{"id":16588,"date":"2004-05-23T00:00:00","date_gmt":"2004-05-23T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/ascensione-del-signore.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"ascensione-del-signore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ascensione-del-signore.html","title":{"rendered":"Ascensione del Signore"},"content":{"rendered":"<p><P>E&#8217; la domenica dell&#8217;Ascensione. La liturgia ci annuncia&nbsp; questo mistero con le parole dell&#8217;evangelo di Luca (24, 50-53). Ges\u00f9, dopo aver dato le ultime istruzioni agli apostoli radunati nel cenacolo, esce con loro verso Betania e sale sino al monte degli ulivi. Giunto sulla cima, benedice i discepoli, si stacca da loro e sale verso il cielo. La narrazione si sviluppa in appena tre versetti, eppure questo episodio rappresenta un momento cruciale per la vita di Ges\u00f9 e per la storia dei discepoli. Luca lo narra due volte. La prima per chiudere il suo Vangelo e la seconda per aprire il libro degli Atti degli Apostoli (\u00e8 la prima lettura della santa liturgia di oggi). L&#8217;autore sembra voler dire che l&#8217;Ascensione, se da una parte indica la chiusura della vita pubblica di Ges\u00f9 con il suo salire al cielo, dall&#8217;altra vuol significare una sua presenza pi\u00f9 profonda nella vita dei discepoli tanto da essere l&#8217;inizio, quasi il fondamento, di tutta la storia seguente della Chiesa. <\/P><br \/>\n<P>Cosa vuol dire salire al cielo? Vuol dire andare pi\u00f9 in alto della vita degli uomini sino a giungere alla presenza di Dio. Nella Lettera agli Ebrei si descrive questo mistero: &#8220;Cristo non \u00e8 entrato in un santuario fatto da mani d&#8217;uomo, ma nel cielo stesso, allo scopo di presentarsi ora al cospetto di Dio in nostro favore&#8221; (Eb 9, 24). Ges\u00f9 \u00e8 salito nel santuario del cielo, appunto un santuario non fatto da mani d&#8217;uomo, e di cui le nostre chiese sono un pallido segno. Eppure ogni volta che noi celebriamo la santa liturgia siamo come coinvolti nel mistero stesso dell\u2019Ascensione. Ogni domenica, quando entriamo nelle nostre chiese, siamo forse accolti alla&nbsp; presenza di Dio. E viviamo assieme a Ges\u00f9 il mistero dell&#8217;ascensione: dall\u2019ambone, come dal monte, egli ci parla e ci benedice. L\u2019ascesa di Ges\u00f9 al cielo non vuol dire che egli si sia allontanato dai discepoli. Significa che egli ha raggiunto il Padre e si \u00e8 assiso accanto a lui nella gloria. Ascendere perci\u00f2 vuol dire entrare in un rapporto definitivo con Dio. E quando si dice che \u00e8 salito \u201cin alto\u201d si vuol dire che Ges\u00f9 \u00e8 presente ovunque: come il cielo copre e avvolge la terra cos\u00ec il Signore, ascendendo al cielo, copre e avvolge tutta la terra. Insomma, ascendendo al cielo, Ges\u00f9 avvolge e copre con la sua presenza e il suo amore tutta la terra. Non \u00e8, quindi, un allontanarsi. Al contrario, \u00e8 un avvicinarsi a tutti gli uomini della terra per stare accanto ad ognuno. Ecco perch\u00e9 l\u2019evangelista Luca scrive che &#8220;dopo averlo adorato, i discepoli tornarono a Gerusalemme con grande gioia&#8221;. Com&#8217;\u00e8 possibile gioire mentre il Signore si allontana? Gli apostoli gioiscono perch\u00e9 hanno compreso che quella separazione realizza una nuova presenza di Ges\u00f9 in tutta la terra. Compresero che il Signore era ormai definitivamente accanto a loro con la sua Parola e con il suo Spirito; una vicinanza certo pi\u00f9 misteriosa, ma forse ancor pi\u00f9 reale di prima. Senza dubbio sono tornate loro in&nbsp; mente le parole che avevano sentito da Ges\u00f9: &#8220;Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro&#8221; (Mt 18,20). In quel giorno dell&#8217;ascensione le compresero fino in fondo: in qualunque parte della terra, in qualunque epoca, in qualunque ora, si sarebbero radunati assieme due o pi\u00f9 discepoli del Signore, Egli sarebbe stato in mezzo a loro. Da quel momento in poi la presenza di Ges\u00f9 sarebbe stata ancor pi\u00f9 larga nello spazio e nel tempo; per sempre avrebbe accompagnato i discepoli, dovunque e comunque. Di qui il motivo della grande gioia. Nessuno al mondo avrebbe ormai potuto allontanare Ges\u00f9 dalla loro vita. Questa gioia dei discepoli, \u00e8 ora la nostra gioia.<\/P><br \/>\n<P>Nella santa liturgia, accade a noi quello che avvenne per loro. I due angeli possiamo paragonarli alle Sante Scritture, all&#8217;Antico e al Nuovo Testamento. Esse ci vengono incontro mentre stiamo con la testa a fissare il cielo del nostro egoismo, dei nostri sogni, delle nostre fantasie. No, non \u00e8 questo il cielo che dobbiamo guardare. &#8220;Uomini di Galilea, perch\u00e9 state a guardare il cielo?&#8221;. Potremmo sentirci dire: &#8220;Uomini e donne di oggi, perch\u00e9 state a guardare il vostro cielo?&#8221;.&nbsp; E\u2019 la domanda che le Scritture ci rivolgono ogni domenica, per rompere i&nbsp; confini ristretti dei \u201cnostri\u201d cieli. Quello in cui Ges\u00f9 \u00e8 salito \u00e8 un cielo molto pi\u00f9 largo: \u00e8 ampio come il mondo ed \u00e8 profondo come il cuore degli uomini. Il cielo in cui Ges\u00f9 \u00e8 salito \u00e8 il cielo che avvolge il volto dei deboli, \u00e8 il cielo che sta nelle terre martoriate dalla guerra, \u00e8 il cielo che copre il letto ove giace il malato, la piazza e la strada ove vivono i senza tetto. Questi, e tanti altri, sono i cieli che gli angeli ci invitano a contemplare. S\u00ec, dobbiamo abbandonare i nostri cieli, quelli ristretti del nostro io, per guardare il cielo largo e profondo di Dio. Nel giorno dell&#8217;ascensione il Signore Ges\u00f9 ci dona la grazia di salire in alto assieme con lui&nbsp; perch\u00e9 possiamo avvicinarci di pi\u00f9 a Dio e agli uomini.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; la domenica dell&#8217;Ascensione. La liturgia ci annuncia&nbsp; questo mistero con le parole dell&#8217;evangelo di Luca (24, 50-53). Ges\u00f9, dopo aver dato le ultime istruzioni agli apostoli radunati nel cenacolo, esce con loro verso Betania e sale sino al monte degli ulivi. 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