{"id":16555,"date":"2003-11-02T00:00:00","date_gmt":"2003-11-02T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-per-i-caduti-della-citta-di-terni.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"messa-per-i-caduti-della-citta-di-terni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-per-i-caduti-della-citta-di-terni.html","title":{"rendered":"Messa per i caduti della citt\u00e0 di Terni"},"content":{"rendered":"<p><P>Autorit\u00e0 cittadine, care sorelle cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P>ieri pomeriggio abbiamo celebrato la santa liturgia nel cimitero di Terni, unendo in un&#8217;unica festa la memoria dei santi e dei defunti. E dicevo che il cimitero rappresenta quel legame quasi fisico che tutti desideriamo avere con i nostri defunti, come per affermare che la morte non annulla i vincoli di amore e di affetto. Dal vangelo sappiamo che la morte non pu\u00f2 vincere sull&#8217;amore. Quel crocifisso che tante volte vediamo \u00e8, appunto, il segno della vittoria dell&#8217;amore sulla morte. E aggiungevo che il cimitero, posto ai bordi della citt\u00e0, vuole come legare la citt\u00e0 della terra a quella del cielo. C&#8217;\u00e8 infatti un legame &#8211; invisibile agli occhi della carne ma non a quelli della fede &#8211; tra noi e i nostri defunti; potremmo dire tra la Terni della terra e quella del cielo ove sono, appunto, i nostri concittadini defunti. Essi, sono davanti al Signore: pregano per noi e per questa nostra citt\u00e0. <BR>Oggi, in continuit\u00e0 con la celebrazione di ieri, ci ritroviamo assieme per ricordare in modo particolare i &#8220;caduti&#8221; della nostra citt\u00e0. Li ricordiamo nella nostra cattedrale che \u00e8 dedicata a Maria assunta nel cielo. Ricordiamo i caduti delle guerre, i caduti sul lavoro, coloro che hanno pagato con la loro vita il servizio alla citt\u00e0. Li ricordiamo perch\u00e9 siano assunti anche loro nel cielo di Dio. E se sui monumenti civili saranno tra poco le corone di fiori in loro ricordo, essi nel cielo ricevono la corona di gloria del Signore che li stringe al suo cuore. Mentre la violenza spezzava le loro vite e il male li scaraventava nell&#8217;abisso della morte, Dio accorreva verso quei suoi figli e quelle sue figlie, e li raccoglieva con le sue mani strappandoli dall&#8217;annientamento. Con tenerezza infinita li abbracciava al suo cuore e li portava nel cielo. Scrive il libro della Sapienza: &#8220;Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccher\u00e0&#8221;. Ecco, sorelle e fratelli, dove sono i nostri caduti: nelle mani di Dio. Ges\u00f9 stesso, al momento della sua morte, preg\u00f2: &#8220;Nelle tue mani affido il mio spirito&#8221;. Sapeva che le mani di Dio non sono come le nostre mani, fiacche e dimentiche, ma forti e amorevoli. Mentre questi nostri fratelli venivano travolti dalla morte, Dio li raccoglieva uno ad uno, li ha assunti al cielo, ed ora nessun tormento li tocca: vivono nella pace. E&#8217; difficile per noi comprendere questo mistero. Ma la Parola del Signore ci viene incontro e ci mostra il nuovo cielo e la nuova terra di Dio ove sono raccolti i giusti di ogni popolo, di ogni razza, di ogni cultura, di ogni fede. Giovanni, con le parole dell&#8217;Apocalisse, ci strappa dalla ristrettezza dei nostri sguardi e ci coinvolge nella sua visione: &#8220;Io, Giovanni, vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perch\u00e9 il cielo e la terra di prima sono passati\u2026vidi la citt\u00e0 santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, come una sposa adorna per il suo sposo&#8221;. Lasciamoci coinvolgere da questo sogno dell&#8217;apostolo, lasciamoci prendere dal suo sguardo che forza il futuro della storia. Questa nostra celebrazione \u00e8 un dono prezioso; essa, infatti, apre come uno spiraglio sulla felicit\u00e0 e sulla gioia di questi nostri concittadini che sono nel cielo. Se ci lasciamo coinvolgere almeno un poco possiamo intravedere, certo in modo confuso, la santa Gerusalemme del cielo, s\u00ec la Terni celeste, abitata dai tanti figli di questa citt\u00e0, i figli di ieri e quelli di oggi. E come vorrei che tutti vedessimo, come l&#8217;apostolo Giovanni, scendere la Terni del cielo qui, in mezzo a noi, una Terni bella e pronta come una sposa per il suo sposo, per poterla abbracciare e abitare e vivere nella pienezza della gioia! <BR>Non \u00e8 un sogno lontano. Deve diventare nuovo inizio. Questa cattedrale, che resistette alle bombe della guerra e che diviene sempre pi\u00f9 bella e accogliente, \u00e8 per noi tutti un segno, il segno della citt\u00e0 del cielo che scende sulla terra. Sia, questa cattedrale, luogo dell&#8217;amore e della misericordia, luogo del perdono e della speranza, fontana di misericordia e di pace che tutti disseta. E&#8217; un segno perch\u00e9 tutta Terni sia luogo di pace e di accoglienza. Mercoled\u00ec prossimo ci recheremo dal Papa, siamo ottomila persone, la gran parte dei quali giovani. E&#8217; un pellegrinaggio per dire il nostro grazie a Giovanni Paolo II che non ha cessato di difendere la pace, ma anche per sognare una Terni nuova. Ricorderemo infatti i sessanta anni dai tragici bombardamenti della seconda guerra mondiale. Tale memoria \u00e8 uno sprone a disegnare la nuova citt\u00e0 su quella del cielo, la santa Gerusalemme, citt\u00e0 della pace. <BR>La citt\u00e0 del cielo, il Paradiso &#8211; lo dicevo anche ieri &#8211; inizia da questa terra. E anche la Terni del futuro inizia qui, se mettiamo pietra su pietra, amore su amore, misericordia su misericordia, pace su pace, sino a completare quell&#8217;edificio spirituale che culmina nel cielo. S\u00ec, gi\u00e0 da ora possiamo costruire il Paradiso. Certo, deve tramontare il cielo vecchio dell&#8217;egoismo e della violenza; deve scomparire la terra vecchia dell&#8217;odio e dell&#8217;ingiustizia, per veder sorgere quel cielo nuovo e quella terra nuova di cui parla l&#8217;apostolo, ove &#8220;non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 la morte, n\u00e9 lutto, n\u00e9 lamento, n\u00e9 affanno, perch\u00e9 le cose di prima sono passate&#8221;. <BR>E il cielo nuovo e la terra nuova sono quelli ove le beatitudini del Vangelo non sono parole vuote, ma vita quotidiana. Il Vangelo \u00e8 la nostra beatitudine, la nostra felicit\u00e0. Certo, la felicit\u00e0 evangelica \u00e8 rovesciata rispetto a quella che in genere si ha: \u00e8 felice chi pensa a s\u00e9, chi \u00e8 soddisfatto di s\u00e9, chi ha tutto per s\u00e9. Non \u00e8 cos\u00ec per il Vangelo. Qualcuno pu\u00f2 chiedere: ma com&#8217;\u00e8 possibile essere felici quando si \u00e8 poveri, afflitti, miti, misericordiosi? Eppure, se guardiamo con attenzione alle cause di amarezza della vita del mondo contemporaneo le scorgiamo nella insaziabilit\u00e0, nell&#8217;arroganza, nella prevaricazione, nell&#8217;odio, nella violenza, nell&#8217;indifferenza, nell&#8217;inimicizia, nella guerra. La felicit\u00e0 sta solo nell&#8217;amore di Dio e dei fratelli. S\u00ec, solo l&#8217;amore rende felici. E solo l&#8217;amore resta. La memoria dei &#8220;caduti&#8221; della nostra citt\u00e0 si inserisce in questo amore. Oggi li ricordiamo con riconoscenza, sapendo che l&#8217;amore di Dio li ha salvati rendendoli partecipi della sua pace nella Gerusalemme del cielo.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autorit\u00e0 cittadine, care sorelle cari fratelli, ieri pomeriggio abbiamo celebrato la santa liturgia nel cimitero di Terni, unendo in un&#8217;unica festa la memoria dei santi e dei defunti. 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