{"id":16556,"date":"2003-11-02T00:00:00","date_gmt":"2003-11-02T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/commemorazione-dei-defunti.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"commemorazione-dei-defunti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/commemorazione-dei-defunti.html","title":{"rendered":"Commemorazione dei defunti"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Non vogliamo, fratelli, che ignoriate la condizione di quelli che dormono nel Signore, affinch\u00e9 non siate tristi come quelli che non hanno speranza&#8221;(I Tes. 4,12). Queste parole che Paolo scriveva alla comunit\u00e0 cristiana di Tessalonica, tanti secoli fa, oggi sono rivolte a noi mentre ricordiamo tutti i nostri defunti. Non \u00e8 un caso che la memoria dei defunti sia legata alla festa dei santi. Potremmo anzi dire che \u00e8 una stessa festa. E questa sera, questa nostra celebrazione, vuole in certo modo unificare le due memorie, i santi e i morti. Essi stanno assieme, vivono nella stessa pace e godono la stessa pienezza di vita. <BR>La santa liturgia che stiamo celebrando vuole aprirci come uno spiraglio sulla loro vita. Tante volte ci chiediamo dove sono i nostri cari, dove sono i nostri parenti defunti, dove sono i nostri amici che ci hanno lasciato. Vogliamo saperlo perch\u00e9 il distacco ci pesa, \u00e8 davvero doloroso. E non ci rassegniamo alla loro perdita. E, per certi versi, abbiamo ragione. Come accettare la separazione da chi abbiamo amato? Non vogliamo che il legame profondo con i nostri cari sia distrutto. Per questo veniamo qui al cimitero, come a voler cancellare la distanza che ci separa da loro, o comunque per conservare oltre che memoria anche un legame fisico, concreto. Ed \u00e8 un patrimonio di sapienza che ci viene dal Vangelo. S\u00ec, care sorelle e cari fratelli, la fede nella risurrezione della carne nasce direttamente dalla risurrezione di Ges\u00f9. Ecco perch\u00e9 facciamo bene a venire qui e conservare questa tradizione. L&#8217;apostolo Paolo ci invita a guardare il futuro riservato ai figli di Dio: &#8220;Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli&#8230;E se siamo figli siamo anche eredi&#8221;, scrive ai romani. <BR>Noi tutti siamo gli eredi di Dio, quindi gli eredi del Paradiso. Oggi, questa Santa Liturgia, apre ai nostri occhi uno spiraglio sulla nostra eredit\u00e0. Per noi dovr\u00e0 venire ancora nella sua pienezza; per i nostri defunti \u00e8 pienamente svelata. Essi sono su quel monte alto ove il Signore ha preparato un banchetto per tutti i popoli. Non hanno pi\u00f9 il velo &#8220;che copre la faccia&#8221; e i loro occhi contemplano il volto di Dio. Nessuno di loro versa pi\u00f9 lacrime di tristezza. E, semmai ci sono lacrime nel cielo, sono lacrime di commozione senza fine. La Liturgia di oggi ci svela il luogo dove i nostri cari sono e dove noi andremo. E c&#8217;\u00e8 un rapporto saldo tra noi e loro. E&#8217; vero, non \u00e8 visibile, ma non per questo meno reale. Anzi, \u00e8 pi\u00f9 profondo perch\u00e9 non fondato sulle apparenze esteriori, spesso ingannatrici. Quante volte anche gli amici pi\u00f9 cari ci lasciano soli con i nostri problemi? La comunione con i nostri defunti \u00e8 fondata sul mistero dell&#8217;amore di Dio che tutti raccoglie e tutti sostiene. L&#8217;amore \u00e8 la sostanza e la verit\u00e0 della vita e della morte. Tutto passa, solo l&#8217;amore resta. <BR>E&#8217; quanto il Signore Ges\u00f9 ci dice nel brano evangelico che abbiamo ascoltato. L&#8217;unica cosa che conta nella vita \u00e8 l&#8217;amore; l&#8217;unica cosa che resta di tutto quel che abbiamo detto e fatto, pensato e programmato, \u00e8 l&#8217;amore. E l&#8217;amore \u00e8 sempre grande; anche quando si manifesta in gesti piccoli come dare un bicchiere d&#8217;acqua o un pezzo di pane, fare una visita a un malato, dire una parola di conforto, dare una mano a chi ha bisogno. L&#8217;amore \u00e8 grande, \u00e8 forte, \u00e8 irresistibile perch\u00e9 \u00e8 sempre una scintilla di Dio che infuoca e salva la terra. Se seguiremo questa parola evangelica, anche noi, al termine dei nostri giorni, ci sentiremo dire: &#8220;Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredit\u00e0 il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo&#8221;, e la nostra gioia sar\u00e0 piena.<BR>Con grande sapienza i nostri antichi hanno costruito questo luogo, segno di un legame che resta con i nostri defunti. E ci ricorda che l&#8217;amore \u00e8 pi\u00f9 forte della morte. Essa, infatti, \u00e8 certo una separazione, ma non riesce ad annullare i nostri vincoli di amore, non distrugge i nostri legami, non annulla quei gesti di benevolenza, di affetto, di aiuto, di bont\u00e0 che ci siamo scambiati lungo la vita. Tutto questo \u00e8 salvato. E oggi, potremmo dire, che con questa celebrazione ricordiamo la nostra citt\u00e0 in Paradiso; quella che varie volte ho chiamato &#8220;Terni del cielo&#8221;. Oggi \u00e8 la festa di tutti i cittadini Terni che si ritrovano assieme in Paradiso. Essi, sono davanti al Signore, e pregano per noi, pregano per questa nostra citt\u00e0. Ne abbiamo bisogno. Mentre noi preghiamo per loro, essi, davanti a Dio pregano per noi, chiedono a Dio che continui a proteggerci. Se potessero parlarci quante cose ci direbbero! Vorrei prendere in prestito le parole che sant&#8217;Agostino immagin\u00f2 che un defunto potrebbe dire ai suoi cari sulla terra: &#8220;Se mi ami non piangere! Se conoscessi il mistero immenso del cielo dove vivo ora; se potessi vedere e sentire quello che io sento e vedo in questi orizzonti senza fine e in questa luce che tutto investe e penetra, non piangeresti se mi ami! Sono ormai assorbito dall&#8217;incanto di Dio, dalle espressioni della sua sconfinata bellezza. Le cose di un tempo sono cos\u00ec piccole e meschine al confronto! Mi \u00e8 rimasto l&#8217;affetto per te, una tenerezza che non hai mai conosciuto! Ci siamo amati e conosciuti nel tempo: ma tutto era allora cos\u00ec fugace e limitato! Io vivo nella serena e gioiosa attesa del tuo arrivo fra noi: tu pensaci cos\u00ec; nella tua battaglia pensa a questa meravigliosa casa, dove non esiste la morte, e dove ci disseteremo insieme nel trasporto pi\u00f9 puro e pi\u00f9 intenso, alla fonte inestinguibile della gioia e dell&#8217;amore. Non piangere pi\u00f9 se veramente mi ami!&#8221; Cos\u00ec le parole di Sant&#8217;Agostino. <BR>Care sorelle e cari fratelli, oggi si apre davanti ai nostri occhi uno spiraglio del Paradiso, ove sono i nostri morti. Sia per noi una visione di consolazione e di speranza. S\u00ec, la vera Terni non finisce qui. Questa nostra citt\u00e0, continua in Paradiso. Certo, iniziamo a costruirla gi\u00e0 da questa terra. E i mattoni di questa nuova citt\u00e0 sono i gesti di amore e di misericordia: \u00e8 quel bicchiere d&#8217;acqua, quel pezzo di pane, quella visita, quella parola buona, quella mano tesa, quel sorriso. Ai nostri occhi questi gesti sembrano insignificanti, ma agli occhi di Dio sono eterni. S\u00ec, l&#8217;amore \u00e8 sempre pi\u00f9 forte della morte. Amiamoci gli uni gli altri e il Paradiso inizia gi\u00e0 da questa terra.<BR><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Non vogliamo, fratelli, che ignoriate la condizione di quelli che dormono nel Signore, affinch\u00e9 non siate tristi come quelli che non hanno speranza&#8221;(I Tes. 4,12). Queste parole che Paolo scriveva alla comunit\u00e0 cristiana di Tessalonica, tanti secoli fa, oggi sono rivolte a noi mentre ricordiamo tutti i nostri defunti. 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