{"id":16577,"date":"2004-04-08T00:00:00","date_gmt":"2004-04-08T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-in-coena-domini.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"messa-in-coena-domini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-in-coena-domini.html","title":{"rendered":"Messa in Coena Domini"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 6pt 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent2 style=\"MARGIN: 6pt 0cm 0pt\">con questa celebrazione iniziano i tre giorni santi nei quali l\u2019amore del Signore raggiunge il suo culmine. Mai nella storia umana un uomo ha amato in modo cos\u00ec totale sino a dare la sua stessa vita per gli amici e persino per i nemici. Abbiamo ascoltato dal Vangelo di Giovanni: \u201cGes\u00f9, sapendo che era giunta la sua ora\u2026dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li am\u00f2 sino alla fine\u201d. Li am\u00f2 non solo sino all\u2019ultimo momento della sua vita, ma sino all\u2019ultima goccia del suo sangue. Giovanni, narrando la morte di Ges\u00f9, nota che dal cuore squarciato usc\u00ec \u201csangue ed acqua\u201d; neppure una goccia Ges\u00f9 ha trattenuto per s\u00e9. Ecco chi sta davanti ai nostri occhi questa sera. E se di fronte a tanto amore sentiamo almeno un po\u2019 di commozione, ringraziamo Dio, vuol dire che stiamo movendo i primi passi verso la comprensione di Ges\u00f9. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 6pt 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: normal\">Abbiamo ascoltato dalla prima Lettera di san Paolo ai Corinzi che Ges\u00f9,&nbsp; mentre stava a tavola con i Dodici, prese il pane e lo distribu\u00ec dicendo: \u201cQuesto \u00e8 il mio corpo spezzato per voi\u201d. La stessa cosa fece con il calice: \u201cQuesto \u00e8 il mio sangue, sparso per voi\u201d. Sono le parole che ripeteremo tra poco sull\u2019altare e sar\u00e0 lo stesso Signore ad invitare ciascuno di noi a nutrirsi del pane e del vino consacrati. Ges\u00f9 ha \u201cinventato\u201d l\u2019impossibile (del resto l\u2019amore vero non sa creare cose impossibili?) per restarci accanto, per esserci vicino. Non solo vicino, addirittura dentro: si fa cibo per diventare carne della nostra carne. Quel pane e quel vino sono il nutrimento disceso dal cielo per noi, uomini e donne pellegrini per le vie di questo mondo: curano le malattie, liberano dai peccati, sollevano dall\u2019angoscia, liberano dalla tristezza. Non solo. Rendono simili a Ges\u00f9, aiutano a vivere come lui viveva, a desiderare le cose che lui desiderava; fanno sorgere in noi che li riceviamo sentimenti di bont\u00e0, di servizio, di affetto, di tenerezza, di amore, di perdono. Appunto, i sentimenti di Ges\u00f9. La scena evangelica della lavanda dei piedi che questa sera ci \u00e8 stata annunciata, continua a mostrare che cosa significa per Ges\u00f9 essere pane spezzato e vino versato per noi e per tutti. A cena inoltrata Ges\u00f9 si alza da tavola, depone le vesti e si cinge i fianchi con un asciugatoio, poi prende un bacile con dell\u2019acqua e si mette a lavare i piedi a tutti i discepoli, anche a Giuda che sta per tradirlo. Pietro, appena lo vede avvicinarsi, reagisce: \u201cSignore, tu lavi i piedi a me?\u201d Povero Pietro, non ha ancora capito nulla! Anzi, pretende di capire pi\u00f9 di Ges\u00f9. Come del resto facciamo spesso anche noi quando pretendiamo di avere l\u2019ultima parola persino di fronte a Dio; parliamo, pensiamo, e non ascoltiamo, non crediamo. Siamo convinti di capire meglio del Vangelo e continuiamo a vivere seguendo noi stessi. \u00c8 facile credersi maestri di se stessi. L\u2019orgoglio, insieme alla rassegnazione, mettono in continuazione a tacere il Vangelo. Ma di fronte al Vangelo e al Signore il discepolo \u00e8 chiamato innanzitutto a credere prima ancora che a capire. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 6pt 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: normal\">Ges\u00f9, infatti, spiega: \u201cChi \u00e8 pi\u00f9 grande, chi sta a tavola o chi serve? Non \u00e8 forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come uno che serve\u201d. Ecco ci\u00f2 che contraddistingue il nostro Dio, ecco ci\u00f2 che deve contraddistinguere la vita dei discepoli: abbassarsi, umiliarsi per servire a amare. Non si tratta di essere servili, ma servi. \u00c8 facile essere servili, soprattutto di fronte a chi crediamo superiore a noi. Ben altra cosa \u00e8 servire. Si tratta di vivere un amore senza misure, che sa andare incontro agli altri, perdonare, aiutare, avere piet\u00e0 e compassione. Noi viviamo in un mondo rassegnato, che mette troppe misure all\u2019amore, in cui sembra impossibile amarsi, amare soprattutto i diversi, quelli di un altro popolo, di un\u2019altra etnia, o semplicemente anche di un\u2019altra idea o di un altro carattere. Da qui nascono e si moltiplicano gli odi, le inimicizie, persino le guerre. I cristiani, cari fratelli, non possono accettare la logica dei maestri e dei padroni, che si impongono con la forza sugli altri, e tanto meno la logica della spada. Ges\u00f9 ce ne ha dato un chiaro esempio durante la sua passione. Purtroppo l\u2019incapacit\u00e0 ad amare, a umiliarsi, ad abbassarsi, contraddistingue spesso anche la nostra vita. Ma noi non abbiamo altra legge, quella dell\u2019amore per tutti a partire dai pi\u00f9 deboli, come amava dire Papa Giovanni. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 6pt 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: normal\">Questo significa la lavanda dei piedi. E\u2019 l\u2019ultima grande lezione di Ges\u00f9 da vivo: \u201cSapete ci\u00f2 che vi ho fatto? &#8211; dice alla fine della lavanda &#8211; Voi mi chiamate Maestro e Signore, e dite bene, perch\u00e9 lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato l\u2019esempio perch\u00e9 come ho fatto io, facciate anche voi\u201d. Il mondo educa a stare in piedi ed esorta tutti a restarci, ossia ciascuno a difendere se stesso. Il Vangelo del Gioved\u00ec Santo esorta i discepoli a chinarsi e a lavarsi i piedi gli uni gli altri. E\u2019 un comando nuovo. Non lo troviamo nelle tradizioni umane, tutte solidamente contrarie. Tale comando viene da Dio; ed \u00e8 un grande dono che questa sera ci vien fatto. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 6pt 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: normal\">Nella santa Liturgia di questa sera la lavanda dei piedi \u00e8 solo un segno, una indicazione della via da seguire: lavarci i piedi gli uni gli altri significa essere attenti anzitutto ai pi\u00f9 deboli, ai malati, agli anziani, ai carcerati, ai pi\u00f9 poveri, ai pi\u00f9 indifesi. Il Gioved\u00ec Santo ci insegna come vivere e da dove iniziare a vivere: la vita vera non \u00e8 quella di pensare a s\u00e9, ma piegarsi verso i fratelli e le sorelle, iniziando dai pi\u00f9 deboli. E\u2019 una via che viene dal cielo, eppure \u00e8 la via pi\u00f9 umana che possiamo desiderare. Tutti, infatti, abbiamo bisogno di amicizia, di affetto, di comprensione, di accoglienza, di aiuto. Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che si chini verso di noi, come anche noi di chinarci verso i fratelli e le sorelle. Il Gioved\u00ec Santo, \u00e8 davvero un giorno umano: \u00e8 il giorno dell\u2019amore di Ges\u00f9 che scende in basso, sino ai piedi dei suoi amici. E tutti sono suoi amici, anche chi sta per tradirlo. Per Ges\u00f9 nessuno \u00e8 nemico, tutto per lui \u00e8 amore. Lavare i piedi non \u00e8 solo un gesto, \u00e8 un modo di vivere.&nbsp; <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 6pt 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: normal\">Al termine della Liturgia<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 6pt 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: normal\">Terminata la cena, Ges\u00f9 si incammina verso l\u2019orto degli ulivi. Da questo momento non solo si inginocchia sino ai piedi dei discepoli, scende ancora pi\u00f9 in basso, se \u00e8 possibile, per dimostrare il suo amore. Nell\u2019orto degli ulivi si inginocchia ancora, anzi si stende a terra e suda sangue, per il dolore e l\u2019angoscia. Lasciamoci coinvolgere almeno un poco da quest\u2019uomo che ci ama di un amore mai visto sulla terra. E mentre ci fermiamo davanti al \u201csepolcro\u201d, diciamogli il nostro affetto e la nostra amicizia. Quanto sono amare quelle parole che disse ai tre che stavano con lui nell\u2019orto: \u201cCos\u00ec non siete stati capaci di vegliare un\u2019ora sola con me?\u201d Oggi, pi\u00f9 che noi, \u00e8 il Signore ad aver bisogno di compagnia e&nbsp; di affetto. Ascoltiamo la sua implorazione: \u201cL\u2019anima mia \u00e8 triste sino alla morte; restate qui e vegliate con me\u201d. Chiniamoci su di lui e non facciamogli mancare la consolazione della nostra vicinanza. Signore, in quest\u2019ora, non ti daremo il bacio di Giuda, ma come poveri peccatori ci chiniamo ai tuoi piedi e, imitando la Maddalena, continuiamo a baciarli con affetto.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, con questa celebrazione iniziano i tre giorni santi nei quali l\u2019amore del Signore raggiunge il suo culmine. Mai nella storia umana un uomo ha amato in modo cos\u00ec totale sino a dare la sua stessa vita per gli amici e persino per i nemici. 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