{"id":16566,"date":"2003-12-31T00:00:00","date_gmt":"2003-12-31T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/te-deum-di-ringraziamento.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"te-deum-di-ringraziamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/te-deum-di-ringraziamento.html","title":{"rendered":"&#8220;Te Deum&#8221; di ringraziamento"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">\u00e8 una tradizione bella ritrovarsi assieme al termine dell\u2019anno per ringraziare il Signore con la Santa Liturgia Eucaristica e l\u2019antico canto del Te Deum. La presenza delle autorit\u00e0 della citt\u00e0 \u2013 le ringrazio tutte per la loro partecipazione &#8211; rende questo momento ancor pi\u00f9 significativo: sottolinea lo stretto rapporto che lega la Chiesa alla Citt\u00e0 e la Citt\u00e0 alla Chiesa. Vorrei anzi dire che la Chiesa non pu\u00f2 vivere senza avere gli occhi e il cuore diretti verso la citt\u00e0. E, in un certo senso, \u00e8 cos\u00ec anche da parte della societ\u00e0 civile. E\u2019, infatti, questo il significato del dono del calice che il Comune di Terni, al termine di ogni anno, fa al vescovo perch\u00e9 lo consegni ad una parrocchia: quest\u2019anno sar\u00e0 dato alla nuova chiesa di Valenza. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">La Costituzione Conciliare Gaudium et Spes \u2013 le due parole che ho voluto mettere nel mio stemma episcopale \u2013 si apre cos\u00ec: \u201cLe gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d\u2019oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Ges\u00f9, e nulla vi \u00e8 di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore\u201d. Questa sera ci presentiamo davanti a Dio per presentargli le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di Terni perch\u00e9 le accolga e continui a benedire e a proteggere questa nostra amata citt\u00e0. In tale contesto sono da inserire le parole di preoccupazione che abbiamo presentato al Governo Italiano per salvaguardare i diritti degli operai dell\u2019amianto e per quelli del tabacco. Tutto ci\u00f2 che riguarda la vita della citt\u00e0 non solo non ci \u00e8 estraneo, ma lo sentiamo nostro. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Le parole che Dio diede a Mos\u00e8 perch\u00e9 le affidasse ai sacerdoti sono anche la nostra preghiera per Terni: \u201cTi benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia risplendere su di te il suo volto e ti conceda pace\u201d. S\u00ec, il Signore benedica questa nostra citt\u00e0 e tutte le citt\u00e0 e i paesi della nostra diocesi: Narni, Amelia, Vacone, Attigliano, Giove, Calvi, Penna, Guardea, Otricoli, Stroncone, Configni, Sangemini, Alviano, Lugnano. Ho voluto nominarli uno per uno perch\u00e9 su ciascuno scenda la benedizione e la protezione di Dio. Nelle diverse chiese delle nostre citt\u00e0 e dei nostri paesi, questa sera, si canta il Te Deum per ringraziare il Signore per l\u2019anno trascorso. Ciascuna citt\u00e0 e ciascun paese ha i suoi motivi particolari per dire grazie a Dio. Nella cattedrale il ringraziamento al Signore \u00e8 in particolare per il cammino comune che il Signore ha fatto percorrere alla Chiesa diocesana lungo il 2003. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Sarebbe lungo elencare i momenti che hanno scandito la vita della nostra Diocesi in questo anno. E\u2019 stato certamente un itinerario che ci ha fatto gustare frutti buoni: penso al coinvolgimento dei consigli pastorali per far crescere la coscienza della comune partecipazione alla Messa della Domenica e quindi alla pratica della comunione sotto le due specie; penso anche al rinnovamento della cattedrale e alla dedicazione della Chiesa di Valenza come all\u2019apertura del 1750\u00b0 anniversario della morte di Santa Fermina ad Amelia; penso all\u2019ampliamento dell\u2019azione missionaria e caritativa della nostra Diocesi che mostra la giusta tensione universale che ogni Chiesa particolare deve avere. Tante altri campi sarebbero da ricordare. Ma non sto ora ad elencarli. Vorrei raccoglierli tutti nel pellegrinaggio fatto a Roma dal Papa ricordando anche i sessanta anni dai bombardamenti delle nostre citt\u00e0, in particolare di Terni. E\u2019 stato un evento che ci ha permesso di riunirci ancora una volta per immetterci un cammino comune verso il futuro. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Sento che deve essere pi\u00f9 chiaro l\u2019impegno delle persone e delle istituzioni per la crescita del bene comune delle nostre citt\u00e0. C\u2019\u00e8 bisogno che la preoccupazione per il bene di tutti sia pi\u00f9 presente nella vita di ciascuno. Anche perch\u00e9 \u00e8 un tragico errore pensare che il proprio interesse personale possa staccarsi da quello dell\u2019intera citt\u00e0. Questa coscienza \u00e8 a volte poco evidente, forse perch\u00e9 \u00e8 anche poco presente. Dico a tutti, anche alle comunit\u00e0 cristiane, che la responsabilit\u00e0 per la crescita di tutti \u00e8 per noi un impegno improrogabile. Non si pu\u00f2 crescere da soli. La crescita o \u00e8 comune o non \u00e8 solida. In tal senso ritengo che la Chiesa deve irrobustire la sua responsabilit\u00e0 verso la crescita della citt\u00e0 nel suo insieme. Avremo certamente modo di parlarne. Ma questa sera vorrei almeno accennare che la vita di questa responsabilit\u00e0 passa anzitutto per il rinnovamento della vita spirituale delle nostre comunit\u00e0 cristiane. S\u00ec, tutti dobbiamo crescere nella fede, nella speranza e nella carit\u00e0. A volte percepisco, invece, una stanca abitudine nel condurre la vita delle nostre comunit\u00e0. Dobbiamo tutti avvicinarci di pi\u00f9 al Signore. Pi\u00f9 saremo vicini a Lui, pi\u00f9 ci troveremo accanto alla nostra citt\u00e0. Terni ha bisogno di parrocchie pi\u00f9 vive, di comunit\u00e0 pi\u00f9 evangeliche, di cristiani che siano pi\u00f9 animati dalla passione che Ges\u00f9 aveva per comunicare il Vangelo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Pi\u00f9 volte in questi ultimi tempi ho sottolineato quanto sia difficile il momento che il mondo sta vivendo. Domani, nel pomeriggio, celebrando in cattedrale la Messa per la pace avremo modo di riflettere su questo tema. Certo \u00e8 che il Natale quest\u2019anno \u00e8 stato quanto mai opportuno: una vera notizia di speranza. Il Signore non ha tolto il suo sguardo dal mondo e ha inviato il suo stesso Figlio. Abbiamo cantato al Vangelo: \u201cMolte volte e in diversi modi, Dio ha parlato ai nostri padri per mezzo dei profeti; oggi, invece, parla a noi per mezzo del Figlio\u201d. E\u2019 questo il mistero incredibile del Natale: Dio ha scelto di parlarci direttamente attraverso il Figlio. E il Figlio \u00e8 quel bambino che giace nella mangiatoia. Scrive Luca: \u201cI pastori andarono senz\u2019indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva in una mangiatoia\u201d. I pastori si stupirono. E noi? Come restare indifferenti di fronte a tale mistero di amore? Pensate che anche un filosofo come Sartre fu colpito da questo mistero. Mentre era prigioniero nel lager nazista di Treviri, descrive cos\u00ec lo stupore di Maria in quella notte mentre prendeva tra le mani il piccolo Ges\u00f9: \u201cQuesto Dio \u00e8 mio figlio. Questa carne divina \u00e8 la mia carne. E\u2019 fatta di me, ha i miei occhi e questa forma della sua bocca \u00e8 la forma della mia. Mi rassomiglia. E\u2019 Dio che mi assomiglia\u2026 un Dio piccolo che si pu\u00f2 prendere nelle braccia e coprire di baci, un Dio caldo, che sorride e respira, un Dio che si pu\u00f2 toccare e vive\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Questo Bambino \u00e8 la benedizione di Terni e delle nostre citt\u00e0. Egli \u00e8 venuto non per imporsi, ma per amare; non per escludere, ma per accogliere; non per condannare, ma per salvare. E\u2019 venuto perch\u00e9 la vita di tutti sia pi\u00f9 piena e pi\u00f9 giusta. E non si rassegna alla mediocrit\u00e0 e neppure ad una vita triste e scialba. Ges\u00f9 \u00e8 venuto terra per sconfiggere il male e la morte, e per aprire a tutti le porte del regno della giustizia e della pace. Tutti vuole salvare senza eccezione alcuna, e se ha qualche preferenza, \u00e8 per i deboli e per i poveri, per i malati e per i soli. Cos\u00ec si comporta Dio che, appunto, \u201cha tanto amato il mondo da inviare il suo figlio per noi\u201d, come scrive l\u2019evangelista Giovanni. \u201cTe Deum laudamus\u201d perch\u00e9 cos\u00ec non ci hai abbandonato al destino triste di questo mondo. \u201cTe Deum laudamus\u201d perch\u00e9, nonostante le nostre chiusure e infedelt\u00e0, resti accanto a noi. \u201cTe Deum laudamus\u201d perch\u00e9, come ai pastori, ci doni la gioia di nutrirci del corpo e sangue del tuo Figlio e di saziarci delle sue parole. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Nella Messa di mezzanotte, sulla scia dell\u2019esempio di Francesco d\u2019Assisi, dicevo che ogni Messa \u00e8 Natale, perch\u00e9 in ogni Messa Ges\u00f9 nasce sull\u2019altare. E quindi ogni domenica dovremmo accorrere a Messa, come i pastori accorrevano alla grotta per vedere Ges\u00f9. Durante la Messa nel pane e nel calice vediamo Dio, come Maria e i pastori in quel bambino vedevano Dio. Non dimentichiamo questo mistero. E\u2019 facile non farci caso; \u00e8 facile essere distratti; \u00e8 facile purtroppo che anche per noi si possa dire con tristezza, \u201cnon c\u2019era posto per lui\u201d nel nostro cuore. Al termine di quest\u2019anno ringraziamo il Signore che come ci ha parlato nei giorni passati continuer\u00e0 a parlarci ancora nei giorni che verranno. La Parola di Dio che abbiamo voluto rimettere al centro della nostra attenzione in questo anno, con l\u2019assemblea diocesana aperta dal cardinale Ruini, deve diventare la nostra vita, la nostra passione, la nostra preghiera. Il Vangelo di Matteo che ho consegnato alla citt\u00e0, a partire dal Comune, e che vorrei fosse il libro di preghiera pi\u00f9 comune per tutti, sia la luce quotidiana per noi e per tutti. E con il salmista cantiamo: \u201clampada per i miei passi \u00e8 la tua parola, luce sul mio cammino\u201d(Sl 119, 105).<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, \u00e8 una tradizione bella ritrovarsi assieme al termine dell\u2019anno per ringraziare il Signore con la Santa Liturgia Eucaristica e l\u2019antico canto del Te Deum. 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