{"id":16550,"date":"2003-09-13T00:00:00","date_gmt":"2003-09-13T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/ordinazione-andrej-anghelus.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"ordinazione-andrej-anghelus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ordinazione-andrej-anghelus.html","title":{"rendered":"Ordinazione Andrej Anghelus"},"content":{"rendered":"<p><P>Care sorelle e cari fratelli, <BR>la Santa Liturgia di oggi \u00e8 ricca di significato per noi e per la nostra Chiesa diocesana. Questa Domenica, memoria della morte e risurrezione del Signore, accoglie la festa dell&#8217;Esaltazione della Santa Croce e il conferimento del presbiterato ad Andrei. Sono tre eventi che si congiungono assieme e rendono ancor pi\u00f9 profonda la nostra gioia e significativa l&#8217;ordinazione presbiterale. <BR>La memoria della Santa Croce ci riporta a quel lontano 14 settembre del 335 &#8211; quasi mille e settecento anni fa &#8211; quando una folla numerosa di fedeli si raccolse a Gerusalemme per la dedicazione della Basilica del Santo Sepolcro e si ricord\u00f2 anche il ritrovamento del legno della santa Croce. Da quel giorno si celebra ogni anno questa memoria. La Santa Liturgia d&#8217;Oriente prevede ancora che il sacerdote celebrante alzi la croce e la diriga verso i quattro punti cardinali, per indicare l&#8217;universalit\u00e0 della salvezza. E non \u00e8 senza significato che tu, Andrey, ricevi l&#8217;ordinazione sacerdotale proprio in questo santo giorno. E&#8217; come dirti che sei chiamato nel ministero presbiterale a mostrare il mistero della Croce, il mistero dell&#8217;amore di Dio che dalla Croce promana a tutti gli uomini e a tutte le donne. S\u00ec, non devi porre limiti alla missione d&#8217;amore, proprio perch\u00e9 quella Croce non ha posto nessun confine, nessun limite all&#8217;amore. Questo indica il gesto di mostrare la Croce ai quattro punti cardinali. E c&#8217;\u00e8 anche un motivo in pi\u00f9 perch\u00e9 questo avvenga. Il paese da cui vieni, la Romania, ha vissuto nella sua storia il dramma della Croce. Numerosi sono stati i martiri durante il Novecento. Si tratta di vescovi, di preti, di religiosi, di semplici laici, i quali hanno dato la vita per la fede in Ges\u00f9. Tutti noi, guardandoli, dobbiamo ricordare le parole della Lettera agli Ebrei: &#8220;Non avete ancora resistito sino al sangue nella vostra lotta contro il peccato&#8221;(12, 4). Essi debbono essere per te un riferimento costante, contro la tentazione di una vita scialba e priva di passione. Questa testimonianza d&#8217;amore martiriale sia, se cos\u00ec posso dire, l&#8217;orgoglio che devi avere per la tua terra. I tuoi familiari, tua mamma, in particolare, che abbraccio e saluto di cuore, ricorda meglio di te questa pagina di martirio della Romania. Vorrei dirti, caro Andrei senti il tuo sacerdozio anche radicato nei nuovi martiri della tua terra. <BR>E credo che la coincidenza della tua ordinazione sacerdotale con la festa dell&#8217;esaltazione della Croce non \u00e8 solo casuale. Direi che il tuo sacerdozio deve essere segnato da questo mistero d&#8217;amore, ch&#8217;\u00e8 la Croce di Cristo. Quanto abbiamo ascoltato dal libro dei Numeri non \u00e8 solo una storia lontana. E&#8217; una vicenda tremendamente attuale. Tanti sono, infatti, i popoli che si trovano ancora oggi nella condizione del popolo ebreo nel deserto quando veniva morso da innumerevoli &#8220;serpenti velenosi&#8221;. Oggi, tanti, davvero tanti sono i &#8220;serpenti velenosi&#8221; che si aggirano nel mondo, magari nascondendosi sotto diverse sembianze. L&#8217;elenco sarebbe davvero lungo: basti pensare alla fame e alla sete che continuano a uccidere senza sosta; l&#8217;aborto e l&#8217;eutanasia sono divenute un fatto sempre pi\u00f9 normale; e malattie come l&#8217;Aids, soprattutto in Africa, continuano a mietere vittime; e poi i conflitti e le guerre che non cessano di moltiplicarsi e di creare morti senza numero. <BR>Mos\u00e8 innalz\u00f2 per il suo popolo un serpente di bronzo: chi lo avrebbe guardato non sarebbe morto. Tutto ci\u00f2 Mos\u00e9 lo fece in figura; il suo gesto era una prefigurazione della croce. L&#8217;evangelista Giovanni lo scrive esplicitamente: &#8220;Come Mos\u00e8 innalz\u00f2 il serpente nel deserto, cos\u00ec bisogna che sia innalzato il Figlio dell&#8217;uomo&#8221; (Gv 3,14), e pi\u00f9 avanti, quasi a ricalcare la scena biblica, aggiunge: &#8220;Volgeranno gli occhi a colui che hanno trafitto&#8221; (Gv 19,37). C&#8217;\u00e8 bisogno ancora oggi di esaltare la Croce, di metterla in alto, di mostrarla ai quattro punti cardinali, perch\u00e9 tutti la vedano e siano salvi. Anche a te, caro Andrey, viene affidato il ministero di alzare e di mostrare la Croce. Il sacerdote riceve il compito di mostrare il Vangelo della Croce perch\u00e9 chiunque lo guardi venga salvato. Potremmo dire che nel mistero della Croce si riassume tutto il senso del sacerdozio, come si riassume tutto l&#8217;amore di Ges\u00f9. La Chiesa, infatti, con la festa dell&#8217;esaltazione della Santa Croce, vuole mostrare a tutti l&#8217;indicibile amore di Ges\u00f9 per gli uomini e per ciascuno di noi. Il prefazio della Messa ci fa cantare: &#8220;Nell&#8217;albero della Croce tu, o Dio, hai stabilito la salvezza dell&#8217;uomo, perch\u00e9 donde sorgeva la morte di l\u00e0 risorgesse la vita&#8221;. E&#8217; giusto esaltare la Croce: su quel legno \u00e8 stato sconfitto una volta per sempre l&#8217;amore per se stessi e trionfa definitivamente l&#8217;amore per gli altri. La Croce \u00e8 la sintesi, il culmine dell&#8217;amore di Ges\u00f9 per il Padre e per gli uomini. Essa \u00e8 gi\u00e0 presente sin dal cielo, sin da quando Dio decise di mandare il Suo Figlio in mezzo agli uomini. Ges\u00f9, infatti, inizi\u00f2 il suo cammino verso la croce da quando &#8220;non consider\u00f2 un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio&#8221;. Per amore, e solo per amore, &#8220;spogli\u00f2 se stesso, assumendo la condizione di servo&#8221;; per amore &#8220;umili\u00f2 se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce&#8221;. E il Padre stesso si \u00e8 commosso per un amore cos\u00ec sconfinato del Figlio al punto&nbsp; che &#8220;lo ha esaltato e gli ha dato il nome che \u00e8 al di sopra di ogni altro nome&#8221;.<BR>Ges\u00f9, su quella croce, ha sconfitto definitivamente l&#8217;amore per s\u00e9, il pensare a s\u00e9, il chiedere per s\u00e9, il concentrarsi su di s\u00e9. Sotto quella croce, tutti gridavano a Ges\u00f9: &#8220;Salva te stesso&#8221;. Potremmo dire che questo \u00e8 il &#8220;vangelo&#8221; del mondo: salvare se stessi, a qualsiasi costo. Ma non \u00e8, e non pu\u00f2 essere il Vangelo di Ges\u00f9. Non \u00e8, non pu\u00f2 essere il Vangelo del sacerdote. Come poteva salvare se stesso Colui che mai aveva vissuto per s\u00e9? Ges\u00f9 diceva di s\u00e9: &#8220;Non sono venuto per essere servito, ma per servire&#8221;(Mt 20,28); potremmo tradurre: &#8220;non sono venuto per salvare me stesso, per stare bene io, sono venuto per far stare bene gli altri&#8221;. Questa \u00e8 la via del sacerdote. Sulla via della croce Ges\u00f9 ha mostrato la vittoria dell&#8217;amore sull&#8217;egocentrismo. <BR>Solo Maria e Giovanni, sotto la Croce, non hanno detto a Ges\u00f9: &#8220;salvati!&#8221;. E come avrebbero voluto averlo accanto, averlo vivo, accanto. Siano i compagni del tuo sacerdozio, caro Andrey. Imita Maria che &#8220;stava sotto la Croce&#8221;. Sii cio\u00e8 vicino a tutti, ma particolarmente a chi sta in croce, a chi \u00e8 povero e debole, a chi \u00e8 deluso e senza speranza. Guardali e amali con gli stessi occhi e lo stesso cuore con cui Maria guardava il suo figlio. Imita Giovanni, il discepolo che Ges\u00f9 amava. Sappi poggiare la tua testa sul suo petto per poter cogliere da lui i battiti del suo cuore. E imitalo nell&#8217;accogliere con te Maria. Dice il Vangelo della croce: &#8220;da quel momento il discepolo &#8211; \u00e8 lui stesso che scrive &#8211; la prese nella sua casa&#8221;. Prendi con te Maria, la madre anziana, prendi con te questa nostra Chiesa diocesana, ormai avanti negli anni, e amala, servila come il Signore ti chiede. In verit\u00e0 \u00e8 stata lei, questa nostra Chiesa diocesana che amiamo e per la quale diamo la vita, questa Chiesa per prima ti ha amato, ti ha cercato, ti ha chiamato, ti ha preso e ora ti custodisce nella gioia del presbiterio. Sei il pi\u00f9 piccolo tra noi, eppure ti viene chiesta tanta saggezza. Quella che nasce dalla Croce, da quel cuore squarciato per amare gli altr4i, e non per pensare e amare se stessi. L&#8217;apostolo Giovanni, il giovane che Ges\u00f9 amava, fu colpito da quel cuore squarciato da cui usc\u00ec &#8220;sangue ed acqua&#8221;. Ges\u00f9 diede tutto se stesso. Cos\u00ec devi fare tu, caro Andrei. Questa sia la tua vita e la tua gioia.<BR>E voi, cari fratelli e sorelle di san Giovanni Bosco, tu caro don Paolo che hai accompagnato con amore don Andrey, accoglietelo con gioia, lasciatevi amare da lui e amatelo con tutto il vostro cuore. Lo lascio qui, in mezzo a voi, come viceparroco. So che gli volete bene. Da questa festa della Santa Croce sentite rivolte anche voi le parole di Ges\u00f9: &#8220;Ecco tua madre, ecco tuo figlio&#8221;. Amen<BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, la Santa Liturgia di oggi \u00e8 ricca di significato per noi e per la nostra Chiesa diocesana. Questa Domenica, memoria della morte e risurrezione del Signore, accoglie la festa dell&#8217;Esaltazione della Santa Croce e il conferimento del presbiterato ad Andrei. 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