211; che quell\u2019amore avrebbe potuto minacciare il loro potere. Era vero: l\u2019amore di Valentino cambiava i cuori e sconvolgeva la vita della societ\u00e0 romana. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Il Vangelo in effetti scardina l\u2019oppressione e gli egoismi; sradica le ingiustizie e le violenze. Le sconfigge perch\u00e9 le colpisce in radice. E la loro radice sta nel cuore degli uomini. La violenza e il male infatti non nascono fuori ma dentro il cuore dell\u2019uomo. Per questo la prima e pi\u00f9 radicale liberazione deve avvenire nei nostri cuori ove appunto risiedono la divisione, l\u2019egoismo, l\u2019arroganza, l\u2019interesse solo per se stessi, la violenza, la guerra, l\u2019odio, la vendetta; e dal cuore fuoriescono e avvelenano l\u2019intera societ\u00e0, sino a diventare strutture di violenza. Se vogliamo liberare Terni e il mondo dal male dobbiamo far crescere l\u2019amore nei nostri cuori. Aveva ragione quel sapiente ebreo quando affermava: \u201cSe vuoi cambiare il mondo inizia a cambiare il tuo cuore\u201d. Ed \u00e8 chiaro nella narrazione del racconto di Babele. Perch\u00e9 l\u2019antica citt\u00e0 cadde in rovina? Perch\u00e9 ciascuno inizi\u00f2 a parlare la sua propria lingua, dimenticando che solo quella dell\u2019amore vicendevole avrebbe permesso l\u2019edificazione di una citt\u00e0 umana e solidale. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ecco perch\u00e9 non ci stancheremo mai di ripetere che \u00e8 da cuori vivificati dal Vangelo che pu\u00f2 rinascere Terni.&nbsp; Se convertiamo i nostri cuori al Signore, se non ci intestardiamo nella difesa degli interessi di parte, se non ci lasciamo sovrastare dall\u2019egocentrismo, se apriamo la mente e il cuore al bene comune di tutti, se impariamo insomma da san Valentino ad aprire il cuore all\u2019amore, non solo supereremo le difficolt\u00e0 che ci sono davanti, ma saremo capaci di costruire un nuovo futuro per noi e per i nostri figli. Dobbiamo sentire rivolte anche a noi di Terni le parole dell\u2019apostolo Paolo ai colossesi: \u201cdeponete anche voi tutte queste cose: ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca. Non mentitevi gli uni gli altri. Vi siete spogliati dell\u2019uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo\u2026ad immagine del Creatore\u201d. S\u00ec, dobbiamo spogliarci dell\u2019uomo vecchio, stanco e rassegnato, ricurvo su di s\u00e9 e sui propri interessi, per rivestirci dell\u2019uomo nuovo: \u201cRivestitevi dunque come amati da Dio \u2013 continua l\u2019apostolo Paolo &#8211; \u2026di sentimenti di misericordia, di bont\u00e0, di umilt\u00e0, di mansuetudine, di pazienza\u2026E la parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">C\u2019\u00e8 bisogno di continuare a seminare nei nostri cuori il seme buono del Vangelo. Da un cuore rinnovato dal Vangelo trarremo energie nuove per superare il momento difficile che stiamo vivendo. E non mi riferisco solo ai problemi delle acciaierie. \u00c8 in questione il futuro dell\u2019intera citt\u00e0. Gi\u00e0 lo scorso anno lo accennai, e lo ripeto: \u00e8 solo da un rinnovamento spirituale di ciascuno di noi che pu\u00f2 nascere una nuova Terni. Se ciascuno rimane attaccato solo a se stesso e ai propri interessi, porteremo la citt\u00e0 in basso, non in alto. E abbiamo tutte le possibilit\u00e0 per crescere nell\u2019amore e nella speranza: il Vangelo nella nostra Diocesi \u00e8 seminato con abbondanza. Se lo ascolteremo e se cercheremo di non ostacolarne la crescita nei nostri cuori vedremo anche noi i miracoli che san Valentino, e con lui l\u2019intera Terni, vedeva. Apriamo il cuore al Vangelo e Terni risorger\u00e0. \u00c8 la parola di speranza che oggi risuona da San Valentino. S\u00ec, da questo colle pu\u00f2 rinascere la speranza. E lo diciamo mentre viviamo un momento drammatico. Un dramma, in verit\u00e0, che da anni accompagna la nostra citt\u00e0 e che di tempo in tempo riappare. Oggi, per\u00f2, \u00e8 giunto ad un punto di svolta. E sentiamo nostre le angosce e le ansie dei lavoratori \u2013 soprattutto dei giovani lavoratori &#8211; e delle loro famiglie che vedono il futuro incerto. Sono giorni e mesi che ci chiediamo cosa fare. Certo, non \u00e8 semplice scegliere la via migliore. Anche perch\u00e9 non ci troviamo all\u2019inizio della vicenda. Tuttavia, al punto in cui siamo giunti abbiamo una sola scelta: l\u2019incontro per chiudere la vertenza. Certo, dobbiamo stare attenti a non cadere in un atteggiamento solo difensivo. Fare solo le barricate senza un progetto condiviso non costruisce il futuro e, a stento, riesce a difendere il passato. Sono personalmente convinto che non siamo lontani dall\u2019accordo per salvare le acciaierie e i livelli occupazionali. Lo scorso li abbiamo difesi e abbiamo vinto la battaglia. Oggi dobbiamo riprendere le trattative. E ciascuno \u00e8 chiamato a fare un passo. Chiediamo a San Valentino che illumini ora, in questi giorni, le menti di tutti. Abbiamo poco tempo, pochissimo tempo; e non possiamo rischiare l\u2019irresponsabilit\u00e0. In queste settimane di San Valentino la vertenza si pu\u00f2 e si deve chiudere. Dobbiamo tutti salvare le acciaierie e ottenere che i lavoratori riprendano immediatamente il lavoro. San Valentino, se non lo ostacoliamo, far\u00e0 ancora una volta il miracolo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Nello scorso anno l\u2019impegno della citt\u00e0 per costruire il suo futuro \u00e8 stato forte e serio: forse non tutti gli interlocutori sono riusciti nell\u2019impresa di mantenere la tensione ad un livello adeguato ai problemi. E le recenti scelte industriali non possono certo lasciarci soddisfatti. Ma la via \u00e8 stata tracciata. \u00c8 ovvio che dobbiamo dire con chiarezza e con forza che le responsabilit\u00e0 sociali di un\u2019impresa non finiscono con il conto dei profitti. S\u00ec, il profitto non pu\u00f2 e non deve essere l\u2019unico metro di giudizio. Giovanni Paolo II lo scriveva con chiarezza: \u201cIl profitto non \u00e8 l&#8217;unico indice delle condizioni dell&#8217;azienda. \u00c8 possibile che i conti economici siano in ordine ed insieme che gli uomini, che costituiscono il patrimonio pi\u00f9 prezioso dell&#8217;azienda, siano umiliati e offesi nella loro dignit\u00e0\u201d(Centesimus annus n.35). E questo, oltre ad essere moralmente inammissibile, non rientra neppure nelle logiche economiche dell&#8217;azienda. Dobbiamo ribadirlo e pretenderne il rispetto. Nello stesso tempo, per\u00f2, dobbiamo aprire gli occhi di fronte alla nuova situazione economica internazionale. Non \u00e8 questa la sede per dilungarci su tali tematiche. Ma ci \u00e8 richiesta una grande intelligenza nell\u2019affrontare i nuovi scenari internazionali. Certamente facciamo bene a difendere le acciaierie. Lo abbiamo fatto lo scorso anno e lo faremo ancora. E con determinazione. Ma per disegnare il futuro della citt\u00e0 non possiamo pi\u00f9 tardare nell\u2019individuare nuove vie di crescita. Dobbiamo renderci conto che una fase \u00e8 forse definitivamente chiusa: occorre suscitare nuove prospettive, ma anche un nuovo entusiasmo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Lo scorso anno avevamo individuato nella cultura un fattore fondamentale per lo sviluppo della citt\u00e0: \u201cInvestire sulla cultura significa investire sulle persone che sono comunque la risorsa fondamentale di ogni societ\u00e0&#8221; dicevo lo scorso anno (Terni riparte dall&#8217;amore, omelia per San Valentino 14.2.2004). Torno a ripeterlo oggi: tutti siamo chiamati ad investire sulla cultura, senza esitazioni, senza riserve mentali o calcoli opportunistici di breve periodo. E investire sulla cultura \u2013 come anche sulla ricerca &#8211; significa legarla all\u2019impresa, costruendo iniziative capaci di produrre reddito, di innervarsi nel sistema degli interessi, di far circolare conoscenze sappiano fertilizzare l\u2019intero ambiente economico territoriale. Potremmo dire che si tratta di prendere sul serio, anche nel nostro territorio, il tema dell&#8217;economia della conoscenza. Non \u00e8 una riflessione nuova: ma rinnovato deve essere l\u2019impegno per dare concretezza ai progetti messi in campo. E possono svilupparsi in varie direzioni sulle quali incamminarsi insieme, tutti: Chiesa diocesana, governo della citt\u00e0, imprese, associazioni, comunit\u00e0 nel suo insieme. In questi ultimi anni l\u2019impegno per la cultura \u00e8 stato diretto soprattutto allo sviluppo del polo universitario (e di importanti centri di ricerca) e a nuovi servizi culturali tecnologicamente sviluppati; anche la Chiesa diocesana ha voluto fare la sua parte; e i sacerdoti sanno quanto dobbiamo continuare ancora in questa direzione. Ma &#8211; chiediamoci &#8211; abbiamo raggiunto un livello soddisfacente di crescita di quell\u2019insieme di fattori che rendono la cultura anche un motore di sviluppo? \u00c8 una domanda importante: non basta costruire contenitori culturali o attivare corsi di laurea. Certo, sono punti di partenza importanti. \u00c8 positivo, ad esempio, l\u2019aumento degli iscritti all\u2019universit\u00e0, come pure positivi sono i progetti per nuove e pi\u00f9 efficienti sedi per i corsi universitari e importanti piani di ricerca avanzata. E sono promettenti le strette relazioni tra universit\u00e0 e mondo dell&#8217;impresa. \u00c8 significativa l\u2019attenzione per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali (penso al sistema museale in via di completamento), e l\u2019apertura della nuova biblioteca comunale. Abbiamo anche \u2013 come negarlo \u2013 qualche sogno che sembra sfumare proprio nei settori pi\u00f9 caratterizzanti l\u2019economia della conoscenza. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ma c\u2019\u00e8 da sottolineare nuovamente l\u2019urgenza di un impegno per una cultura che apra la mente e permetta di superare quell\u2019istinto che porta a difendere in maniera miope l\u2019identit\u00e0 storica della nostra citt\u00e0. Se non ci rinnoviamo nel modo di pensare Terni, se non troviamo nuove modalit\u00e0 per riflettere sul suo futuro, rischiamo di perdere quell\u2019identit\u00e0 che pure vogliamo salvare. Scrive il Compendio della dottrina sociale della Chiesa: \u201cUna cultura pu\u00f2 diventare sterile ed avviarsi a decadenza quando si chiude in se stessa e cerca di perpetuare forme di vita invecchiate\u201d(n. 556). Ed \u00e8 ovvio che per rinnovare l\u2019identit\u00e0 della citt\u00e0 \u00e8 necessario creare un ambiente favorevole all&#8217;investimento nella cultura come fattore di sviluppo. Questo comporta, ad esempio, abbandonare comportamenti diretti a proteggere ceti, gruppi, soggetti privilegiati e incentivare la passione, la competenza, la creativit\u00e0, premiando &#8211; perch\u00e9 no &#8211; il merito, senza dimenticare l\u2019impegno a fornire sempre opportunit\u00e0 per tutti. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Fede e cultura dovrebbero diventare le parole chiave della riflessione della citt\u00e0 sul suo futuro. Ambedue sono alla radice della creativit\u00e0 e del coraggio di intraprendere nuove vie di sviluppo. Questo \u00e8 vero non solo per la nostra citt\u00e0, ma per l\u2019intero paese. Non basta continuare a sopravvivere. C\u2019\u00e8 bisogno \u2013 lo sentiamo tutti &#8211; di qualcosa in pi\u00f9, di uno spirito rinnovato che sappia rianimare i progetti che sembrano spegnersi, che sappia legare tutte le aspirazioni progettuali. Non solo; c\u2019\u00e8 bisogno di uno spirito che sappia risvegliare le risorse di cui questa citt\u00e0 &#8211; talvolta nascostamente &#8211; dispone; che sappia ridare fiducia a chi la sta perdendo; che sappia spazzare via l&#8217;idea che la citt\u00e0 \u00e8 pronta a ripiegarsi su se stessa, priva di slancio e di forza, quasi vinta dalla percezione della sconfitta. E&#8217; il rischio della rassegnazione che nasce dalla paura e dall\u2019egocentrsimo. Lo stesso Vangelo ci mette in guardia da questi pericoli. Nella lettera pastorale sulla Parola di Dio che ci accompagner\u00e0 in questo anno scrivo: &#8220;\u00e8 facile rassegnarci e ritirarci nel nostro piccolo mondo [\u2026] La rassegnazione gela la speranza di una vita nuova, di un mondo pi\u00f9 giusto e pi\u00f9 felice. E continuiamo a vivere senza sognare pi\u00f9 una vita piena, giusta e bella per tutti&#8221; (La Bibbia ridona il cuore, p.12). Il Vangelo ci spinge ad uscire dal ripiegamento su noi stessi e sul nostro passato che non passa mai. C\u2019\u00e8 bisogno di cambiare, gradualmente ma costantemente, molti dei nostri modi di fare e di pensare se vogliamo individuare un futuro nuovo per la nostra citt\u00e0. Non solo: dobbiamo ripensare insieme tutta una serie di pratiche sociali, di modelli di comportamento, di istituzioni. E qui gli interrogativi potrebbero moltiplicarsi: quante volte, ad esempio, la macchina amministrativa \u00e8 piegata agli interessi personali o di parte? Quante volte il litigio interno blocca il comune sviluppo? Quante volte l\u2019invidia tra noi soffoca quelle energie che pure non mancano nella nostra citt\u00e0? E forse tutti abbiamo esempi concreti. E comunque tutti abbiamo bisogno di un serio esame di coscienza, per abbandonare gli egoismi e le invidie, la rassegnazione e lo sconforto. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, la memoria di San Valentino questo anno \u00e8 davvero straordinaria, perch\u00e9 cade in un momento cruciale della vita di Terni. Sarebbe drammatico se restasse una festa di folclore e di svago. Oggi san Valentino torna per ridarci il cuore e a ridonarci quell\u2019energia che lo rese pastore buono a Terni. San Valentino torna a ridonarci il Vangelo: se lo ascolteremo e lo metteremo in pratica sentiremo il cuore scaldarsi nel petto e sapremo sognare una citt\u00e0 nuova, bella e solidale. Sia Terni la \u201ccitt\u00e0 dell\u2019amore\u201d! Non solo nel cartello d\u2019ingresso, ma nel profondo dei nostri cuori. Custodiamo le parole di Ges\u00f9: \u201cQuesto vi comando: amatevi gli uni gli altri\u201d. \u00c8 di qui, \u00e8 da questo amore, che rinasciamo noi e l\u2019intera nostra citt\u00e0. Amen.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro mons. Gualdrini, gentili autorit\u00e0, cari sacerdoti, care sorelle e fratelli, &nbsp; \u00e8 sempre un\u2019occasione di grazia ritrovarci assieme nel giorno della festa del nostro patrono, San Valentino. Il martirologio romano, brevemente, nota: \u201c14 febbraio: a Roma, sulla via Flaminia, presso ponte Milvio, \u00e8 martirizzato san Valentino interamnense\u201d. Valentino, vescovo di Terni, realizzava alla lettera [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16609,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-16608","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omelie"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/CoppieVescovoentra_11.jpg?fit=201%2C318&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5mkxU-4jS","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16608","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16608"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16608\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16609"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16608"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16608"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16608"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}