{"id":16515,"date":"2001-11-01T00:00:00","date_gmt":"2001-11-01T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/commemorazione-defunti-2001.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:35","slug":"commemorazione-defunti-2001","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/commemorazione-defunti-2001.html","title":{"rendered":"Commemorazione defunti (2001)"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Care sorelle e cari fratelli, \u00e8 una significativa tradizione ritrovarsi assieme qui, nel cimitero della nostra citt\u00e0, per ricordare tutti i defunti. Ricordiamo anche tutte le vittime della violenza di questi mesi, quelle delle torri di New York e quelle innocenti del centro Asia, come pure tutte quelle uccise dalle molteplici violenze che ancora insanguinano il pianeta. Li ricordiamo tutti, e li presentiamo al Signore perch\u00e9 li accolga in quella pace che gli uomini non hanno saputo dare. Da questo piccolo cimitero il nostro sguardo e la nostra preghiera si allargano al mondo intero come per raccogliere in un unico abbraccio d&#8217;amore coloro che sono stati violentemente strappati alla vita. Oggi li vediamo tutti nel cielo. Questa celebrazione \u00e8 assieme la festa dei santi e quella dei morti. S\u00ec, questa Messa ci apre uno spiraglio sulla vita dei nostri morti. Quante volte ci capita di chiederci dove sono i nostri cari defunti, dove sono gli amici che ci hanno lasciato. Vogliamo saperlo perch\u00e9 il distacco ci pesa; perch\u00e9 la separazione \u00e8 dolorosa. Ed \u00e8 difficile rassegnarsi alla loro perdita. E abbiamo ragione. Come accettare la separazione da chi abbiamo amato? Come rassegnarsi a non vedere pi\u00f9, a non toccare pi\u00f9, a non parlare pi\u00f9 con chi ci \u00e8 stato caro, amico, confidente, e di sostegno? Nessuno di noi vuole che il legame con loro termini. E&#8217; questa una delle ragioni che ci porta qui al cimitero. E ho visto che a Terni questa usanza di visitare il cimitero \u00e8 fortemente radicata. Ed \u00e8 bene che sia cos\u00ec! Manifesta amore; un amore che vorrebbe cancellare la distanza che ci separa dai defunti, o comunque conservare oltre che memoria anche un legame fisico, concreto. L&#8217;antica chiesa chiamava il cimitero &#8220;dormitorio&#8221;, ossia un luogo ove i morti dormono in attesa del risveglio nel giorno della risurrezione. Facciamo bene perci\u00f2 a venire qui; facciamo bene a conservare questa tenera tradizione, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 in essa questa verit\u00e0 profonda. L&#8217;apostolo Paolo ci invita a guardare il futuro riservato ai figli di Dio: &#8220;Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli&#8230;E se siamo figli siamo anche eredi&#8221;, scrive ai romani. E aggiunge: &#8220;Io ritengo che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovr\u00e0 essere rivelata in noi&#8221;. Oggi, questa santa liturgia, schiude ai nostri occhi uno spiraglio di questa &#8220;gloria futura&#8221;. Per noi che siamo qui, questa gloria dovr\u00e0 venire; per i nostri cari morti \u00e8 svelata. Essi abitano su quel monte alto ove il Signore ha preparato un banchetto per tutti i popoli. Il velo &#8220;che copre la faccia&#8221; e che ci fa ripiegare su noi stessi, per loro \u00e8 stato definitivamente strappato; i loro occhi contemplano il volto di Dio, nessuno di loro versa pi\u00f9 lacrime di tristezza; semmai ci sono lacrime nel cielo, sono lacrime di una dolce e tenera commozione senza fine. Oggi ci sono dati come gli occhi del cuore per vedere dove i nostri cari sono e dove noi andremo. C&#8217;\u00e8 una separazione tra loro e noi. Eppure c&#8217;\u00e8 anche una unione salda. Non \u00e8 visibile agli occhi del corpo, ma non per questo \u00e8 meno reale. Anzi, \u00e8 ancor pi\u00f9 profonda perch\u00e9 non fondata sulle apparenze esteriori, tanto spesso ingannatrici, e tutti ne abbiamo triste esperienza: quante volte anche gli amici pi\u00f9 cari ci lasciano soli con i nostri problemi? La comunione con i nostri defunti \u00e8 fondata sul mistero dell&#8217;amore di Dio che tutti raccoglie e tutti sostiene. L&#8217;unione con i nostri defunti \u00e8 fondata sulla Messa della Domenica, se cos\u00ec posso dire. E&#8217; l\u00ec, infatti, che costruiamo tra tutti noi un legame indistruttibile. E il legame \u00e8 l&#8217;amore del Signore. Questo amore \u00e8 la sostanza della vita. Tutto passa, anche la fede e la speranza. Solo l&#8217;amore resta. E&#8217; quanto il Signore Ges\u00f9 ci dice nel brano evangelico che abbiamo ascoltato. S\u00ec, l&#8217;unica cosa che conta nella vita \u00e8 l&#8217;amore; l&#8217;unica cosa che resta di tutto quel che abbiamo detto e fatto, pensato e programmato, \u00e8 l&#8217;amore. E l&#8217;amore \u00e8 sempre grande; sebbene si manifesti in gesti piccoli come un bicchiere d&#8217;acqua, un pezzo di pane, una visita, una parola di conforto, una mano che stringe un&#8217;altra. L&#8217;amore \u00e8 grande, \u00e8 forte, \u00e8 irresistibile perch\u00e9 \u00e8 sempre una scintilla di Dio che infuoca e salva la terra. E beati noi se seguiremo le parole Vangelo che abbiamo ascoltato. Ci sentiremo dire al termine dei nostri giorni: &#8220;Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredit\u00e0 il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo&#8221;, e la nostra gioia sar\u00e0 piena. Queste parole ce le sentiamo oggi dire di qui, dal nostro cimitero, che vorrei immaginare come la sponda da cui partiamo per raggiungere l&#8217;altra riva. Di qui sono partiti tutti i nostri cari. Questo cimitero \u00e8 come il segno di un legame che resta e che ci unisce a loro. S\u00ec, il cimitero ci ricorda che l&#8217;amore \u00e8 pi\u00f9 forte della morte. E&#8217; vero, la morte \u00e8 una separazione, ma non riesce ad annullare i nostri vincoli di amore, non distrugge i nostri legami, non annulla quei gesti di affetto, di aiuto, di bont\u00e0 che ci siamo scambiati lungo la vita. Tutto questo \u00e8 salvato. Cosa si salva di noi? Cosa ci porteremo? O anche, cosa si salva di Terni? Care sorelle e fratelli, l&#8217;unica cosa che si salva dalla morte \u00e8 l&#8217;amore; solo i gesti di amore resteranno per sempre. Ecco perch\u00e9 se vogliamo costruire davvero una citt\u00e0 e una vita che siano belle per tutti dobbiamo amare. Oggi \u00e8 la festa di tutti i santi, \u00e8 anche la festa di tutti defunti. Vorrei dire la festa dei defunti di Terni che si ritrovano in Paradiso. Sono raccolti, un po&#8217; come in questo cimitero, tutti assieme, con San Valentino e gli altri: Dio li ricorda uno per uno, nome per nome. Essi, sono davanti al trono del Signore, e pregano per noi, pregano per questa nostra citt\u00e0, pregano per il mondo intero perch\u00e9 cessino le violenze e le guerre e possa venire presto la pace. Care sorelle e cari fratelli, questa visione di paradiso, ci consoli. La vera Terni non finisce qui. Di qui sale e continua in Paradiso. Ma noi dobbiamo iniziare a costruirla gi\u00e0 da questa terra. E i mattoni di questa Terni del cielo, gli unici che resistono alla distruzione della morte, sono i gesti di amore e di misericordia: \u00e8 quel bicchiere d&#8217;acqua, quel pezzo di pane, quella visita, quella parola buona, quella mano tesa, quel sorriso. Ai nostri occhi questi gesti sembrano possono sembrare insignificanti, ma agli occhi di Dio sono eterni. S\u00ec, l&#8217;amore \u00e8 sempre pi\u00f9 forte della morte. Amiamoci gli uni gli altri e il Paradiso inizia gi\u00e0 da questa terra. Preghiera del &#8220;dies irae&#8221; (traduzione adattata) Giorno d&#8217;ira sar\u00e0 quello: il fuoco distrugger\u00e0 il mondo, la tromba suoner\u00e0 dovunque e tutti saranno radunati attorno al trono. Il giudice verr\u00e0 a giudicare con giustizia. Sar\u00e0 aperto il libro dove tutto \u00e8 scritto e ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 occulto sar\u00e0 svelato; niente rester\u00e0 segreto. Misero peccatore che sono! Che dir\u00f2 in quel giorno? A chi mi raccomander\u00f2 se appena il giusto sar\u00e0 sicuro? O Re di tremenda maest\u00e0, che salvi gratuitamente gli eletti, salvami, tu che sei la fonte di ogni piet\u00e0. Ricorda, Ges\u00f9 buono, che io son la causa della tua venuta: non mi condannare in quel giorno. Ti sei affaticato a forza di cercarmi; per salvarmi hai accettato la croce; non sia vano tanto tuo dolore. Giusto giudice, donami la grazia del perdono prima del giudizio. Io arrossisco di vergogna per le mie colpe. O Dio perdonami, ti supplico. Tu che assolvesti la Maddalena ed esaudisti il ladrone, dona anche a me la speranza. Le mie preghiere sono povere e poco degne. Ma tu, che sei buono e pietoso, salvami dalla dannazione eterna. Mettimi alla tua destra con le pecore e separami dai capri. Chiamami tra i benedetti e allontanami da chi \u00e8 maledetto. Ti prego, con il cuore prostrato e contrito come la cenere, abbi cura di me in quel giorno, o Signore. Fa che non sia giorno di lacrime e di rovina, ma giorno di conforto e di gioia piena. Fa che questa cenere che sono sia perdonata e trasformata come il corpo glorioso del tuo Figlio. Tu, o Signore, amico buono degli uomini, abbi piet\u00e0 di me e salvami! <BR>Amen&#8221;.<BR><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Care sorelle e cari fratelli, \u00e8 una significativa tradizione ritrovarsi assieme qui, nel cimitero della nostra citt\u00e0, per ricordare tutti i defunti. 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