{"id":16595,"date":"2004-10-02T00:00:00","date_gmt":"2004-10-02T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/diaconato-marco-crocioni-e-christian-valentini.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"diaconato-marco-crocioni-e-christian-valentini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/diaconato-marco-crocioni-e-christian-valentini.html","title":{"rendered":"Diaconato Marco Crocioni e Christian Valentini"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">\u201cFino a quando, Signore, implorer\u00f2 e non ascolti, a te alzer\u00f2 il grido: \u2018Violenza!\u2019 e non soccorri? Perch\u00e9 mi fai vedere l\u2019iniquit\u00e0 e resti spettatore dell\u2019oppressione? Ho davanti rapina e violenza e ci sono liti e si muovono contese\u201d. Sono le parole iniziali del dialogo tra il profeta Abacuc e Dio. Non sappiamo nulla di&nbsp; questo profeta. Egli stesso si presenta come un freddo scettico che, nel suo abituale dialogo con Dio nel tempio, ha l\u2019ardire di chiedergli certi conti, di interrogarlo sul Suo comportamento quando castiga un malvagio con uno peggiore di lui (il malvagio per il profeta \u00e8 l\u2019impero assiro, il peggiore sarebbe l\u2019impero neobabilonese). La situazione che sta davanti agli occhi del profeta \u00e8 segnata da disgrazie, dolori, violenze, lotte, contese. E Dio sembra non rendersene conto, come se fosse impotente o distratto. Eppure, si tratta del Suo popolo che sta subendo un\u2019amara schiavit\u00f9! <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Il profeta si domanda \u201cfino a quando\u201d durer\u00e0 questa situazione. E se Dio gli risponde che castigher\u00e0 il malvagio attraverso un altro ancora peggiore di lui, il profeta insiste nel chiedere il \u201cperch\u00e9\u201d. Non si instaurerebbe, in tal modo, una catena cruenta che pone un popolo contro un altro popolo? Abacuc sembra sfidare Dio perch\u00e9 gli dia una risposta ragionevole, comprensibile, logica. Egli star\u00e0 come vedetta e sentinella al suo posto sino a che Dio non risponder\u00e0. E Dio che \u00e8 padre e amico buono dei suoi figli non rimprovera il profeta per la sua insistenza. E risponde, dicendo al profeta: \u201cScrivi la visione e incidila bene sulle tavolette perch\u00e9 la si legga speditamente. E\u2019 una visione che attesta un termine\u2026 se indugia, attendila, perch\u00e9 certo verr\u00e0 e non tarder\u00e0\u201d. Il Signore sembra preoccupato che le sue parole vengano dimenticate e trascurate, come spesso accadeva allora, e ancora oggi accade. Il Signore vuole che le sue parole restino incise e siano di speranza per le generazioni. \u201cSoccomber\u00e0 \u2013 continua il testo inciso sulle tavole della storia \u2013 colui che non ha l\u2019animo retto, mentre il giusto vivr\u00e0 per la fede\u201d, ossia salver\u00e0 la sua vita mediante la fiducia in Dio. In questi interrogativi del profeta Abacuc come non vedere addensarsi i tanti interrogativi di questi tempi che segnano la situazione dei popoli della terra all\u2019inizio di questo nuovo millennio? Pensiamo all\u2019Irak, alla Terra Santa, a tanti paesi africani e asiatici.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Il profeta afferma con l\u2019autorit\u00e0 concessagli da Dio che l\u2019uomo dall\u2019animo malvagio soccomber\u00e0, sar\u00e0 sconfitto dalla storia, mentre il giusto vivr\u00e0 per la sua fede. Di fronte a quanto accade in questo nostro mondo, di fronte alle tante terre segnate dall\u2019ingiustizia e dalla guerra, di fronte a tanti poveri e deboli che sembrano irrimediabilmente condannati alla morte, ogni credente \u00e8 chiamato a riscoprire con urgenza la forza e il potere della propria fede. E\u2019 in gioco il senso profondo della vita e delle scelte personali; come pure sono in gioco le scelte internazionali e planetarie per un nuovo ordine mondiale. Per i credenti si tratta di considerare con grande attenzione le scelte che \u00e8 necessario fare per la propria vita e per la vita associata, tenendo appunto fisso lo sguardo verso il Signore. Il dono della fede ci \u00e8 dato per l\u2019utilit\u00e0 comune. Essa infatti ci rende responsabili delle scelte che siamo chiamati a fare. L\u2019Apostolo Paolo ricorda a Timoteo di \u201cravvivare il dono\u201d che gli \u00e8 stato dato, un dono che non \u00e8 \u201cuno spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza\u201d. Per questo aggiunge: \u201cNon vergognarti dunque della testimonianza da rendere al Signore, n\u00e9 di me che sono in carcere per lui; ma soffri anche tu insieme con me per il Vangelo, aiutato dalla forza di Dio\u201d. Paolo delinea il dover essere dell\u2019uomo di fede e, potremmo dire, il dover essere del diacono. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Carissimi Marco e Cristian, il ministero che oggi vi viene conferito non \u00e8 per voi ma per servire il Signore, la sua Chiesa e i poveri. Nessuno \u00e8 ordinato diacono per s\u00e9, nessuno \u00e8 ordinato per servire se stesso. Voi siete ordinati per essere servi degli altri. Rivolgete perci\u00f2 i vostri occhi a Ges\u00f9, primo diacono. S\u00ec, Ges\u00f9 \u00e8 il servo, il diacono per eccellenza, come lui stesso ha detto: \u201cnon sono venuto per essere servito ma per servire e dare la vita in riscatto per molti\u201d(Mc 10,45). Non si \u00e8 diaconi da se stessi, come per natura. In verit\u00e0 ciascuno di noi \u00e8 per natura diacono per s\u00e9, per servire se stesso e i propri comodi, i propri interessi. Diaconi non si nasce, lo si diventa con la grazia del Signore. Ed \u00e8 una grazia che deve lottare contro il nostro istinto. Ricordatevi che ciascuno di noi, anche se viene ordinato al ministero, ha dentro di s\u00e9 un istinto fortissimo a servire solo se stesso, a pensare solo a se stesso, a preoccuparsi solo di se stesso. Questo egocentrismo si veste magari della preoccupazione di realizzarsi, oppure di scegliere un posto dove si pensa di rendere meglio, e cos\u00ec oltre. No, carissimi, Marco e Cristian. La vera felicit\u00e0 \u00e8 stare con il Signore e servirlo non con uno spirito di timidezza o di vergogna, ma con uno spirito saldo e coraggioso. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Il brano di Luca si apre con la preghiera degli apostoli a Ges\u00f9: \u201cAumenta la nostra fede!\u201d E\u2019 la preghiera di sempre dei discepoli, ed \u00e8 anche la preghiera di questa sera. La facciamo in particolare per voi due. C\u2019\u00e8 bisogno che viviate con forza la vostra fede. E\u2019 una forza \u201cdebole\u201d, si potrebbe dire, perch\u00e9 non si basa su di voi o su di noi, ma solo sul Signore. Ma \u00e8 una forza reale. Ges\u00f9 ripete ancora: \u201cSe aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe\u201d. Non c\u2019\u00e8 bisogno di una grande fede sembra dire Ges\u00f9. Basta una fede piccola, ma che sia fede, ossia fiducia in Dio pi\u00f9 che in qualsiasi altra cosa. Di questa fede ne basta \u201cun granellino\u201d; essa \u00e8 capace di spostare anche le montagne. Non c\u2019\u00e8 bisogno di un servizio da eroi, basta un piccolo servizio, ma che sia davvero servizio. Si, care sorelle e cari fratelli, c\u2019\u00e8 bisogno di seminare in questo nostro mondo un po\u2019 pi\u00f9 di amore, un po\u2019 pi\u00f9 di tenerezza, un po\u2019 pi\u00f9 di piet\u00e0. E voi siete chiamati ad essere diaconi dell\u2019amore, della piet\u00e0, della misericordia. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Tu, caro Marco, lo sarai nel campo della vita parrocchiale: si apre per te il vasto ministero della pastorale in questa Chiesa nella quale sei nato e che ora ti appresti a servire. Inizierai il tuo ministero come diacono nella parrocchia di San Giovanni Bosco, una vigna nella quale mentre servi vieni anche aiutato nella crescita. Il Signore \u00e8 stato buono con te e non ti far\u00e0 mancare il suo aiuto. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">E tu Cristian, invece, svolgerai il tuo ministero radicandoti nella vita del monastero di San Simeone: un luogo santo della nostra Diocesi che abbiamo voluto recuperare perch\u00e9 brillasse nuovamente della sua luce. I Ricostruttori nella Preghiera lo abitano da qualche anno e lo stanno restaurando.&nbsp; Sii il diacono di questa ricchezza spirituale straordinaria. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Dobbiamo tutti ripartire dalla fede. E\u2019 la fede che fa sperare l\u2019impossibile e che spinge a sognare e a operare per quei \u201ccieli nuovi\u201d e per quella \u201cterra nuova\u201d di cui parla l\u2019Apocalisse. Varie volte ho ripetuto queste parole pronunciate da Dietrich Bonoheffer, un teologo ucciso dai nazisti, diceva: \u201cCristo fa l\u2019uomo non soltanto buono, ma forte. Questa forza non \u00e8 l\u2019arroganza, non \u00e8 l\u2019aggressivit\u00e0, non \u00e8 la prepotenza\u2026 \u00e8 la forza dell\u2019amore. Pi\u00f9 forte della morte, dell\u2019odio, delle malattie, della povert\u00e0, delle dittature, del potere \u00e8 l\u2019amore\u201d. Sono parole ancor pi\u00f9 chiare se le uniamo alla frase finale del brano evangelico di Luca: \u201cQuando avete fatto tutto quello che vi \u00e8 stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare\u201d. S\u00ec, il diacono \u00e8 chiamato a ricordare a tutti la verit\u00e0 di queste parole: siamo chiamati a servire senza risparmiarci e poi a dire: \u201csiamo servi inutili\u201d. Per noi abituati a rivendicare meriti e riconoscimenti, per noi malati di protagonismo, queste parole suonano davvero strane. Eppure sono la via della felicit\u00e0. Il Vangelo continua a dirci che se saremo diaconi dell\u2019amore, se saremo servi della misericordia di Dio, anche il mondo cambier\u00e0. Il Signore, carissimi Marco e Cristian sia davanti ai vostri occhi e la sua grazia vi riempia il cuore.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cFino a quando, Signore, implorer\u00f2 e non ascolti, a te alzer\u00f2 il grido: \u2018Violenza!\u2019 e non soccorri? Perch\u00e9 mi fai vedere l\u2019iniquit\u00e0 e resti spettatore dell\u2019oppressione? Ho davanti rapina e violenza e ci sono liti e si muovono contese\u201d. Sono le parole iniziali del dialogo tra il profeta Abacuc e Dio. 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