{"id":16575,"date":"2004-04-07T00:00:00","date_gmt":"2004-04-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/mercoledi-santo-alle-acciaierie.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"mercoledi-santo-alle-acciaierie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/mercoledi-santo-alle-acciaierie.html","title":{"rendered":"Mercoled\u00ec santo alle acciaierie"},"content":{"rendered":"<p>Oggi sono particolarmente lieto di venire, o meglio di tornare, qui nelle acciaierie per celebrare questa Messa pasquale. La Pasqua di questo anno non \u00e8 come le altre. Il mondo intero, l\u00b4Europa, l\u00b4Italia, tutti stiamo vivendo un momento particolarmente complesso con tratti che spesso sono drammatici. In verit\u00e0 non sono pochi gli anni che ci vedono immersi in tragedie incredibili. Pensate che proprio all\u00b4inizio del mese di aprile di dieci anni fa scoppiava il genocidio in Ruanda con centinaia di migliaia di morti, e poi si sono susseguiti tanti altri conflitti. E\u00b4 giunto poi l\u00b411 settembre a New York, e poi altri attentati in vari paesi del mondo fino a quello dell\u00b411 marzo a Madrid. Nel frattempo la questione irakena si avvia verso una spirale senza fine, quella Israele-palestinese sembra precipitata in un baratro da cui non si sa come uscirne. E cos\u00ec oltre. Intanto cresce ovunque la paura. In Italia si parla di Pasqua blindata. E\u00b4 come se quella pietra pesante che chiudeva il sepolcro non sia stata affatto ribaltata. <BR>E noi? Certo, siamo lontani da questi drammi e tuttavia non ne siamo estranei. Del resto nulla del mondo ci \u00e8 estraneo, anche se volessimo chiudere gli occhi. E\u00b4 bene seguire quel che accade ed \u00e8 importante tenerlo nel cuore. Forse dovremmo fare di pi\u00f9. Io stesso mi chiedo cosa posso o dovrei fare ancora. E dobbiamo comunque dire che anche a Terni stiamo vivendo un difficile momento. Voi ricordate bene i drammatici giorni di gennaio e febbraio per le nostre acciaierie. Siamo riusciti a far valere le ragioni della giustizia e della solidariet\u00e0. E abbiamo costretto a rivedere una decisione ingiusta che sembrava irrevocabile. La coincidenza della festa di San Valentino non \u00e8 stata casuale. Ce lo siamo ripetuti pi\u00f9 volte: un amore forte e solidale, appunto come quello del nostro patrono che via via stiamo riscoprendo, ci ha salvati. Ci siamo trovati tutti pi\u00f9 vicini: Terni \u00e8 diventata per qualche tempo un centro dell\u00b4Umbria, di Roma, dell\u00b4Europa. E abbiamo potuto ottenere risultati davvero insperati. E abbiamo assieme gioito dei frutti derivati da questa ampia e forte solidariet\u00e0. E debbo confidarvi che con noi ha gioito anche il Papa. S\u00ec, \u00e8 stato lieto dei risultati e anche di aver contribuito a raggiungerli. Vogliamo ancora una volta ringraziarlo per il suo amore per le acciaierie di Terni. Non pochi mi hanno chiesto come mai il Papa amasse cos\u00ec tanto gli operai di Terni sino a parlarne in Piazza San Pietro. Io rispondevo che voi gli avete rapito il cuore quando \u00e8 venuto qui. Infatti, non lo ha mai pi\u00f9 dimenticato. Qualcuno ha anche detto che \u00e8 stato eccessivo. Ed \u00e8 vero! E ce n\u00b4era bisogno. <BR>Cari amici, del resto, senza un eccesso di amore, senza un eccesso di solidariet\u00e0 \u00e8 difficile vincere le battaglie. Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci offre una grande lezione. Ges\u00f9 stava in una casa amica, quella di Lazzaro, Marta e Maria. Erano davvero amici di Ges\u00f9 e lui, particolarmente negli ultimi giorni della sua vita quando l\u00b4ostilit\u00e0 aveva ormai superato il livello di guardia, si recava da loro per stare un po\u00b4 in pace. Quella sera avvenne per\u00f2 una cosa assolutamente straordinaria. Maria ad un certo momento della cena si alza, prende un profumo preziosissimo, lo versa sui piedi di Ges\u00f9 e si mette a baciarglieli e ad asciugarglieli con i suoi capelli. Il mormorio \u00e8 generale. Tutti criticano quella donna. Ma la critica \u00e8 diretta anche verso Ges\u00f9 che non si scandalizza di quel gesto tanto che neppure la ferma. Giuda fa l\u00b4ideologo di turno: perch\u00e9 tanto spreco! Si poteva vendere il profumo e con il ricavo &#8211; ben trecento denari &#8211; si potevano aiutare tanti poveri. E gli altri son tutti d\u00b4accordo con lui, anche se solo lui vender\u00e0 non il profumo ma Ges\u00f9 stesso e per soli trenta denari. Ma qual era il problema? Quei commensali, tutti, Giuda e gli altri, si comportavano vorrei dire normalmente, ossia calcolando il dare e l\u00b4avere, insomma cercando il bilancino. Nessuno aveva il cuore come quella donna, ossia un cuore eccessivo, un cuore esagerato, magari anche scomposto. Ma ditemi, cari amici, se noi non fossimo stati esagerati nell\u00b4amore e nella solidariet\u00e0, se non avessimo costretto con la nostra passione le tante realt\u00e0 che poi ci sono state accanto, avremmo potuto salvare questa fabbrica? Il puro calcolo matematico, il puro interesse di parte, non salva nessuno, neppure la fabbrica.<BR>Questa Pasqua cade l\u00b411 aprile. E\u00b4 il giorno della risurrezione, della vittoria sulla morte. Ma come avviene? Accade solo per un eccesso di amore. Ges\u00f9 ha amato il mondo sino all\u00b4eccesso. Per questo il Padre lo ha risuscitato. E quella donna ha capito che la cosa che veramente cambia il mondo \u00e8 l\u00b4eccesso di amore. Solo cos\u00ec l\u00b411 settembre e l\u00b411 marzo non prevarranno. Se nel cuore di ciascuno di noi scatta quell\u00b4esagerazione di solidariet\u00e0, quel di pi\u00f9 di preoccupazione che scatt\u00f2 in quella donna, possiamo sperare in un futuro di risurrezione. Al contrario, se pensiamo solo a noi stessi, se curiamo solo i nostri affari, oppure se ci lasciamo guidare dalla paura e dal ripiegamento significa lasciare spazio a chi lavora per la sconfitta e per la morte. Sono convinto che parlare di eccesso di amore significa investire nel cuore di ciascuno di noi e nel cuore di questa citt\u00e0. Per scendere ancor pi\u00f9 nel concreto: se sino ad ora abbiamo lavorato per la difesa, ora dobbiamo lavorare per il futuro. Quello che abbiamo difeso e quel che ci aspetta nel futuro debbono essere strettamente legati. Questo vuol dire, ad esempio, che quel rapporto tra fabbrica e cultura di cui ho parlato nel giorno della festa di San Valentino richiede non solo attenzione ma un deciso avvio e un rapido sviluppo. E\u00b4 indispensabile fare urgente progressi in questa direzione, investendo nelle persone, nelle tecniche, nelle energie e nella creativit\u00e0. Forse tutto ci\u00f2 deve riguardare soprattutto i pi\u00f9 giovani, i nostri figli. In ogni caso \u00e8 l\u00b4unica via per il futuro della citt\u00e0. La forza e la competenza sino ad ora dimostrata sono una buona piattaforma per questo ulteriore sviluppo. La logica della globalizzazione ha portato questa fabbrica, e non solo essa, dentro un delicatissimo e inesorabile processo. Ed anche Terni, come accade in tante altre citt\u00e0, corre il rischio di sussulti e di perdite. Ma una cosa deve essere chiara e il Vangelo ce la ricorda: fu quella donna a versare l\u00b4olio prezioso che profum\u00f2 tutta casa. Fu lei, non altri. Voglio dire che la citt\u00e0 (ossia tutti noi) deve prendersi fino in fondo tutte le proprie responsabilit\u00e0 che, prima di essere individuali, sono collettive. Mi sentirei di affermare che a Terni non c\u00b4\u00e8 pi\u00f9 spazio per destini individuali. La citt\u00e0 ha ormai un destino collettivo di cui tutti responsabilmente debbono farsi carico. Del resto come \u00e8 possibile attrarre altri se noi non siamo attrattivi? <BR>Cari amici, l\u00b4eccesso di amore, prima che una questione di progettazione, che ovviamente va fatta, \u00e8 una questione che riguarda il cuore di ciascuno di noi. Noi siamo uomini e donne, prima di essere operai o dirigenti. Dobbiamo ripartire dal cuore. C\u00b4\u00e8 bisogno del cuore nelle nostre casa, nelle nostre famiglie, nella vita civile, in quella del lavoro, in quella della vita quotidiana. Il rischio che si corre \u00e8 quello di costruire un mondo senza cuore. Ed \u00e8 drammatico. Chi ha un cuore appassionato pu\u00f2 sperare nel futuro. Un esempio singolare ci \u00e8 dato da un operaio della Terni, Giunio Tinarelli. Egli rimase paralizzato completamente. Muoveva solo gli occhi e appunto il cuore. E trasform\u00f2 la vita di tanti. Vorrei che presto questo operaio potesse salire sugli altari, s\u00ec sul balcone di Piazza San Pietro per esser da tutti ammirato, amato e imitato. Con un cuore cos\u00ec la Pasqua di risurrezione entra davvero a Terni.<BR><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi sono particolarmente lieto di venire, o meglio di tornare, qui nelle acciaierie per celebrare questa Messa pasquale. La Pasqua di questo anno non \u00e8 come le altre. Il mondo intero, l\u00b4Europa, l\u00b4Italia, tutti stiamo vivendo un momento particolarmente complesso con tratti che spesso sono drammatici. In verit\u00e0 non sono pochi gli anni che ci [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-16575","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-omelie"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5mkxU-4jl","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16575","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16575"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16575\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16575"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16575"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16575"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}