{"id":16518,"date":"2003-01-06T00:00:00","date_gmt":"2003-01-06T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/omelia-dellepifania.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"omelia-dellepifania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/omelia-dellepifania.html","title":{"rendered":"Omelia dell&#8217;Epifania"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoBodyTextIndent3 style=\"MARGIN: auto 0cm\">\u201cAlza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio\u201d(Is 60,4). Queste parole del profeta aprono la festa dell\u2019Epifania, la festa della manifestazione del Signore. Il 25 dicembre abbiamo celebrato la nascita di Ges\u00f9 nella nostra carne: Dio ha squarciato i cieli ed \u00e8 venuto ad abitare in mezzo a noi. Oggi, la Santa Liturgia mostra piuttosto il cammino degli uomini verso il Signore. E c\u2019\u00e8 come un\u2019ansia di universalit\u00e0 e assieme di urgenza che percorre questo giorno: \u00e8 il desiderio profondo che i popoli e le nazioni della terra non debbano aspettare ancora troppo tempo per incontrare Ges\u00f9. Egli \u00e8 appena nato, non sa ancora parlare, ma tutti i popoli possono gi\u00e0 incontrarlo, vederlo, accoglierlo e adorarlo. Tutti i popoli accorrono per vedere e per accogliere quel Bambino. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent3 style=\"MARGIN: auto 0cm\">&#8220;Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti ad adorarlo&#8221;, dissero i magi ad Erode appena giusero a Gerusalemme. I magi erano uomini di regioni lontane, ricchi e intellettuali, incamminatisi dall\u2019Oriente verso la terra d&#8217;Israele per adorare il &#8220;re&#8221; ch&#8217;era nato. Il Vangelo non indica n\u00e9 il numero, n\u00e9 la patria, n\u00e9 i nomi di questi singolari personaggi; ci fa capire per\u00f2 che non erano ebrei e che pertanto non conoscevano le Scritture. La Chiesa da sempre ha visto in essi l\u2019intera umanit\u00e0 e, con la celebrazione dell\u2019Epifania, vuole quasi guidare ogni uomo e ogni donna verso il Bambino ch\u2019\u00e8 nato. Nella notte di Natale Ges\u00f9 si \u00e8 manifestato ai pastori, uomini d\u2019Israele, anche se tra i pi\u00f9 disprezzati; furono loro i primi a portare un po&#8217; di calore in quella fredda stalla di Betlemme. Ora giungono i magi dal lontano Oriente e anch\u2019essi possono vedere quel Bambino.&nbsp; <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent3 style=\"MARGIN: auto 0cm\">I pastori e i magi, molto diversi tra loro, hanno per\u00f2 una cosa in comune: il cielo. I pastori non si mossero perch\u00e9 erano buoni, ma perch\u00e9 alzando gli occhi al cielo videro gli angeli, ascoltarono la loro voce ed obbedirono. Cos\u00ec pure i magi. Non lasciarono la loro terra per una nuova avventura o per chiss\u00e0 quale strano desiderio; certo, speravano e attendevano un mondo diverso, pi\u00f9 giusto, e per questo scrutavano il cielo: videro una &#8220;stella&#8221; e fedelmente la seguirono. Gli uni e gli altri suggeriscono che per incontrare Ges\u00f9 \u00e8 necessario alzare lo sguardo da se stessi, che non si deve restare incollati alle proprie sicurezze e alle proprie abitudini, bisogna invece scrutare le parole e i segni che il Signore ci pone lungo il nostro cammino. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent3 style=\"MARGIN: auto 0cm\">Per i magi, come del resto per i pastori, non fu tutto chiaro fin dall\u2019inizio. L\u2019evangelista non a caso nota che la stella ad un certo punto scomparve. E tuttavia quei pellegrini non si persero d\u2019animo; il loro desiderio di salvezza non era superficiale e neppure banale e la stella aveva davvero toccato in profondit\u00e0 il loro cuore. Giunti a Gerusalemme andarono da Erode a chiedere spiegazioni; le ascoltarono con attenzione e continuarono subito il loro cammino. Si potrebbe dire che la Scrittura aveva sostituito la stella. Ma il Signore non \u00e8 avaro di segni: all&#8217;uscire da Gerusalemme la stella ricomparve, &#8220;ed essi provarono una grandissima gioia&#8221;, nota l&#8217;evangelista. A noi, che tanto spesso ci autocondanniamo ad essere guide di noi stessi, oppure a sentirci adulti e indipendenti ad ogni costo, viene rubata la gioia di avere la &#8220;stella&#8221;. S\u00ec, c&#8217;\u00e8 un sollievo nel vedere la stella, ossia nel sentirsi guidati e non abbandonati a se stessi e al proprio destino. La corsa sfrenata verso l\u2019autosufficienza, la testarda convinzione di credere solo a se stessi, non portano consolazione ma solo timore e paura, durezza e tristezza.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent3 style=\"MARGIN: auto 0cm\">I magi ci esortano a riscoprire la gioia di dipendere dalla stella. E la stella \u00e8 anzitutto il Vangelo, la Parola del Signore, come dice il salmo: &#8220;La Tua parola \u00e8 luce sul mio cammino&#8221;(119. La luce del Vangelo ci conduce verso quel Bambino; senza vedere, senza leggere, senza seguire la stella del Vangelo non \u00e8 possibile incontrare Ges\u00f9. I magi terminarono il loro viaggio quando la stella si ferm\u00f2 e &#8220;videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono&#8221;. Giunti in quella povera casa, divenuta un singolare santuario essi, che pure erano re, si inginocchiarono. Probabilmente era la prima volta che si prostravano davanti ad un bambino, loro ch\u2019erano abituati a ricevere onori ed ossequi. Resta senza dubbio un gesto strano; ma per loro che, sapendo guardare oltre se stessi, avevano riconosciuto in quel Bambino il Salvatore, quel gesto era la cosa pi\u00f9 vera. Assieme a Maria, a Giuseppe e ai pastori, avevano compreso che la salvezza era accogliere nel proprio cuore quel Bambino, debole e indifeso.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent3 style=\"MARGIN: auto 0cm\">Ben diversa fu la reazione di Erode e degli abitanti di Gerusalemme. Appena seppero del Bambino non sentirono gioia come i magi o i pastori; al contrario, tutti si turbarono ed Erode lo fu a tal punto da decidere addirittura di ucciderlo. Il re non voleva che qualcuno insidiasse il suo potere e il popolo non desiderava che le solite e comode abitudini subissero scosse o cambiamenti. L\u2019intera citt\u00e0 non volle alzare gli occhi da se stessa. E non pot\u00e9 vedere la stella. Non volle ascoltare le Scritture, che pure parlavano cos\u00ec chiaramente di quel Bambino e non pot\u00e9 gustare la gioia della salvezza. Ges\u00f9, non solo non aveva trovato posto a Betlemme, non trovava accoglienza neppure nella citt\u00e0 santa. Come si pu\u00f2 notare, fin dalla nascita \u00e8 gi\u00e0 presente in nuce l\u2019intera vita di Ges\u00f9, compresa la sua morte. Sono i magi ora a salvare quel Bambino e a sottrarlo alla ferocia di Erode, il quale pur di conservare il suo potere non ebbe scrupolo di ordinare l\u2019uccisione di bambini innocenti. <\/P>I magi, per un&#8217;altra strada, fecero ritorno al loro paese, nota l\u2019evangelista. Del resto, quando si ha il Signore nel cuore non si pu\u00f2 pi\u00f9 percorrere la strada di sempre. I magi sono oggi accanto a noi, forse un poco pi\u00f9 avanti di noi, per aiutarci ad alzare lo sguardo da noi stessi e a dirigerlo verso la stella. Sono accanto a noi per guidarci verso le tante mangiatoie di questo mondo ove giacciono i piccoli e i deboli per portare loro il dono dell\u2019amore, della solidariet\u00e0, della giustizia. Essi sono accanto a noi per farci gustare la gioia di coloro che difendono e amano i poveri da coloro che vogliono continuare a sfruttarli e a soggiogarli. Beati noi, se con i pastori e con i magi, ci facciamo pellegrini verso quel Bambino e con affetto ci prendiamo cura di lui. In verit\u00e0, sar\u00e0 lui a prendersi cura di noi. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAlza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio\u201d(Is 60,4). Queste parole del profeta aprono la festa dell\u2019Epifania, la festa della manifestazione del Signore. 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