{"id":16587,"date":"2004-05-22T00:00:00","date_gmt":"2004-05-22T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/edificazione-a-santuario-di-san-francesco.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"edificazione-a-santuario-di-san-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/edificazione-a-santuario-di-san-francesco.html","title":{"rendered":"Edificazione a santuario di San Francesco"},"content":{"rendered":"<p><P>Autorit\u00e0, carissimi frati, cari salesiani, care sorelle e fratelli tutti,<\/P><br \/>\n<P>\u00e8 un giorno di festa per questa parrocchia di san Francesco, che vede la sua chiesa proclamata santuario. I padri salesiani l\u2019hanno voluto con determinazione ed io volentieri ho accolto la loro richiesta e li ringrazio per il lavoro pastorale che da decenni svolgono a Terni. Ringrazio di cuore, inoltre, i frati del Sacro Convento per aver portato in questa occasione alcune preziose reliquie di San Francesco: esse ci aiutano a rivivere i giorni lontani della presenza del giovane assisiate a Terni. Quanto avrei desiderato essere presente anch\u2019io a Terni nei giorni in cui veniva san Francesco! Come alcuni di voi ricordano, volli, al termine della mia consacrazione episcopale, ricordare l\u2019incontro tra il nuovo vescovo di Terni, Rainero, e Francesco. Scrivono le Fonti: \u201cAvendo Francesco predicato al popolo di Terni in una piazza della citt\u00e0, finito il discorso, il vescovo, uomo prudente e di viva spiritualit\u00e0, si alz\u00f2 e disse alla gente: \u2018Il Signore, fin da quando piant\u00f2 e costru\u00ec la sua Chiesa, sempre la illumin\u00f2 con santi uomini, che l\u2019hanno onorata con le parole e con l\u2019esempio. E ai nostri tempi, la rende luminosa per mezzo di questo poverello, Francesco. Per questo siete obbligati ad amare il Signore, a onorarlo, a sfuggire i peccati: invero, Dio non ha fatto una cosa simile per nessun altra nazione\u201d(Fonti, n.1731). Il vescovo volle entrare con lui in cattedrale. La scena \u00e8 stata ripresa nel ciclo pittorico di Di Stasio nella chiesa di Valenza. Non era solo una vicinanza fisica. Rainero voleva significare che il suo ministero pastorale era segnato dalla testimonianza di Francesco. S\u00ec, voleva che la sua chiesa diocesana, che riprendeva vita dopo una lunga parentesi, fosse segnata dallo stile di vita di Francesco. <\/P><br \/>\n<P>Ebbene, care sorelle e cari fratelli, vorrei che la dichiarazione della Chiesa di San Francesco come santuario, in certo modo, significasse per l\u2019intera Chiesa diocesana il segno di una sua rinascita secondo lo spirito di Francesco. Vorrei far mie le parole di Rainero e dire ancora a me stesso e a voi tutti: \u201cSiamo obbligati ad amare Dio e a onorarlo, perch\u00e9 Egli non ha fatto una cosa simile per nessuna nazione\u201d. S\u00ec, il fatto che questo terra, che questo luogo ha ricevuto la predicazione di Francesco di Assisi, \u00e8 certamente una gloria, ma \u00e8 anche un impegno. Quante Chiese desidererebbero tale privilegio! Sapete che il vescovo Rainero, dopo questo incontro \u2013 era il 1218 \u2013 espresse a Francesco il desiderio che stabilisse una sua dimora nella citt\u00e0. E Francesco si ritir\u00f2 \u201cfra i campi e orti che si estendevano a ovest della citt\u00e0 in una delle plaghe allora pi\u00f9 tranquille e deserte, presso la cinta delle mura urbane, il palazzo dei papi e la contrada che poi assunse il nome dei Camporeali\u201d. E qui Francesco fece costruire alcune capanne per i suoi frati. Fu subito considerato come un santuario sino alla costruzione dell\u2019attuale chiesa edificata sull\u2019esempio della Basilica Superiore di Assisi, come a voler imitare anche architettonicamente la testimonianza di San Francesco. E non \u00e8 senza significato che la proclamazione di questa chiesa a santuario coincida con il 750\u00b0 anniversario della fondazione della Basilica Superiore. Sono tutte circostanze che stanno ad indicare la singolarit\u00e0 di questo evento che vorrei segnasse l\u2019intera citt\u00e0 di Terni. <\/P><br \/>\n<P>S\u00ec, vorrei che tutta Terni si impregnasse dello spirito di san Francesco. Non si tratta di cogliere un devozionismo di maniera, bens\u00ec di una fermento evangelico di cui ciascuno di noi e il mondo intero ha bisogno. Il mondo ha bisogno che Francesco torni. E torni presto. Davanti ai nostri occhi c\u2019\u00e8 un mondo che sprofonda sempre pi\u00f9 velocemente verso l\u2019abisso. Si diffondono con incredibile facilit\u00e0 guerre e conflitti, mentre cresce in arrestato un clima di violenza e di odio, di intolleranza e di sopraffazione. L\u2019intera societ\u00e0 sta diventando pi\u00f9 egoista e pi\u00f9 violenta. E i cuori degli uomini sembrano incrudelirsi. C\u2019\u00e8 bisogno di Francesco. C\u2019\u00e8 bisogno che questa nostra citt\u00e0 viva ancor pi\u00f9 con lo spirito di questo singolare discepolo di Ges\u00f9. Egli messo in pratica alla lettera il Vangelo e ha indicato a tutti la strada della vita: quella della preghiera, dell\u2019amore, dell\u2019incontro, del dialogo e del confronto. <\/P><br \/>\n<P>Lo vedo tornare, oggi, in mezzo a noi. S\u00ec, lo vedo entrare in questo santuario e ascoltare anche lui il Vangelo dell\u2019Ascensione di Ges\u00f9 al cielo. Francesco comprende che l\u2019ascensione significa che Ges\u00f9 \u00e8 salito pi\u00f9 in alto e ha raggiunto il cuore stesso Dio. Scrive la Lettera agli Ebrei: &#8220;Cristo non \u00e8 entrato in un santuario fatto da mani d&#8217;uomo, ma nel cielo stesso, allo scopo di presentarsi ora al cospetto di Dio in nostro favore&#8221; (Eb 9, 24). E Francesco comprende che l\u2019ascesa di Ges\u00f9 al cielo non vuol dire allontanamento. Ascendendo al cielo, Ges\u00f9 raggiunge Dio e nello stesso tempo avvolge con la sua presenza tutta la terra, appunto come il cielo circonda la terra. Non \u00e8, quindi, un allontanarsi. Al contrario, \u00e8 un avvicinarsi a tutti gli uomini per stare accanto ad ognuno. Ecco perch\u00e9 l\u2019evangelista scrive che &#8220;dopo averlo adorato, i discepoli tornarono a Gerusalemme con grande gioia&#8221;. Com&#8217;\u00e8 possibile gioire mentre il Signore si allontana? Gli apostoli gioiscono perch\u00e9 avevano compreso che quella separazione avrebbe realizzato una nuova presenza di Ges\u00f9 in tutta la terra. Compresero cio\u00e8 che il Signore era ormai definitivamente accanto a loro con la sua Parola e con il suo Spirito; una vicinanza certo pi\u00f9 misteriosa, ma forse ancor pi\u00f9 reale di prima. Senza dubbio tornarono loro in&nbsp; mente le parole che avevano sentito da Ges\u00f9: &#8220;Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro&#8221; (Mt 18,20). In quel giorno dell&#8217;ascensione le compresero fino in fondo: in qualunque parte della terra, in qualunque epoca si sarebbero radunati assieme due o pi\u00f9 discepoli del Signore, Egli sarebbe stato in mezzo a loro. Di qui il motivo della grande gioia. Nessuno al mondo avrebbe ormai potuto allontanare Ges\u00f9 dalla loro vita. <\/P><br \/>\n<P>Questa gioia dei discepoli, era la gioia di Francesco: \u00e8 la perfetta letizia. S\u00ec, la gioia di Francesco \u00e8 l\u2019amore. E\u2019 a dire che Francesco gioisce quando abbraccia il lebbroso mentre tutti li allontanavano; gioisce quando va dal Sultano a Damietta forte solo del suo cuore e della sua parola mentre tutti gli altri andavano con le armi per uccidere; gioisce quando sente amore per tutti gli uomini, anzi per tutte le creature. Con questa gioia nel cuore vorrei che crescesse la nostra comunit\u00e0 diocesana e questa stessa nostra citt\u00e0. Questa chiesa, divenuta santuario, sia per noi e per tutti quelli che qui verranno a pregare come il paradiso, il santuario del cielo. Entrando qui significa entrare un po\u2019 nel cielo, ascendere nella dimora di Dio. E Francesco torna come quegli angeli che ci ripetono: &#8220;Uomini di Galilea, perch\u00e9 state a guardare il cielo?&#8221; ossia: &#8220;Uomini e donne di Terni, perch\u00e9 state a guardare il vostro cielo?&#8221; il cielo dei vostri egoismi, dei vostri affari, dei vostri ristretti orizzonti? Alzate lo sguardo e guardate il cielo di Dio: \u00e8 ampio come il mondo ed \u00e8 profondo come il cuore degli uomini. Qui Ges\u00f9 \u00e8 salito. E\u2019 il cielo che avvolge i deboli, \u00e8 il cielo che sta nelle terre martoriate dalla guerra, \u00e8 il cielo che copre il letto ove giace il malato, \u00e8 il cielo che copre la piazza e la strada ove vivono i senza tetto. Questi, e tanti altri, sono i cieli che Francesco ci invita a contemplare e a percorrere. E\u2019 la nostra ascensione. S\u00ec, abbandoniamo i nostri cieli, quelli ristretti del nostro io, per entrare nel cielo largo e profondo di Dio e degli uomini. <BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autorit\u00e0, carissimi frati, cari salesiani, care sorelle e fratelli tutti, \u00e8 un giorno di festa per questa parrocchia di san Francesco, che vede la sua chiesa proclamata santuario. 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