{"id":16522,"date":"2003-02-02T00:00:00","date_gmt":"2003-02-02T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/iv-domenica-del-tempo-ordinario.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"iv-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/iv-domenica-del-tempo-ordinario.html","title":{"rendered":"IV Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p><P><A href=\"http:\/\/www.bibbiaedu.it\/pls\/bibbiaol\/GestBibbia.Ricerca?Libro=Luca&amp;Capitolo=2#VER_22\">Luca (2, 22-40)<\/A><\/P><br \/>\n<P>La quarta domenica del tempo ordinario accoglie la memoria della Presentazione di Ges\u00f9 al tempio. L&#8217;evangelista Luca, all&#8217;inizio della narrazione, si collega alla legge mosaica secondo la quale la madre, quaranta giorni dopo la nascita del primogenito, doveva presentarlo al tempio e offrire in sacrificio al Signore, per la sua purificazione, un agnello oppure una coppia di colombe. <BR>La consacrazione del primogenito (come di ogni primizia) ricordava a tutto il popolo d&#8217;lsraele il primato di Dio sulla vita e sull&#8217;intera creazione. Maria e Giuseppe, pertanto, obbedienti alla legge di Mos\u00e8 fecero quanto era prescritto e portarono Ges\u00f9 nel Tempio per consacrarlo al Signore. Erano poveri e non potendo acquistare l&#8217;agnello per il sacrificio offrirono una coppia di colombe, in realt\u00e0 essi donavano a Dio il &#8220;vero agnello&#8221; per la salvezza del mondo. <BR>La festa della Presentazione di Ges\u00f9 al tempio \u00e8 tra quelle &#8211; poche in verit\u00e0 &#8211; celebrate assieme dalle Chiese cristiane d&#8217;Oriente e d&#8217;Occidente. <BR>Di essa si ha memoria gi\u00e0 nei primi secoli a Ge rusalemme (era chiamata il &#8220;Solenne incontro&#8221; una processione per le strade della citt\u00e0 ricordava il viaggio della Santa Famiglia da Betlemme a Gerusalemme con Ges\u00f9 appena nato. Ancora oggi la santa liturgia prevede la processione, cui, si \u00e8 aggiunta, dal X secolo, anche la benedizione delle candele, che ha dato il nome popolare di &#8220;candelora&#8221; a questa festa. <BR>La luce che viene consegnata nelle nostre mani ci unisce a Simeone ed Anna che accolgono il Bambino, &#8220;luce che illumina le genti&#8221;, come canta Simeone riprendendo le parole del profeta Isaia nei capitoli 42 e 49 sul Servo di Jahv\u00e8. <BR>E&#8217; piccolo Ges\u00f9, ha appena quaranta giorni, e subito si reca a Gerusalemme. E&#8217; il primo viaggio, ma gi\u00e0 prefigura l&#8217;ultimo. Torner\u00e0 nella citt\u00e0 santa al termine della sua vita, ma non pi\u00f9 offerto nel Tempio e non pi\u00f9 posto sulle braccia di Simeone, sar\u00e0 invece condotto fuori le mura della citt\u00e0 e sar\u00e0 inchiodato sulle braccla della croce. <BR>Oggi le braccia di Simeone lo prendono e lo stringono con affetto, ma nelle parole di questo saggio vecchio si delinea gi\u00e0 il futuro del Bambino: &#8220;Sar\u00e0 rovina e resurrezione per molti in Israele, segno di contraddizione perch\u00e9 siano svelati i pensieri di molti cuori&#8221;, e guardando la madre &#8211; quasi prefigurando la scena della croce &#8211; aggiunge: &#8220;Anche a te una spada trafigger\u00e0 l&#8217;anima&#8221;. <BR>Simeone, uomo giusto e timorato di Dio che &#8220;sospirava&#8221; il conforto d&#8217;Israele, &#8220;Mosso dallo Spirito, si rec\u00f2 nel tempio&#8230; prese il bambino tra le braccia e benedisse Dio&#8221;. <BR>Come prima fecero Maria e Giuseppe, ora anche Simeone &#8220;prende il Bambino con s\u00e9&#8221; ed \u00e8 riempito di una consolazione senza limiti tanto che dal suo cuore sal\u00ec una tra le preghiere pi\u00f9 belle della Bibbia: &#8220;Ora lascia, o Signore che il tuo servo vada in pace&#8230; perch\u00e9 i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti&#8221;. <BR>Era anziano Simeone, come pure la profetessa Anna (il Vangelo ne precisa l&#8217;et\u00e0, ottantaquatttro anni). <BR>In essi sono rappresentati certamente tutto Israele e l&#8217;umanit\u00e0 intera, che attende la &#8220;redenzione&#8221;, ma possiamo vedervi anche le persone pi\u00f9 avanti negli anni, gli anziani. Ebbene, Simeone ed Anna sono l&#8217;esempio di bella anzianit\u00e0. E&#8217; sempre pi\u00f9 facile nella nostra societ\u00e0 scorgere anziani, uomini e donne, che ormai pensano con tristezza e rassegnazione al loro futuro; e l&#8217;unica consola zione, quando \u00e8 possibile, \u00e8 il r\u00ecmpianto della pas sata giovinezza. Il Vangelo di oggi sembra dire a voce alta &#8211; ed \u00e8 giusto gridarlo in questa nostra societ\u00e0 fattasi particolarmente crudele verso gli anziani &#8211; che il tempo della vecchiaia non \u00e8 un naufragio, una disgrazia, una iattura, un tempo pi\u00f9 da subire tristemente che da vivere con speranza. Simeone ed Anna sembrano uscire da questo affollato coro di gente triste e angosciata e dire a tutti: \u00e8 bello essere anziani! S\u00ec, la vecchiaia si pu\u00f2 vivere con pienezza e con gioia. Certo, a condizione che si possa essere accompagnati, che si possa accogliere tra le proprie braccia un po&#8217; d&#8217;amore, un po&#8217; di compagnia, un po&#8217; d&#8217;affetto. Il loro canto \u00e8 inconcepibile ed incomprensibile in una societ\u00e0 ove quel che solo conta \u00e8 la forza e la ricchezza, ove quel che solo vale \u00e8 la soddisfazione individuale a qualsiasi costo, ove il solo ideale \u00e8 vivere per se stessi; sebbene proprio da questa mentalit\u00e0 &#8211; ma \u00e8 questa la tragica contraddizione che pure viene supinamente accettata e sostenuta dalla maggioranza &#8211; che nascono le violenze e le crudelt\u00e0 della vita. <BR>Oggi, vediamo venirci incontro Simeone ed Anna, sono essi che ci annunciano il Vangelo, la buona notizia all&#8217;intera nostra societ\u00e0: un bambino, non forte n\u00e9 ricco, anzi debole e povero, pu\u00f2 consolare, rallegrare e rendere persino operosa la vecchiaia. Cos\u00ec fu per loro. Non chiusero gli occhi sulla loro debolezza, sull&#8217;affievolirsi delle forze; in quel bambino trovarono una nuova compagnia, una nuova energia, un senso in pi\u00f9 per la loro stessa vecchiaia. Simeone, dopo aver preso tra le sue braccia il Bambino, pot\u00e9 cantare il &#8220;Nunc dimittis&#8221; non con la tristezza di chi aveva sprecato la vita e non sapeva cosa sarebbe accaduto di lui; ed Anna, l&#8217;anziana, da quell&#8217;incontro ricevette nuova energia e nuova forza per lodare Dio e parlare del bambino&#8221; a chiunque incontrava. Ambedue, assieme al gruppo dei pastori e dei magi, furono i primi missionari del Vangelo. Questa pagina evangelica del &#8220;solenne incontro&#8221; tra un Bambino e due anziani rivela quanto sia Piena e gioiosa la vita: il Bambino, il piccolo libro dei Vangeli, posto nelle mani e nel cuore degli anziani opera ancora oggi miracoli incredibili. <BR>La fragilit\u00e0 della vita, anche quella che giunge con il passare degli anni, non \u00e8 una condanna quando si incontra con l&#8217;amore e la forza di Dio. Il Vangelo sa trarre energie nuove anche da chi il mondo sembra mettere da parte. L&#8217;et\u00e0 anziana pu\u00f2 essere motivo di una nuova chiamata: basti pensare al tempo che si ha per pregare per la Chiesa, per la propria comunit\u00e0, per il mondo intero, per invocare la pace o anche per visitare chi ha bisogno, e comunque per testimoniare la speranza nel Signore. Nessuno \u00e8 escluso dalla gioia del Vangelo. E il miracolo che Ges\u00f9 compie in chi lo accoglie tra le sue braccia.<\/P><br \/>\n<P>Il Vescovo Paglia pubblica ogni settimana l\u2019omelia domenicale su<A href=\"http:\/\/www.vatican.va\/news_services\/or\/\"> <\/A><A href=\"http:\/\/www.vatican.va\/news_services\/or\/\">L\u2019Osservatore Romano<\/A> e su <A href=\"http:\/\/www.lavoce.it\/\">La voce<\/A><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luca (2, 22-40) La quarta domenica del tempo ordinario accoglie la memoria della Presentazione di Ges\u00f9 al tempio. 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