{"id":16583,"date":"2001-05-03T00:00:00","date_gmt":"2001-05-03T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/san-giovenale-2001.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:35","slug":"san-giovenale-2001","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/san-giovenale-2001.html","title":{"rendered":"San Giovenale 2001"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">sono particolarmente lieto di fare festa oggi attorno a San Giovenale. E\u2019 la seconda festa per me. E\u2019 passato esattamente un anno dal mio ingresso a Narni. Ma sono secoli che i cittadini di Narni, il 3 maggio, si ritrovano attorno a questa memoria. E non \u00e8 un superficiale ritorno al passato. In questa festa che torna ogni anno, c\u2019\u00e8 un motivo pi\u00f9 profondo, anche se non sempre ne siamo coscienti. E il motivo \u00e8 questo: apprendere da questo vescovo come vivere, come amare e come difendere questa citt\u00e0. Tutti in fondo sentiamo che allontanarsi da questa memoria significherebbe rendere la vita di Narni meno bella. Non basta ovviamente fermarsi a festeggiamenti esteriori per cogliere la ricchezza e la forza che emana da questo santo vescovo e martire. Questa festa che torna ogni anno ci lega a lui e alla sua passione di annunciare il Vangelo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Giovenale, come sapete, \u00e8 venuto da lontano, dall\u2019Africa del Nord, ed \u00e8 stato consacrato vescovo per questa citt\u00e0 divenendone anche difensore. Non era di Narni, eppure \u00e8 stato pi\u00f9 che un padre per questa citt\u00e0. Giovenale, non solo a parole ma con la sua stessa vita, ci mostra che i legami veri, quelli che restano, nonostante il passare del tempo, sono i legami che nascono dall\u2019amore e dalla passione perch\u00e9 tutti siano felici. Giovenale ha annunciato il Vangelo in questa nostra terra e l\u2019ha cambiata. S\u00ec, egli, attraverso il Vangelo, ha cambiato il cuore dei narnesi, e ha fatto di gente dispersa e spesso litigiosa una comunit\u00e0 di uomini e di donne che vivessero insieme edificando cos\u00ec una citt\u00e0 aperta e ospitale. Giovenale ha fondato e difeso Narni solo con il Vangelo. Sapeva bene infatti che solo questo piccolo libro avrebbe reso liberi gli uomini e le donne di Narni dalla schiavit\u00f9 degli idoli, dall\u2019impero dell\u2019amore solo per se stessi, dall\u2019oppressione dell\u2019odio e della violenza. Per questo non cedette alle pressioni per rinnegare il suo Signore. L\u2019amore per Ges\u00f9, l\u2019amore per il Vangelo, l\u2019amore per Narni lo resero forte contro il male e la violenza. S\u00ec, Giovenale divenne pi\u00f9 forte dell\u2019odio e dell\u2019inimicizia. Abbiamo bisogno di questo amore, anche perch\u00e9 la violenza \u00e8 alle porte della nostra citt\u00e0, \u00e8 dentro le nostre mura, ed \u00e8 facile lasciarsi travolgere nella sua triste spirale. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt\">Il Signore Ges\u00f9, nel Vangelo che abbiamo ascoltato, continua a dirci: \u201cVi do un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni gli altri; come io ho amato voi, cos\u00ec voi amatevi gli uni gli altri\u201d. Sono parole che se ascoltate cambiano la faccia di Narni. Ascoltiamole, perci\u00f2, fratelli e sorelle, e Narni risplender\u00e0 di luce nuova, la luce dell\u2019amore! A che serve una citt\u00e0 posta in alto come Narni, se \u00e8 buia d\u2019amore? A che serve rinchiudersi nella rocca del proprio egoismo? E Se la rocca non si apre, \u00e8 inutile; se non \u00e8 illuminata dall\u2019amore, non serve a nulla. Volentieri continuo a ricevere in doni i ceri, sia quelli donati dai diversi castelli che quelli donati delle parrocchie. Ogni comunit\u00e0 consegna un cero, secondo la sua misura. E\u2019 un cero spento. E sar\u00e0 acceso davanti al nostro santo Patrono. S\u00ec, dobbiamo portare qui i nostri cuori, la nostra vita, e lasciare che il Vangelo li accenda, che la forza dell\u2019amore li bruci. Sia Narni una citt\u00e0 che brucia d\u2019amore! Sia una citt\u00e0 con un cuore pi\u00f9 largo, pi\u00f9 generoso! Sia una citt\u00e0 come lampada d\u2019amore accesa sul monte! <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt\">L\u2019anno che abbiamo trascorso \u00e8 stato l\u2019anno del Giubileo. Lo abbiamo vissuto con gioia assieme a tanti altri fratelli e sorelle di Terni e di Amelia. Con loro abbiamo gioito nei diversi avvenimenti comuni. La consegna del Vangelo di Luca ad ogni persona della diocesi \u00e8 stato un avvenimento di rara intensit\u00e0 spirituale. Sono certo, care sorelle e fratelli, che quella seminagione porter\u00e0 frutti oltre le nostre attese. Sia che abbiamo vegliato, sia che ci siamo lasciati prendere dal sonno, quel seme germoglier\u00e0. E i frutti li vediamo gi\u00e0 in mezzo a noi. Certo, non sono mancate in questo anno difficolt\u00e0 e momenti difficili. Il Signore per\u00f2 non ci ha fatto mai mancare il Suo aiuto. Ricordo le apprensioni per qualche stabilimento industriale che avrebbe dovuto chiudere i battenti e che per grazia di Dio non \u00e8 stato chiuso. E poi i drammatici giorni del terremoto con l\u2019epicentro proprio a Narni. Anche questa volta abbiamo potuto sperimentare la solidariet\u00e0 di tanti che ci sono stati vicini. Di tutto ringraziamo il Signore.<\/P>Si apre ora davanti a noi un futuro nuovo; un futuro che riguarda sia la vita civile che quella religiosa della nostra citt\u00e0. Come prendere il largo? Come andare nel mare aperto del nuovo secolo? Come far risplendere Narni ancor pi\u00f9? Molti impegni stanno davanti a noi e dovremmo perseguirli. Ma c\u2019\u00e8 una indicazione di fondo che ultimamente ho dato a tutta la diocesi e che per la prima volta accennai proprio qui a Narni nel giorno di san Giovenale dello scorso anno. Quel giorno \u2013 lo ricordo molto bene &#8211; vi dissi che la domenica doveva diventare il centro della nostra vita e della vita di Narni. L\u2019Eucarestia domenicale, infatti, \u00e8 il cantiere ove tutti siamo chiamati a costruire l\u2019amore e la solidariet\u00e0, ossia il futuro di Narni. S\u00ec, nella domenica, tutti diventiamo operai dell\u2019amore e di una festa nuova. La domenica non sia un giorno di evasione, ma di gioia. Ogni domenica \u00e8 Pasqua, e tutti siamo salvati da una vita triste e un po\u2019 grigia. Quando ci raduniamo assieme per la Messa la mente ci viene aperta, il cuore riceve un\u2019energia nuova, le membra sono irrobustite, e tutti possiamo rallegrarci perch\u00e9 nessuno \u00e8 pi\u00f9 solo. Ecco perch\u00e9 la domenica salva la nostra vita, salva la vita di Narni, salva la vita delle nostre comunit\u00e0. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; sono particolarmente lieto di fare festa oggi attorno a San Giovenale. E\u2019 la seconda festa per me. E\u2019 passato esattamente un anno dal mio ingresso a Narni. Ma sono secoli che i cittadini di Narni, il 3 maggio, si ritrovano attorno a questa memoria. 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