{"id":16532,"date":"2003-04-03T00:00:00","date_gmt":"2003-04-03T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/iii-anniversario-dellordinazione-episcopale.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"iii-anniversario-dellordinazione-episcopale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/iii-anniversario-dellordinazione-episcopale.html","title":{"rendered":"III anniversario dell&#8217;Ordinazione Episcopale"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoBodyTextIndent>Caro monsignor Gualdrini, cari sacedoti, carissimi tutti, grazie per la vostra presenza in questa celebrazione eucaristica. Sono passati tre anni dalla mia ordinazione episcopale. E ringrazio il Signore per la grazia che mi ha fatto sia dell\u2019episcopato che di questa Chiesa diocesana. E oggi, umilmente, da peccatore quale sono, ma anche con la passione che il Signore stesso mi dona, desidero ripetere davanti a voi le stesse parole di Ges\u00f9 che abbiamo ascoltato alla fine del brano evangelico: \u201cNon cerco la mia volont\u00e0, ma la volont\u00e0 di colui che mi ha mandato\u201d. No, non son venuto per fare la mia volont\u00e0. E neppure desidero affermare visioni mie particolari, frutto di elucubrazioni solitudinarie o di scelte arbitrarie. In questi tre anni ho cercato \u2013 dico ho cercato, perch\u00e9 non sono mancate certo inadempienze, di cui chiedo perdono al Signore e a voi \u2013 ho cercato di amare la Chiesa universale, alla cui cura il sacramento dell\u2019Ordine mi ha posto inserendomi nel collegio dei vescovi, e di amare questa Chiesa particolare di Terni-Narni-Amelia che il Papa mi ha affidato, e che desidero bella e splendente. Non mi stanco di amare questa Chiesa. Non mi stanco di volerla con un cuore grande che raggiunga i confini della terra. E sento anche l\u2019orgoglio quando essa, per la vitalit\u00e0 che esprime, pu\u00f2 essere di aiuto e di esempio alle altre Chiese. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent>Vi confesso il grande amore che mi brucia dentro e che vorrei crescesse sempre pi\u00f9 in me: la passione per la comunicazione del Vangelo e per raccogliere attorno al Signore in ogni modo, qui e ovunque, i suoi figli dispersi perch\u00e9 formino la sua famiglia. Sento questa passione in modo tutto particolare. La sento appunto come un fuoco che brucia. E come vorrei che questo fuoco bruciasse in questa Chiesa diocesana e in tutti voi! La struttura organizzativa \u00e8 importante, il coordinamento urgente, ma quel che credo centrale per me e per noi \u00e8 questo fuoco che, come un roveto ardente che brucia senza mai consumarsi, deve avvolgerci tutti. Le parole appassionate di Ges\u00f9 che abbiamo ascoltate le sento mie fino in fondo, e le sento vere per la nostra Chiesa. Quando Ges\u00f9 dice: \u201cChi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma \u00e8 passato dalla morte alla vita\u201d, delinea quel che deve fare la nostra diocesi e quel che deve accadere nella nostra terra. E quando Ges\u00f9 ancora continua: \u201cE\u2019 venuto il momento, ed \u00e8 questo, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l\u2019avranno ascoltata, vivranno\u201d, egli descrive il nostro oggi, il nostro momento: i morti debbono udire la nostra voce. L\u2019ambizione \u00e8 pertanto che tutti ascoltino il Vangelo e che tutti lo vivano. E il momento in cui questo deve accadere \u00e8 il nostro. Ma come ascolteranno i morti se non c\u2019\u00e8 chi comunica? E noi possiamo far passare invano quest\u2019ora?&nbsp; Possiamo rassegnarci a restare anche noi morti tra i morti continuando stancamente le abitudini di sempre? Possiamo sopportare la pigrizia e la rassegnazione che svuotano la pastorale rendendola sciatta e triste? La passione che unisce il Padre al Figlio, deve essere la nostra passione. Quella passione li fece persino \u201cdividere\u201d, se cos\u00ec possiamo dire, quando il Padre invi\u00f2 il Figlio sulla terra. Uno da una parte e l\u2019altro dall\u2019altra per comunicare il Vangelo del Regno, per trasformare il mondo e renderlo pi\u00f9 umano. Non scrive Paolo che Ges\u00f9 non consider\u00f2 un tesoro geloso l\u2019essere uguale a Dio, ma spogli\u00f2 se stesso assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini? Considerate quento era forte dentro la Santa Trinit\u00e0 la passione per la comunicazione del Vangelo agli uomini!<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent>Cos\u00ec deve essere anche la nostra passione. Cos\u00ec io la voglio vivere. Quello stesso rapporto che c\u2019\u00e8 tra il Padre e il Figlio, al punto che \u201cchi non onora il Figlio, non onora il Padre\u201d, questo stesso rapporto lo sento anche tra Dio e la Chiesa, al punto di dire: \u201cchi non onora la Chiesa non onora Dio, chi non si appassiona alla Chiesa non si appassiona neppure a Dio\u201d. Se siamo solo dei funzionari nella Chiesa lo saremo anche con Dio. Non saremo certo appassionati. Ma io vorrei vivere con voi la passione di Dio per il mondo e per la Chiesa. Vorrei che facessimo nostre le parole di Dio riportate dal profeta Isaia. Partiamo dalle ultime: \u201cSi dimentica forse una donna del suo bambino, cos\u00ec da non commuoversi per il figlio del suo grembo? Anche se vi fosse una donna che si dimenticasse, io invece non ti dimenticher\u00f2 mai\u201d. Questo \u00e8 l\u2019amore che Dio ha per noi. Questo deve essere l\u2019amore che noi abbiamo per il mondo e per la nostra Chiesa. Quante volte siamo assolutamente dimentichi di questo amore per essere, invece, come quei figli piagnucolosi e prepotenti che pensano solo a se stessi e ai propri capricci! Dio ha curato la sua Chiesa con amore incredibile. \u201cTi ho formato e posto come alleanza per il popolo, per far risorgere il paese\u201d. S\u00ec, la Chiesa e ciascuno di noi \u00e8 stato formato non per s\u00e9, ma per portare aiuto al popolo e per far risorgere il paese. E il profeta aggiunge: \u201cNon soffriranno n\u00e9 fame n\u00e9 sete e non li colpir\u00e0 l\u2019arsura n\u00e9 il sole, perch\u00e9 colui che ha piet\u00e0 di loro li guider\u00e0, li condurr\u00e0 alle sorgenti di acqua\u201d. Cos\u00ec vorrei vivere il mio episcopato, accompagnato dalla vostra preghiera e dalla vostra passione. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent>Rendo grazie al Signore perch\u00e9 non mi fa mancare il suo aiuto, e chiedo a Maria di accompagnarmi. Da giovane seminarista l\u2019ho venerata con il titolo di \u201cMater mea, fiducia mea\u201d, da sacerdote a Trastevere come \u201cMadre della Clemenza e della pace\u201d, oggi a Terni come \u201cMadre della misericordia\u201d. Maria \u00e8 davvero una fontana di sentimenti e di grazie. A questa fontana desidero dissetarmi e da questa fontana l\u2019acqua irrigher\u00e0 il cuore della nostra Chiesa e la terra di questa citt\u00e0. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent>&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro monsignor Gualdrini, cari sacedoti, carissimi tutti, grazie per la vostra presenza in questa celebrazione eucaristica. Sono passati tre anni dalla mia ordinazione episcopale. 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