{"id":16513,"date":"2001-11-24T00:00:00","date_gmt":"2001-11-24T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/ordinazione-sacerdotale-don-stefano-mazzotti.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:35","slug":"ordinazione-sacerdotale-don-stefano-mazzotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ordinazione-sacerdotale-don-stefano-mazzotti.html","title":{"rendered":"Ordinazione sacerdotale Don Stefano Mazzotti"},"content":{"rendered":"<p><P>&#8220;Care sorelle, cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P>la cattedrale, questa sera, \u00e8 particolarmente festosa. Se attorno \u00e8 buio, noi siamo nella luce e pieni di gioia. Questa domenica che chiude l&#8217;anno liturgico facendoci contemplare Ges\u00f9, re dell&#8217;universo, \u00e8 segnata dalla ordinazione presbiterale di un nostro fratello, don Stefano. Ed \u00e8 tra i momenti pi\u00f9 belli e significativi della vita di una chiesa. Siamo venuti in tanti ad accogliere don Stefano, che entra nel presbiterio della diocesi. E permettetemi di dire grazie anzitutto a Mons. Gualdrini che ha accolto e accompagnato don Stefano fin dalla sua terra. Cos\u00ec pure saluto di cuore i genitori e i familiari di don Stefano, che sono giunti assieme ad una rappresentanza della parrocchia nativa guidata dal parroco. E poi il Collegio Caprinica con il rettore che \u00e8 stato il luogo della sua formazione: siate i benvenuti. Assieme a voi cari sacerdoti e diaconi, e a voi, carissimi giovani che siete venuti cos\u00ec numerosi, tutti ci stringiamo attorno a don Stefano scelto da Dio per essere suo ministro. Egli, dopo aver ascoltato la chiamata del Signore, ha risposto &#8220;si&#8221;. Ha lasciato non solo la sua terra nativa per servire il Signore in questa chiesa, ma soprattutto ha offerto la sua vita perch\u00e9 stesse tutt&#8217;intera nelle mani di Dio. Ho desiderato che foste voi giovani anzitutto ad accoglierlo, che foste voi per primi a toccare con mano la gioia di rispondere al Signore che chiama. Facciamo bene a fare festa oggi attorno a don Stefano. Questa ordinazione sacerdotale, infatti, ci ridona il sogno sul mondo, ci fa capire che \u00e8 possibile vivere una vita bella e piena senza essere condannati ad una esistenza un po&#8217; triste, con una felicit\u00e0 scialba e un amore sbiadito. E&#8217; vero, oggi \u00e8 difficile sognare un mondo nuovo. Tutti siamo stati come schiacciati nell&#8217;angolo della rassegnazione. Non \u00e8 possibile una vita migliore, un mondo diverso dall&#8217;attuale. Questo realismo rassegnato ci ha man mano spinti dentro la spirale di una guerra che non sembra avere confini n\u00e9 di luogo n\u00e9 di tempo. Tutti siamo pi\u00f9 paurosi, pi\u00f9 incerti, pi\u00f9 chiusi, pi\u00f9 rassegnati. E ci interroghiamo su come sar\u00e0 il domani, il domani nostro e quello del mondo. E intanto tutti corriamo a rinchiuderci in noi stessi, diffidenti verso gli altri, specialmente se diversi da noi o dal nostro ambiente. E&#8217; diventato facile pensare, e anche parlare di superiorit\u00e0 di una civilt\u00e0 sull&#8217;altra e, peggio ancora, di scontro e di guerra tra religioni. Prevale, insomma, l&#8217;antica e sempre attuale logica del salvare se stessi a qualsiasi costo, anche con lo scontro e la guerra. Questa santa liturgia dell&#8217;ordinazione sacerdotale \u00e8 una luce in questa notte. Essa ci fa sognare un mondo diverso da quello guidato dall&#8217;egocentrismo e dall&#8217;amore per se stessi. Questa sera siamo partecipi di un altro mondo, quello in cui \u00e8 il Signore a regnare. L&#8217;apostolo Paolo ce lo dice: voi siete stati &#8220;liberati dal potere delle tenebre e trasferiti nel regno del suo Figlio diletto&#8221;. Siamo davvero dei &#8220;trasferiti&#8221;, o se volete degli &#8220;emigrati&#8221;, emigrati da un mondo violento verso il mondo dell&#8217;amore e della pace. Questa sera viene consacrato un operaio per questo mondo, per questo regno. Don Stefano \u00e8 stato chiamato a quest&#8217;opera. E in questa celebrazione gli viene chiesto davanti a tutti se \u00e8 disposto a compiere l&#8217;impegno che gli viene affidato. E lo vedremo disteso a terra, mentre invochiamo i santi del cielo, come ad esprimere anche fisicamente la sua totale disponibilit\u00e0. E&#8217; un momento commovente che, tuttavia, interroga anche ciascuno di noi. Il Signore infatti cerca tali operatori. Egli continua a percorrerete le nostre piazze, nelle diverse ore del giorno, per chiamare operai. Ce n&#8217;\u00e8 bisogno. Abbiamo l&#8217;orecchio attento? Abbiamo un cuore pronto, generoso? Ges\u00f9 chiede operai che attuino il sogno di un nuovo mondo. Lui sta davanti a noi. Potremmo dire che lui stesso \u00e8 il primo operaio, il primo realizzatore di un mondo di pace. Ges\u00f9 non \u00e8 rimasto chiuso in se stesso, o fermo nelle sue abitudini. Ed erano abitudini da paradiso! Egli ha lasciato persino il paradiso pur di starci accanto. Ha amato noi pi\u00f9 di se stesso. Eccolo davanti a noi. E&#8217; il crocifisso che Francesco d&#8217;Assisi ha contemplato. E&#8217; la croce che ci accompagner\u00e0 verso la prossima GMG. Oggi, sta davanti a noi, sta davanti a te, caro don Stefano. Quel venerd\u00ec santo, come abbiamo ascoltato dal Vangelo di Luca, tutti gli gridavano: &#8220;salva te stesso!&#8221; Glielo dicevano i capi dei sacerdoti, glielo gridavano i soldati, e glielo urlava anche uno dei ladri appeso accanto a lui. Le persone erano diverse, ma il ritornello era sempre lo stesso: &#8220;Salva te stesso!&#8221; Ma come poteva Ges\u00f9 salvare se stesso, lui che era venuto per amare e salvare gli altri? Con questo amore Ges\u00f9 ha sconfitto il realismo gretto di questo mondo che ha la sua radice proprio in questa spasmodica ricerca dell&#8217;amore per se stessi. Ges\u00f9 \u00e8 venuto per amare e per salvare gli altri. Caro don Stefano, l&#8217;essenza del sacerdote \u00e8 racchiusa tutta in questo amore, un amore che non conosce limiti, esigente, audace, largo quanto \u00e8 largo il mondo. Di questo amore abbiamo tutti bisogno, e particolarmente oggi. Essere sacerdote in questo tempo, all&#8217;inizio del nuovo secolo e dopo l&#8217;11 settembre, richiede un&#8217;audacia e una generosit\u00e0 ancor pi\u00f9 grande di quelle di ieri. Non si \u00e8 sacerdoti sempre allo stesso modo. Oggi o si \u00e8 santi, ossia immagine vera di Ges\u00f9, o si rischia di essere complici della tristezza di questo mondo. Tu, don Stefano, dovrai testimoniare quel Ges\u00f9 cos\u00ec come appare nei Santi Vangeli, cos\u00ec come sta davanti a noi questa sera. Non vieni ordinato sacerdote per servire te stesso, e neppure per realizzare te stesso o per seguire le tue aspirazioni. No, il sacerdozio non \u00e8 una tua voglia. E&#8217; essere partecipi di un sogno pi\u00f9 grande del tuo. E&#8217; essere parte di un disegno molto pi\u00f9 ampio di quello che tu stesso puoi desiderare o immaginare. Tu sei chiamato per partecipare alla costruzione di un mondo ove l&#8217;amore per gli altri \u00e8 pi\u00f9 forte dell&#8217;amore per se stessi, ove la misericordia e il perdono sconfiggono la tristezza e l&#8217;egocentrismo. Per questo, se fino ad ora tu potevi vivere per te, pensare per te, preoccuparti per te, da oggi tu vivi per il Signore e per il suo popolo, per la sua Chiesa e per il mondo. Ti viene dato un cuore largo che batte all&#8217;unisono con quello del Signore. Sii perci\u00f2 sollecito nel comunicare il Vangelo a tutti. Ricordati che il Vangelo non \u00e8 una parola fiacca, vuota, che ha bisogno di mezzi umani per essere pi\u00f9 attraente e proponibile. Il Vangelo \u00e8 forte, \u00e8 una parola autorevole che salva, che perdona, che tocca il cuore, che cambia la vita. Certo, per esserne testimone \u00e8 necessario che tu ne sia prima ascoltatore attento. S\u00ec, don Stefano, non dimenticare di ascoltare il Vangelo. Lascia che il Signore plasmi il tuo cuore e illumini la tua mente con questa parola che penetra sin nelle midolla. E&#8217; questa parola che ti dona &#8220;gli stessi sentimenti che sono in Cristo Ges\u00f9&#8221;, come dice Paolo. E sarai, allora, discepolo e pastore, figlio e padre. Ricordati, non si pu\u00f2 essere l&#8217;uno cosa senza l&#8217;altro. Solo chi ha imparato ad essere figlio e a restare per sempre tale, pu\u00f2 comprendere cosa vuol dire essere pastore. Per questo Ges\u00f9 dice: &#8220;Voi non fatevi chiamare rabb\u00ec, perch\u00e9 uno solo \u00e8 il vostro maestro e voi siete tutti fratelli&#8221; (Mt 23,22). A te viene, inoltre, dato il ministero di presiedere la celebrazione dell&#8217;eucarestia. E, &#8220;in persona Christi&#8221;, tu dirai: &#8220;Questo \u00e8 il mio corpo spezzato per voi, questo \u00e8 il mio sangue versato per voi&#8221;. La liturgia eucaristica sia il cuore delle tue giornate, il momento nel quale tu prepari il tuo corpo, la tua vita, per essere &#8220;spezzato&#8221; per la gente e il tuo sangue, il cuore, per essere &#8220;versato&#8221; per il Vangelo. E la liturgia eucaristica della domenica sia il momento della festa dell&#8217;amore, il momento in cui i figli si radunano attorno al Padre comune e si scoprono fratelli e sorelle, non solo di nome, ma realmente. La domenica torni ad essere il giorno della festa dei figli con il Padre. Amministrerai anche gli altri sacramenti, perch\u00e9 coloro che li riceveranno sia tutti edificati sino a formare l&#8217;unico corpo di Cristo. Tutta la tua azione pastorale \u00e8 diretta alla creazione di quest&#8217;unico corpo del Signore; tutto devi fare e operare perch\u00e9 tutti formino un&#8217;unica famiglia, quella di Dio. Caro don Stefano sii buono con tutti, fatti tutto a tutti per attrarli al Signore. E soprattutto tieni in considerazione i pi\u00f9 poveri e i deboli, i malati e gli esclusi. In essi \u00e8 presente il Signore. Abbi per loro la stessa cura che hai per la Parola del Signore, la stessa attenzione che hai per l&#8217;Eucarestia. In tutti e tre i casi si tratta dello stesso corpo del Signore. Non dimenticare che sei un discepolo che volentieri e con gioia si pone al servizio del Signore e del suo Vangelo. Ti troverai accanto Maria, la serva, la prima serva del Signore. Assieme a lei, ancora una volta, d\u00ec al tuo Signore: &#8220;Eccomi, sono il tuo servo, avvenga a me secondo la tua Parola&#8221;. <BR>Amen&#8221;. <BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Care sorelle, cari fratelli, la cattedrale, questa sera, \u00e8 particolarmente festosa. Se attorno \u00e8 buio, noi siamo nella luce e pieni di gioia. Questa domenica che chiude l&#8217;anno liturgico facendoci contemplare Ges\u00f9, re dell&#8217;universo, \u00e8 segnata dalla ordinazione presbiterale di un nostro fratello, don Stefano. 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