{"id":16600,"date":"2004-12-23T00:00:00","date_gmt":"2004-12-23T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-con-gli-universitari.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"messa-con-gli-universitari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-con-gli-universitari.html","title":{"rendered":"Messa con gli universitari"},"content":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli,<BR><BR>sono particolarmente lieto di celebrare con voi questa Santa Liturgia nell&#8217;imminenza del Natale. \u00c8 la prima volta che questa cattedrale vede professori e studenti dell&#8217;universit\u00e0 ritrovarsi assieme per un momento di preghiera comune per prepararsi ad accogliere il Signore che viene. Sento questo momento anche come una preghiera al Signore perch\u00e9 accolga il nuovo inizio &#8211; se cos\u00ec si po&#8217; dire &#8211; dell&#8217;universit\u00e0 a Terni. Si tratta in effetti come di un nuovo natale universitario. In tanti abbiamo atteso e operato perch\u00e9 nella nostra citt\u00e0 l&#8217;universit\u00e0 si irrobustisse e crescesse. La presenza e l&#8217;azione culturale e scientifica dell&#8217;Universit\u00e0 \u00e8 stata sempre parte integrante dello sviluppo armonico di una societ\u00e0. E vorremmo che lo fosse anche per la nostra. Consapevoli quindi che non poco del nostro futuro dipende anche da quel che negli anni a venire significher\u00e0 l&#8217;universit\u00e0, volentieri presentiamo al Signore questa sera anche questo nostro impegno chiedendo al Lui che ci sostenga e ci accompagni nel lavoro. \u00c8 con attenzione e con amore perci\u00f2 che questa cattedrale guarda i primi passi di questa crescita e con grande gioia vi accoglie certi che il Signore veglier\u00e0 su di voi e benedir\u00e0 il vostro oggi e il vostro domani.<BR>Questo nostro incontro, non a caso, si svolge alla soglia del Natale. L&#8217;Avvento sta per finire e il Signore \u00e8 alle porte. Per quattro settimane siamo stati come presi per mano perch\u00e9 ciascuno di noi preparasse il suo cuore perch\u00e9 potesse accogliere il Signore. Non si pu\u00f2 n\u00e9 attendere n\u00e9 comprendere il Natale se il nostro cuore \u00e8 pieno di noi stessi o se siamo occupati a pensare solo nostre faccende. Quale tristezza sarebbe se anche per noi dovesse avverarsi quella triste osservazione di Luca: &#8220;non c&#8217;era posto per loro nell&#8217;albergo&#8221;! E dobbiamo stare attenti e vigilanti perch\u00e9 tutti corriamo il rischio di essere talmente presi dalle nostre cose da non accorgerci del Signore che passa. E comunque se il Natale ci trova distratti e con il cuore altrove tutto rester\u00e0 come prima. Mi hanno fatto sempre pensare le parole di quel mistico del Seicento, Silesius. Egli, parlando del mistero del Natale, diceva: &#8220;Nascesse Cristo mille volta a Betlemme ma non nel tuo cuore, saresti perso in eterno&#8221;. E quindi, in certo modo, annulleremmo la stessa nascita di Ges\u00f9. Egli infatti \u00e8 venuto per salvarci, per dare un nuovo senso alla vita, per liberarci il mondo intero dalla insignificanza e dalla violenza. Il Natale non \u00e8 per i cristiani, \u00e8 per il mondo intero. E non \u00e8 una semplice memoria storica, magari di un fatto assolutamente straordinario. Natale non \u00e8 una memoria che va salvaguardata perch\u00e9 ne va della nostra identit\u00e0; certo anche questo conta, ma \u00e8 solo la superficie. Il Natale deve toccare il cuore, deve scendere nel profondo della nostra vita, appunto come il Verbo \u00e8 sceso dal cielo si \u00e8 fatto carne. Il Natale non riguarda il passato, ma il presente. E torna ogni anno perch\u00e9 tutti abbiamo bisogno di rinascere, tutti abbiamo bisogno di salvare la nostra vita e le nostre giornate dalla tristezza e dal dolore. E, direi, ne ha bisogno soprattutto il mondo perch\u00e9 veda una luce in questo inizio di millennio pieno di paure e di violenze. <BR>Il Natale non \u00e8 una data da ricordare. \u00c8 un mistero da vivere. Purtroppo non di rado \u00e8 solo uno sbiadito ricordo. Il Natale torna ma senza la sua sostanza. Abbiamo bisogno di aprire il cuore per viverlo. Per questo la Liturgia ci presenta ancora una volta la figura di Giovanni Battista, un uomo austero che predicava la conversione del cuore. Fin dalla nascita il Battista \u00e8 segnato dall&#8217;intervento di Dio. Elisabetta \u00e8 avanti negli anni e tutti la dicevano sterile; eppure Dio le dona una energia nuova. Il padre Zaccaria resta muto per non aver ascoltato l&#8217;angelo, ma al momento della circoncisione riprende a parlare. E tutti si chiedevano, a proposito del Battista: &#8220;Che ne sar\u00e0 mai di questo bambino?&#8221; Questo bambino sar\u00e0 un profeta, sar\u00e0 la voce che grida nel deserto di questo mondo: &#8220;preparate la via al Signore&#8221;. S\u00ec, la sostanza del Battista \u00e8 di essere una voce, solo una voce. Se vive in modo austero, non \u00e8 tanto per fare sacrifici, quanto per mostrare che \u00e8 forte solo della sua voce. Una voce che doveva risuonare proprio mentre il Signore veniva a visitare il suo popolo. Cosa vuol dire? Vuol dire che senza questa voce non \u00e8 possibile incontrare Ges\u00f9, senza il Battista che indica la via \u00e8 difficile accorgersi del Signore. Scrive il profeta Malachia: &#8220;Ecco, io mander\u00f2 un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrer\u00e0 nel suo tempio il Signore che voi cercate&#8221;. <BR>Ma chi \u00e8 per noi oggi il Battista? Chi \u00e8 colui che ci indica la via per accogliere il Signore? La risposta \u00e8 semplice. Par noi il Battista che ci guida verso il Signore \u00e8 il Vangelo. S\u00ec, \u00e8 il Vangelo la voce che oggi grida nel deserto di questo mondo. E il nostro mondo \u00e8 diventato davvero un deserto privo di vita e di speranza. Le giornate del nostro pianeta &#8211; basta uno sguardo fugace ai telegiornali &#8211; sono diventate pi\u00f9 dure per tutti e la vita si \u00e8 come incattivita. Anche noi siamo come travolti da questo clima avvelenato. E non bastano certo le feste natalizie per liberarcene. In verit\u00e0 c&#8217;\u00e8 bisogno di rinascere, c&#8217;\u00e8 bisogno di un vero Natale. S\u00ec, dobbiamo creare nuovi comportamenti e proporre nuovi modelli di vita; c&#8217;\u00e8 insomma bisogno di un nuovo umanesimo, di uomini e di donne che sappiano testimoniare l&#8217;amore, la misericordia, la bont\u00e0, l&#8217;ospitalit\u00e0, l&#8217;amicizia, la solidariet\u00e0, che siano capaci di intendersi, di accogliere le diversit\u00e0 senza per questo combattersi, di comprendere che l&#8217;unico serio impegno \u00e8 quello per la pace. <BR>In tale contesto giunge il Natale questo anno. Il Natale \u00e8 Dio che si fa bambino. L&#8217;angelo ci dir\u00e0 di recarci a Betlemme dove vedremo un bambino avvolto in fasce&nbsp; che giace in una mangiatoia. \u00c8 la prima pagina del Vangelo. Accogliamola. \u00c8 come il seme di una vita nuova, di quell&#8217;umanesimo nuovo di cui noi e il mondo abbiamo bisogno. Se sfoglieremo le pagine del Vangelo giorno dopo giorno sentiremo crescere in noi quello stesso Bambino di cui i Vangeli scrivono: &#8220;Cresceva in sapienza, in et\u00e0 e grazia davanti a Dio e davanti agli uomini&#8221;. <BR><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli,sono particolarmente lieto di celebrare con voi questa Santa Liturgia nell&#8217;imminenza del Natale. \u00c8 la prima volta che questa cattedrale vede professori e studenti dell&#8217;universit\u00e0 ritrovarsi assieme per un momento di preghiera comune per prepararsi ad accogliere il Signore che viene. 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