{"id":16568,"date":"2004-01-01T00:00:00","date_gmt":"2004-01-01T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/giornata-mondiale-della-pace.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"giornata-mondiale-della-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/giornata-mondiale-della-pace.html","title":{"rendered":"Giornata Mondiale della Pace"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.4pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 3pt 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; TEXT-ALIGN: center\" align=center>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 3pt 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt\">il profeta Isaia ci parla di un mondo in cui regna la pace, in cui tutti i popoli vanno \u201cverso il monte del Signore\u201d. E oggi siamo riuniti per pregare insieme per la pace in tutte le terre. La preghiera ci raccoglie e ci sostiene in una via di pace. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 3pt 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; TEXT-ALIGN: justify\">La nostra domanda di pace non viene dal desiderio egoista di preservare il nostro benessere: come se, succeda quello che succeda, volessimo comunque restare fuori dai problemi e dalle difficolt\u00e0 di chi vive situazioni di guerra e di violenza. Non vogliamo tirarci fuori dalle responsabilit\u00e0 di un aiuto, di una solidariet\u00e0, di una vicinanza. La nostra domanda di pace viene dal constatare che tanti, troppi, conflitti sono ancora aperti. E non si fa niente o molto poco per chiuderli, per trasformare \u201cle spade in vomeri\u201d e \u201cle lance in falci\u201d, come dice il passaggio del profeta Isaia. Sono tanti i conflitti che continuano a insanguinare la terra. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 3pt 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Ed \u00e8 necessario intervenire con generosit\u00e0 e con intelligenza, perch\u00e9 la vita di tanti popoli non sia ingoiata da un mostro che sembra ingovernabile o invincibile. C\u2019\u00e8 tanto lavoro per gli \u201cuomini di buona volont\u00e0\u201d. In tanti Paesi, nel Sud e nel Nord del mondo, si vive preoccupati per il proprio futuro, anche perch\u00e9, con il passare degli anni, ci si rende conto che poco di solido \u00e8 stato costruito nelle relazioni internazionali. Forse \u00e8 stata sprecata quella occasione di costruire un mondo di pace che in certi momenti era stata anche offerta. Ed oggi, purtroppo, la guerra \u00e8 diventata una realt\u00e0 diffusa ovunque come un\u2019oscura malattia. Il 2003 \u00e8 stato l\u2019anno della guerra in Iraq, quello del continuo terrorismo, quello del terrorismo antisemita come \u00e8 avvenuto nella sinagoga di Istanbul, quello della guerra in Liberia, quello di una guerra che continua in Colombia, quello di una situazione instabile in Georgia, per non dire di tante altre difficili situazioni. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 3pt 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; TEXT-ALIGN: justify\">E\u2019 vero, ogni guerra vuol portare la pace, ma la guerra sembra ormai divenuta normale. Cos\u00ec come, per alcuni, la violenza terrorista sino al suicidio, \u00e8 divenuta una via con cui affermare le proprie visioni, spesso folli, del mondo. Questo \u00e8 malsano e tradisce le grandi attese di un mondo di pace. Il mondo crede sempre meno a vie di pace, e al destino comune di fraternit\u00e0 tra tutti gli uomini. Com\u2019\u00e8 possibile un mondo senza guerra? Molti, affermando che bisogna essere realisti, credono che sia impossibile. E aggiungono che ci si deve abituare alla guerra. S\u00ec, lo sappiamo: il mondo non \u00e8 ideale. Ci sono minacce di guerra, c\u2019\u00e8 l\u2019uso del terrorismo, si costruiscono arsenali di morte che finiscono in mani irresponsabili per sete di guadagno degli uni e per follia degli altri. Il mondo \u00e8 pieno di covi di violenza.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent3 style=\"MARGIN: 3pt 0cm 0pt\">Eppure, la profezia di Isaia che ci parla di un mondo di pace non \u00e8 solo un sogno. Essa ci indica una strada percorribile. Ed il Signore stesso ci invita a liberarci dal pessimismo e dalla rassegnazione. Le difficolt\u00e0 del nostro tempo, le minacce, il terrorismo, i regimi bellicosi, i tanti conflitti aperti non sono per noi l\u2019ultima parola. Il profeta Isaia, in un\u2019epoca antica, segnata anch\u2019essa da tante guerre e conflitti di ogni genere, alz\u00f2 sul mondo una parola di pace. La nostra preghiera di oggi vuole essere come quell\u2019\u201dalto monte\u201d di cui parla il profeta, sul quale si costruisce \u201cil tempio del Signore\u201d e a cui \u201caffluiscono tutte le genti\u201d. Non siamo soli nella preghiera. Siamo in comunione con tanti, con l\u2019intera Chiesa che oggi celebra la giornata mondiale di preghiera per la pace. Questo ci d\u00e0 la forza e l\u2019audacia per guardare il futuro nostro e dell\u2019umanit\u00e0. Non \u00e8 un compito troppo difficile o che spetta solo ai potenti; \u00e8 responsabilit\u00e0 di tutti. La preghiera ci chiede di allargare i confini del nostro cuore per ascoltare la voce dei molti popoli che ci invitano a salire oltre noi stessi per chiedere al Signore di indicarci le sue vie e i suoi sentieri. Ce lo chiedono le tante vittime della guerra e della violenza. Ce lo chiedono Annalena che \u00e8 stata uccisa mentre compiva il suo dovere di carit\u00e0; ce lo chiede il nunzio apostolico, mons. Michael Courtney, ucciso l\u2019altro giorno in un attentato in Burundi.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 3pt 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; TEXT-ALIGN: justify\">L\u2019anno scorso abbiamo celebrato il quarantesimo anniversario della prima enciclica sulla guerra da parte di un papa, quella del Beato Giovanni XXIII, la Pacem in terris, cio\u00e8 \u201cla pace in tutte le terre\u201d. Giovanni XXIII non si rassegn\u00f2 alla cultura della guerra inevitabile, nonostante che il mondo fosse carico della minaccia nucleare. La pace non \u00e8 impotenza; non \u00e8 egoismo pauroso: \u00e8 un nuovo nome, un nome eterno, dell\u2019impegno per l\u2019uomo. Questa \u00e8 la realt\u00e0! La pace \u2013 diceva Giovanni XXIII \u2013 \u00e8 un \u201cbene comune universale\u201d, che appartiene al mondo intero. D\u2019altra parte la guerra \u2013 ne siamo convinti \u2013 \u00e8 un male che rischia di contagiare ben al di l\u00e0 di quelli che si combattono. Per questo ogni avventura di guerra ci trova pensosi, come ogni esperienza di conflitto ci trova impegnati a cercare la via d\u2019uscita.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 3pt 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Ancora una volta, la nostra preghiera vuole attingere a queste parole impegnative: Pacem in terris! Pace in tutte le terre! E vogliamo unire la nostra voce a quella del Papa Giovanni Paolo II, che ha fatto sua \u2013 in tante occasioni e di fronte a tante minacce \u2013 la voce del suo predecessore. E\u2019 la richiesta che viene certamente dal cuore della Chiesa; ma non solo. E\u2019 una richiesta che condividono i cristiani di tutto il mondo. E sale anche da altre religioni, da tanta gente ragionevole in ogni parte del mondo. E\u2019 la richiesta della pace in tutte le terre!<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 3pt 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Per questo oggi alziamo la nostra preghiera e diciamo che la pace \u00e8 possibile. Oggi comprendiamo meglio che la visione del profeta di un\u2019umanit\u00e0 che trasforma strumenti di guerra e di morte in strumenti di lavoro e di pace non \u00e8 un sogno irrealizzabile. Come credenti ci rivolgiamo con fiducia al Signore. Sappiamo che Dio ha pensieri di pace e aiuter\u00e0 e sosterr\u00e0 l\u2019opera degli operatori di pace.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 3pt 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; TEXT-ALIGN: justify\">In tale contesto vorrei annunciare la ripresa dell\u2019antico pellegrinaggio della nostra Diocesi al santuario della Madonna del Ponte. Lo faremo nel mese di settembre e sar\u00e0 per noi come la ripresa di un cammino. Giovanni Paolo II ha ripetuto che non si debbono alzare muri tra gli uomini e tra i popoli, ma costruire ponti. Il nome del Santuario, la Madonna del Ponte, \u00e8 un invito a percorrere questa via, a creare ponti di pace, di concordia, di amore. Il Papa, concludendo il suo messaggio di questo primo gennaio, afferma che \u201csolo un\u2019umanit\u00e0 nella quale regni la civilt\u00e0 dell\u2019amore potr\u00e0 godere di una pace autentica e duratura\u201d. Fin dal primo giorno di questo nuovo anno vogliamo muovere i nostri passi sulla via della pace, sapendo che l\u2019amore \u00e8 la via della pace. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 3pt 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 6pt 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center\" align=center>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 6pt 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center\" align=center>Una riflessione sulla responsabilit\u00e0 dei cristiani per la pace<\/P><br \/>\n<P class=p3 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: normal\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=p3 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: normal\">Le tante guerre<\/P><br \/>\n<P class=p3 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: normal\">I cristiani debbono sentirsi impegnati nella costruzione della pace in modo del tutto particolare, ed \u00e8 impegno di sempre. Infatti, non possiamo dimenticare le tante altre guerre sparse nel mondo che continuano a mietere vittime innocenti. Dalla Terra Santa a quelle del Medio Oriente, a quelle africane o asiatiche, che dividono i paesi, che tengono in ostaggio intere popolazioni, che impediscono un futuro dignitoso a tanta gente. E poi la grande minaccia del terrorismo, con la sua violenza cieca e con la sua potenza capace di colpire in maniera drammatica. <\/P><br \/>\n<P class=p3 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: normal\">Che possono fare i cristiani? Come affermare la pace in questo tempo pieno di guerre? Sono domande che bisogna farsi, anche se la risposta non \u00e8 facile. Ci si sente, infatti, terribilmente irrilevanti e impotenti di fronte alle guerre in corso. L\u2019impotenza e il pessimismo prendono il sopravvento e spingono a ripiegarsi nelle proprie comunit\u00e0, nelle proprie Chiese, estraniandosi da un mondo troppo grande, in cui si pu\u00f2 fare poco. Il ripiegamento all&#8217;interno dei propri mondi (piccoli o grandi, parrocchie, diocesi, Chiese) \u00e8 un atteggiamento che diviene sempre pi\u00f9 comune. Ma questo denuncia una mancanza di speranza, che viene inesorabilmente erosa dal pessimismo, dall&#8217;impotenza, dal ripiegamento, dall&#8217;impegno ad occuparsi degli affari propri, del proprio denaro, di se stessi. L&#8217;individualismo dei comportamenti personali corrisponde al ripiegamento nelle istituzioni: \u00e8 facile che le stesse comunit\u00e0 cristiane si lascino prendere da un\u2019eccessiva autoreferenzialit\u00e0. La rassegnazione porta ad abituarsi ad una vita senza grandi sogni e senza la speranza di poter costruire un futuro di pace tra i popoli, cos\u00ec \u00e8 facile scivolare verso la rassegnazione e la guerra, per realismo. <\/P><br \/>\n<P class=p4 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; LINE-HEIGHT: normal\">La preghiera per la pace <\/P><br \/>\n<P class=p2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: normal\">Di fronte alle guerre il problema della fede \u00e8 decisivo. Dice Ges\u00f9 ai discepoli: &#8220;Abbiate fede in Dio! In verit\u00e0 vi dico: chi dicesse a questo monte: Levati e gettati in mare, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avverr\u00e0, ci\u00f2 gli sar\u00e0 accordato. Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sar\u00e0 accordato&#8221; (Mc 10, 22). La fede dei credenti pu\u00f2 spostare le montagne. Spesso i cristiani restano ai piedi delle montagne, come intimiditi dalla loro altezza e dalla propria impotenza: si rinuncia cos\u00ec a lottare per la pace, anche di fronte alle montagne di odio e di armamenti; si rinuncia a guardare oltre le montagne massicce che sembrano chiudere l&#8217;orizzonte ad ogni speranza. <\/P><br \/>\n<P class=p2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: normal\">Non \u00e8 il coraggio che fa superare la cultura della paura e il senso di impotenza. E\u2019 la fede che porta al di l\u00e0 delle ristrette frontiere delle impotenze, dei timori, delle intimidazioni. I cristiani che entrano in questo secolo sono chiamati a ritrovare la forza debole della preghiera. La preghiera \u00e8 una grande arma nelle mani dei credenti. Ed \u00e8 un segreto per i discepoli di Ges\u00f9, ma anche per tutti i credenti. E\u2019 questo il segreto degli incontri promossi dal Papa tra i responsabili delle grandi religioni ad Assisi per pregare per la pace. Nel 1986 non era certo la prima volta che la Chiesa si impegnava nella preghiera per la pace, ma in quell\u2019occasione si mostrava plasticamente il raccordo tra preghiera e pace. La preghiera si mostrava come la \u201cforza debole\u201d capace di sconfiggere il male, la guerra. Nel suo discorso conclusivo sulla piazza di Assisi, il Papa affermava: \u201cForse mai come ora nella storia dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 divenuto a tutti evidente il legame intrinseco tra un atteggiamento autenticamente religioso e il grande bene della pace\u2026, la preghiera \u00e8 gi\u00e0 in se stessa azione\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=p4 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; LINE-HEIGHT: normal\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=p4 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; LINE-HEIGHT: normal\">Il Vangelo della pace<\/P><br \/>\n<P class=p3 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: normal\">Nella comunit\u00e0 cristiana c&#8217;\u00e8 un&#8217;eredit\u00e0 di pace che il Signore ha lasciato ai suoi discepoli: &#8220;Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la d\u00e0 il mondo io la do a voi&#8221; (Gv 14, 27). E&#8217; il Vangelo della pace, quel Vangelo che spesso viene umiliato dagli stessi discepoli quando soccombono alla paura, o alla violenza, o ai disegni di guerra, o alle sapienze strategiche di questo mondo. La pace di cui parla il Vangelo, \u00e8 qualcosa di profondo, perch\u00e9 Dio stesso \u00e8 l&#8217;autore della pace: &#8220;Egli infatti \u00e8 la nostra pace&#8230;&#8221; (Ef 2, 14). <\/P><br \/>\n<P class=p3 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: normal\">La pace, per i cristiani, non \u00e8 anzitutto una scelta politica, \u00e8 piuttosto una dimensione personale, del proprio cuore, della vita, delle relazioni con gli altri. E&#8217; prima di tutto la pace con Dio, che viene dal suo perdono, dalla sua presenza, della sua vicinanza, dal nostro voler bene ai suoi figli e nostri fratelli. La pace \u00e8 quella che Cristo risorto dona ai suoi discepoli in un tempo di crisi, almeno per loro, all&#8217;inizio difficile del loro cammino nella storia. La pace \u00e8 quel mare in tempesta che si calma, grazie alla Parola di Ges\u00f9. Per questo dono, il cristiano \u00e8, nel profondo, un uomo pacifico. Se non lo \u00e8, vuol dire che si \u00e8 allontanato dallo stesso Vangelo. <\/P><br \/>\n<P class=p3 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: normal\">Come uomo pacificato, diviene necessariamente anche pacificatore. Il Signore \u00e8 mite e umile di cuore; non odia chi lo perseguita, chi congiura contro di lui, chi lo tradisce. Non accetta di essere difeso con la spada in un momento in cui la difesa sarebbe legittima. Il cristiano \u00e8 chiamato ad essere un pacifico, anche in una situazione difficile, di povert\u00e0, di guerra, d&#8217;ingiustizia, di persecuzione.<\/P><br \/>\n<P class=p3 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: normal\">La resistenza alla violenza, alla guerra, all&#8217;odio, si radicano nel profondo della stessa identit\u00e0 del cristiano: per questo i discepoli di Ges\u00f9, come uomini e donne, sono operatori e quindi comunicatori di pace. La custodia della pace \u00e8 decisiva in questo inizio di secolo, perch\u00e9 tutto sembra concorrere a lasciarsi travolgere dalle passioni, dagli etnicismi, dai nazionalismi, dai bellicismi, sprecando miseramente e tragicamente il grande dono della pace. L&#8217;essere cristiani non immunizza dall&#8217;intossicazione di queste passioni. Molto spesso anche i cristiani sono prigionieri della paura, delle passioni, di ragionamenti che mettono all&#8217;ultimo posto la testimonianza di pace. Quanto i cristiani sono educati a considerare la pace come qualcosa di sostanziale per la loro vita, come qualcosa di imprescindibile nel loro comportamento, come qualcosa a cui non possono rinunciare? <\/P><br \/>\n<P class=MsoHeading8 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt\">La custodia della pace<\/P><br \/>\n<P class=p2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: normal\">Le comunit\u00e0 cristiane sono chiamate ad essere fraternit\u00e0 di uomini non anzitutto pacifisti, ma pacifici. Essi sono chiamati ad essere pacifici e a vivere da pacificatori, cio\u00e8 innanzitutto ad avere un senso generoso della propria vita. In un mondo ove tutto si calcola, la generosit\u00e0, l&#8217;amore, possono apparire inutili, soprattutto se non connessi ad un progetto. Essere uomini e donne di pace vuol dire vivere con amore e generosit\u00e0 la vita di ogni giorno, logorando quel senso di contrapposizione, di odio, di rancore, che \u00e8 nei meccanismi della comune vita sociale. San Francesco, in un mondo ruvido e bellicoso nei rapporti sociali, insegn\u00f2 il valore della &#8220;cortesia&#8221;. L&#8217;uomo pacifico vive in maniera generosa i rapporti con tutti, anche quelli pi\u00f9 casuali, ed in particolare quelli verso i poveri, coloro che non hanno niente da dare in cambio. L&#8217;amicizia coi poveri \u00e8 un segno di pace con quelli a cui la societ\u00e0 fa la guerra. L&#8217;amicizia con i poveri crea e custodisce la pace, la fa crescere in societ\u00e0 indurite nei cuori. L&#8217;amore per i poveri semina, anche misteriosamente, al di l\u00e0 della logica del dare e avere, una pace profonda. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; TEXT-INDENT: 36pt; TEXT-ALIGN: justify; tab-stops: 36.0pt\">&nbsp;Una missione in un mondo senza pace<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; TEXT-ALIGN: justify; tab-stops: 36.0pt\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I cristiani, in un mondo come questo, non debbono lasciarsi intossicare dalle passioni o dalla violenza. Per questo il Vangelo della pace non \u00e8 una moda, ma si radica nel cuore di ogni discepolo e nei fondamenti della stessa comunit\u00e0 cristiana. La Chiesa \u00e8 un luogo di pace e i suoi figli sono quei sapienti che accrescono la pace del mondo, e le comunit\u00e0 cristiane costituiscono uno spazio di aria pulita, non intossicata dall&#8217;odio, in questo mondo contemporaneo dove si respira un&#8217;atmosfera pesante e bellicosa. Il Vangelo custodisce il segreto della pace, e ogni volta che viene comunicato un cuore si apre alle ragioni della pace. Le comunit\u00e0 cristiane sono una spazio in cui non ci si pu\u00f2 rassegnare all&#8217;inevitabilit\u00e0 della guerra e delle sue conseguenze.<\/P><br \/>\n<P class=p3 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 6pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: normal\">La pace, pertanto, non \u00e8 riservata ai politici. E\u2019 una realt\u00e0 troppo seria per essere riservata ai politici o ai diplomatici. La pace appartiene a tutti, particolarmente ai cristiani: \u00e8 la loro missione. C\u2019\u00e8 un bisogno estremo di pace, e questo bisogno riguarda anzitutto i cristiani. Si potrebbe dire che \u00e8 bisogno che l\u2019uomo ha di Dio, sete di Dio, del suo regno e della sua giustizia. I cristiani nel mondo di oggi debbono tessere come una rete che raccoglie e custodisce il dono della pace, pregando per la pace; ingegnandosi a realizzarla tra gli uomini. In un mondo segnato da possibili scontri di civilt\u00e0, in un universo marcato dalle lotte di religione, in societ\u00e0 intossicate dalle passioni, essere cristiani significher\u00e0 sempre essere uomini pacifici e uomini pacificatori. E la pace si comunica con pi\u00f9 forza quando i cristiani sono tra loro uniti. Il male &#8211; lo insegna la storia &#8211; ha sempre approfittato della divisione fra i cristiani per introdurre i suoi veleni di violenza e di menzogna. Non \u00e8 la fede cristiana che si riduce a pacifismo; ma \u00e8 la vita evangelica che, pi\u00f9 consapevole di s\u00e8, sprigiona una forza di pace. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; il profeta Isaia ci parla di un mondo in cui regna la pace, in cui tutti i popoli vanno \u201cverso il monte del Signore\u201d. E oggi siamo riuniti per pregare insieme per la pace in tutte le terre. 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