{"id":16542,"date":"2003-06-08T00:00:00","date_gmt":"2003-06-08T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/consacrazione-di-emanuela-buccioni.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"consacrazione-di-emanuela-buccioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/consacrazione-di-emanuela-buccioni.html","title":{"rendered":"Consacrazione di Emanuela Buccioni"},"content":{"rendered":"<p><P>&#8220;Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo&#8221;(At 2,1). Erano passati cinquanta giorni dalla Pasqua e centoventi seguaci di Ges\u00f9 (i Dodici con il gruppo dei discepoli, assieme a Maria e alle altre donne) stavano radunati, come ormai abitualmente facevano, nel cenacolo. Dalla Pasqua in poi, infatti, non avevano smesso di ritrovarsi assieme per pregare e per&nbsp; ascoltare le Scritture. Questa tradizione apostolica non si \u00e8 mai pi\u00f9 interrotta, da allora ad oggi. Non solo a Gerusalemme ma in tante altre citt\u00e0 del mondo i cristiani continuano a radunarsi &#8220;tutti assieme nello stesso luogo&#8221; per ascoltare la Parola di Dio, per nutrirsi del pane della vita e del calice della salvezza e per continuare a vivere assieme nella memoria del Signore.<BR><BR>Quel giorno di Pentecoste fu decisivo per quella iniziale comunit\u00e0. Abbiamo ascoltato dagli Atti degli Apostoli che, nel pomeriggio, proprio come ora, &#8220;venne all&#8217;improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatteva gagliardo&#8221; sulla casa dove si trovavano i discepoli; fu una sorta di terremoto che si ud\u00ec in tutta Gerusalemme, tanto da richiamare molta gente davanti a quella porta per vedere cosa stesse accadendo. Apparve subito che non si trattava di un normale terremoto. C&#8217;era stata una grande scossa, ma non era crollato nulla. Da fuori non si vedevano i &#8220;crolli&#8221; che stavano avvenendo dentro. All&#8217;interno del cenacolo, infatti, i discepoli sperimentarono un vero e proprio terremoto, che pur essendo fondamentalmente interiore, coinvolse visibilmente tutti loro e lo stesso ambiente. Videro delle &#8220;lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono sul capo di ciascuno di loro; ed essi furono pieni di Spirito santo e cominciarono a parlare in altre lingue&#8221;. Fu per tutti loro &#8211; dagli apostoli, ai discepoli, alle donne &#8211; un&#8217;esperienza che cambi\u00f2 profondamente la loro vita. Forse ricordarono quello che Ges\u00f9 aveva detto loro: &#8220;E&#8217; meglio per voi che io me ne vada; poich\u00e9 se non me ne vado, il Consolatore non verr\u00e0 a voi&#8221;(Gv 16,7). Quella comunit\u00e0 aveva bisogno della Pentecoste, ossia di un evento che sconvolgesse profondamente il cuore di ciascuno, appunto come un terremoto. In effetti, una forte energia li avvolse e una specie di fuoco li divorava nel profondo; la paura croll\u00f2 e cedette il passo al coraggio, l&#8217;indifferenza lasci\u00f2 il campo alla compassione, la chiusura fu sciolta dal calore, l&#8217;egoismo fu soppiantato dall&#8217;amore. La Chiesa iniziava cos\u00ec il suo cammino nella storia degli uomini. <BR><BR>La Chiesa, ogni Chiesa diocesana, non pu\u00f2 vivere senza la forza della Pentecoste. Oggi, anche noi viviamo questa memoria in un modo pi\u00f9 arricchito. La nostra cattedrale, divenuta un cenacolo, \u00e8 come scossa da un &#8220;vento gagliardo&#8221; con la consacrazione a Dio, nell&#8217;ordine delle vergini, della nostra sorella Emanuela. Gi\u00e0 i Vangeli ci parlano di alcune donne che, assieme ai discepoli, seguivano Ges\u00f9 per servirlo. Prima tra tutte Maria, la madre di Ges\u00f9. Lei, potremmo dire, \u00e8 la prima di questo ordine. La riflessione teologica, nei successivi secoli, ha infatti visto Maria, non solo come la madre di Ges\u00f9, ma anche come la sposa del Verbo. Non dimentico lo splendido mosaico di Santa Maria in Trastevere, suggerito da San Bernardo di Chiaravalle, che riporta Maria seduta sullo stesso trono accanto a Ges\u00f9 il quale, con la mano destra l&#8217;abbraccia. E nel cartiglio riporta scritta la frase del Cantico: &#8220;Vieni, mia diletta, in te metter\u00f2 il mio trono&#8221;. Maria, in questa icona absidale, \u00e8 mostrata come la &#8220;sponsa Verbi&#8221;, la sposa del Verbo. Da Ges\u00f9 in poi, sempre nella Chiesa, ci sono state donne che hanno rinunciato al matrimonio per dedicarsi totalmente a Dio e al suo servizio. Sono particolarmente significative le diverse tradizioni monastiche e religiose che raccolgono un grande numero di donne che dedicano tutta la vita a Dio. La consacrazione di queste donne avviene entrando, appunto, in una particolare comunit\u00e0 monastica o religiosa. <BR><BR>L&#8217;ordine delle vergini, che dopo il Vaticano II ha come ripreso nuovo vigore, non chiede di entrare in una comunit\u00e0 religiosa. Chi lo desidera sceglie di vivere all&#8217;interno della chiesa diocesana attraverso l&#8217;obbedienza al vescovo. Insomma, si vive la propria donazione totale a Dio condividendo, dentro la Chiesa diocesana,&nbsp; la vita comune di tutti senza alcuna regola particolare, senza distinzione di abito o di casa. Direi che si sottolinea la radicalit\u00e0 della scelta di Dio seguendo la vita ordinaria degli uomini e delle donne della citt\u00e0. La rinuncia al matrimonio \u00e8 segno del dono totale di s\u00e9 a Dio. E noi ringraziamo il Signore che una nostra figlia oggi sia accolta e benedetta dal Signore nell&#8217;ordine delle vergini. E preghiamo il Signore che qualche altra possa guardare a questo ideale come vicino alla propria vita. <BR>La Liturgia della consacrazione delle vergini manifesta la natura sponsale di questa scelta. Emanuela rinuncia a sposarsi per scegliere Ges\u00f9 come il tutto della sua vita, come il suo sposo. Ecco perch\u00e9 questa celebrazione ha i tratti di una liturgia sponsale, secondo la tradizione biblica che presenta l&#8217;amore di Dio per il suo popolo come quello dello sposo per la sposa. Cara Emanuela reciter\u00f2 tra poco la preghiera di consacrazione con la quale chiedo al Signore di rivolgere su di te il suo sguardo mentre tu deponi nelle sue mani il proposito della verginit\u00e0 che ti legher\u00e0 a Cristo per sempre. La preghiera di consacrazione aggiunge che in questo modo tu cogli la realt\u00e0 pi\u00f9 intima dello stesso matrimonio che \u00e8, appunto, il vincolo sponsale con Ges\u00f9. E nel metterti al dito l&#8217;anello posso dirti: &#8220;Ricevi l&#8217;anello delle mistiche nozze con Cristo e custodisci&nbsp; integra la fedelt\u00e0 al tuo sposo&#8221;. <BR><BR>Care sorelle e cari fratelli, questa celebrazione ci richiama il cuore stesso della festa di Pentecoste, ossia il primato assoluto di Dio e del suo amore nella nostra vita. Ad Emanuela, infatti, non viene affidato nessun un compito e nessun ministero, come accade ad esempio nella consacrazione sacerdotale e anche nel matrimonio. Oggi si celebra solo l&#8217;amore tra Dio e una sua figlia. E basta. Questo, se lo comprendiamo, \u00e8 un terremoto che sconvolge i tanti primati che ciascuno di noi, in modo pi\u00f9 o meno nascoto,&nbsp; pi\u00f9 o meno cosciente, ha messo nelle proprie giornate. Quante volte al centro della nostra attenzione c&#8217;\u00e8 il nostro io? le nostre fatiche o le nostre realizzazioni? le nostre gioie o le nostre sofferenze? Insomma, l&#8217;io in ogni modo? Ed anche nella vita della nostra chiesa diocesana non diamo a volte pi\u00f9 peso alle strutture, agli organismi, alle pianificazioni, ai programmi, che all&#8217;amore? Non rischiamo tutti di diventare dei funzionari o dei fruitori piuttosto che degli innamorati di Dio? Dobbiamo riscoprire il principio mariano o il genio femminile nel mistero della Chiesa che \u00e8 la nuda centralit\u00e0 dell&#8217;amore. Tutto terminer\u00e0 nella Chiesa, tutti ministeri avranno fine, l&#8217;unica cosa che resta \u00e8 l&#8217;amore. Ecco perch\u00e9 l&#8217;amore va messo al primo posto; deve avere il primato su tutto. E&#8217; questa peraltro l&#8217;unica vera e forte testimonianza che la Chiesa \u00e8 chiamata a offrire al mondo. <BR>Cara Emanuela, oggi, donandoti a Dio ci ricordi il primato dell&#8217;amore su ogni cosa. E&#8217; la via della santit\u00e0; una via semplice e ardua. Ma lo Spirito Santo, effuso nei nostri cuori di creta, \u00e8 la nostra forza, la nostra consolazione, il nostro sostegno. Abbiamo ascoltato l&#8217;apostolo che ci chiede di camminare secondo lo Spirito per non essere portati a soddisfare i desideri della carne che sono fornicazione, impurit\u00e0, idolatria, inimicizie, discordia, gelosie, divisioni, invidie. Chi si lascia guidare dallo Spirito, invece, porta frutti di amore, gioia, pace, pazienza, benvolenza, bont\u00e0, fedelt\u00e0, mitezza, dominio di s\u00e9. Questa sera chiediamo al Signore che lo Spirito Santo prenda possesso del tuo cuore e della tua vita e possa tu essere in mezzo a noi il segno continuo del primato dell&#8217;amore di Dio su ogni cosa. E&#8217; ovvio, ti far\u00f2 lavorare nella vita della Diocesi, ma questo \u00e8 solo una conseguenza. Ora ti consacro perch\u00e9 tu sia tutta di Dio, e questo devi testimoniare in mezzo a noi e nella nostra citt\u00e0. Terni, i giovani, gli adulti, gl\u00f2i anziani, hanno bisogno di vedere chiara e forte la scelta di Dio come il centro della nostra vita.<BR>Mentre ti assicuro la mia preghiera, ti consegno il libro della liturgia delle ore perch\u00e9 tu, senza interruzione, faccia salire a Dio la lode per noi, per questa diocesi e per il mondo intero. E lo Spirito, luce beatissima, invada nell&#8217;intimo il tuo cuore e ti riempia dei suoi santi doni. Amen.<\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo&#8221;(At 2,1). Erano passati cinquanta giorni dalla Pasqua e centoventi seguaci di Ges\u00f9 (i Dodici con il gruppo dei discepoli, assieme a Maria e alle altre donne) stavano radunati, come ormai abitualmente facevano, nel cenacolo. 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