{"id":16572,"date":"2004-02-14T00:00:00","date_gmt":"2004-02-14T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/san-valentino-2004.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"san-valentino-2004","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/san-valentino-2004.html","title":{"rendered":"San Valentino 2004"},"content":{"rendered":"<p><P>&nbsp;Caro mons. Gualdrini, gentili autorit\u00e0, cari sacerdoti, <BR>&nbsp;fratelli&nbsp; e sorelle tutti,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;ci ritroviamo su questo colle attorno al nostro patrono, San Valentino, in un momento particolarmente delicato per la nostra citt\u00e0. Ancora una volta Terni \u00e8 preoccupata per il suo futuro; ancora una volta \u00e8 chiamata a fare i conti con la sua identit\u00e0; ancora una volta deve affrontare la durezza delle leggi dell&#8217;economia e del mercato. Facciamo bene a raccoglierci qui perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 avvenuto un miracolo. E\u2019 stata allontanata una decisione ingiusta e crudele che ci era stata freddamente sbattuta in faccia. E soprattutto abbiamo vissuto il miracolo di una straordinaria solidariet\u00e0 cittadina, di una calda e appassionata vicinanza della Regione Umbria, dell\u2019intero paese e della stessa Europa. Tanti sono stati i messaggi giunti alle autorit\u00e0 civili a me personalmente: da quello dei vescovi umbri ad altri vescovi italiani, come quello di Livorno, dal rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, e da altre personalit\u00e0 nazionali e internazionali. Ma permettetemi di rivolgere un filiale e grato ringraziamento a Giovanni Paolo II che ha fatto suo il problema delle acciaierie di Terni e dei suoi lavoratori. Si \u00e8 fatto nostra voce, nostra difesa, davanti al mondo. Quelle parole dette da Piazza San Pietro, mentre scendevano pesanti come l\u2019acciaio sui responsabili di una decisione iniqua, facevano piangere di commozione tutti noi, a partire dai lavoratori recatisi in pellegrinaggio a piedi a Roma, un viaggio che Valentino varie volte ha fatto, e nello stesso tempo ci hanno ridato una forza che ci ha permesso di riaprire il cielo che ci era stato chiuso. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Oggi siamo qui, attorno a San Valentino, come per ripartire da lui. S\u00ec, ripartire dall\u2019amore. Se abbiamo piegato ci\u00f2 che era rigido \u00e8 stato per la forza dell\u2019amore, per l\u2019ampiezza della solidariet\u00e0. E\u2019 una grande lezione di vita che dobbiamo apprendere anche per il futuro. Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci parla della vite e dei tralci e dell\u2019amore che il Signore si dona. Voi sapete che nel linguaggio biblico la vigna \u00e8 Israele, il popolo che Dio si \u00e8 scelto e che ha curato con incredibile amore perch\u00e9 portasse frutti buoni. Ges\u00f9 applica a s\u00e9 questa immagine: \u00e8 lui la vite e noi siamo i tralci. S\u00ec, chi resta unito alla vite porta frutto, chi si stacca si secca. Valentino \u00e8 un esempio di come si resta uniti a Ges\u00f9, di come si porta frutto se si lascia scorrere nelle vene l\u2019amore evangelico. Valentino resta un esempio da conoscere e da imitare: se noi ascoltiamo il Vangelo ci apriremo all\u2019amore, appunto come San Valentino. Se questa citt\u00e0 lascia scorrere nelle sue vene la linfa della solidariet\u00e0, anch\u2019essa porter\u00e0 frutti. Ma se questo non avviene, noi saremo come i rami secchi e la citt\u00e0 come Babele. La lettura del libro della Genesi ci mostra la tragedia che nasce dall\u2019orgoglio, che mai \u00e8 all\u2019origine di progresso e di solidariet\u00e0. L\u2019orgoglio sempre divide gli uomini, sempre li mette gli uni contro gli altri e porta le citt\u00e0 alla deriva e alla sconfitta. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Potremmo dire che in questi giorni \u00e8 stata diversa l\u2019esperienza che abbiamo vissuto qui tra noi. Dobbiamo tuttavia leggerla con attenzione perch\u00e9 il futuro non ci sfugga dalle mani, perch\u00e9 le leggi dell\u2019economia non sovvertano la dignit\u00e0 dell\u2019uomo e del suo lavoro, come il Papa aveva gi\u00e0 detto in quel lontano 19 marzo 1981 quando visit\u00f2 la nostra acciaieria. Nella sua lettera enciclica \u201cCentesimus annus\u201d, Giovanni Paolo II scrive ancora che &#8220;il profitto \u00e8 un regolatore della vita dell&#8217;azienda, ma non \u00e8 l&#8217;unico: a esso va aggiunta la considerazione di altri fattori umani e morali che, nel lungo periodo, sono almeno egualmente essenziali per la vita dell&#8217;impresa&#8221;(n.35). Questo sta a dire che tutti i soggetti coinvolti nell&#8217;impresa debbono avere voce nelle decisioni che ne determinano il destino, cos\u00ec come la comunit\u00e0 locale che fornisce risorse umane e beneficia della ricchezza prodotta \u00e8 chiamata ad esprimere il proprio punto di vista, specie quando &#8211; come nel nostro caso &#8211; sembrano sfuggire le ragioni produttive che sostengono le radicali decisioni annunciate. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ma le ragioni della preoccupazione ed i motivi di legittimo disagio non bastano. E\u2019 necessario evitare di cadere in un atteggiamenti solo difensivi e miopi, che impantanano nelle secche di antiche dispute e di orientamenti superati di un mondo che non esiste pi\u00f9. Lo stesso Papa ricorda che l&#8217;apertura dei mercati, la connessione tra le economie nazionali, l&#8217;abbattimento della barriere protezionistiche sono processi positivi e fecondi se fondati su &#8220;un equo accesso al mercato internazionale e [\u2026] sulla valorizzazione delle risorse umane&#8221; (G.P.II, Centesimus annus, n.33). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">La nostra citt\u00e0 deve dunque guardare a questo difficile momento della sua vita avendo gli occhi rivolti al futuro. E\u2019 ovvio che si deve far tesoro dell&#8217;esperienza di questi ultimi anni, dei fallimenti e dei successi di tutte le strategie e delle azioni realizzate dai soggetti politici, economici ed imprenditoriali per arricchire l&#8217;identit\u00e0 della citt\u00e0 e rendere possibili diversi modelli di crescita e di benessere. In questa prospettiva molte questioni aperte in questi anni dovranno essere oggetto di approfondimento. Penso &#8211; ad esempio &#8211; ai risultati non sempre soddisfacenti per rendere Terni e il suo territorio accogliente e creativo per dare pi\u00f9 slancio a nuove iniziative imprenditoriali; o alle difficolt\u00e0 del protagonismo imprenditoriale locale; o ancora alla generale lentezza per aumentare le potenzialit\u00e0 di questo territorio; oppure alla timidezza con la quale si guarda all&#8217;Universit\u00e0 come fattore di crescita; ed anche alle opacit\u00e0 con cui la stessa comunit\u00e0 cristiana talora guarda ai problemi dell&#8217;economia locale e del lavoro. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Tutti siamo certamente impegnati per migliorare Terni e per renderla pi\u00f9 solidale, pi\u00f9 europea, pi\u00f9 universale. Ma questo richiede maggiore intelligenza, pi\u00f9 sollecitudine nell\u2019anticipare i problemi e pi\u00f9 attenzione nell\u2019aprirsi a nuove prospettive. Senza questo sforzo la giusta e legittima difesa dell&#8217;identit\u00e0 e della storia di Terni che in questi giorni stiamo affrontando rischia di trasformarsi in una nuova occasione perduta. Non spetta certo a me indicare quelle soluzioni che invece debbono scaturire dal confronto e dalla ricerca comune, che non escludono anche fasi di conflitto sociale, purch\u00e9 civilmente ordinato. Tuttavia &#8211; proprio allo scopo di meditare sul passato recente con gli occhi rivolti al futuro &#8211; sento la responsabilit\u00e0, in questo giorno in cui tutti ci raccogliamo attorno al santo patrono, di proporre qualche modesta riflessione.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent>L\u2019identit\u00e0 della nostra citt\u00e0 non \u00e8 fissata una volta per tutte: essa \u00e8 in costante mutamento. Mentre affonda le radici nella sua grande tradizione industriale, deve altres\u00ec proseguire in un processo di diversificazione e di arricchimento su cui ha gi\u00e0 peraltro ha iniziato a camminare. Per far questo si chiede a tutti un nuovo e pi\u00f9 robusto impegno di riflessione oltre che di iniziativa. Si tratta infatti di individuare obiettivi strategici per l\u2019intera citt\u00e0 e di coinvolgere in essi gli interessi dei diversi soggetti collettivi. Vanno superati presto e con decisione gli egoismi di gruppo, la difesa corporativa dei microinteressi, vigilando che il dialogo ed il confronto non siano occasione per far prevalere i veti e gli interessi di pochi. Questo comporta che Terni ed il suo territorio si inseriscano nei sistemi pi\u00f9 vasti e che intreccino rapporti sia sul piano europeo che in quello internazionale. E\u2019 ovvio che le riflessioni in tale contesto sono molteplici e sar\u00e0 necessario portarle avanti nelle apposite sedi. E non posso tacere che tale dibattito deve far parte anche del prossimo passaggio elettorale che interessa la nostra citt\u00e0: alla qualit\u00e0 politica e morale degli amministratori che siamo chiamati a scegliere si deve aggiungere una loro preparazione culturale. L\u2019onest\u00e0, la competenza, la cultura e l\u2019audacia per il bene comune di tutti dovrebbero caratterizzare la classe amministratrice chiamata a guidare la Terni di questo inizio secolo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent>E, in tale contesto, permettetemi anche solo di accennare al ruolo della cultura come fattore di crescita di questa nostra citt\u00e0. Investire sulla cultura significa investire sulle persone che sono comunque la risorsa fondamentale di ogni societ\u00e0. E a Terni se c\u2019\u00e8 un aspetto da arricchire con particolare attenzione \u00e8 il rapporto della cultura con il mondo del lavoro nella sua ampiezza. Si tratta di sviluppare le condizioni migliori per far emergere una &#8220;classe creativa&#8221;, ossia persone in grado di confrontarsi con le sfide del futuro. Non va dimenticato che il risultato raggiunto in questi giorni \u00e8 stato possibile perch\u00e9 in tanti hanno concorso in modo armonico e creativo con le proprie potenzialit\u00e0. Le diverse istituzioni, lo dico anche per la Chiesa diocesana, sono chiamate ad investire maggiormente sulla cultura, senza esitazioni, senza riserve mentali o calcoli opportunistici di breve periodo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent>Care sorelle e cari fratelli, tutto questo non avviene per\u00f2 facendo un semplice proposito di buona volont\u00e0. E\u2019 necessaria una nuova linfa spirituale che coinvolga ciascuno di noi e l\u2019intera citt\u00e0. S\u00ec, abbiamo bisogno di un risveglio spirituale se vogliamo un futuro nuovo per Terni. E tale risveglio non \u00e8 n\u00e9 scontato n\u00e9 facile; richiede disciplina, attenzione, fatica, intelligenza, generosit\u00e0, audacia. L\u2019immagine della vite e i tralci suggeritaci dal Vangelo ci fa comprendere che la citt\u00e0 non pu\u00f2 vivere di un solo tralcio e che nessuno pu\u00f2 vivere solo per s\u00e9; che tanti tralci debbono ancora sorgere. Ma tutti debbono essere percorsi da nuova spiritualit\u00e0, da una nuova energia. L\u2019apostolo Paolo esorta a spogliarsi dell\u2019uomo vecchio con le sue azioni: ira, passione, malizia, maldicenza e parole oscene, per rivestirsi dell\u2019uomo nuovo. Lo sappiamo bene tutti per esperienza: \u00e8 facile lasciarsi dominare dalla pigrizia interiore che sfocia in un avaro egocentrismo; \u00e8 facile lasciarsi sorprendere da quel conservatorismo rassegnato che fa vedere e difendere solo i propri piccoli e gretti privilegi. E questo pu\u00f2 accadere nel cuore di ciascuno di noi, e accade sia nella comunit\u00e0 cristiana che nella comunit\u00e0 civile, sia nelle istituzioni pubbliche che in quelle private. Il rinnovamento di Terni deve ripartire anzitutto da uno spirito nuovo, da un cuore nuovo. Solo se ci rinnoviamo nel cuore, solo se lo apriamo al Vangelo, solo tutti, vorrei dire anche chi non crede, ad un sussulto spirituale, solo cos\u00ec sapremo mettere mano ad un nuovo futuro per noi e per la nostra citt\u00e0. Se resteremo prigionieri della nostra pigrizia spirituale saremo poco cristiani e anche poco cittadini. Rinnovamento interiore significa che nessuno di noi pu\u00f2 continuare a pensare e a vivere come sempre ha fatto, che non possiamo pi\u00f9 essere cristiani come sempre. Ascoltiamo l\u2019apostolo Paolo: \u201cLa Parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente\u201d. Vi \u00e8 stato consegnato il Vangelo: ascoltiamolo ogni giorno. S\u2019, vorrei dire che il Vangelo \u00e8 come il forno delle acciaierie: deve restare sempre acceso, non si pu\u00f2 spegnere. Se leggeremo il vangelo ogni giorno avremo un sogno in pi\u00f9, un\u2019ambizione in pi\u00f9, una forza in pi\u00f9. Noi e Terni cambieremo se cresceremo nell\u2019amore, nella solidariet\u00e0, nel dialogo, nell\u2019impegno a trasformare il mondo.&nbsp; Se resteremo legati al Vangelo si realizzano anche per noi le parole di Ges\u00f9: \u201cChi rimane in me e io in lui, porta molto frutto\u2026 e la mia gioia sar\u00e0 in voi e la vostra gioia sar\u00e0 piena\u201d. San Valentino ci aiuti ad accogliere il Vangelo nel cuore e a vivere con amore. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Caro mons. Gualdrini, gentili autorit\u00e0, cari sacerdoti, &nbsp;fratelli&nbsp; e sorelle tutti, &nbsp;ci ritroviamo su questo colle attorno al nostro patrono, San Valentino, in un momento particolarmente delicato per la nostra citt\u00e0. 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