{"id":16546,"date":"2003-06-28T00:00:00","date_gmt":"2003-06-28T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/ordinazione-don-ioan-ghegurt.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"ordinazione-don-ioan-ghegurt","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ordinazione-don-ioan-ghegurt.html","title":{"rendered":"Ordinazione don Ioan Ghegurt"},"content":{"rendered":"<p><P>Cari sacerdoti e diaconi, care sorelle cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P>la memoria dei santi Pietro e Paolo \u00e8 arricchita per noi da questa celebrazione per l&#8217;ordinazione sacerdotale di don Ioan Gerghut. Ho scelto questo giorno perch\u00e9 \u00e8 proprio qui, nella parrocchia di san Paolo, che Ioan ha svolto il suo ministero diaconale. Al ringraziamento ai superiori del Seminario Regionale di Assisi aggiungo anche la mia gratitudine a don Roberto e all&#8217;intera comunit\u00e0 parrocchiale di san Paolo. Don Ioan, peraltro, prprio qui inizier\u00e0 il suo ministero prebiterale. Avete fatto bene, perci\u00f2, care sorelle e cari fratelli, ad accorrere numerosi a questa celebrazione. Oggi partecipate alla consacrazione sacerdotale del vostro viceparroco. Sono certo che, in un clima di familiarit\u00e0 evangelica, don Ioan sapr\u00e0 aiutarvi a crescere nella fede e nell&#8217;amore. Un saluto particolare va ai tuoi familiari, caro Ioan, che sono venuti per dirti tutto il loro affetto. Cari familiari, benvenuti a Terni, e grazie per il figlio che ci avete dato.<BR><BR>Caro Ioan, la tua ordinazione sacerdotale avviene in un giorno particolare. E non a caso. Direi, anzi, che \u00e8 un segno della Provvidenza: il sacerdozio che oggi ti viene conferito \u00e8 segnato dalla testimonianza degli apostoli Pietro e Paolo. Essi tornano oggi in mezzo a noi, direi che ti sono accanto come testimoni del tuo sacerdozio. Ogni volta che ricorderai questo giorno dovrai fare memoria anche della loro testimonianza verso di te, perch\u00e9 in certo modo entrano nella sostanza del tuo stesso ministero pastorale. La Liturgia della Parola \u00e8 impregnata de loro amore al Vangelo e della loro passione per comunicarlo a tutti. Sono discepoli diversi tra loro, &#8220;umile pescatore di Galilea&#8221; il primo, &#8220;maestro e dottore&#8221; l&#8217;altro, come canta il prefazio della Santa Liturgia. E, tuttavia, identico \u00e8 il loro amore per Ges\u00f9, identica la loro passione per il Vangelo. <BR><BR>Pietro stava riassettando le reti sulle rive del mare di Galilea. Il Signore lo chiam\u00f2 a pescare uomini e non pi\u00f9 pesci, e a percorrere rive ben pi\u00f9 spaziose di quelle del mare di Galilea. E Pietro, o meglio Simone, notano i Vangeli, &#8220;lasciate subito le reti, lo segu\u00ec&#8221;. Lo troviamo poi tra i Dodici, con il tipico temperamento dell&#8217;uomo adulto sicuro di s\u00e9 e certo delle sue idee. In verit\u00e0, bast\u00f2 la voce di una serva per portarlo al tradimento, come tante volte accade a chi si ritiene forte e sicuro. Il vero Pietro, non \u00e8 quello forte di s\u00e9 e delle sue convinzioni, ma quello debole, quello umile, quello che si lascia dire le cose e che si lascia toccare il cuore. Il vero Pietro \u00e8 quello della domanda dell&#8217;amore. Il vero Pietro \u00e8 quello che si lascia amare. Su quella stessa riva dell&#8217;inizio Ges\u00f9 disse a Pietro: &#8220;Simone, mi vuoi bene?&#8221;, e Pietro per tre volte risponde: &#8220;Signore, tu lo sai che ti amo&#8221;. Caro Ioan accade lo stesso per te oggi. Le interrogazioni che tra poco ti far\u00f2, sono domande sull&#8217;amore, come quelle che Ges\u00f9 fece a Pietro. Sia Pietro il tuo esempio di riposta.<BR><BR>Da quel giorno la debolezza di Pietro divenne la &#8220;pietra&#8221; che avrebbe dovuto confermare i fratelli. S\u00ec, su questa &#8220;pietra&#8221; debole, ma forte nell&#8217;amore, Ges\u00f9 avrebbe edificato la sua Chiesa. E lo vediamo, Pietro, nel giorno di Pentecoste, quando alla porta &#8220;bella&#8221; del tempio comp\u00ec il primo miracolo della Chiesa. Vedendo quel paralitico che stendeva le mani gli disse: &#8220;Non possiedo n\u00e9 argento n\u00e9 oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Ges\u00f9 Cristo, cammina!&#8221; E quel paralitico inizi\u00f2 a camminare, anzi a saltare, dice l&#8217;autore degli Atti. Caro don Ioan, come vorrei che il tuo sacerdozio fosse segnato da questo Pietro! Non dal Pietro orgoglioso, sicuro di s\u00e9 e pieno di una superbia vestita di umilt\u00e0 e di testardaggine. Se \u00e8 cos\u00ec, basta una donnicciola per smotare tutto. No, il Pietro che si lascia amare, guidare, sorreggere, sia il Pietro del tuo sacerdozio. E&#8217; questo Pietro che diventa &#8220;pietra&#8221; e che quindi pu\u00f2 aiutare i fratelli e le sorelle, soprattutto i pi\u00f9 deboli a rialzarsi dalla tristezza e a ballare di gioia, come accadde per quel paralitico.&nbsp; <BR><BR>E poi Paolo. Anche lui ha avuto tante passioni, con odi feroci e risentimenti. Da giovane faceva la guardia ai matelli di coloro che lapidavano il giovane diacono Stefano. Saulo era zelante nel combattere i cristiani. Ma sulla via di Damasco il Signore lo fece cadere dal cavallo delle sue sicurezze e del suo orgoglio. Sbattuto a terra alz\u00f2 gli occhi e vide il Signore. E, come Pietro dopo il tradimento, anche Paolo si sent\u00ec toccare il cuore: non ebbe il dono delle lacrime, ma gli occhi rimasero chiusi e non vedeva pi\u00f9. Lui, abituato a guidare gli altri, dovette essere afferrato per mano e condotto a Damasco. E l\u00ec, con l&#8217;aiuto dei fratelli, ascolt\u00f2 il Vangelo e gli occhi gli si aprirono nuovamente. Lasciati guidare anche tu, Ioan. Tu che dovrai guidare gli altri, non potrai farlo se prima non ti lasci guidare. Nessuno pu\u00f2 essere pastore degli altri se prima non \u00e8 come un figlio che si lascia amare dal Signore. Paolo, cominci\u00f2 subito, appunto come fece Pietro, a seguire il Maestro. E da discepolo divenne anche lui annunciatore del Vangelo.<BR><BR>C&#8217;\u00e8 sempre un distacco dalle proprie abitudini, dalle proprie reti o dalle proprie convinzioni, quando si diviene discepoli del Vangelo. E&#8217; la storia di Pietro, \u00e8 la storia di Paolo. Deve essere anche la tua storia, caro don Giovanni. Paolo, sedotto da Ges\u00f9, predic\u00f2 prima agli ebrei e poi ai pagani, fondando molte comunit\u00e0 cristiane nell&#8217;Asia Minore. Chiamato in sogno dal Macedone, sbarc\u00f2 in Europa per annunciarvi il Vangelo di Ges\u00f9. Voleva giungere sino in Spagna, ossia sino agli estremi confini della terra allora conosciuti. Anche tu, lasciando la tua terra rumena, sei giunto qui. Il tuo cammino \u00e8 passato attraverso la testimonianza di san Francesco. Forse \u00e8 lui che in sogno ti ha chiamato. E sei venuto nella sua terra. Ma perch\u00e9, tutto questo? Oggi lo sai. S\u00ec, la vera ragione della tua venuta in Italia \u00e8 questa: annunciare, come fecero Pietro e Paolo, in questa terra, il Vangelo. Prego per te, caro don Ioan, perch\u00e9 il tuo sacerdozio sia segnato dalla testimonianza di questi due apostoli, perch\u00e9 il tuo presbiterato respiri con il loro spirito: con la fede umile e salda di Pietro e con il cuore ampio e universale di Paolo. Essi vissero la loro fede sino a versare il loro sangue. E noi? E tu? <BR><BR>Caro don Ioan, Non possiamo essere sacerdoti mediocri, non possiamo vivere da impiegati. Tutti i cristiani e particolarmente noi sacerdoti siamo chiamati alla santit\u00e0, a conformare la nostra vita su quella di Ges\u00f9, ad essere uomini buoni, miti, dolci, affettuosi, accoglienti; insomma, ad essere uomini del Vangelo che ti viene consegnato, ad essere come il pane e il vino che vengono posti nelle tue mani perch\u00e9 tu stesso diventi pane spezzato e sangue versato. Dobbiamo vivere nella nostra vita il ministero che ci viene affidato. Maria, la madre di Ges\u00f9, ti guidi nell&#8217;imitazione del Figlio suo. All&#8217;inizio del tuo ministero sacerdotale vorrei ripetere a te le parole che ella disse ai servi all&#8217;inizio della vita pubblica di Ges\u00f9: &#8220;Fai quello che ti dir\u00e0&#8221;. S\u00ec, non fare semplicemente quello che pen si tu, che giudichi tu. Che decidi tu. No, fa quello che ges\u00f9 ti dice. E anche tu, assieme a tutti gli invitati, potrai partecipare al miracolo della moltiplicazione della gioia. E cos\u00ec sia.<\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari sacerdoti e diaconi, care sorelle cari fratelli, la memoria dei santi Pietro e Paolo \u00e8 arricchita per noi da questa celebrazione per l&#8217;ordinazione sacerdotale di don Ioan Gerghut. Ho scelto questo giorno perch\u00e9 \u00e8 proprio qui, nella parrocchia di san Paolo, che Ioan ha svolto il suo ministero diaconale. 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