{"id":16531,"date":"2003-03-05T00:00:00","date_gmt":"2003-03-05T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/veglia-di-preghiera-e-digiuno-in-cattedrale.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"veglia-di-preghiera-e-digiuno-in-cattedrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/veglia-di-preghiera-e-digiuno-in-cattedrale.html","title":{"rendered":"Veglia di preghiera e digiuno in Cattedrale"},"content":{"rendered":"<p>La quaresima, tempo carico di storia, sembra purtroppo che si svuoti sempre pi\u00f9 di senso in un mondo distratto, ove persino il carnevale \u00e8 molto pi\u00f9 incisivo e presente. Potremmo dire che \u00e8 un tempo debole rispetto ai tempi forti degli interessi personali, di gruppo o di nazione; pare, insomma, non avere pi\u00f9 n\u00e9 rilevanza n\u00e9 visibilit\u00e0. Eppure, l\u2019uomo e il mondo di questo inizio di millennio, hanno un incredibile bisogno del \u201cnon senso\u201d del tempo quaresimale. Le Chiese cristiane sono chiamate a scongiurare il rischio di svilire la \u201cforza\u201d di questi quaranta giorni di penitenza, di digiuno, di elemosina e di preghiera. Nei secoli passati, i cristiani d\u2019Oriente giungevano a privarsi persino della comunione per non interrompere il digiuno. E nell\u2019Occidente europeo la quaresima era cos\u00ec piena di senso da far nascere la famosa \u201ctregua di Dio\u201d: papi e principi stabilirono (alla fine del primo Millennio) che dovevano essere interdette tutte le azioni di guerra dal mercoled\u00ec delle ceneri sino alla Pasqua. Mai la quaresima doveva essere di guerra. Il tempo degli uomini cercava di ritrovare il battito di Dio e di adeguarsi. Giovanni Paolo II ripropone con particolare vigore a tutti i cattolici la forza spirituale che si sviluppa da questo tempo. Il Papa ripropone l\u2019invito appassionato e forte di Dio presente gi\u00e0 in Gioele: \u201cRitornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti\u201d(2, 12). Il profeta, preoccupato della insensibilit\u00e0 del popolo d\u2019Israele, commentava l\u2019invito di Dio: \u201cLaceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore vostro Dio, perch\u00e9 egli \u00e8 misericordioso e benigno, tardo all\u2019ira e ricco di benevolenza e si impetosisce riguardo alla sua sventura\u201d(Gioele 2, 13). La quaresima \u00e8 il tempo opportuno per ritornare a Dio e ricomprendere se stessi e il senso stesso della vita del mondo.<br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">La liturgia ci viene incontro con l\u2019antico segno delle ceneri che, emarginato dai nostri razionalismi e sensi di modernit\u00e0 eppure cos\u00ec vero, ritorna di grande attualit\u00e0. Quella cenere, accompagnata dalle espressioni bibliche: \u201cConvertiti e credi al Vangelo\u201d oppure \u201cRicordati che sei polvere e in polvere ritornerai\u201d, vuol dire certamente penitenza e domanda di perdono, ma soprattutto significa una cosa molto semplice: siamo tutti polvere, siamo tutti deboli e fragili. Quest\u2019uomo che s\u2019innalza e che si sente potente (e ognuno di noi ha i suoi modi per innalzarsi e per sentirsi potente), domani non \u00e8 pi\u00f9 nulla. Quest\u2019uomo (o anche questa nazione) che s\u2019innalza e si sente forte e sfodera le armi, domani rischia di scoprirsi tragicamente debole. Siamo tutti polvere! E la cenere sul capo ce lo ricorda. Non per aumentare la paura e tantomeno per spingerci all\u2019eliminazione reciproca. Ha fatto bene perci\u00f2 il Papa a ricordare che \u201cmai potremo essere felici gli uni contro gli altri\u201d. Nella vita cristiana la debolezza e la fragilit\u00e0 sono dimensioni decisive della vita, anche se continuamente tentiamo di sfuggirle. Non si vuol con questo tornare alla proposta di una religione della paura. Al contrario, c\u2019\u00e8 un senso liberante nel non dover sempre far finta di essere forti e di essere senza macchia e senza contraddizioni. La vera forza sta nel considerare la nostra debolezza e nel tener vivo il senso di umilt\u00e0 e di mitezza: \u201cI miti \u2013 afferma Ges\u00f9 &#8211; erediteranno la terra\u201d(Mt 5,5). Il segno delle ceneri resta perci\u00f2 quanto mai attuale. E\u2019 un segno austero, e tale \u00e8 anche il tempo quaresimale. Esso ci \u00e8 dato per aiutarci a vivere meglio e per farci comprendere quant\u2019\u00e8 grande l\u2019amore di Dio che ha scelto di legarsi a gente debole e fragile come noi. E a noi, deboli e fragili, ha affidato il grande dono della pace perch\u00e9 la viviamo, la custodiamo, la difendiamo, la costruiamo. In troppe parti del mondo la pace viene quotidianamente sperperata. Si sta sperperando in Medio Oriente, soprattutto in Terra Santa, ove l\u2019odio e l\u2019ingiustizia sembrano spingere verso una spirale infinita. Viene sperperata nelle sofferenze del popolo irakeno schiacciato dall\u2019embargo e dal regime. Una nuova guerra lo farebbe sprofondare nella disperazione, creando per di pi\u00f9 uno scontro senza fine tra mondi che possono e debbono convivere. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Giovanni Paolo II, di fronte all\u2019imminente pericolo di guerra, propone ai cattolici di iniziare questa quaresima con il digiuno e la preghiera \u201cper la causa della pace, specialmente nel Medio Oriente\u201d. Le parole del profeta Gioele risuonano forti ancora oggi: \u201cSuonate la tromba in Sion, proclamate un digiuno, convocate un\u2019adunanza solenne. Radunate il popolo, indite un\u2019assemblea, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti\u2026Tra il vestibolo e l\u2019altare piangano i sacerdoti\u2026Il Signore si mostri geloso per la sua terra e si muova a compassione del suo popolo\u201d(Gioele 2, 15-18). E come se il Signore \u00e8 geloso della sua terra e compassionevole per il suo popolo! E\u2019 proprio la sua gelosia e la sua compassione che ci costituiscono, come scrive Paolo ai Corinzi, \u201cambasciatori per Cristo\u201d. Nel suo nome dobbiamo gridare al mondo: \u201cVi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio\u201d (2Cr 5,20). E\u2019 nascosta qui la nostra forza: il Signore, nella sua misericordia, ha preso la polvere che noi siamo per farci \u201cambasciatori\u201d di pace e di riconciliazione. E il Papa aggiunge: \u201cNoi cristiani, in particolare, siamo chiamati ad essere sentinelle di pace, nei luoghi in cui viviamo e lavoriamo. Ci \u00e8 chiesto di vigilare, affinch\u00e9 le coscienze non cedano alla tentazione dell\u2019egoismo, della menzogna e della violenza\u201d(Angelus 23 febbraio 2003). Il digiuno e la preghiera ci rendono sentinelle attente e vigili perch\u00e9 non vinca il sonno della rassegnazione che fa ritenere la guerra inevitabile; perch\u00e9 si allontani il sonno della acquiescenza al male che continua ad opprimere il mondo; perch\u00e9 sia sconfitto in radice il sonno del realismo pigro che fa ripiegare su se stessi e fa perdere il sogno di Dio sul mondo. Nel Vangelo della liturgia delle ceneri Ges\u00f9 stesso esorta i discepoli a digiunare e a pregare per spogliarci di ogni superbia e arroganza \u2013 \u00e8 questo il senso del digiuno \u2013 e per disporci con la preghiera a ricevere da Dio i suoi doni. Le nostre forze, da sole&nbsp; non bastano ad allontanare il male; abbiamo bisogno di invocare l\u2019aiuto del Signore, l\u2019unico capace di dare agli uomini quella pace che essi non&nbsp; sanno darsi. Ges\u00f9 ripete anche a noi le parole rivolte ai discepoli incapaci di scacciare lo spirito immondo da un giovane: \u201cQuesta razza di demoni \u2013 e la guerra \u00e8 uno di questi! &#8211; non non si caccia se non con la preghiera e il digiuno (Mt 17,21). Il tempo di quaresima \u00e8 un tempo opportuno per scendere nel nostro cuore, per \u201centrare nella camera\u201d o \u201cnel segreto del cuore\u201d, come ci suggerisce il Vangelo: dobbiamo ritrovare nell\u2019ascolto della Parola di Dio, nella preghiera e nella carit\u00e0, quella profondit\u00e0 spirituale che ci fa comprendere e gustare il valore della pace. Per noi cristiani, infatti, la pace, ancor prima di essere una questione politica, \u00e8 la conversione del cuore che ci porta sino a toccare le profondit\u00e0 dell\u2019amore di Dio e della sua compassione per gli uomini. Chi \u00e8 raggiunto dall\u2019amore di Dio diviene un uomo, una donna, pacificato e per questo anche pacificatore. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal>&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La quaresima, tempo carico di storia, sembra purtroppo che si svuoti sempre pi\u00f9 di senso in un mondo distratto, ove persino il carnevale \u00e8 molto pi\u00f9 incisivo e presente. 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