{"id":16545,"date":"2003-06-19T00:00:00","date_gmt":"2003-06-19T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/corpus-domini-processione.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"corpus-domini-processione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/corpus-domini-processione.html","title":{"rendered":"Corpus Domini &#8211; Processione"},"content":{"rendered":"<p><P>Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P>l&#8217;apostolo Paolo ci ricorda le parole di Ges\u00f9: &#8220;Questo \u00e8 il mio corpo\u2026questo \u00e8 il mio sangue&#8221;, ossia: &#8220;questo pane e questo vino sono io stesso&#8221;. Insomma, Ges\u00f9 \u00e8 presente realmente nel pane e nel vino. Egli ci ama a tal punto da inventare l&#8217;impossibile pur di starci realmente accanto. Ed \u00e8 una grazia incredibile. Non \u00e8 scontato, infatti, che tra noi siamo realmente presenti gli uni accanto agli altri. S\u00ec, ci troviamo vicini gli uni agli altri, ma tanto spesso siamo distanti kilometri; camminiamo gomito a gomito in queste stesse strade, ma siamo lontani anni luce gli uni dagli altri. La gente spesso \u00e8 sola, drammaticamente sola. Sono soli gli adolescenti, i giovani, gli anziani, gli uomini le donne, anche dentro casa, anche a scuola, anche al lavoro. Ges\u00f9 non si rassegna a stare solo, separato da noi. E inventa l&#8217;Eucarestia: \u00e8 presente tra noi realmente, con la sua carne, con il suo sangue.<BR>Ma non gli basta la vicinanza. Ci sta vicino come un corpo &#8220;spezzato&#8221; e come sangue &#8220;versato&#8221;. Ges\u00f9 spezza la sua vita e versa il suo sangue per renderci felici. Capite perch\u00e9 \u00e8 importante che traversi le nostre strade e si fermi nelle nostre piazze? Tutti abbiamo bisogno che passi in mezzo a noi uno come Ges\u00f9: Egli sa parlare ai cuori tristi e soli, sa accompagnare i passi nel difficile cammino della vita, sa commuoversi sulle folle di questo mondo abbandonate al loro destino, sa prendersi cura di noi, sa consolare e confortare, sa farsi carico delle speranze e delle angosce dei poveri. Quel pane &#8220;spezzato&#8221; e quel sangue &#8220;versato&#8221; non hanno bisogno di moltiplicare le parole, parlano da s\u00e9, e mostrano fin dove giunge l&#8217;amore di Dio. <BR>Care sorelle e cari fratelli, questa processione del Corpus Domini, mi fa venire pensare alle tante vite spezzate e tanto al sangue versato sulle nostre strade. Sono le vite di tanti giovani spezzate dagli incidenti, e non solo stradali. S\u00ec, troppi giovani sono uccisi nelle nostre strade. Troppo sangue viene versato. Nelle ultime settimane quanti giovani abbiamo dovuto piangere! E quante giovani vite sono preda della schiavit\u00f9 della droga che sembra non trovare freno nelle nostre terre! E potremmo continuare l&#8217;elenco: la prostituzione, la depressione, i problemi esistenziali, l&#8217;angoscia, l&#8217;anoressia, la perdita del senso della vita, e tanti altri ancora. Basta stare un po&#8217; con gli occhi paerti per vedere tanti giovani corpi soli e spezzati! Ma sono i nostri figli. E non possiamo rassegnarci al destino. <BR>Davanti a questo Corpo &#8220;spezzato&#8221; di Ges\u00f9, sento l&#8217;obbligo grave di richiamare tutti noi, credenti e non credenti, famiglie e istituzioni, ad una maggiore attenzione e ad un pi\u00f9 urgente intervento, perch\u00e9 non si versi pi\u00f9 sangue e non si spezzino pi\u00f9 vite di piccoli e di deboli in questa nostra terra. Questa sera, dentro questo ostensorio, accanto a quest&#8217;Ostia, vedo uniti a Ges\u00f9 tutti i giovani e i meno giovani che hanno avuto la loro vita spezzata e il loro sangue versato. Il Signore Ges\u00f9, che sa bene cosa vuol dire avere la vita spezzata, si \u00e8 chianto su di loro, li ha raccolti e li ha portati con lui nell&#8217;ostensorio del Paradiso. <BR>Quest&#8217;Ostia, perci\u00f2, mentre raccoglie questi nostri figli e li presenta ai santi del cielo, grida contro il nostro modo avaro di vivere, contro l&#8217;eccessiva preoccupazione per s\u00e9, contro l&#8217;istinto a risparmiarsi, contro la smodata cura del proprio corpo. Mentre noi cerchiamo di risparmiarci in tutti i modi nei confronti degli altri, quest&#8217;Ostia continua a spezzarsi per tutti. Ma noi siamo venuti qui per diventare tutti pi\u00f9 simili a Ges\u00f9, per essere noi il &#8220;Corpus Domini&#8221;: per avere il suo cuore, per camminare come faceva lui, aiutando tutti e particolarmente i poveri, i soli, i malati, i carcerati, gli immigrati. Anche costoro sono il &#8220;corpo di Cristo&#8221;. San Giovanni Crisostomo diceva: &#8220;Se volete onorare il corpo di Cristo, non disdegnatelo quando \u00e8 ignudo. Non onorate il Cristo eucaristico con paramenti di seta, mentre fuori del tempio trascurate quest&#8217;altro Cristo che \u00e8 afflitto dal freddo e dalla nudit\u00e0&#8221;. <BR>Ieri, nei locali del convento di San Martino, a due anni dall&#8217;apertura della mensa dei poveri&nbsp; &#8211; dove da settembre ad oggi sono stati offerti pi\u00f9 di 18.000 pasti -, abbiamo inaugurato il nuovo ambulatorio medico per i poveri. L&#8217;abbiamo dedicato a San Giovenale, patrono di Narni, come a voler coinvolgere l&#8217;intera diocesi, dopo aver aperto la casa Santa Firmina per il recupero delle prostitute. Vedo crescere con piacere l&#8217;amore e la generosit\u00e0 per i poveri. La mensa apre ormai tutti i giorni, salvo la domenica, e quest&#8217;anno resta aperta anche a lugio. E&#8217; bello vedere che i confini dei nostri cuori si allargano: con piccoli ma concreti aiuti siamo accanto ai poveri in Congo con la missione a Ntambue, siamo in Per\u00f9, in Guatemala, in Albania, in Kossovo dove si stanno aprendo belle prospettive di aiuto. E sono significative altre iniziative, come quella per l&#8217;accoglienza ai bambuini bielorussi. Sento l&#8217;obbligo di esortarvi ad accogliere i 200 sacerdoti dei paesi di missione che verranno a Terni dal 1 luglio sino alla fine di settembre per imparare l&#8217;italiano: facciamo sentire loro il calore del nostro cuore. <BR>Quest&#8217;anno sono passati sessanta anni dal primo bombardamento della citt\u00e0 di Terni e di Amelia. Noi vogliamo ricordare questa tragedia che ha spezzato tante vite e ha fatto versare tanto sangue con un gesto straordinario. Desidero che l&#8217;intera chiesa diocesana, in particolare i giovani insieme agli anziani, si rechi in pellegrinaggio a Roma in ottobre, dal Papa della pace, perch\u00e9 la &#8220;presenza reale&#8221; del nostro amore in questa terra e nel mondo si rafforzi e si espanda. Il Signore Ges\u00f9 continui ad insegnarci che c&#8217;\u00e8 &#8220;pi\u00f9 gioia nel dare che nel ricevere&#8221;. E da quest&#8217;Ostia santa, maestra e guida di amore, il Signore ci protegga e ci benedica.<BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, l&#8217;apostolo Paolo ci ricorda le parole di Ges\u00f9: &#8220;Questo \u00e8 il mio corpo\u2026questo \u00e8 il mio sangue&#8221;, ossia: &#8220;questo pane e questo vino sono io stesso&#8221;. Insomma, Ges\u00f9 \u00e8 presente realmente nel pane e nel vino. Egli ci ama a tal punto da inventare l&#8217;impossibile pur di starci realmente accanto. 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