{"id":16535,"date":"2003-04-16T00:00:00","date_gmt":"2003-04-16T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/mercoledi-santo-2003.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"mercoledi-santo-2003","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/mercoledi-santo-2003.html","title":{"rendered":"Mercoled\u00ec Santo 2003"},"content":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli,<BR>con grande emozione oggi sono entrato in cattedrale.<BR>Esattamente tre anni fa, alla stessa ora, facevo il mio ingresso in questa Chiesa diocesana. Permettetemi, perci\u00f2, anzitutto, di ringraziare il Signore per il dono che mi ha fatto inviandomi a servire questa Diocesi e tutti voi. Guardando a questi tre anni passati, parafrasando il salmista, potrei dire: &#8220;tre anni per me son come un giorno&#8221;, tanto sono trascorsi veloci, e &#8220;un giorno son tre anni&#8221;, tanto \u00e8 stato intenso l&#8217;amore. S\u00ec, sono felice di stare qui con<BR>voi. Molto felice. Sono stati tre anni straordinari e appassionanti.<BR>Ho cercato &#8211; dico &#8220;ho cercato&#8221;, perch\u00e9 non sono mancate colpe e inadempienze, di cui chiedo perdono al Signore e a voi &#8211; ho cercato di amare la Chiesa universale, alla cui cura il sacramento dell&#8217;Ordine mi ha posto inserendomi nel collegio dei vescovi, e di amare questa Chiesa di Terni-Narni-Amelia che il Papa mi ha affidato. L &#8216;ho abbracciata con amore. L &#8216;ho desiderata e la desidero bella e splendente, locale e universale, attenta qui e preoccupata per il mondo. Non mi sono stancato di amare questa Chiesa e tutti voi,<BR>anzi l&#8217;amore \u00e8 cresciuto; non riesco a trattenerlo e talora neppure a regolarlo. S\u00ec, sento un amore che a tratti pu\u00f2 apparire esagerato e persino intemperante. E ve ne siete certamente accorti. Ma \u00e8 come un fuoco che mi brucia, dentro e fuori. E vorrei che si accendesse sempre pi\u00f9 e che coinvolgesse l&#8217;intera.nostra Chiesa, ognuno di, voi, ogni parrocchia, Ogni comunit\u00e0, ogni persona! Lo so, forse \u00e8 un<BR>sogno ingenuo! Sento, infatti, le voci di chi cerca di calmarmi e mi dice di stare buono, di non tirar troppo la corda. E forse ha ragione.<BR>E poi mi giungono altre obiezioni: le cose sono sempre andate cos\u00ec; non si pu\u00f2 pretendere pi\u00f9 di tanto dalla gente; eppoi si lavora gi\u00e0&nbsp; abbastanza. E, in alcuni casi, come dare torto? Ma il problema, care sorelle e cari fratelli, \u00e8 l&#8217;amore. Come frenarlo?<BR>La Parola di Dio che abbiamo ascoltato ci ricorda la forza<BR>irresistibile dell&#8217;amore. Lo ricorda a me vescovo, perch\u00e9 1&#8217;unzione travolga ancor pi\u00f9 il mio cuore, la mia mente, le mie forze. Lo ricorda a voi, cari sacerdoti e diaconi, a voi carissimi che state nella missione di Ntambue, perch\u00e9 l&#8217;unzione vi trasformi in Ges\u00f9, il quale era a tal punto appassionato della gente da non avere neppure dove<BR>posare il capo; lo ricorda a voi, cari fratelli e sorelle, membri dei consigli pastorali e comunque consacrati con la santa unzione, perch\u00e9 siate membra vive e forti dell&#8217;unico Corpo di Cristo che \u00e8 la&nbsp; Chiesa. Quel giorno di Nazaret, quando Ges\u00f9 entr\u00f2 in sinagoga, \u00e8 il nostro giorno. E&#8217; questo giorno. S\u00ec, oggi, anche su di noi &#8211; a meno<BR>che non vogliamo rendere vane le parole evangeliche -anche su di&nbsp; noi scendono le parole del profeta: &#8220;Lo Spirito del Signore \u00e8 su di me, per questo mi ha consacrato con l&#8217;unzione, e mi ha mandato per annunciare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libert\u00e0 gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore&#8221;. Tutti noi,<BR>che siamo l&#8217;unico Corpo di Cristo, dopo aver ascoltato queste parole&nbsp; del profeta dovremmo continuare con Ges\u00f9: &#8220;Oggi, si \u00e8 adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi&#8221;. S\u00ec, oggi noi veniamo invasi dallo Spirito; oggi, veniamo travolti dall&#8217;amore.<BR>Il Signore, infatti, ci ha presi non perch\u00e9 ci mettiamo al servizio di noi stessi e neppure perch\u00e9 svolgiamo semplicemente il nostro dovere. Noi siamo stati scelti, tutti, a partire da noi sacerdoti, per proclamare un tempo nuovo per la gente, per far gioire i poveri e i deboli, per consolare chiunque \u00e8 afflitto, per sollevare chiunque \u00e8 nel dolore, per accogliere chiunque \u00e8 nella solitudine e nella tristezza. Noi abbiamo ricevuto l&#8217;unzione per edificare la famiglia di<BR>Dio in questa nostra terra, perch\u00e9 sia segno dell&#8217;unit\u00e0 di tutta la famiglia umana.<BR>E&#8217; questo il senso pi\u00f9 profondo dell&#8217;impegno che in questo<BR>tempo l&#8217;intera nostra Chiesa sta ponendo per vivere il grande e santo mistero dell&#8217;Eucarestia. Sono particolarmente toccato dal fatto che Giovanni Paolo Il domani, Gioved\u00ec Santo, firmer\u00e0 l&#8217;enciclica intitolata &#8220;La Chiesa vive dell&#8217;Eucarestia&#8221;. Sento provvidenziale per<BR>la nostra Chiesa questa consonanza con il Papa. Gi\u00e0 nella &#8220;Novo Millennio Ineunte&#8221; Giovanni Paolo II aveva richiamato la centralit\u00e0 dell&#8217;Eucarestia per la vita della Chiesa e noi ci eravamo mossi in quella linea. Con questa lettera enciclica riceviamo un ulteriore dono per la nostra vita personale e comunitaria. Troveremo il modo<BR>di presentare in modo ad\u00e8guato alla attenzione di tutta la diocesi il ricco testo papale. Questa sera vorrei porre attenzione ad un punto&nbsp; particolare, riservandomi di sottolinearne qualche altro nella celebrazione della Cena del Signore di domani. Prendo quella parte dell&#8217;Enciclica che si riferisce pi\u00f9 direttamente alla riflessione che stiamo conducendo sulla partecipazione di tutti i fedeli alla<BR>celebrazione eucaristica. Ce lo stiamo dicendo da tempo: la Messa non \u00e8 del prete, \u00e8 della Chiesa intera. Ebbene, il Papa nel capitolo&nbsp; terzo dell&#8217; enciclica riprende proprio il tema, che pi\u00f9 volte abbiamo trattato: l&#8217;Eucarestia edifica la Chiesa e la Chiesa fa l&#8217;Eucarestia. E lo fonda sulla celebrazione che Ges\u00f9 fece con i Dodici la sera del<BR>gioved\u00ec prima di morire. In quella Santa Cena, che resta unica e che noi continuiamo a ripetere ogni domenica, e ogni giorno, in quella santa cena c&#8217; \u00e8 il mistero stesso della Chiesa. Si potrebbe dire che la Chiesa nasce dall&#8217;Eucarestia e porta all&#8217;Eucarestia. Nei prossimi mesi tutti i consigli pastorali parrocchiali saranno chiamati a riunirsi<BR>per riflettere, appunto, sulla comunit\u00e0 cristiana come &#8220;celebrante&#8221; della Liturgia Eucaristica. Non sono solo i sacerdoti a celebrare la Messa ma l&#8217;intera comunit\u00e0 cristiana riunita. Lo ripeto: la Chiesa fa l&#8217;Eucarestia. Il fondamento di questa verit\u00e0 \u00e8 proprio nei Dodici riuniti attorno a Ges\u00f9 in quel gioved\u00ec notte. Il Papa sottolinea che i Dodici rappresentano sia l&#8217;intero popolo di Dio, quindi tutta la<BR>Chiesa, sia i ministri ordinati. Ci\u00f2 significa che questa sera, noi, qui, continuiamo la Chiesa apostolica. Tutta la comunit\u00e0 \u00e8 quindi apostolica e tutta celebra la Santa Cena. Ogni volta che ci raduniamo per la Santa Liturgia celebriamo la stessa Cena del gioved\u00ec santo. E&#8217; questo il mistero della nostra fede e della nostra salvezza! Comprendete quanto sia triste allora ogni distrazione, ogni<BR>freddezza, ogni dimenticanza, ogni lontananza e ogni tradimento!<BR>Accorate sono le parole del Papa per noi sacerdoti, quando ci ricorda che l&#8217;Eucarestia \u00e8 il centro e la radice della nostra vita e assieme l&#8217;antidoto pi\u00f9 efficace contro la dispersione nel nostro ministero pastorale. L &#8216;Eucarestia &#8220;\u00e8 la principale e centrale ragion d&#8217;essere del Sacramento del sacerdozio&#8221; (31), nota il Papa. E, nel sottolineare la bellezza della celebrazione quotidiana, aggiunge che essa &#8220;\u00e8 sempre atto di Cristo e della sua Chiesa, anche quando non \u00e8<BR>possibile che vi assistano i fedeli&#8221; (31). In questo contesto sono particolarmente lieto di annunciare alla Diocesi la prossima ordinazione presbiterale di tre nostri diaconi: Giovanni, Andrea e Andrej. Carissimi, vi affidiamo al Signore gi\u00e0 da questa sera. E voi, affidatevi a Dio e immergetevi nell&#8217; amore di questa Diocesi.<BR>Cari diaconi, il Papa scrive anche a voi questa Lettera. Siete<BR>direttamente chiamati in causa nell&#8217;indirizzo. Siate lieti e onorati di essere ordinati al servizio della mensa del Signore. Fatelo con passione e con amore. Un saluto particolare va ai nuovi diaconi ordinati qualche giorno fa. E voi, care sorelle e fratelli tutti, sappiate che anche nelle vostre mani \u00e8 affidato questo mistero grande. Ripeto<BR>quanto dicevo lo scorso anno: sono assillato perch\u00e9 la Messa della domenica, non sia una delle tante cose che facciamo. No, non \u00e8 uno degli impegni. La Messa \u00e8, in certo modo, 1 &#8216;unica cosa che dobbiamo fare. Il Concilio dice: &#8220;Ogni celebrazione liturgica, appunto perch\u00e9 opera di Cristo sacerdote e del suo corpo che \u00e8 la Chiesa, \u00e8 azione sacra in senso eminente, la cui efficacia non \u00e8 raggiunta allo stesso titolo e allo stesso grado da nessun&#8217;altra azione<BR>della Chiesa&#8221;. La celebrazione dell&#8217;Eucarestia \u00e8 &#8220;l&#8217;azione&#8221; della Chiesa, \u00e8 il momento di congiunzione tra la terra e il cielo, \u00e8 il &#8220;culmine&#8221; della storia umana, e quindi l&#8217;inizio del paradiso.<BR>Care sorelle e cari fratelli, dobbiamo tutti prendere sempre<BR>pi\u00f9 coscienza che oltre l&#8217;assemblea eucaristica non abbiamo<BR>null&#8217;altro. Qui c&#8217;\u00e8 tutto. Capite perch\u00e9 insisto nel dire che tutti siamo celebranti? Perch\u00e9 vi voglio tutti pieni di Cristo, tutti felici, tutti santi, tutti partecipi del paradiso fin da qui.<BR><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli,con grande emozione oggi sono entrato in cattedrale.Esattamente tre anni fa, alla stessa ora, facevo il mio ingresso in questa Chiesa diocesana. Permettetemi, perci\u00f2, anzitutto, di ringraziare il Signore per il dono che mi ha fatto inviandomi a servire questa Diocesi e tutti voi. 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