{"id":16563,"date":"2003-12-24T00:00:00","date_gmt":"2003-12-24T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/notte-di-natale-cattedrale-di-terni.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"notte-di-natale-cattedrale-di-terni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/notte-di-natale-cattedrale-di-terni.html","title":{"rendered":"Notte di Natale &#8211; Cattedrale di Terni"},"content":{"rendered":"<p><P>Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P>quella notte un angelo del Signore si present\u00f2 ai pastori mentre custodivano il loro gregge. Una grande luce li avvolse e \u201cfurono presi da grande spavento\u201d. Ma l\u2019angelo disse loro: \u201cNon temete, vi annunzio una grande gioia, che sar\u00e0 di tutto il popolo: oggi, nella citt\u00e0 di Davide, vi \u00e8 nato un salvatore che \u00e8 Cristo Signore\u201d. <\/P><br \/>\n<P>E\u2019 il Vangelo di Natale. Ed \u00e8 risuonato anche in questa cattedrale.&nbsp; Una luce ci ha illuminato e l\u2019incenso ci ha avvolti. E dall\u2019ambone, come dal cielo di Betlemme, \u00e8 risuonato l\u2019annuncio del Natale. Forse l\u2019abitudine, che ottunde i cuori, non ci ha fatto stupire e neppure spaventare come accadde ai pastori. Ma se guardiamo oltre noi stessi e ci affacciamo sul mondo vediamo gente spaventata, non per gli angeli, certo, ma per le violenze e per le guerre. E quanti poveri sentono crescere in loro la paura, visto che il futuro appare ancor pi\u00f9 buio di quel che gi\u00e0 \u00e8 ora? I tempi che stiamo vivendo non sono facili e non sembrano portare serenit\u00e0. Lo sappiamo tutti, ma lo vive particolarmente chi \u00e8 pi\u00f9 colpito: penso ai poveri, ai deboli, alle persone sole, a quelle angosciate, a quelle travolte dai problemi. E\u2019 vero per\u00f2 che anche noi abbiamo bisogno di conforto e di sostegno. E ci viene chiesto, almeno questa notte, come fu chiesto ai pastori, di non fermarci a guardare il nostro gregge o a contemplare le nostre cose, ma di alzare lo sguardo da noi stessi per accorgerci del grande dono che Dio ci fa in questa santa notte. <\/P><br \/>\n<P>E\u2019 tornato anche qui l\u2019angelo del Natale per dire a noi e a tutti: \u201cNon temete! Non abbiate paura! Non lasciatevi prendere dalla rassegnazione e dallo sconforto!\u201d Chi di noi lo ascolta potrebbe ribattere: ma come non temere? come non rassegnarsi di fronte alla forza del male? E, comunque, che posso fare io per cambiare il corso delle cose? Ricordo ancora la triste impressione che mi fece un giovane di un liceo di Terni il quale, durante un\u2019assemblea di scuola a cui ero stato invitato, ribatt\u00e9 che era inutile impegnarsi, che non valeva la pena darsi da fare, perch\u00e9 \u00e8 impossibile cambiare il mondo. La notte della rassegnazione era calata sul cuore di quel giovane. E non \u00e8 il solo, quanti altri sono come lui! Non aveva ancora n\u00e9 udito n\u00e9 visto l\u2019angelo di Natale. Ma cos\u00ec si finisce per pensare solo a se stessi e a poco altro. <\/P><br \/>\n<P>Il mondo ha bisogno del Vangelo di Natale. Ne abbiamo bisogno tutti. E l\u2019angelo torna per annunciare ancora: \u201coggi vi \u00e8 nato nella citt\u00e0 di Davide un salvatore che \u00e8 Cristo Signore\u201d. Gi\u00e0 Isaia lo aveva detto: \u201cIl popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse\u201d. La luce \u00e8 quel Bambino. Dice l\u2019angelo ai pastori: \u201cTroverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia\u201d. Care sorelle e cari fratelli, \u00e8 tutto qui il Vangelo del Natale: quel Bambino, deposto in una mangiatoia, \u00e8 Dio. Quel bambino debole, che piange come piangono tutti i bambini, \u00e8 il creatore del cielo e della terra; \u00e8 colui che libera il mondo dal male e che dona agli uomini la felicit\u00e0 e la pace. L\u2019angelo dice: \u201c\u00e8 una grande gioia, che sar\u00e0 di tutto il popolo\u201d. Il Natale non \u00e8 solo per noi o per qualche gruppo, ma, per il mondo intero. Tutti sono chiamati a gioire: i vicini e i lontani, i buoni e cattivi, i piccoli e i grandi. Tutti possiamo incontrare Ges\u00f9, tutti possiamo aprire il cuore a quel bambino. Del resto \u00e8 venuto per stare con noi, anzi, per restare con noi. A Betlemme nessuno si accorge di lui e chi se ne accorge non lo accoglie, \u00e8 costretto a nascere in una stalla. Quanta tristezza c\u2019\u00e8 in quella frase di Luca: \u201cNon c\u2019era posto per lui nell\u2019albergo\u201d! Eppure Ges\u00f9, pur di restarci accanto, accetta anche il freddo di una mangiatoia. Sembra non poter fare a meno di noi, anche se, in verit\u00e0, siamo noi a non poter fare a meno di lui. Come non commuoverci di fronte ad un amore cos\u00ec grande?<\/P><br \/>\n<P>Impariamo da Francesco di Assisi a vivere il Natale, ad accogliere Ges\u00f9 nel nostro cuore. Francesco, 780 anni fa volle rivivere il Natale a Greccio. Al suo amico Giovanni Velita disse: \u201cQuest\u2019anno voglio vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si \u00e8 trovato Ges\u00f9 nel nascere\u201d. Francesco non voleva fare una sacra rappresentazione, voleva \u201cvedere\u201d la grandezza dell\u2019amore di Dio che veniva anche nel freddo di questo mondo pur di salvarci. Ges\u00f9 nasceva nel freddo di un mondo segnato dall\u2019egoismo e dalla fame, dall\u2019ingiustizia e dalla guerra, per ridare il calore dell\u2019amore. Ma questo accade ogni volta che si celebra la Messa. S\u00ec, ogni Messa \u00e8 Natale. Un giorno Francesco parl\u00f2 cos\u00ec ai suoi frati: \u201cVedete, ogni giorno il Figlio di Dio si umilia, come quando dalla sede regale scese nel grembo della vergine, ogni giorno viene a noi in umile apparenza; ogni giorno discende dal seno del Padre sopra l\u2019altare nelle mani del sacerdote. E come ai santi Apostoli apparve in vera carne, cos\u00ec ora si mostra a noi nel pane consacrato\u201d. E quella notte, il presepe non fu una sacra rappresentazione, ma la celebrazione della Messa che fu tenuta, appunto, nella grotta di Greccio, nel freddo e nella povert\u00e0 di una stalla. Francesco cant\u00f2 il Vangelo, ebbe in visione il Bambino e lo accolse nella Comunione. Fu questo il presepe di Francesco, il Natale a Greccio. E\u2019 il presepe che noi ogni domenica siamo chiamati a vivere. S\u00ec, potremmo dire: il presepe a Betlemme e l\u2019altare nella chiesa. Il presepe vero \u00e8 perci\u00f2 l\u2019altare: sull\u2019altare il Signore nasce ogni volta che si celebra la Messa. Sono ormai tre anni che nella Chiesa diocesana stiamo meditando sul mistero dell\u2019Eucarestia perch\u00e9 diventi il centro della nostra vita, come lo era per Francesco. Questa sera, la vediamo legata al Natale. Questo sta a dire che ogni domenica \u00e8 Natale; che dobbiamo accorrere ad ogni celebrazione eucaristica come i pastori accorsero per vedere Ges\u00f9. Con gli occhi vediamo il pane e il calice, come Maria e i pastori vedevano quel bambino; ma nel pane e nel calice, come nella carne di quel bambino, c\u2019\u00e8 Dio. Pensiamo allo stupore di Maria nel guardare quel bambino! Pensiamo all\u2019attenzione che aveva quando lo prendeva tra le mani! Non dobbiamo avere anche noi quello stupore nel contemplare l\u2019ostia? Non dobbiamo avere la stessa delicatezza mentre la riceviamo nelle mani? Spesso invece siamo distratti e disattenti, privandoci di quella gioia interiore che ebbe Maria e che gust\u00f2 Francesco. Ricordiamoci che ogni domenica possiamo gustare la stessa commozione che in questa notte tutti sentiamo.&nbsp; <\/P><br \/>\n<P>Francesco sentiva molto il Natale. Riteneva che dovesse essere una festa bella per tutti e particolarmente per i poveri. Voleva che loro fossero i primi a far festa, e per questo li esonerava dal digiuno e li invitava a mangiare. Anche noi vogliamo seguire questa tradizione francescana facendo domani il pranzo dei poveri in cattedrale. Voi sapete che la mensa di San Valentino \u00e8 aperta tutti i giorni per loro, ma domani il pranzo \u00e8 qui, in duomo. Vedete qui, davanti all\u2019altare, un tavolo gi\u00e0 preparato. Potremmo dire che \u00e8 il presepe preparato da Ges\u00f9; un presepe alla rovescia: quando viene il Signore, infatti, noi gli prepariamo una stalla, quando arrivano i poveri il Signore gli apre le porte della cattedrale e prepara per loro un banchetto. E\u2019 un piccolo segno per comprendere quanto \u00e8 grande l\u2019amore del Signore. <\/P><br \/>\n<P>Care sorelle e cari fratelli, apriamo le porte del nostro cuore al Signore che viene ed egli ci far\u00e0 gustare la stessa gioia che gustavano i pastori in quella notte a Betlemme.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, quella notte un angelo del Signore si present\u00f2 ai pastori mentre custodivano il loro gregge. Una grande luce li avvolse e \u201cfurono presi da grande spavento\u201d. 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