{"id":16549,"date":"2003-09-11T00:00:00","date_gmt":"2003-09-11T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/ritiro-del-clero-a-roccaporena.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"ritiro-del-clero-a-roccaporena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ritiro-del-clero-a-roccaporena.html","title":{"rendered":"Ritiro del clero a Roccaporena"},"content":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 la festa della Madonna del Ponte, un santuario caro alla nostra Chiesa diocesana, e che si lega ai tanti altri luoghi che testimoniano la devozione a Maria nella nostra terra, penso in particolare alla cattedrale di terni e alla con cattedrale di Amelia. All&#8217;inizio di ottobre ci recheremo in pellegrinaggio alla Madonna del Ponte con i giovani della Diocesi per stringerci, all&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico, attorno alla Madre di Ges\u00f9 e nostra. Quest&#8217;oggi, mentre poniamo la nostra attenzione sui giovani della Diocesi, vogliamo porli sotto la protezione di Maria. O, se volete, amarli come lei li ama; guardarli come lei li guarda; e invocare per loro l&#8217;aiuto del Signore come Maria fece per i due giovani sposi di Cana. &#8220;Non hanno pi\u00f9 vino&#8221;, disse a Ges\u00f9. E davvero i nostri giovani spesso non hanno pi\u00f9 speranza, non hanno pi\u00f9 sogni, non hanno pi\u00f9 amici veri. S\u00ec, sono soli e abbandonati, preda di chi li compra. Questa santa Liturgia vorrei fosse come quella preghiera di Maria per i nostri giovani perch\u00e9 si possa anche nella nostra Diocesi compiere il miracolo di Cana.<BR>Ma \u00e8 necessaria una condizione perch\u00e9 il miracolo si compia. Certamente serve la nostra applicazione e sono importanti anche le nostre doti. Ma quel che \u00e8&nbsp; davvero indispensabile \u00e8 la nostra disponibilit\u00e0 a lasciarci riempire il cuore dall&#8217;amore; o, se volete, avere lo stesso amore e la stessa preoccupazione che Maria aveva per quei due giovani di Cana. Spesso lo diamo per scontato. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Talora crediamo gi\u00e0 di amare sufficientemente; oppure, pensiamo di fare gi\u00e0 tanto; e qualcuno arriva a pensare di dare anche troppo. La pagina evangelica di oggi e la lettera di Paolo ai Colossesi ci vengono incontro per educarci all&#8217;amore evangelico. E, lo vediamo subito, \u00e8 un amore esaltante ed esigente, pieno di senso ma anche di radicalit\u00e0. In un certo senso \u00e8 un amore impossibile. Come, infatti, \u00e8 possibile essere misericordiosi come lo \u00e8 il Padre? Eppure Ges\u00f9 lo dice: &#8220;Siate misericordiosi, com&#8217;\u00e8 misericordioso il Padre vostro che \u00e8 nei cieli&#8221;. E prima di giungere a tale affermazione ne delinea qualche tratto. &#8220;Amate i vostri nemici!&#8221;. Noi amiamo si \u00e8 no quelli che ci stanno simpatici! &#8220;Pregate per coloro che vi maltrattano!&#8221;. La gente in genere prega solo per s\u00e9 e per i propri cari. &#8220;A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l&#8217;altra!&#8221;. Sapete quanto viene distorta l&#8217;interpretazione di queste parole. Vengono intese come un proposta di cedimento, di pusillanimit\u00e0. Non \u00e8 cos\u00ec. Sono parole che richiedono una forza incredibile. Quella che ebbe Ges\u00f9 quando gli diedero uno schiaffo. Ges\u00f9 reag\u00ec, ma con mitezza e con incredibile forza. &#8220;A chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica!&#8221; E&#8217; di questa qualit\u00e0 la nostra generosit\u00e0? E Ges\u00f9 aggiunge: &#8220;Se amate quelli che vi amano che merito ne avrete?&#8221; E&#8217; normale amare quelli che ci sono amici e fare del bene a quelli che ci amano. Ma non \u00e8 questo quel che distingue il discepolo di Ges\u00f9 dagli altri. Chi vuol seguire Ges\u00f9 deve amare anche i nemici, anche gli estranei, anche quelli che non ci sono antipatici, anche quelli che ci fanno del male. Ed \u00e8 ovvio che questo \u00e8 impossibile. Amare il nemico, amarlo come un fratello, e quindi dare la vita per lui, perdonarlo sempre, pi\u00f9 di settanta volte sette, non opporre resistenza al malvagio, dare la nostra vita per tutti, amare senza porre limiti, sono tutti comandi impossibili. Solo il Signore poteva dirceli. E lui ci dona la forza di compierli. Ma il problema \u00e8 che noi troppo facilmente parliamo di amore, e spesso equivochiamo. <BR>Eppure \u00e8 qui la sostanza della nostra vita spirituale e dello stesso Ordine Sacro. L&#8217;amore di Dio si distingue dagli altri amori, anche da quelli che noi spesso coltiviamo. Voi sapete che i primi cristiani per parlare dell&#8217;amore cristiano inventarono una parola nuova. Non usarono &#8220;eros&#8221; e neppure &#8220;filia&#8221;, bens\u00ec &#8220;agape&#8221;. Con il termine &#8220;agape&#8221; si introduceva una nuova e impensata concezione dell&#8217;amore: un amore che non si nutre della mancanza dell&#8217;altro (&#8220;eros&#8221;) e che nemmeno semplicemente si rallegra della sua presenza (&#8220;philia&#8221;), ma, appena concepibile dagli uomini, trova il suo modello culminante nel calvario di Cristo: amore disinteressato, gratuito, perfino ingiustificato, perch\u00e9 continua ad agire &#8211; ed \u00e8 il meno che si possa dire &#8211; al di fuori di ogni reciprocit\u00e0. Con questo termine, perci\u00f2, che esprime la radicalit\u00e0 pi\u00f9 assoluta, si pu\u00f2 persino sintetizzare tutta la vicenda biblica: Dio &#8220;scende&#8221; sulla terra per amare gli uomini sino alla fine. In tal senso l&#8217;agape non viene dagli uomini, scende dall&#8217;alto, perch\u00e9 \u00e8 Dio stesso, come afferma san Giovanni: &#8220;Dio \u00e8 amore&#8221;. Il cristianesimo &#8211; in questo si differenzia da altre fedi &#8211; pi\u00f9 che religione che divinizza l&#8217;uomo, \u00e8 la religione di un Dio che per amore si fa uomo. Ges\u00f9 crocifisso \u00e8 l&#8217;esito paradossale ma necessario di questo itinerario. <BR>Per questo l&#8217;agape, cuore della vita del credente, \u00e8 superiore a tutte le virt\u00f9. Non c&#8217;\u00e8 nulla al disopra: n\u00e9 la profezia, n\u00e9 l&#8217;ineffabile lingua degli angeli e nemmeno la speranza; e neppure la conoscenza, la quale in questo mondo \u00e8 cos\u00ec misera s\u00ec che conosciamo Dio solo confusamente, come attraverso uno specchio, dentro &#8220;enigmi&#8221;. L&#8217;amore \u00e8 superiore persino alla fede. Nel Vangelo di Matteo, Ges\u00f9 dice: &#8220;Se avrete fede quanto un granellino di senape potrete dire a questo monte spostati da qui a l\u00ec, ed esso si sposter\u00e0. Niente vi sar\u00e0 impossibile&#8221;. E San Paolo con un incredibile capovolgimento: &#8220;Se avessi tutta la fede tanto da poter trasportare i monti, ma non avessi l&#8217;amore, non sarei nulla&#8221;. Tutto passer\u00e0, anche la fede e la speranza. Al termine rester\u00e0 solo l&#8217;amore. <BR>S\u00ec, c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 tutto nell&#8217;amore. E quindi non lo si possiede mai pienamente. E&#8217; sempre oltre. Mentre si possiede si deve continuamente cercarlo. L&#8217;amore \u00e8 Spirito, e lo Spirito soffia dove vuole, non pu\u00f2 essere posseduto. Si pu\u00f2 ricevere e quindi dobbiamo invocarlo da Dio. E due sono le vie per riceverlo e incontrarlo: l&#8217;esperienza mistica della preghiera e il servizio a tutti a partire dai pi\u00f9 poveri e dai pi\u00f9 deboli. E&#8217; in questa duplice direzione che noi possiamo vivere e crescere nell&#8217;amore. Oggi abbiamo posto l&#8217;attenzione ai giovani, a questi figli deboli della nostra societ\u00e0. Sono i nostri figli. Se poniamo tanta attenzione a noi stessi, alle nostre cose, alla nostra posizione, alle nostre condizioni, quanto pi\u00f9 dovremmo amare i pi\u00f9 giovani? Dice Paolo ai Colossesi: &#8220;Rivestitevi di sentimenti di misericordia, di bont\u00e0, di umilt\u00e0, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi l&#8217;un latro&#8221;. L&#8217;apostolo descrive le virt\u00f9 del cristiano, Ma queste sono anche le virt\u00f9 dell&#8217;educatore dei giovani, quelle che manifestano l&#8217;amore per questi nostr fratelli pi\u00f9 piccoli, ma bisognosi anzitutto di amore e di misericordia. Hanno bisogno che qualcuno si commuova su di loro. Che li senta suoi figli. Questo \u00e8 il senso della frase di Paolo: &#8220;Al di sopra di tutto vi sia poi la carit\u00e0&#8221;. Cosa vuol dire? Che al di sopra di se stessi deve esserci la commozione per loro. Cos\u00ec ha sentito Dio, cos\u00ec ha vissuto Ges\u00f9. Questo ha imparato Maria e l&#8217;ha messo in pratica a Cana. <BR><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 la festa della Madonna del Ponte, un santuario caro alla nostra Chiesa diocesana, e che si lega ai tanti altri luoghi che testimoniano la devozione a Maria nella nostra terra, penso in particolare alla cattedrale di terni e alla con cattedrale di Amelia. 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