{"id":16592,"date":"2004-07-17T00:00:00","date_gmt":"2004-07-17T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/pellegrinaggio-ad-assisi-dei-corsisti.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"pellegrinaggio-ad-assisi-dei-corsisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/pellegrinaggio-ad-assisi-dei-corsisti.html","title":{"rendered":"Pellegrinaggio ad Assisi dei corsisti"},"content":{"rendered":"<p>Cari sacerdoti, care sorelle,<BR><BR>siamo venuti pellegrini ad Assisi per stringerci attorno a san Francesco, a questo discepolo di Ges\u00f9 che ha vissuto il Vangelo alla lettera, senza aggiunte. E&#8217; un grande dono per noi tutti essere venuti qui accanto alla tomba di Francesco. Ed \u00e8 un dono particolarmente prezioso per voi che venite da paesi lontani. Siete giunti qui, prima di andare a Roma. Ma direi che siete venuti qui non solo per imparare l&#8217;italiano. Siete venuti qui anche per incontrarvi con la testimonianza di santit\u00e0 di san Francesco, un santo che ha superato i confini non solo della Chiesa cattolica ma dello stesso cristianesimo. <BR><BR>Tutti, ovunque nel mondo, e a qualsiasi fede appartengano, onorano san Francesco e lo guardano come un esempio di amore senza confini, come esempio di una fraternit\u00e0 che abbraccia tutti. San Francesco resta una luce che ci aiuta a comprendere la centralit\u00e0 del Vangelo nella nostra vita e l&#8217;urgenza di metterlo in pratica. <BR>Per voi cari fratelli e sorelle \u00e8 anche qualcosa in pi\u00f9. Potrei dire che \u00e8 il protettore del corso di italiano che state facendo a Terni. Voi sapete che al suo tempo nelle chiese si recitavano le preghiere in latino, si leggeva il Vangelo in latino. Ma la gente non lo capiva pi\u00f9. San Francesco che aveva compreso la centralit\u00e0 del Vangelo per s\u00e9 e anche per la gente pens\u00f2 che era necessario trovare il modo per farlo conoscere a tutti. E cosa fece? Impar\u00f2 a memoria il Vangelo in italiano e si mise a recitarlo nelle strade di Assisi e delle citt\u00e0 vicine. Potremmo dire che fu il primo a proclamare il Vangelo in italiano, qui in Italia. E in tanti al sentire la parola evangelica cambiavano la loro vita. E&#8217; il protettore di questo corso di lingua italiana, ma soprattutto \u00e8 colui che ci ricorda la centralit\u00e0 del Vangelo per la nostra vita e per quella del mondo: il Vangelo, infatti, cambia il cuore e la vita. S\u00ec, dobbiamo ascoltarlo e metterlo in pratica. E vedremo il mondo cambiare. Ascoltiamo il Vangelo e il mondo si aprir\u00e0 all&#8217;amore. <BR>Il mondo infatti sembra essere sempre pi\u00f9 senza amore. Le parole del profeta Michea che abbiamo ascoltato si possono applicare alla situazione drammatica che il mondo sta vivendo. Molti di voi vengono da paesi lacerati dalla guerra, dalla fame, dalla violenza, dalla malattia. E forse qualcuno di voi ha anche visto la disperazione delle mogli a cui \u00e8 stato ucciso il marito, o il pianto delle mamme che non sanno come sfamare i figli, o la disperazione dei bambini che hanno perso il padre e la madre. Quanti nel mondo oggi potrebbero ripetere le parole riportate dal profeta: &#8220;Siamo del tutto rovinati!&#8221; Sono rovinate famiglie intere e singoli individui; talora sono rovinati interi paesi e anche continenti. Penso ad esempio all&#8217;Africa, abbandonata o anche a paesi dell&#8217;estremo oriente. <BR><BR>Ma il Signore non abbandona il mondo ad un destino violento e triste. E per questo continua a suscitare uomini e donne che siano luce di speranza e di amore a tutti e particolarmente a chi \u00e8 pi\u00f9 colpito dalle disgrazie. Noi oggi siamo qui accanto a San Francesco per apprendere da lui come essere luce e sale del mondo, come essere uomini e donne che sanno amare mentre cresce la violenza, che sanno avere compassione di tutti mentre si sviluppano odio e inimicizie. C&#8217;\u00e8 bisogno che in questo nostro mondo torni la testimonianza di san Francesco, che ci siano uomini e donne che vivano il Vangelo. Egli lo ha seguito a tal punto che di lui si pu\u00f2 dire quel che il profeta diceva del servo di Javh\u00e9: &#8220;Ecco il mio servo che io ho scelto, il mio prediletto nel quale mi sono compiaciuto. Porr\u00f2 il mio spirito sopra di lui e annunzier\u00e0 la giustizia alle genti\u2026nel suo nome spereranno le genti&#8221;. Queste parole l&#8217;evangelista Matteo le applica a Ges\u00f9. E&#8217; lui infatti che, come scrive Paolo: &#8220;non ha considerato un tesoro geloso l&#8217;essere uguale a Dio; ma spogli\u00f2 se stesso assumendo la condizione di servo&#8221; per servire tutti, per amare tutti. E chiunque segue Ges\u00f9, come ha fatto Francesco, diviene fratello e sorella di tutti, servo e serva di tutti.<BR><BR>Francesco era figlio di una famiglia ricca e si converte nel cuore della guerra. Il suo era un mondo ricco e bellicoso. C&#8217;era in quel tempo un conflitto tra Perugia ed Assisi: era un mondo diviso da rivalit\u00e0 sanguinose. San Francesco and\u00f2 a combattere ma cadde ferito e fin\u00ec in carcere. Qui cominci\u00f2 la sua conversione. Ascolt\u00f2 il Vangelo e cambi\u00f2 vita. Scrivono le Fonti: &#8220;Fu liberato dalla prigione poco tempo dopo e divenne pi\u00f9 compassionevole con i bisognosi&#8221;. Qui si usa la parola &#8220;compassione&#8221;, che \u00e8 chiave nei Vangeli per definire l&#8217;atteggiamento di Ges\u00f9. Ges\u00f9 infatti \u00e8 il compassionevole. E la compassione, che \u00e8 amore profondo e appassionato, vince l&#8217;egocentrismo, la pigrizia e l&#8217;indifferenza. <BR><BR>Un esempio lo abbiamo nell&#8217;episodio del lebbroso. Francesco, uscito da Assisi, vede un lebbroso. All&#8217;inizio prova ribrezzo, come tutti avevano. Ricorda per\u00f2 quanto scrive il Vangelo a proposito dell&#8217;atteggiamento di Ges\u00f9 verso i lebbrosi. Si ferma, scende da cavallo, va verso il lebbroso lo abbraccia e lo bacia. Il Vangelo aveva reso forte Francesco: il suo cuore si commosse, vinse il ribrezzo e da distante che era divenne fratello del lebbroso. Commentando questo fatto Francesco disse: &#8220;Da quel momento quel che mi pareva amaro divenne dolce&#8221;.&nbsp; Il vangelo aveva cambiato il gusto della vita per Francesco. E divenne santo. <BR>Cari fratelli e care sorelle, l&#8217;esempio di San Francesco ci spinga ad ascoltare e a mettere in pratica il Vangelo ogni giorno. In questi mesi voi starete a Terni a studiare la lingua italiana, poi andrete a Roma per altri studi ben pi\u00f9 importanti. Ma non dimenticate Francesco e il suo amore per il Vangelo. Anzi, soprattutto lasciatevi toccare il cuore dal Vangelo, e lasciatevi aprire la mente al mondo intero. E&#8217; facile per ciascun o di noi rinchiudersi in se stesso, magari pensando che basta fare quel che gli viene chiesto. No, non basta. Dobbiamo allargare il cuore all&#8217;ascolto della Parola di Dio per amore tutti, particolarmente i poveri; altrimenti corriamo il rischio di vivere senza cuore; di vivere pensando solo a noi stessi e alle nostre cose, al nostro paese, alla nostra etnia. Qui a Terni e poi a Roma e ovunque vi recherete, il Vangelo sia sempre la luce che illumina i vostri occhi e la fiamma che scalda il vostro cuore. San Francesco ci stia davanti per essere uomini e donne del Vangelo, uomini e donne di compassione e di amore. S\u00ec, ascoltiamo il Vangelo e il mondo si aprir\u00e0 all&#8217;amore. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari sacerdoti, care sorelle,siamo venuti pellegrini ad Assisi per stringerci attorno a san Francesco, a questo discepolo di Ges\u00f9 che ha vissuto il Vangelo alla lettera, senza aggiunte. E&#8217; un grande dono per noi tutti essere venuti qui accanto alla tomba di Francesco. 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