{"id":16601,"date":"2004-12-25T00:00:00","date_gmt":"2004-12-25T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/natale-2004.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"natale-2004","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/natale-2004.html","title":{"rendered":"Natale 2004"},"content":{"rendered":"<p><P>Care sorelle e cari fratelli,<BR>questa notte siamo venuti in tanti e volentieri. E abbiamo fatto bene. Il Natale, anche se rischia di essere come soffocato nel suo senso pi\u00f9 vero, ci ha posto dentro come un istinto, quello di venire anche di notte qui in cattedrale per ascoltare una parola che sa di amore, di bont\u00e0, di misericordia. E in effetti l&#8217;angelo anche in questa notte ci ha detto: &#8220;Non temete! Non abbiate paura! Non lasciatevi prendere dalla rassegnazione e dallo sconforto!&#8221; Qualcuno potrebbe ribattere: &#8220;ma come non temere? come non rassegnarsi di fronte alla forza del male? Ci sono ancora nel mondo circa trenta guerre aperte e una decina congelate e pronte a riesplodere. E poi la minaccia terroristica che non \u00e8 affatto cessata. Come non aver paura? E comunque come essere lieti? Ma l&#8217;angelo del Natale torna a dirci di non aver paura, e aggiunge anche il motivo: &#8220;Vi annuncio una grande gioia che sar\u00e0 di tutto il popolo. Oggi \u00e8 nato nella citt\u00e0 di Davide un salvatore che \u00e8 Cristo Signore. Questo \u00e8 per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce che giace su una mangiatoia&#8221;. <BR>Care sorelle e cari fratelli, <BR>\u00e8 tutto qui il Vangelo del Natale: quel Bambino, deposto in una mangiatoia, \u00e8 il nostro salvatore, \u00e8 Dio venuto ad abitare in mezzo a noi. E chi pu\u00f2 aver paura di un bambino? \u00c8 debole e piange come piangono tutti i bambini; eppure \u00e8 il creatore del cielo e della terra; \u00e8 colui che libera il mondo dal male; \u00e8 colui che dona agli uomini la felicit\u00e0 e la pace. E quel bambino \u00e8 &#8220;una grande gioia, che sar\u00e0 di tutto il popolo&#8221;, come dice l&#8217;angelo. Il Natale \u00e8 per noi, ma non solo per noi, non solo per qualcuno. Non \u00e8 neppure solo per i cristiani. Il Natale \u00e8 per tutti gli uomini, \u00e8 per il mondo intero. Ges\u00f9 infatti nasce per amare tutti e particolarmente i pi\u00f9 deboli e i pi\u00f9 poveri. Ges\u00f9 \u00e8 venuto per amarci. \u00c8 questa la nostra gioia. Per questo tutti debbono gioire: i vicini e i lontani, i buoni e cattivi, i sani e i malati, i piccoli e i grandi, i giusti e i peccatori. Tutti, tutti dobbiamo essere felici questa notte perch\u00e9 Ges\u00f9 \u00e8 venuto per amarci, per proteggerci, per non lasciarci mai pi\u00f9. S\u00ec, \u00e8 nato colui che mai pi\u00f9 ci abbandoner\u00e0. Quante volte siamo abbandonati! Quante volte ci sentiamo soli, anche in mezzo a tanta gente! E quanto \u00e8 rara per tanti di noi l&#8217;esperienza della felicit\u00e0, della gioia! Forse abbiamo qualche soddisfazione dalla vita, magari qualche piacere, ma la felicit\u00e0, e la gioia? S\u00ec, un cuore pieno di gioia \u00e8 raro trovarlo. Per di pi\u00f9 la vita \u00e8 diventata per tutti pi\u00f9 difficile e spesso molto dura. La realt\u00e0 della vita quotidiana sembra averci disabituati alla gioia. Ma viene il Natale, e il suo angelo ci dice: &#8220;Vi annuncio una grande gioia!&#8221; E la gioia \u00e8 che Ges\u00f9 \u00e8 venuto per restare con noi per sempre. <BR>E&#8217; vero, \u00e8 facile non accorgersene. Tanto pi\u00f9 che ci stiamo abituando a cercare la gioia l\u00e0 dov&#8217;essa non c&#8217;\u00e8, nell&#8217;amore per noi stessi, nel preoccuparci solo per le nostre cose, nel pensare solo ai nostri problemi. Accadde cos\u00ec anche a Betlemme quella notte. Tutti erano cos\u00ec presi da se stessi che nessuno accolse Giuseppe e Maria incinta di nove mesi. E Ges\u00f9 dovette nascere in una stalla. Quanta tristezza in quella frase di Luca: &#8220;Non c&#8217;era posto per lui nell&#8217;albergo&#8221;! E quante volte, ancora oggi, si deve ripetere per milioni di persone: &#8220;non c&#8217;\u00e8 posto per loro!&#8221; Ges\u00f9, tuttavia, nonostante il nostro diniego non se ne va, non torna nel cielo, nel suo cielo. E pur di restarci accanto, accetta di nascere anche in una mangiatoia. Sembra che non possa fare a meno di noi, anche se, in verit\u00e0, siamo noi a non poter fare a meno di lui. Come non commuoverci di fronte ad un amore cos\u00ec grande?<BR>Impariamo da san Francesco di Assisi a vivere il Natale. Egli, nel 1223, a poche miglia di qui, a Greccio, volle rivivere il Natale. Al suo amico Giovanni Velita disse: &#8220;Quest&#8217;anno voglio vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si \u00e8 trovato Ges\u00f9 nel nascere&#8221;. Francesco non voleva fare una sacra rappresentazione, come in genere si pensa. Voleva &#8220;vedere&#8221;, toccare con mano, potremmo dire, l&#8217;amore di Dio che pur di starci accanto accett\u00f2 di nascere nel freddo di questo mondo. Era il freddo dell&#8217;egoismo e della fame, il freddo delle ingiustizie e delle guerre. Ges\u00f9 \u00e8 venuto per ridare agli uomini il calore dell&#8217;amore. Questo mistero di amore si realizza ogni volta che si celebra la Messa. Ogni Messa \u00e8 Natale. San Francesco lo diceva spesso ai suoi frati: &#8220;Vedete, ogni giorno il Figlio di Dio si umilia, come quando dalla sede regale scese nel grembo della vergine, ogni giorno viene a noi in umile apparenza; ogni giorno discende dal seno del Padre sopra l&#8217;altare nelle mani del sacerdote. E come ai santi Apostoli apparve in vera carne, cos\u00ec ora si mostra a noi nel pane consacrato&#8221;. E quella notte, il presepe di Greccio non fu una sacra rappresentazione, come quelle che facciamo anche noi; no, fu la celebrazione della Messa su una mangiatoia, nel freddo e nella povert\u00e0 di una stalla. Questo fece san Francesco. E, al momento del Vangelo Francesco che era diacono lo cant\u00f2, come gli angeli cantarono nella notte ai pastori. E san Francesco ebbe in visione il Bambino e lo accolse nell&#8217;Eucarestia. Fu questo il presepe di Francesco: una Messa in una stalla. Possiamo allora dire che la Messa \u00e8 il presepe di ogni domenica. Betlemme \u00e8 questa cattedrale e l&#8217;altare \u00e8 la mangiatoia dove viene adagiato Ges\u00f9 sotto le specie del pane e del vino. <BR>Questo anno, in Diocesi, stiamo riflettendo in particolare sulla centralit\u00e0 della Parola di Dio nella nostra vita. Anche la Bibbia, in certo modo, \u00e8 come la mangiatoia, perch\u00e9 in essa \u00e8 contenuta appunto la Parola di Dio. L&#8217;evangelista Giovanni apre il suo Vangelo con quelle straordinarie parole: &#8220;Il Verbo si \u00e8 fatto carne&#8221;. S\u00ec, nelle parole della Scrittura \u00e8 Dio stesso che ci parla. Se nel pane e nel vino Ges\u00f9 si fa carne; nella Bibbia si fa parola. Ogni domenica perci\u00f2 \u00e8 Natale, ogni domenica il Verbo si fa carne e viene ad abitare in mezzo a noi. Non dimentichiamo questo mistero che ogni domenica ci viene donato. E&#8217; facile essere distratti; ed \u00e8 facile che anche per noi si dica con tristezza: &#8220;non c&#8217;\u00e8 posto per lui&#8221; nel nostro cuore. Pensiamo, invece, allo stupore di Maria mentre guardava il bambino, e alla cura che aveva quando lo prendeva tra le mani! Non dobbiamo avere anche noi lo stupore guardando il pane santo e il calice della salvezza? E non dobbiamo avere lo stesso cuore nell&#8217;accogliere il Vangelo? Vorrei che in questo anno sorgesse tra noi l&#8217;amore per la Bibbia. Aprire la Bibbia e leggerla ogni giorno \u00e8 la via per amare Ges\u00f9 e per gustare la sua sapienza. <BR>Il Vangelo di cui questa notte abbiamo ascoltato la prima pagina ci indica come vivere e come amare. E fin dall&#8217;inizio ci dice che l&#8217;amore inizia non da se stessi ma dai poveri. Cos\u00ec fece Ges\u00f9 a Natale. Furono i pastori ad accorrere per primi. Noi vorremmo in certo modo rivivere questa scena evangelica. Non con una rappresentazione, bella, ma che muove solo qualche sentimento. Noi vogliamo offrire un momento di festa a chi domani sarebbe solo. Vedete qui davanti preparata una tavola per il pranzo. Domani l&#8217;intera cattedrale, dopo la messa di mezzogiorno, sar\u00e0 allestita con tanti tavoli come questo per accogliere pi\u00f9 di 200 poveri, i quali altrimenti sarebbero stati soli. Voi sapete che per loro \u00e8 aperta tutti giorni la mensa, ma domani il pranzo \u00e8 qui, in duomo. Sar\u00e0 una grande festa. Potremmo dire che \u00e8 il presepe preparato da Ges\u00f9; un presepe alla rovescia: quando viene il Signore, infatti, noi gli diamo una stalla, quando arrivano i poveri il Signore apre le porte della cattedrale e prepara per loro un banchetto. E&#8217; un piccolo segno per aiutarci a comprendere quanto \u00e8 grande l&#8217;amore del Signore. <BR>Care sorelle e cari fratelli, beati noi che siamo venuti qui questa notte e beati quelli che verranno domani per il pranzo. Il Natale in questo modo \u00e8 vero e pieno di gioia. E auguro a me e a voi la stessa felicit\u00e0 che domani gusteranno i poveri che saranno accolti in questa cattedrale.<\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli,questa notte siamo venuti in tanti e volentieri. E abbiamo fatto bene. 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