{"id":16538,"date":"2003-04-20T00:00:00","date_gmt":"2003-04-20T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/notte-di-pasqua-2003.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"notte-di-pasqua-2003","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/notte-di-pasqua-2003.html","title":{"rendered":"Notte di Pasqua 2003"},"content":{"rendered":"<p><P>Care sorelle e cari fratelli, <\/P><br \/>\n<P>il Vangelo di Marco ci parla di tre donne che si recano al sepolcro all&#8217;alba del primo giorno della settimana. Sono venute a Gerusalemme dalla lontana Galilea; avevano accettato l&#8217;invito di Ges\u00f9 a seguirlo e lo hanno seguito nei tre della vita pubblica, fin sotto la croce. Ed ora, dopo la sua morte, mentre tutto ormai sembrava finito dietro quella pietra pesante, volevano compiere un ultimo atto d&#8217;amore verso il corpo senza vita del loro maestro. Non erano fuggite come i discepoli. Non riuscivano a separarsi da quel maestro perch\u00e9 le aveva capite e amate come nessun altro. Si erano lasciate travolgere dall&#8217;amore di Ges\u00f9: non lo volevano lasciare neppure da morto. E&#8217; una grande lezione&nbsp; per noi che ci dimentichiamo cos\u00ec facilmente di Ges\u00f9 anche da vivo.<BR>Queste tre donne stanno davanti a noi. Abbiamo inziato con loro questa santa liturgia recandoci al sepolcro. La Pasqua inizia sempre davanti alla tomba. Certo, loro pensavano che ormai non c&#8217;era pi\u00f9 nulla da fare. Non sapevano, in verit\u00e0, che Ges\u00f9, com&#8217;era vissuto da vivo, cos\u00ec si comportava anche da morto. Si potrebbe dire che anche da morto Ges\u00f9: &#8220;non aveva neppure una pietra dove posare il capo&#8221; (Mt 8,20). Neanche da morto Ges\u00f9 pens\u00f2 a se stesso. Non si \u00e8 fermato nella tomba. La compassione per gli uomini \u00e8 stata pi\u00f9 forte della sua stessa morte. Nel Credo noi diciamo che &#8220;discese agli inferi&#8221;. I Santi Padri commentano che \u00e8 andato a liberare tutti coloro che lo avevano preceduto, da Adamo sino al Battista. E a tutti ha detto: &#8220;Oggi, sarete con me in Paradiso&#8221;. <BR>Ma Ges\u00f9 continua a scendere negli inferi di questo nostro mondo, continua a scendere nei luoghi dimenticati dagli uomini, l\u00e0 dove la vita \u00e8 come sotto terra, l\u00e0 dove gli uomini e le donne sono schiacciati dal male, dalla guerra, dalla violenza, dall&#8217;ingiustizia, dalla fame, dalla solitudine, dalla dimenticanza, dall&#8217;attesa della condanna a morte. Ges\u00f9 \u00e8 sceso nelle citt\u00e0 irakene, \u00e8 sceso nelle fosse piene di cadaveri, \u00e8 sceso tra i morti sotto le macerie, \u00e8 sceso a consolare il pianto delle vedove e degli orfani. Care sorelle e cari fratelli se non scendiamo anche noi con Ges\u00f9 negli inferni di questo mondo non potremo n\u00e9 capire n\u00e9 gustare la risurrezione. Anche noi dobbiamo porci la domanda di quelle donne: &#8220;Come togliere la pietra pesante dal sepolcro?&#8221; Come togliere le tante pietre pesanti che schioacciano la vita dei deboli, che opprimono a volte popoli interi, che rendono questo mondo come un grande cimitero di vittime? E loro, le tre donne, entrarono nel sepolcro. Cos\u00ec noi dobbiamo entrare nei sepolcri dei tanti &#8220;poveri cristi&#8221; di questo mondo. Cos\u00ec inizia la risurrezione. <BR>Ne avremo la forza? &#8220;Non abbiate paura!&#8221; dice anche a noi l&#8217;angelo vestito di bianco. E ci annuncia che &#8220;Ges\u00f9 Nazareno, il crocifisso. E&#8217; risorto, non \u00e8 qui&#8221;. Ges\u00f9 \u00e8 risorto e ha vinto la morte. S\u00ec, la morte non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;ultima parola sulla nostra vita. Le tombe non sono pi\u00f9 chiuse per sempre. La risurrezione toglie la lastra pesante e fredda che schiaccia i cuori e la vita. La risurrezione d\u00e0 inizio ad un mondo nuovo dove la guerra non \u00e8 pi\u00f9 inevitabile, anzi \u00e8 bandita, e non ci sar\u00e0 pi\u00f9. La risurrezione cambia i cuori, perch\u00e9 cancella gli odi, disperde la violenza, scardina la logica dell&#8217;amore solo per s\u00e9; sconfigge la paura di amare gli altri. S\u00ec, i figli della risurrezione vivono un mondo ove i poveri sono amati, per questo Ges\u00f9 pu\u00f2 dire: &#8220;Beati i poveri perch\u00e9 di essi \u00e8 il regno dei cieli&#8221;; vivono un mondo che appartiene ai miti e non ai violenti, per questo Ges\u00f9 pu\u00f2 dire &#8220;Beati i miti perch\u00e9 erediteranno la terra&#8221;; vivono un mondo ove chi piange e afflitto \u00e8 consolato, per questo Ges\u00f9 pu\u00f2 dire &#8220;Beati gli afflitti perch\u00e9 saranno consolati&#8221;; vivono un mondo pacificato, per questo Ges\u00f9 dice &#8220;Beati gli operatori di pace perch\u00e9 saranno chiamati figli di Dio&#8221;. Noi, questa notte, siamo generati come figli di Dio. <BR>L&#8217;angelo vestito di bianco vuole coinvolgere ciascuno di noi nel mistero della risurrezione. Questi nostri fratelli e sorelle che vedete rivestiti di una veste bianca ci fanno vedere visibilmente quel che deve avvenire nel cuore dui ciascuno di noi, come dice l&#8217;apostolo Paolo: &#8220;Rivestitevi dunque\u2026 di sentimenti di misericordia, di bont\u00e0, di umilt\u00e0, di mansuetudine, di pazienza\u2026al di sopra di tutto poi vi sia la carit\u00e0, che \u00e8 il vincolo di perfezione&#8221; (Cl 3, 12). Il Battesimo che viene amministrato ad alcuni bambini questa notte di Pasqua \u00e8 il segno dell&#8217;amore di Dio che ci avvolge e ci libera dal male e dalla morte. S\u00ec, Dio ci rigenera ad una nuova vita, ci rende cittadini di un nuovo mondo, ci dona un cuore nuovo, ci dona pensieri nuovi. Noi non siamo pi\u00f9 figli della tristezza e della morte, ma figli della risurrezione. <BR>L&#8217;annuncio della Pasqua non si ferma a quelle donne, non si chiude nelle mura della nostra cattedrale, non riguarda solo noi, bens\u00ec il mondo intero. &#8220;Ora andate&#8221;, dice l&#8217;angelo bianco alle tre donne. S\u00ec, bisogna andare e annunciare che Ges\u00f9 \u00e8 risorto, che la vita ha vinto la morte, che l&#8217;amore \u00e8 pi\u00f9 forte dell&#8217;odio. Non possiamo pi\u00f9 indugiare. C&#8217;\u00e8 fretta di annunciare la risurrezione a Terni e ovunque andiamo. Quelle donne, ancora una volta, ci stanno dinnanzi indicandoci che l&#8217;amore \u00e8 l&#8217;unica forza che salva, l&#8217;unica via della pace stabile. Seguiamole! Quelle donne, anche se piene di timore e di spavento, avevano compreso che Ges\u00f9 non era morto e che sarebbe rimasto con loro per sempre. Dobbiamo dirlo anche noi: la morte non ha pi\u00f9 potere sulla vita; le tombe di questo mondo non sono pi\u00f9 chiuse per sempre! Il Signore \u00e8 risorto. <BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, il Vangelo di Marco ci parla di tre donne che si recano al sepolcro all&#8217;alba del primo giorno della settimana. Sono venute a Gerusalemme dalla lontana Galilea; avevano accettato l&#8217;invito di Ges\u00f9 a seguirlo e lo hanno seguito nei tre della vita pubblica, fin sotto la croce. 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